ONU + Covid-19 + Massoneria = Nuovo Governo Mondiale

La cappa ideologica,Socialismo

L’ONU ha chiesto a quanto resta della massoneria
di approfittare del Covid
per aiutare chi opera per un Nuovo Ordine Mondiale.

 

Michelle Bachelet (già Presidente socialista del Cile e oggi Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i Diritti Umani) è intervenuta ad un video-incontro organizzato dalla Gran Loggia del Cile per celebrare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, che i framassoni celebrano come una loro vittoria contro i Diritti Universali di Dio.

Il “gran reset” mondiale perseguito dalle élites mondialiste è apparso alla luce in modo concreto durante il video-incontro (presente nel canale YouTube della Gran Loggia del Cile https://youtu.be/_FJVqwV4DIY): si intende approfittare della pandemia e delle misure eccezionali di controllo sociale.

Nel suo intervento l’ex presidente cilena ha messo in risalto “il prima e il dopo” che il Covid-19 rappresenta agli occhi dell’ONU: la realizzazione di una “nuova era” che, partendo dai principi massonici del 1789 (libertà, uguaglianza, fratellanza), porti a compimento l’opera due volte secolare di distruzione di tutti i corpi intermedi, anche attraverso l’obbligo della vaccinazione: “Dobbiamo vaccinare tutti gli esseri umani della Terra”.

Il “Reset”

Amiche e amici“, ha segnalato, “la pandemia del covid-19 ci ha dimostrato che il modello di società esistente, costruito sulle diseguaglianze generalizzate, non è più da sostenere. Non possiamo permettere di tornare al ‘giorno zero’: quella è una normalità cattiva, una normalità che permetteva l’armonia in un mondo tremendamente diseguale“.
Da qui la necessità di quanto sta venendo chiamato “gran reset” o “grande re-inizio”, come è stato formulato a metà novembre dal primo ministro canadese Justin Trudeau: “Questa pandemia suppone un’opportunità per un reset“.

Una “nuova era” che abbisogna anche dell’aiuto dei framassoni

Nella stessa linea, Bachelet ha proposto “quel che dobbiamo fare in questa crisi è di non lasciar passare l’opportunità di riprenderci dalla pandemia con una società migliore di prima“.
Un’ipotesi che, nel corso della conversazione, è apparsa come un obiettivo concreto: “Ciò di cui abbiam parlato con il Segretario Generale [Antonio Gutierres] è la necessità di un ‘Contratto Sociale’ rinnovato per un’era nuova, perché il contratto sociale avuto sinora [quello di J. J. Rousseau] è superato e non ci sta dando i risultati che ci si aspettava da esso“.
A questo scopo abbiamo bisogno e contiamo ancora su alcuni dei vostri principi massonici, la solidarietà, la fraternità”, aggiungendo: “Confido che possiate unirvi e agire come una sola umanità, perché questo è ciò che siamo“.
[…] Dopo aver riaffermato la necessità che la massoneria collabori con il mondialismo, la dirigente dell’ONU ha confermato il ruolo fondativo che attribuisce alla pandemia: “Quando è cominciato il covid-19, ho detto: ‘Speriamo che questa pandemia abbia lo stesso effetto della Seconda Guerra Mondiale’.

Carmelo López-Arias, 07 diciembre 2020

 

Quali e quante forze possono essere messe a disposizione dalla massoneria?

Naturalmente, quanto proposto dall’ONU è stato subito raccolto dal Grand’Oriente d’Italia (Palazzo Giustiniani, di orientamento socialista):
Dopo aver abolito i corpi intermedi e le monarchie, dopo aver diffuso ovunque il codice civile, abbiamo ancora un compito nel processo rivoluzionario!”.

Due notizie della stampa locale, perciò passate inosservate, ci danno qualche indizio sull’attuale forza delle Logge in Italia.

Bologna è una provincia di ca 1 milione di abitanti: ci sono 13 logge, la più grande ha 67 iscritti e al suo vertice c’è un funzionario di banca di una filiale di provincia. L’età media è molto alta, ma ci sono anche alcuni quaranta-cinquantenni.
Spiega il Gran Maestro del GOI Stefano Bisi: «A Bologna saremo circa 600. Mille e 200 in tutta la regione, divisi in 42 logge […] I ‘fratelli’ si riuniscono due volte al mese in via Castiglione, a fianco di Palazzo Pepoli. In un piccolo appartamento ci sono due ‘templi’ e le 13 logge si trovano tutte lì, ruotando a turnazione».

Modena è una provincia di circa 700.000 abitanti, la seconda dell’Emilia-Romagna, conta tre Logge che si riuniscono a turno in un appartamentino di Via dello Zono.
Una storia della massoneria modenese è stata scritta da un fisioterapista e Gran Maestro, Mariano Brandoli, già consigliere comunale del centro-sinistra.
Vanto delle Logge modenesi è l’aver annoverato tra le sue fila il direttore generale della locale AUSL.

 

Fonti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *