Aumenta l’intolleranza LGBT verso gli italiani: 4 nuovi casi

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La recente approvazione alla Camera dei deputati del DDL Zan, sembra aver aumentato l’aggressività delle lobbies LGBT del Paese.

Nelle scorse settimane abbiam dato notizia
– della mamma di Firenze costretta a cambiare scuola al figlio;
– delle modalità con cui vengono applicate le leggi regionali sulla cosiddetta omofobia;
– della condanna dell’avvocato Taormina per aver pensato male;
– del totalitario tentativo di far ritirare un volume del Cardinale Sgreccia.

Questa settimana vi presentiamo 4 casi verificatesi nei giorni scorsi, proprio vicino a casa nostra:

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SCOOP: ecco come verrà applicato il DDL Zan

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Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega in Emilia-Romagna, ha svolto una efficace azione (vedi qui) intesa a capire come il Partito Democratico stia applicando la L.R. 15/2019 sull’omotransfobia.
E’ noto che molto spesso il PD sperimenta nella regione rossa ciò che poi farà a livello nazionale: è questo il caso anche del DDL Zan.
Qui trovate le domande di Marchetti e qui le risposte.
Ora una sintesi in cui i virgolettati sono tratti dalla risposta ufficiale della Regione Emilia-Romagna.

Il PD conferma: l’omofobia non è un’emergenza. «Per il solo 2019 l’OSCE avvalendosi del suddetto contributo segnala 107 casi, in Italia, di atti discriminatori per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere».
Cioè ca. 5 casi all’anno per regione, e l’OSCE prende i dati dall’OSCAD (Polizia) e dall’UNAR (che è espressione del Governo).

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Unione Europea: soldi in cambio dell’approvazione dei diritti LGBT

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Il Presidente polacco Duda bacia la bandiera nazionale inginocchiandosi.

Ma l’Ungheria e la Polonia non ci stanno.

Il Recovery fund in ostaggio del veto di Orbàn ( e della Polonia) titolava l’altro ieri, martedì 17 novembre, il Corriere della Sera in un articolo a tutta pagina, a firma Paolo Valentino.
E come lui, la maggior parte dei quotidiani nazionali.
Che cosa sta davvero succedendo?

Il 16 di novembre gli ambasciatori di Ungheria e Polonia hanno messo il veto contro il pacchetto proposto dalla Germania, di cui fa parte il Recovery Fund, fondo europeo (750 miliardi di euro) messo a disposizione degli Stati in difficoltà economiche a causa della pandemia.
Quali ragioni spingono i due paesi a mettere i bastoni tra le ruote ad un procedimento che li vedrebbe, tra l’altro, beneficiari di notevoli somme di denaro?

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Covid: la gente chiede cure, soldi. Il Comune Reggio Emilia risponde con lo psicologo LGBT

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Il 5% delle aziende reggiane prevede la chiusura definitiva, il 22% non la esclude e 6 imprese su 10 si aspettano un crollo del fatturato. E il Comune di Reggio Emilia prende subito  provvedimenti, come? Forma i propri dipendenti a relazionarsi, in modo adeguato, con le persone trans e gay.

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Ristori: soldi a prostitute e festival dei trans

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INCREDIBILE: dal PD niente ai terremotati e agli agricoltori
Lo stanziamento deciso da Palazzo Chigi lo scorso 5 ottobre.
Il governo del Partito Democratico «premia» transgender e sex worker (professioniste del sesso). Ma ignora gli artigiani, le partite Iva e i professionisti.
Dimentica pure i terremotati.

L’emergenza Covid svela le priorità dell’esecutivo giallorosso: soldi a pioggia alle associazioni di transessuali e gay.
Piccoli spiccioli, dopo lungaggini burocratiche, al cuore pulsante dell’Italia: artigiani, imprese e lavoratori.

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DDL Zan: occasione per un esame di coscienza dei cattolici

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La terribile immagine della manifestazione organizzata da Gandolfini e Prandi lo scorso 17/10/2020: se diamo l’impressione di essere 4 gatti, chi ci ascolterà?

A) L’approvazione alla Camera del DDL Zan ha fatto pervenire a fattisentire.org, una decina di lettere di emiliano-romagnoli che chiedono “che fare?

B) La principale causa di questa ennesima sconfitta è l’attuale Dittatura del Relativismo (B. XVI), un processo iniziato con l’Umanesimo e alla cui odierna diffusione contribuisce anche l’incapacità evangelizzatrice della Chiesa.
Rispetto a questi fenomeni di portata epocale la persona singola può fare poco.

C) Tuttavia, se non vogliamo dannarci, qualcosa possiamo e dobbiamo fare.
Spiega Papa Sarto: «La forza principale dei tristi è la viltà e la debolezza dei buoni, e tutto il nerbo del regno di satana sta nella fiacchezza dei cristiani» (13/12/1908).

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La Nuova Bussola: I peggiori sono i traditori dei Family Day

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Più palloncini rossi che persone
Più palloncini rossi che persone: ecco la verità sulla controproducente riunione a Roma del 17/10/2020. Dopo le esternazioni dei suoi leader, viene il dubbio che farsi vedere così in pochi sia stato voluto, con il fine di abbattare la resistenza dei pro famiglia. [clicca per ingrandire]

di Riccardo Cascioli

Dopo le affermazioni choc del Papa sulle unioni civili si è messo in moto l’esercito dei normalisti e dei giustificazionisti che gridano al complotto e alla manipolazione.
Eppure che il Papa si sia pronunciato a favore delle unioni civili è indiscutibile.
Ma lo spettacolo peggiore lo hanno dato Adinolfi e Gandolfini che, pur di giustificare il Papa, hanno rinnegato le ragioni dei Family Day che hanno guidato.

Non c’è dubbio che fare i conti con un Papa che contraddice apertamente – seppure in una intervista – la dottrina cattolica è per un qualsiasi fedele cosa da capogiro e genera dolore, smarrimento, confusione. Comprensibile anche che ci si attacchi a qualsiasi cosa possa smentire che il Papa abbia veramente detto quelle cose o che avessero quel significato.
Ovvio allora che la ricostruzione riguardante quella parte di docufilm che da tre giorni sta facendo discutere il mondo, e che vuole quelle frasi estrapolate ad arte da una intervista più ampia e articolata, sia sembrata la scialuppa di salvataggio per gridare alla manipolazione del Papa, alla trappola, al complotto, e così via.
Da qui al “Il Papa non ha mai detto quelle cose e neppure le pensa”, il passo è stato immediato.

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Un osservatorio pro gender cancellerà dei libri di scuola: il PD ci porta ai Soviet

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L’idea è contenuta in una proposta di legge firmata dai deputati di Pd, M5S, Leu e +Europa.
E’ il DDL n° 2634/2020 (vedi qui), firmato anche dalla “democratica” Laura Boldrini.

Sarà una logica conseguenza del DDL Zan: istituzione di un osservatorio per controllare che i libri di testo rispettino le “diversità”,
con tanto di certificato di qualità e “liste di proscrizione” sul web.

Forse il DDL non sarà approvato subito, ma è rivelatore del giro mentale di chi ci governa:
sempre più vicina la democrazia socialista, dove gli illuminati che detengono il potere, operano per rendere il popolo schiavo e produttore.

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Le priorità del PD in Emilia-Romagna? Farmaci gratis per… i trans!

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Il 28 settembre 2020 la Giunta (PD) della Regione Emilia-Romagna ha deliberato «di garantire, alle persone residenti in Emilia-Romagna […] l’accesso alle terapie ormonali di cui necessitano […], sia durante il periodo di transizione in cui la persona inizia ad assumere le caratteristiche fenotipiche del sesso opposto sia, successivamente, a coloro che decidano di non ricorrere all’intervento chirurgico, ma realizzino unicamente il cambio anagrafico del sesso» (il testo della delibera QUI) .

Ancora una volta, la Regione Emilia-Romagna ha fatto da apripista a una delibera corrosiva che estende la gratuità delle terapie all’intera penisola. Infatti, il 1° ottobre l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha deliberato che i farmaci ormonali per transizioni di genere siano gratuiti in tutta Italia (vedi QUI).

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Gender: dalla Romania una lezione ai pro-family italiani

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Il senatore rumeno di centro-destra Vasile Cristian Lungu, durante un incontro anti-comunista

Dopo Russia, Ungheria, Rep. Ceca e Polonia, anche la Romania adotta una legge
– in difesa della famiglia naturale e
– di protezione delle persone eterosessuali.

Quanto accade in Romania ci tocca, se non atro perché – con oltre 1.200.000 persone – si tratta della comunità di stranieri più numerosa nel nostro paese.
Come gli albanesi (450.000) sono persone vissute per decenni sotto il terrore social-comunista: parlano poco, non si fanno notare, ottengono dai nostri vescovi luoghi di culto dedicati e… hanno fiuto per ciò che sa di totalitarismo.

L’antefatto: la Romania non prevede alcuna forma di riconoscimento nei confronti delle coppie dello stesso sesso.
La novità: la Romania ha approvato una proposta di legge che proibisce l’insegnamento del gender nelle proprie istituzioni scolastiche e universitarie.
Con la nuova normativa, si elimina anche l’educazione sessuale dalle scuole di qualsiasi ordine e grado: il testo proibisce in modo esplicito qualsiasi riferimento a sesso o genere dentro le istituzioni scolastiche.

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