Donazioni alle Regioni per la salute? Serviranno a procurare più aborti

1 CommentoDiritti dei consumatori,Socialismo,Vita: altri temi

Già lavoriamo più di 5 mesi su 12 per lo Stato: ora, per fronteggiare il coronavirus, arriva l’assurda richiesta di dare soldi alle Regioni e agli Enti Pubblici.

E’ noto che gli assessorati alla salute delle Regioni promuovono l’aborto e la RU486, il sesso libero tramite gli Spazi Giovani, portano il gender nelle scuole (http://www.fattisentire.org/sanita-a-bologna-aborto-e-gender/ ).
Stupisce come nessuna Regione abbia ridotto o limitato la pratica dell’aborto o la formazione libertaria dei giovani al fine di liberare risorse per assegnarle ai malati di Covid-19.

E’, invece, meno noto che nelle Regioni a guida PD le attività intese a diffondere l’ideologia gender sono state incrementate.
E’ il caso della Toscana, che lo scorso 23 marzo 2020 ha stanziato 80.000 € a favore dei transessuali (qui il video-denuncia: https://youtu.be/TgOgvdtB4Jo ). E anche il Cismai (Bibbiano) approfitta del momento di crisi per cercare di far passare un decreto per incrementare le possibilità di sottrarre i figli alla famiglia.

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Le lobbies LGBT celebrano la vittoria: quali lezioni per i pro-famiglia?

Lascia un commentoGender diktat
L’irrisione del cristianesimo in un evento a Bologna nel 2015. La Magistratura ha archiviato nel 2017 (clicca sull’immagine per la notizia).

La sera del 29/3 è terminata la possibilità di vedere gratuitamente in streaming il film-documentario “Torri, checche e tortellini”: una celebrazione – con chiari intenti propagandistici – dei 43 anni del movimento omosessualista in Italia.
Il film è realizzato con denaro pubblico da Cinemare grazie al Ministero dei Beni Culturali e alla regionale Emilia Romagna Film Commission.
Scopo della visione gratuita è pubblicizzare l’imminente uscita di un nuovo film LGBT (realizzato sempre da Cinemare con Rai Cinema): la biografia di Mario Mieli, noto attivista della liberazione omosessuale in chiave marxista (morto suicida nel 1983) che – secondo Wikipedia – teorizza per primo la legalizzazione della pedofilia e la necrofilia.

 

C’è qualcosa da imparare da “Torri, checche e tortellini”. Qualcosa che narrano gli stessi attivisti LGBT e che può essere utile ai pro-famiglia. Vediamolo.

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Crisi migranti: il Governo del PD non aiuterà la Grecia

Lascia un commentoDal mondo,I diversi islam

L’Europa per una volta dimentica le politiche immigrazioniste suicide perseguite finora e sostiene la Grecia per arginare la nuova “invasione” dalla Turchia. Ma l’Italia non ci sta e il governo Conte rifiuta di mandare agenti di polizia e navi in supporto ai greci che affrontano il ricatto turco.

Il confronto in atto tra Turchia e Grecia sui migranti, che Erdogan ha mandato in circa 150 mila al confine terrestre occidentale, si estende anche al fronte marittimo con i due paesi impegnati a sostenere con la propaganda le proprie posizioni. Ankara mostra video di migranti illegali su gommoni respinti a forza dalle motovedette greche mentre Atene diffonde video di navi turche che scortano gommoni di migranti fin dentro le acque territoriali di Atene e di blindati della polizia turca che aiutano i clandestini a rimuovere le barriere sul confine terrestre di Edirne.

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Cattolici e rilevanza politica: le quattro strategie fallimentari

Lascia un commentoFamiglia: coppie di fatto,Vita: politiche di bioetica

La Evangelium vitae (1995) di Giovanni Paolo II aveva spiegato il legame tra le questioni bioetiche dentro la questione sociale: il nesso tra bioetica e Dottrina sociale della Chiesa. Se osserviamo la realtà attuale bisogna però riconoscere che il messaggio non è stato recepito e che quell’incontro non è avvenuto.

Dalla Nota dei vescovi italiani del 2007 sulle coppie di fatto, nonostante la schiera di leggi innaturali approvate soprattutto in questi ultimi cinque anni – Cirinnà, divorzio express, fine vita, suicidio assistito, diritto al figlio concepito in provetta – , ben più dirompenti e ingiuste di quella sulle coppie di fatto, l’episcopato italiano non ha più prodotto nessun documento in materia.
Mentre le leggi andavano sempre più in fondo alla questione e l’offensiva si radicalizzava, la Chiesa si ritirava sempre più alla superfice della questione.
Bisogna poi ricordare che tutte le leggi sopra ricordate sono state approvate con il voto dei cattolici presenti in Parlamento.
La Dottrina sociale della Chiesa dichiarava così la propria sconfitta, causata più dal fronte interno che da quello esterno, dato che le cose buone non muoiono che per suicidio.

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Enclaves jihadiste in Europa

Lascia un commentoI diversi islam

L’Europa sta pagando cara la propria vocazione ad un malinteso multiculturalismo, troppo pronto a metter tra parentesi la propria identità culturale, storica e spirituale, per timore d’offendere chi, da noi, è ospite.
Una “sindrome da Calimero”, di cui sta facendo le spese, ad esempio, il Belgio, dove si teme una nuova ondata di jihadisti in arrivo.
Lo stesso nella regione autonoma di Catalogna, trasformatasi ormai in una vera e propria base operativa del terrorismo islamico nel Continente.
Cosa sta succedendo?

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Si fa presto a parlare di multiculturalismo, ma, per farlo, occorre tenere conto anche delle conseguenze: se ne sta accorgendo a proprie spese il Belgio, alle prese ancora con l’incubo del terrorismo islamico, una minaccia ritenuta «latente per molto tempo ancora» dal rapporto, pubblicato lo scorso 30 novembre dalla VSSE-Sûreté de l’État, rapporto in cui si parla espressamente del rischio incombente di una nuova ondata di jihadisti, o scarcerati per termine pena oppure “arruolati” ex novo – per così dire – direttamente nelle carceri del Paese, dove alto è il tasso di radicalizzazione. Solo nel settembre scorso, ad esempio, erano ben 130 i detenuti per reati connessi al terrorismo.

Non solo. Secondo un altro documento confidenziale dei servizi segreti, diffuso dai media lo scorso maggio, la radicalizzazione avverrebbe in modo crescente anche nelle moschee, in cui la jihad armata verrebbe predicata con sempre maggiore insistenza da imam appositamente formati allo scopo. In un manuale, trovato in una di esse, ad esempio, si legge: «Il principio più importante è combattere i miscredenti e gli aggressori. La jihad armata diventa un dovere individuale per ogni musulmano». Testi come questo vengono abbondantemente diffusi, sia in formato cartaceo sia online, «grazie ai mezzi finanziari e tecnologici illimitati dell’apparato di proselitismo dell’Arabia Saudita e di altri Stati del Golfo», recita il documento.

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Insegnanti scuole paritarie: in Parlamento si alza una voce in loro difesa

1 CommentoLibertà di educazione,Socialismo

L’On. Bignami ha presentato un atto di vigilanza ispettiva rivolto al Ministro della Pubblica Istruzione: riguarda la gravissima discriminazione a danno degli insegnanti delle scuole paritarie.

Il Parlamentare bolognese di Fratelli d’Italia denuncia la contraddizione tra
– la legge istitutiva del concorso straordinario per essere assunti nelle scuole medie e superiori
– il bando di concorso relativo (QUI).

L’interrogazione fa riferimento ad un incontro con alcune organizzazioni sindacali (QUI), verosimilmente di orientamento socialista, che potrebbe esser la causa della discriminazione verso i professori cristiani.

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Difesa della famiglia: c’è una nobile aquila in Piemonte!

4 CommentiFamiglia: politiche familiari
L’Assessore Avv. Chiara Caucino mentre ispeziona personalmente un centro affidi piemontese.

Chiara Caucino: ecco il nome del coraggioso Assessore che difende la famiglia in Piemonte.
Leghista nella Giunta di Centro-Destra, dopo l’inchiesta di Bibbiano è presente sul territorio al punto da fare personalmente ispezioni ai centri di affido minori (QUI).

Ha ideato una legge (QUI) che ha mandato su tutte le furie quanti vogliono toglierci i figli per darli allo Stato.
Tale legge regionale risolve contemporaneamente:
– l’estendersi in Piemonte dei fatti di Bibbiano (QUI);
– la pretesa che siano gli Enti Pubblici i migliori garanti dell’infanzia;
– il tentativo dello Stato di rubare i figli alla famiglia, come prevede il disegno di legge del Partito Democratico che intende estendere l’obbligo scolastico dai 3 ai 18 anni (QUI).

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Emilia-Romagna: i cattolici ignorano le indicazioni di voto dei Vescovi?

2 CommentiLa cappa ideologica,Partecipazione del cittadino

Ha destato sensazione un’intervista post-elettorale rilasciata da Stefano Zamagni (QUI), Presidente del Pontificio Consiglio delle Scienze Sociali, nella quale lamenta: «In Giunta (della Regione) non c’è nessuno di sentire cattolico […] nonostante quell’area si sia impegnata per costruire la Lista Bonaccini».

In realtà, la decisione di Bonaccini certifica che i cattolici non seguono le acrobazie elettorali di alcuni Vescovi (QUI): forse non percepiscono appieno che il Partito Democratico è il peggior nemico dell’uomo e della creazione ma, dovendo scegliere tra il Vescovo e i propri figli, scelgono i figli.

Vediamo i dati: il discusso (1) prof. Zamagni fa due nomi:
– Giorgio Tonelli delle ACLI, che nel collegio di Bologna è arrivato ultimo nella lista PD con 1.234 preferenze;
– Lucia Gazzotti, che a Bologna, per la Lista Bonaccini, ha raccolto la miseria di 364 preferenze (QUI)

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Nuovo attacco del Partito Democratico alla scuola cattolica

3 CommentiLibertà di educazione,Stirpe di Giuda

“Paritarie, docenti (ri)esclusi dal concorso straordinario”

Esclusi dal concorso straordinario per 24mila cattedre gli insegnanti delle scuole cattoliche.
Paradossale: è il quotidiano catto-comunista Avvenire che informa dell’ultima discriminazione verso i cattolici.
Un modo per imporre alla scuola cattolica degli insegnanti statali.

I genitori vaglino con più attenzione le indicazioni dei Vescovi che fanno propaganda elettorale. 

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Soros, gender e femminismo. Chi è Elly Schlein, il volto della “nuova sinistra”

Lascia un commentoPartecipazione del cittadino,Socialismo

Roma, 28 gen – È stata la più votata di tutta l’Emilia Romagna, con ben 22mila preferenze. Un vero plebiscito. Stiamo parlando di Elly Schlein, il volto della new left che ha abbandonato le fabbriche per sistemarsi comodamente in un loft nel centro storico.
La Schlein, in effetti, ha tutto di questa sinistra urbana, liberal e post-operaia. Giovane, ecologista, femminista, immigrazionista, la Schlein ha tutte le carte in regola per rappresentare quel segmento di sinistra sempre più globalista e sempre meno nazional-popolare.

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