Queste due piattaforme hanno lanciato l’iniziativa #ScriviBene affinché – tale è l’intento ricercato dagli ideatori della iniziativa – tutti noi possiamo rivolgerci alle persone transessuali con la terminologia corretta ed usando frasi che siano rispettose della sensibilità di queste persone.
Alcuni suggerimenti: se un uomo è “diventato” donna, non si deve scrivere «Anna è nata uomo», bensì «Anna è stata assegnata maschio alla nascita» – un vero pugno in un occhio (anzi, in un orecchio) in quanto a concordanza con i generi grammaticali – ciò a motivo del fatto che «la biologia di una persona non “vince” la sua identità di genere».
La Nuova Bussola: I peggiori sono i traditori dei Family Day

di Riccardo Cascioli
Dopo le affermazioni choc del Papa sulle unioni civili si è messo in moto l’esercito dei normalisti e dei giustificazionisti che gridano al complotto e alla manipolazione.
Eppure che il Papa si sia pronunciato a favore delle unioni civili è indiscutibile.
Ma lo spettacolo peggiore lo hanno dato Adinolfi e Gandolfini che, pur di giustificare il Papa, hanno rinnegato le ragioni dei Family Day che hanno guidato.
Non c’è dubbio che fare i conti con un Papa che contraddice apertamente – seppure in una intervista – la dottrina cattolica è per un qualsiasi fedele cosa da capogiro e genera dolore, smarrimento, confusione. Comprensibile anche che ci si attacchi a qualsiasi cosa possa smentire che il Papa abbia veramente detto quelle cose o che avessero quel significato.
Ovvio allora che la ricostruzione riguardante quella parte di docufilm che da tre giorni sta facendo discutere il mondo, e che vuole quelle frasi estrapolate ad arte da una intervista più ampia e articolata, sia sembrata la scialuppa di salvataggio per gridare alla manipolazione del Papa, alla trappola, al complotto, e così via.
Da qui al “Il Papa non ha mai detto quelle cose e neppure le pensa”, il passo è stato immediato.

L’idea è contenuta in una proposta di legge firmata dai deputati di Pd, M5S, Leu e +Europa.
Il 28 settembre 2020 la Giunta (PD) della Regione Emilia-Romagna ha deliberato «di garantire, alle persone residenti in Emilia-Romagna […] l’accesso alle terapie ormonali di cui necessitano […], sia durante il periodo di transizione in cui la persona inizia ad assumere le caratteristiche fenotipiche del sesso opposto sia, successivamente, a coloro che decidano di non ricorrere all’intervento chirurgico, ma realizzino unicamente il cambio anagrafico del sesso» (il testo della delibera 
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