DDL Zan: occasione per un esame di coscienza dei cattolici

Gender diktat
La terribile immagine della manifestazione organizzata da Gandolfini e Prandi lo scorso 17/10/2020: se diamo l’impressione di essere 4 gatti, chi ci ascolterà?

A) L’approvazione alla Camera del DDL Zan ha fatto pervenire a fattisentire.org, una decina di lettere di emiliano-romagnoli che chiedono “che fare?

B) La principale causa di questa ennesima sconfitta è l’attuale Dittatura del Relativismo (B. XVI), un processo iniziato con l’Umanesimo e alla cui odierna diffusione contribuisce anche l’incapacità evangelizzatrice della Chiesa.
Rispetto a questi fenomeni di portata epocale la persona singola può fare poco.

C) Tuttavia, se non vogliamo dannarci, qualcosa possiamo e dobbiamo fare.
Spiega Papa Sarto: «La forza principale dei tristi è la viltà e la debolezza dei buoni, e tutto il nerbo del regno di satana sta nella fiacchezza dei cristiani» (13/12/1908).

D) In questo 2020 il Partito Democratico ha imposto la pillola omicida a domicilio, la gratuità dei farmaci per transessuali e, ora, vuol far approvare il liberticida DDL Zan.
Di fronte a questa deriva, i lettori del sito lamentano:

  1. l’inutilità delle eventuali iniziative messe in atto dai pro-famiglia
  2. l’inaffidabilità dei leader dei pro-famiglia
  3. il silenzio dei Vescovi
  4. il tradimento da parte di esponenti “amici” nel centro-sinistra
  5. l’ambiguità di uno dei tre partiti del centro-destra

E) Tutte le lettere hanno una cosa in comune: nessuno si chiede “ma io ho fatto quanto potevo fare?

Tentiamo una risposta telegrafica a ciascun punto sulla base delle tecniche di organizzazione e comunicazione.

D-1) Vi son state iniziative utili, inutili e controproducenti.
– Le “analisi” sono indispensabili, purché di altissima qualità accademica (si pensi a quelle di un Magistrato di Cassazione), e anche gli articoli possono servire. Per le une e gli altri abbisogna, tuttavia, una capacità di diffusione che non abbiamo e per la quale dovremo lavorare.
– Le conferenze e le manifestazioni sono generalmente poco utili, ma possono diventare controproducenti se non teniamo conto che verremo contati.
Pensiamo al disastroso effetto prodotto dalla fotografia posta all’inizio di questo articolo (è la piazza semi-deserta della manifestazione di Roma dello scorso 17/10): se diamo l’impressione di essere 4 gatti, chi ci ascolterà?

D-2) Abbiamo più volte documentato come sia bastato trovarsi davanti a una telecamera perché gli esponenti delle associazioni pro-famiglia rinneghino la necessità di abrogare le leggi inique (per es. vedi qui, qui e qui).
Anche sull’approvazione del DDL Zan fanno pietà: «Contiamo sul buon senso di molti Senatori […] le Senatrici di tutti i partiti accolgano in modo trasversale le istanze avanzate da larga parte del modo femminista» (Gandolfini 8/11/2020).
Un rimedio a questa pena consiste nel non lasciarsi affascinare dalla capacità oratoria (bla, bla, bla) di questi presunti leader, ma chiedersi cosa pensano. Ad es. perché fan sempre riferimento alla Costituzione della Repubblica anche quando è in contrasto con il Catechismo e la Dottrina Sociale naturale e cristiana?
Inoltre, è indispensabile verificare con oculatezza che questi leader abbiano un lavoro e non ricevano finanziamenti pubblici ed ecclesiastici (anche indiretti a favore della propria attività professionale). Solo così si eviterà che vendano “la primogenitura per un piatto di lenticchie” alla prima occasione.

D-3)  Dopo la timida dichiarazione dello scorso giugno (vedi qui) i nostri Pastori tacciono. Qualcuno obietterà che i Vescovi non orientano più i fedeli e, spesso, nemmeno i loro parroci. Tuttavia, un Vescovo ha generalmente un’eco nei mass-media che le associazioni pro-famiglia non hanno: pertanto, potrebbe aiutare molto nella difesa della famiglia.
Il fatto, verificato più volte sul campo, è che i nostri Pastori si occupano di mille cose (spesso meno importanti della famiglia), ricevono informazioni solo da sinistra e nessuno di noi va a spiegar loro cosa succede nella vita reale.
Esemplificando: il cardinale Zuppi sa che nel 2019, a 900 metri da dove dorme, èstato impedito di nascere a 3 bambini ogni giorno (vedi qui)?

D-4) C’è ancora qualche cattolico che crede al centro-sinistra quando dichiara di voler aiutare la famiglia. Si tratta di ambienti psicologicamente subalterni, cioè che subiscono il fascino del potere a scapito della dottrina sociale naturale e cristiana.
Si pensi alle dichiarazioni favorevoli alle unioni civili fatte da Massimo Gandolfini e Mario Adinolfi, dopo le opinioni di Papa Francesco in argomento.
Per queste persone non c’è da fare discorsi né fornire analisi, ma bisogna favorire la loro crescita interiore: in quest’opera, può essere decisiva la frequentazione delle comunità religiose più serie (IVE, FFI, ecc.).

D-5)  Sul punto cinque e, in generale, per le relazioni con i partiti, viene posta in fondo la risposta a un lettore che chiedeva come farsi ascoltare da due senatori.
Nella stessa risposta, si dà qualche indicazione sul punto sei.

CONCLUSIONE. Un modello organizzativo abbastanza funzionante esiste: è la Marcia per la Vita.
Essa non dipende (né riceve denari) dai partiti o dai Vescovi.
Con un lavoro costante, ha ca. 200.000 like su Facebook.
Grazie alla coerenza nei principi e al non pretendere di comandare le associazioni mobilitate, porta ca. 60.000 persone ogni anno a Roma.
Non ha rapporti continuativi con i partiti, ma il lobbying etico si può imparare.

FattiSentire.org
Bologna, 8/11/2020

Caro Alberto,
Lei ci chiede come far sì che due senatori di Forza Italia operino per contrastare il DDL Zan.
Come prima cosa ci serve sapere: lei quante preferenze è riuscito a far avere a quei due senatori?

A noi, qui a Bologna, attribuiscono una capacità di orientare più o meno l’1 per mille della popolazione, cosa che ci ottiene l’attenzione degli uomini dei partiti.

Riflettiamo: diventare parlamentare vuol dire passare 4-5 giorni a Roma ogni settimana, trascurando così la propria azienda o il lavoro. La cosa viene ricompensata con circa 750.000€ in 5 anni e, pertanto, è ovvio che, per queste persone, la prima preoccupazione è quella di venire rieletti.

Da ciò deriva che la cosa più importante che dobbiamo fare è comunicare: la newsletter che lei ha ricevuto arriva a 1.025 bolognesi, più 1.299 emiliano-romagnoli, più altre 1.200 persone significative. Abbiamo anche 7 siti web e 10 pagine Facebook. Un altro nostro sito web distribuisce buoni libri gratuitamente e i suoi iscritti (ca. 30.000) vengono sensibilizzati sui valori non negoziabili.
Proviamo a immaginare cosa prova un esponente di partito locale quando oggi si vede elogiato e posto alla ribalta in tutti i nostri sistemi di comunicazione.

Dobbiamo anche ridimensionare ogni dichiarazione valoriale (lei scrive: “si dichiarano contrari”). In particolare, faccia attenzione a chi si presenta come cattolico: perché l’unico valore per queste persone si chiama “preferenza”.

Se si capiscono queste piccole cose (che son lapalissiane, ma ce ne dimentichiamo regolarmente), si capisce anche perché i parlamentari “cattolici” vengono irrisi: pensi al senatore Pillon, che nella Lega è considerato meno di zero perché non ha un proprio collegio e orienta pochissime preferenze.

Queste son le premese e la conditio sine qua non di ogni ulteriore discorso.

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Post Scriptum. Nel caso in cui lei si affacci al lobbying etico per la prima volta le diciamo: NON si scoraggi ma inizi il lavoro.
FattiSentire.org opera dal 2004, con intensità alterna in base ai doveri di stato di ognuno. Abbiamo cominciato sbagliando: si facevano e-campagne su scala nazionale… ma quando abbiamo capito che agli uomini dei partiti interessano le preferenze nel loro collegio abbiamo limitato la nostra azione a Bologna.

Pensiamo che questa sia la volontà di Dio e di Sua Madre: a noi verrà chiesto conto del gender che è nella scuola davanti a casa, e dello Zan che siede nel nostro consiglio comunale. Molto meno dovremo rispondere di quanto fatto dai Quagliariello, Macron, la UE o l’ONU.

In sintesi: appena sveglio, dopo le preghiere del mattino e l’orazione mentale mi chiederò: “A quante persone comunico io?”.
Senza questo, ogni azione è “fuffa”.

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