
C’è chi è convinto che la guerra in corso tra Russia e Ucraina sia una trappola ordita dalla Cia e dalla Nato ai danni di Vladimir Putin. Tutto sarebbe stato accuratamente organizzato per provocare l’orso russo, scatenare il conflitto, destabilizzare la regione ed estendere il Nuovo Ordine Mondiale a trazione americana. Che le cose non siano proprio andate così ce lo documenta uno dei maggiori esperti di servizi segreti, il prof. Aldo Giannuli, nel suo libro Spie in Ucraina. Gli errori dei servizi russi e occidentali, le cause e le dinamiche nascoste, della guerra, pubblicato a novembre dall’Editore Ponte alla Grazie (pp. 290, euro 16.90).
Giannuli in un suo precedente libro dal titolo Come i servizi segreti stanno cambiando il mondo (Ponte alle Grazie, 2018) aveva già segnalato l’enorme sviluppo dell’intelligence nel mondo contemporaneo. In fondo i servizi segreti sono le strutture cognitive più sofisticate e hanno accesso a una massa ineguagliabile di informazioni, comprese le più riservate. Tuttavia, malgrado questa massa di notizie e la poderosa capacità tecnologica, quanto sta accadendo in Ucraina non dimostra una diabolica regia di spie ed analisti, ma semmai il fallimento della loro capacità predittiva e organizzativa.
E’ chiaro che per scrivere una vera e propria storia di questa guerra occorrerà attendere prima di tutto che finisca. Ciò non toglie che si possa iniziare a fare qualche considerazione, e la prima è questa: non solo i governi dei paesi Nato, ma anche la Russia, che ha scatenato la guerra, hanno palesemente sbagliato i loro calcoli e le loro previsioni, proprio a causa dell’inadeguatezza dei loro rispettivi servizi segreti.


Sabato 25 febbraio, il quotidiano dei Vescovi italiani ha reclamizzato le “elezioni primarie” del Partito Democratico (
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Come promesso durante la campagna elettorale, la giunta di centro-destra delle Marche ha deciso di vietare l’uso della pillola RU 486 nei consultori.
In queste ore il mondo (dal premier Conte alla Cancelliera Merkel, ecc.) si interroga sul bavaglio imposto al Presidente Trump e ai suoi sostenitori da parte dei maggiori social–media.
Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega in Emilia-Romagna, ha svolto una efficace azione (vedi
L’ONU ha chiesto a quanto resta della massoneria