Trump, l’account sospeso e la farina del mulino

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In queste ore il mondo (dal premier Conte alla Cancelliera Merkel, ecc.) si interroga sul bavaglio imposto al Presidente Trump e ai suoi sostenitori da parte dei maggiori socialmedia.
In tempi dittatura del relativismo, nella quale la libertà di opinione è una specie di divinità, sembra difficile formulare un giudizio e il relativo “che fare?”.

In Italia, anche i cristiani democratici più conservatori sono scossi:
tempi.it ritiene urgente togliere a «Zuckerberg [inventore di Facebook] & c. il controllo dello spazio comune»;
la nuovabq.it mette in guardia da un «soggetto privato, privo di legittimazione democratica, che interviene sui diritti garantiti dagli ordinamenti giuridici».
Come spesso accade a quest’area culturale, entrambi auspicano un rimedio peggiore del male: «siano solo le istituzioni ad avere il controllo legittimo dello spazio pubblico».

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Aumenta l’intolleranza LGBT verso gli italiani: 4 nuovi casi

Lascia un commentoCristianofobia in Italia,Gender diktat,La cappa ideologica

La recente approvazione alla Camera dei deputati del DDL Zan, sembra aver aumentato l’aggressività delle lobbies LGBT del Paese.

Nelle scorse settimane abbiam dato notizia
– della mamma di Firenze costretta a cambiare scuola al figlio;
– delle modalità con cui vengono applicate le leggi regionali sulla cosiddetta omofobia;
– della condanna dell’avvocato Taormina per aver pensato male;
– del totalitario tentativo di far ritirare un volume del Cardinale Sgreccia.

Questa settimana vi presentiamo 4 casi verificatesi nei giorni scorsi, proprio vicino a casa nostra:

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Terrorismo: riusciremmo a difendere le nostre chiese?

1 CommentoCristianofobia in Italia,I diversi islam

Da: Analisi difesa, periodico di intelligence

L’attenzione generale è ora concentrata sulla pandemia che ci devasta e non potrebbe essere diversamente davanti ad un disastro umano ed economico di così vasta portata.
Un altro pericolo però rimane immanente, quello del terrorismo islamico.

Anche senza voler considerare i recenti episodi dovuti ad attacchi di “lupi solitari“ in Francia, è un fatto che tale tipo di terrorismo non sia certo un capitolo chiuso. Dalle Filippine alla Siria, all’Iraq, all’Afghanistan e sempre più vicino a noi in Egitto e nel Sinai, Nigeria e Niger, Sahel, Sudan, Burkina Faso, Marocco, Somalia è un fiorire di movimenti ad esso collegati.

In Africa Settentrionale la situazione è ancor più preoccupante, perché il terrorismo locale si fonde con i fenomeni di migrazione clandestina e la crescita, in particolare in Italia, di quelle seconde generazioni che sono state negli altri paesi la culla della radicalizzazione.

È perciò seriamente ipotizzabile che al termine di questo periodo di pandemia, più o meno verso la fine del prossimo anno, si possa assistere a una recrudescenza di attentati organizzati, non più spontaneistici, sul suolo europeo, Italia compresa. Preoccupazione sicuramente ben presente nei governi, come dimostra il recente vertice svoltosi a Parigi l’11 novembre, da cui l’Italia è stata purtroppo esclusa.

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SCOOP: ecco come verrà applicato il DDL Zan

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Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega in Emilia-Romagna, ha svolto una efficace azione (vedi qui) intesa a capire come il Partito Democratico stia applicando la L.R. 15/2019 sull’omotransfobia.
E’ noto che molto spesso il PD sperimenta nella regione rossa ciò che poi farà a livello nazionale: è questo il caso anche del DDL Zan.
Qui trovate le domande di Marchetti e qui le risposte.
Ora una sintesi in cui i virgolettati sono tratti dalla risposta ufficiale della Regione Emilia-Romagna.

Il PD conferma: l’omofobia non è un’emergenza. «Per il solo 2019 l’OSCE avvalendosi del suddetto contributo segnala 107 casi, in Italia, di atti discriminatori per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere».
Cioè ca. 5 casi all’anno per regione, e l’OSCE prende i dati dall’OSCAD (Polizia) e dall’UNAR (che è espressione del Governo).

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ONU + Covid-19 + Massoneria = Nuovo Governo Mondiale

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L’ONU ha chiesto a quanto resta della massoneria
di approfittare del Covid
per aiutare chi opera per un Nuovo Ordine Mondiale.

 

Michelle Bachelet (già Presidente socialista del Cile e oggi Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i Diritti Umani) è intervenuta ad un video-incontro organizzato dalla Gran Loggia del Cile per celebrare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, che i framassoni celebrano come una loro vittoria contro i Diritti Universali di Dio.

Il “gran reset” mondiale perseguito dalle élites mondialiste è apparso alla luce in modo concreto durante il video-incontro (presente nel canale YouTube della Gran Loggia del Cile https://youtu.be/_FJVqwV4DIY): si intende approfittare della pandemia e delle misure eccezionali di controllo sociale.

Nel suo intervento l’ex presidente cilena ha messo in risalto “il prima e il dopo” che il Covid-19 rappresenta agli occhi dell’ONU: la realizzazione di una “nuova era” che, partendo dai principi massonici del 1789 (libertà, uguaglianza, fratellanza), porti a compimento l’opera due volte secolare di distruzione di tutti i corpi intermedi, anche attraverso l’obbligo della vaccinazione: “Dobbiamo vaccinare tutti gli esseri umani della Terra”.

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Tempi.it sposa il “Renzi, ci dimenticheremo”

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Il settimanale tempi.it, che un tempo si ispirava all’insegnamento di Don Giussani, sta sponsorizzando la candidatura dell’On. Maurizio Lupi a Sindaco di Milano.
I lettori protestano, dimostrando ancora una volta l’abisso che divide il mondo cattolico da chi pretende di rappresentarlo: così scrive una lettrice:

Molto spettabile e apprezzata redazione, ho appena terminato di leggere l’articolo di Amicone nel quale, se ben intendo, vi è tutto sommato un endorsement a Lupi quale sindaco di Milano.
Ma mi chiedo e vi chiedo:
[…] come sta il medesimo a principi non negoziabili?
Perché il Lupi è un negoziatore e in passato ha negoziato. Eccome se ha negoziato. Ha ferito. Eccome se ha ferito.
[…]

Ha ragione la lettrice: sono i valori non negoziabili il banco di prova con cui giudicare e decidere in ogni tornata elettorale. Non le professioni di fede (troppo spesso smentite dai fatti), né l’essere amicone di amiconi.

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La libertà di educazione… si suicida!

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«Il più grande problema che l’Italia dovette affrontare nel suo costituirsi a Stato moderno fu quello di creare una unità nazionale operante nella coscienza dei cittadini. E questo compito la classe dirigente affidò alla scuola»: ecco, secondo la maggiore storica della scuola (la gramsciana Dina Bertoni Iovine), la chiave di lettura per capire la scuola italiana.
Da parte sua, la Chiesa colse quell’intenzione di dominare le coscienze e rispose con la più importante delle encicliche in tema di educazione: «è ingiusto ed illecito ogni monopolio educativo o scolastico che costringa fisicamente e moralmente le famiglie a frequentare le scuole dello Stato» (Divini illius Magistri).
Se non si capisce la natura totalitaria e aggressiva della scuola di Stato in Italia, è meglio non occuparsi di educazione e di politiche scolastiche.

1. Lo scorso 4/12/2020 si è svolta una riunione via web per fermare “la strage delle scuole pubbliche paritarie” e “per il futuro della libertà di educare”.
L’iniziativa è promossa da un Cartello di 70 sigle, delle quali:
50 non si occupano di scuola
– alcune hanno un seguito rilevante, altre sono composte da 1 sola persona
– quasi tutte sono di “ispirazione” (?) cristiana
La Conferenza Episcopale è rappresentata dal Forum delle Associazioni Familiari (ahimè!).
Nel Cartello è presente anche un partito politico (!), che in tutta Italia conta ben 2 consiglieri comunali eletti (!!!).

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Piemonte, aborto fai-da-te. Il NO al Governo dell’Assessore Marrone

1 CommentoPolitiche per la donna,Vita: politiche di bioetica
L’Assessore di Regione Piemonte Maurizio Marrone (il più alto) durante una manifestazione in ricordo degli italiani massacrati dai social-comunisti yugoslavi.

L’Assessore piemontese agli Affari Legali, Maurizio Marrone, in quota Fratelli d’Italia, ha inviato il 12/11/2020 al ministro della Salute alcune osservazioni giuridiche che impediscono l’applicazione delle “Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine” emanate il 12/8/2020.
Per il testo completo cliccare qui: https://www.difenderelavita.org/db/Marrone_lettera_ivg_ministero.pdf

Le “Linee di indirizzo” emanate dal Governo PD prevedono la possibilità di un veloce passaggio della donna in un Consultorio qualunque, il ricevere subito, gratuitamente e senza ricetta il “pesticida umano” RU486, la sua assunzione da sola e a casa propria.

Il documento di Marrone – intitolato “Interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine: considerazioni di coerenza normativa” – si pone nella logica della limitazione del danno e della resistenza.
Questa è l’unica modalità di resistenza legalmente praticabile dagli amministratori di enti locali e, naturalmente, NON esclude che i pro-life continuino a battersi e chiedere agli uomini dei partiti la totale abrogazione della legge abortista.

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Unione Europea: soldi in cambio dell’approvazione dei diritti LGBT

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Il Presidente polacco Duda bacia la bandiera nazionale inginocchiandosi.

Ma l’Ungheria e la Polonia non ci stanno.

Il Recovery fund in ostaggio del veto di Orbàn ( e della Polonia) titolava l’altro ieri, martedì 17 novembre, il Corriere della Sera in un articolo a tutta pagina, a firma Paolo Valentino.
E come lui, la maggior parte dei quotidiani nazionali.
Che cosa sta davvero succedendo?

Il 16 di novembre gli ambasciatori di Ungheria e Polonia hanno messo il veto contro il pacchetto proposto dalla Germania, di cui fa parte il Recovery Fund, fondo europeo (750 miliardi di euro) messo a disposizione degli Stati in difficoltà economiche a causa della pandemia.
Quali ragioni spingono i due paesi a mettere i bastoni tra le ruote ad un procedimento che li vedrebbe, tra l’altro, beneficiari di notevoli somme di denaro?

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Covid: la gente chiede cure, soldi. Il Comune Reggio Emilia risponde con lo psicologo LGBT

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Il 5% delle aziende reggiane prevede la chiusura definitiva, il 22% non la esclude e 6 imprese su 10 si aspettano un crollo del fatturato. E il Comune di Reggio Emilia prende subito  provvedimenti, come? Forma i propri dipendenti a relazionarsi, in modo adeguato, con le persone trans e gay.

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