Bologna. Chi è il candidato sindaco del PD?

Gender diktat,Partecipazione del cittadino

Oggi assistiamo a Cardinali che partecipano a Feste dell’Unità, Vescovi che benedicono l’unione tra persone dello stesso sesso, Diocesi che elargiscono fondi alle scuole di Stato anziché a quelle libere. E così via.
Così, per chi crede che alcuni valori non sono negoziabili, è importante verificare di persona la storia e le idee di un candidato alle elezioni.

Per la città più rossa d’Occidente, il Partito Democratico ha scelto di candidare Matteo Lepore.
Lepore viene da famiglia socialista (1): si rifà cioè a quell’ideologia che – in tutte le sfumature assunte nel corso della storia– prevede sempre la lotta contro la religione, la famiglia, la proprietà.
Lepore non rinnega la sua matrice culturale, anzi: ecco alcuni esempi.

Sponsor principale dell’ideologia omosessualista.
La foto in alto a destra è assai significativa: scattata al Gay pride del 2018, ritrae l’Assessore Lepore che bacia l’Avv. Cathy La Torre, la più agguerrita legale LGBT (2).
Non si tratta di un’esternazione estemporanea: già dal 2012 il candidato si rallegrava del Gay Pride nazionale svoltosi a Bologna (3).
Ed ecco quanto si propone il candidato rispetto al matrimonio: parificare famiglia e unioni gay (4).

Fiumi di euro alle lobby LGBT, nulla alla famiglia.
In qualità di Assessore all’Economia del Comune, Lepore ha regalato all’Arcigay e ad altre sigle LGBT il complesso immobiliare “La Salara” (5) , il cui attivo supera il milione di euro.
Non bastasse, ha siglato con 14 associazioni LGBT un “patto” che prevede l’utilizzo di personale, macchine, beni di consumo del Comune gratuitamente e senza limite di spesa (6).
Anche la sede del Movimento Italiano Transessuali è merito del candidato Sindaco (7).

Soldi anche ai centri sociali violenti.
La foto accanto rappresenta ciò che Lepore ritiene “l’importanza della progettualità politica, sociale e culturale” (8) del Centro Sociale Labas. Infatti, a tale Centro ha praticamente donato una sede elegante, enorme, ristrutturata.
Quella per i compagni del Centro Sociale XM24 arriverà se sarà eletto.

Le mani sui bambini.
Il Candidato Sindaco PD prevede “un investimento pubblico di 50 milioni per la realizzazione di nuove infrastrutture scolastiche” con lo scopo di educare “tutti i bambini, che nessuno resti escluso” (9).
Attenzione: non si tratta solo dell’intenzione di eliminare gli asili paritari cattolici. La logica è quella socialista: i figli sono dello Stato, non della famiglia.

L’ombra di Soros.
Ai cattolici che si accingono a sostenere Lepore (10), segnaliamo l’inquietante presenza di Elly Schlein (11) in una lista d’appoggio al candidato PD (11).
La Schlein, attuale vice-Governatore della Regione, è fautrice della Open Society promossa e finanziata da George Soros (12): un’idea di società ben lontana da quella “a misura d’uomo e secondo il piano di Dio” di woytiliana memoria.

Dedicato a chi dice ai cattolici di non andare a votare… 🙂

David Botti

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2 commenti su “Bologna. Chi è il candidato sindaco del PD?

  1. Il candidato di Bologna NON può essere accettato a gestire una città storica e credente come Bologna! Non dico altro. Anzi sarebbe sconveniente per i cittadini che gli dessero il voto che dimostrerebbero non tanto un voto politico, ma una condivisioni ai “gusti” e alle tendenze fuori luogo, per un Sindaco! Possibile che la sinistra NON abbia personaggi migliori da proporre??

  2. OK; ma sarebbe importante che indicaste gli altri candidati “di peso” che possono avere qualche possibilità di competere, nell’ambito del vero pensiero cattolico woytiliano e “secondo il piano di Dio”.
    Cordiali saluti.

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