Elezioni europee 26/5/2019: è stato bravo il mio deputato?

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La sacralità della vita umana – dal concepimento alla morte naturale – e la difesa della famiglia naturale sono la priorità assoluta per i Comuni e per l’Europa.

Tuttavia, quasi nessuno controlla il comportamento su questi temi di coloro che avevano chiesto il voto dei cattolici.
Come per ogni tornata elettorale, FattiSentire.org propone un metodo di verifica facilmente replicabile per ogni circoscrizione, con i link dai quali ricavare i dati.
Facciamo dunque attenzione ai soliti “Family day” che, invece, ci diranno di votare per i loro amici o gli amici dei loro amici.

FattiSentire.org si occupa della circoscrizione in cui opera, comprendente le regioni: Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia.
E’ opportuno che ogni comitato pro-vita o pro-famiglia provveda a far conoscere quelli della propria Regione, inviandoli almeno ai propri vescovi, clero e simpatizzanti.

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Tribunale di Venezia: legge Cirinnà incostituzionale

1 CommentoFamiglia: coppie di fatto
Il lento avanzare del matrimonio omosessuale e delle sue implicazioni: mai dimenticare che i passi indietro dovrebbero essere solo temporanei…

Venezia, il tribunale vieta ad un bambino di avere due mamme: ma NON è una buona notizia.
Infatti, secondo i giudici, la legge Cirinnà presenta aspetti di incostituzionalità perchè, paradossalmente, discriminerebbe i genitori gay.

A sollevare la questione sono i giudici del Tribunale di Venezia che hanno rimesso il giudizio alla Corte Costituzionale. Il caso è quello di una coppia di donne unita civilmente. Una di loro, due anni fa, si è sottoposta a fecondazione assistita con donatore anonimo in Danimarca. A novembre 2017, a Mestre, è nato un maschietto, ma il Comune di Venezia, nell’atto di nascita ha indicato il bambino come “nato dall’unione naturale con un uomo, non parente né affine” della partoriente e non ha indicato la compagna come genitore, lo riporta il Corriere del Veneto.

Segue come al solito una vertenza giudiziaria perché anche quest’ultima venga registrata come seconda madre. Il Tribunale di Venezia sospende il procedimento e fa ricorso alla Corte costituzionale perché ritiene che la legge Cirinnà discrimini le coppie omosessuali rispetto a quelle eterosessuali.

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Scalfarotto emiliano-romagnola: VITTORIA! (…ma non ci basta)

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Come si vede, nella storia di Bologna è nota la “tolleranza” dei social-comunisti.

Sta per essere emendata la legge regionale sull’omotransnegatività. L’utero in affitto è ora equiparato alla violenza sessuale e all’abuso sui minori. Revoca dei finanziamenti alle associazioni che sostengono tali affitti. Tolto il termine omotransnegatività. Spariscono le “situazioni potenziali”.
Violenze in arrivo, come sempre.

Mentre scriviamo il Partito Democratico è spaccato e volano le seggiole: resterà comunque una proposta di legge liberticida e eterofoba, ma siamo la prima Regione rossa in cui si ottiene questo risultato.

Sta per essere emendata la legge regionale «liberticida […] immorale e immonda» (1) . La maggioranza dell’Assemblea Legislativa emiliano-romagnola ha proposto di emendare la legge «portatrice di una visione eterofobica» (2). Comunque vada a finire, i cattolici han fatto il loro dovere e un primo risultato è raggiunto: ora l’opposizione del centro-destra deve fare la sua parte perché la legge non passi.

Si preparano violenze? Centri sociali, femministe, Arcigay e la galassia dei gruppuscoli LGBT preparano – come sempre accade a Bologna – aggressioni sia ai cattolici che al PD: «il rischio è che le associazioni Lgbt protestino non solo contro gli ultrà cattolici, ma contro lo stesso Pd» (3).

La rabbia delle sinistre. Il Sindaco di Bologna:  «non condivido l’ […] equiparare tout court la maternità surrogata alla violenza sessuale».
Famiglie Arcobaleno: «Questa legge […] sarà una porcata […] meglio nessuna legge»
La nipote di Romano Prodi: «Un errore madornale, voterò contro [gli emendamenti]» (4).

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Gender: in Puglia c’è un assessore con gli attributi

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Le attività dell’assessore pugliese: autentica promozione delle pari opportunità

Fuoco ad alzo zero della lobby LGBT contro Patrizia del Giudice, Assessore alle Pari Opportunità della Regione Puglia.
Il motivo? L’aver dichiarato “Io sono per la famiglia naturale“.

C’è una petizione online per chiedere la revoca a Patrizia Del Giudice del ruolo di presidente della commissione Pari opportunità della Regione Puglia: ma, al momento in cui scriviamo, ha raggiunto solo 844 firme da tutta Italia (1). Più o meno le stesse della petizione di segno opposto: a favore della Del Giudice e promossa dalle associazioni familiari che aderiscono a Nova Civilitas Bari. 
La petizione è l’ultimo tassello di una vicenda che si è svolta nell’ultimo weekend di marzo. Tutto è partito da un commento che la Del Giudice ha lasciato sulla pagina dell’avvocato Fabio Candalice: “I faraoni Lgbt e i radical chic d’ogni dove con la loro risaputa arroganza dittatoriale sono ormai prossimi alla pernacchia universale che li spettinerà“.

Puglia, la Regione a guida PD, ha scelto per le Pari Opportunità una persona proveniente dalla società civile (Patrizia del Giudice è Vice presidente di Confindustria Puglia), estranea alle logiche di partito e probabilmente anche a quelle del PD: è quindi normale che sulla vita e sulla famiglia abbia le idee della maggioranza degli italiani.
Proprio a tale titolo la Del Giudice era stata premiata pochi giorni prima con il prestigioso premio “Woman for woman”, a riconoscimento della sua attività istituzionale a favore del’imprenditoria femminile (2).
Di più: in novembre aveva promosso la 1° conferenza regionale sulla famiglia (al singolare), escludendo la lobby gender e invitando invece le associazioni familiari: orrore!

Ma dell’aiuto alle donne la setta LGBT se ne frega: l’Assessore Del Giudice deve dimettersi perchè estranea all’ideologia gender veicolata dal PD.

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Nozze lesbiche… e la “ministra” 5 stelle si congratula!

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Marinaie spose, “ministra” della Difesa si congratula e… viene sommersa da critiche degli italiani

Il Signore creò Adamo ed Eva. L’uomo e la donna. Le cose inverse sono di Satana“: la ministra della Difesa Elisabetta Trenta si congratula su Facebook con Lorella e Rosy, le due marinaie unite civilmente a La Spezia ma, fra i pochi complimenti e auguri alle donne, viene sommersa da commenti detttati dal buon senso, dell’italiano medio, pieni di indignazione.
Errore della ministra, secondo gli utenti, quello di aver dato “visibilità a un abominio”, di fare del “razzismo al contrario” verso gli etero e di aver sbagliato nel definire le due spose “l’esempio di una importante evoluzione culturale, nelle Forze Armate e nel nostro Paese”, riducendo così “al ridicolo” la Marina.

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Trento: assalto a convegno anti gender

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Decine di contestatori, entrati nel palazzo della Provincia, sono stati fronteggiati da carabinieri e polizia in scontri, con alcuni feriti.

L’escalation di violenza contro chi semplicemente afferma le verità più elementari ha toccato livelli un tempo impensabili. Se n’è avuta prova ieri sera a Trento, dove il palazzo della Provincia è stato preso letteralmente d’assalto da decine e decine di giovani dei centri sociali e dell’area anarchica, ben spalleggiati da alcuni esponenti della sinistra locale. Il motivo?

All’interno del palazzo provinciale di Piazza Dante, precisamente in sala Belli si stava tenendo il convegno “Donne e uomini: solo stereotipi di genere o bellezza della differenza”, organizzato dagli Assessori all’istruzione Mirko Bisesti e alla salute Stefania Segnana (Lega). I relatori intervenuti sono stati lo psicologo e psicoterapeuta Emiliano Lambiase, il medico e psichiatria Maria Cristina Del Poggetto e l’avvocato Maristella Paiar. Tutti e tre, rispettivamente ciascuno nel proprio ambito di competenza, hanno sottolineato un dato basilare: maschi e femmine sono chiaramente differenti, e non solo per motivi culturali o di socializzazione, ma appunto per natura, e come tali vanno educati.

Per suffragare questa tesi, si sono esposti fior di argomenti razionali, decine e decine di ricerche scientifiche peer review – Lambiase è arrivato ad esporre uno studio con un campione di oltre 900.000 persone – senza fare neppure cenno ostile alla «teoria del gender» che, secondo critici dell’appuntamento, avrebbe dovuto essere il cuore ideologico del convegno.

Ciò nonostante, come si diceva, a pochi metri dalla sala – che era già strapiena, e dunque non avrebbe potuto contenere una persona in più rispetto alla presenti – si sono ammassate decine di contestatori che, già entrati nel palazzo della Provincia, hanno dovuto essere allontanati dalle forze dell’ordine prima che accadesse il peggio.

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DOPO VERONA Politica ancora inaffidabile, per il voto serve una lobby

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Verona: Piazza Bra

Huston abbiamo un problema e il problema è bello grosso:
– “Le conquiste sociali non si toccano, non si discute sulla revisione dell’aborto del divorzio, della libertà di scelta per donne e uomini“.
– “Divorzio, aborto […] non sono in discussione”.
– “Lo ripeto: legge 194, diritti civili e di scelta non sono in discussione né nei programmi del governo”.
Chi lo ha detto? La Bonino? No, Matteo Salvini il 27 e il  29 marzo, ripetendolo anche il 30 marzo poco prima di arrivare al Congresso Mondiale delle Famiglie, così come riportato rispettivamente dall’Ansa e dal Corriere.

“Io penso che nessuno in Italia voglia abolire la legge 194. Io non voglio abolire la 194. Nessuno In Italia vuole abolire la legge 194, siamo seri.[…] La legge 194 è una legge fatta benissimo e non si tocca” dal minuto 7,30”). Chi lo ha detto? Lo ha detto la Boldrini? No, lo ha detto l’on. Giorgia Meloni il 27 marzo scorso alla trasmissione Accordi e disaccordi sul canale Nove.

“L’oggetto del convegno [il Congresso Mondiale delle Famiglie] non è mai stato di mettere in discussione la legge 194, così come le altre conquiste sociali di questo paese”. Chi mai potrebbe parlare di aborto come conquista sociale del Paese? Zingaretti? No, il sindaco di Verona, di centrodestra, Federico Sboarina. Il quale ammette anche di aver concesso sale comunali per eventi antagonisti al Congresso di Verona: “In questi stessi giorni a Verona anche il circolo Pink ha utilizzato sale comunali per esprimere la propria idea”. Per tacere del convegno “Il ruolo del gender e della famiglia nella mobilitazione e nelle politiche della destra. Solidarietà femminista e prospettive rivoluzionarie” svoltosi il 29 marzo scorso presso la sala civica Elisabetta Lodi.

La famiglia va distinta dalle “unioni civili rispettabilissime con tutti i diritti che possono avere”. Al nostro personaggio misterioso l’intervistatore porge questa domanda: “E non sono una minaccia alla famiglia?”. E Mr X risponde: “Per niente, per niente”. Chi questo Mr X? L’on. Monica Cirinnà? No, il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti.

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Firma la petizione: più vita e famiglia nel nostro Comune

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Ecco come spendono i nostri soldi i Comuni dell’Emilia-Romagna: aborto, lotta alla libertà di coscienza.
Basta!

Nei Comuni dell’Emilia-Romagna ci sono tante forme di aiuto alla maternità e alla famiglia (1).
Tuttavia, per colpa dei meccanismi ISEE sul reddito, gli aiuti alla maternità e alla famiglia sono utilizzati solo dagli extra-comunitari.

Le elezioni amministrative saranno il 26 maggio (ballottaggi il 9 giugno).
Saranno tanti i Comuni che cambieranno guida: https://www.tuttitalia.it/elezioni-italiane/elezioni-comunali-emilia-romagna-2019/

Se risiedi in Emilia-Romagna FIRMA LA PETIZIONE
per chiedere ai Segretari di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia
che nei programmi elettorali vengano inseriti provvedimenti
a favore della maternità e della famiglia emiliano-romagnola.

PETIZIONE ELETTORALE: più vita e famiglia nel nostro Comune

Gentili segretari del centro-destra dell’Emilia-Romagna,
ho preso visione dell'ostilità del PD verso la maternità e verso la famiglia descritti nell'articolo: http://www.fattisentire.org/elezioni-comunali-proposte-per-la-vita-e-la-famiglia/
Per colpa dei meccanismi ISEE sul reddito, gli aiuti alla maternità e alla famiglia sono utilizzati solo dagli extra-comunitari.
Vi chiedo che nei programmi elettorali vengano inseriti provvedimenti a favore della maternità e della famiglia degli emiliano-romagnoli.
Vi ringrazio anticipatamente per quanto potrete fare, seguirò con attenzione l’operato di ciascuno.

**la tua firma**

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Ferrara e Modena contro la vita e la maternità

Lascia un commentoPolitiche per la donna,Vita: politiche di bioetica

Una mozione in difesa della vita umana è l’atto più nobile che può compiere un’amministrazione comunale.

Ieri, a Ferrara, è stata bocciata l’ennesima, presentata da Alessandro Balboni, consigliere di Fratelli d’Italia.
Tanti amici di costì erano presenti e fortunatamente non ci sono stati scontri né polemiche.

Penso dobbiamo tutti ricordare e far sapere che hanno votato contro la vita: il Partito Democratico, Sinistra Italiana, Mov. 5 stelle e tutte le liste civiche.
Solo 4 voti a favore, tutti del centro-destra: 2 di Forza Italia, 1 di Lega e 1 Fratelli d’Italia.
http://www.cronacacomune.it/notizie/36016/il-consiglio-comunale-si-riunita-lunedi.html

Purtroppo, tra le fila di Forza Italia, vi sono stati un assente (Paola Peruffo) e un non-voto (Vittorio Anselmi): raccomando agli amici di Ferrara di cercare conferma ed eventualmente correggere, ma se è come è sembrato dalla diretta TV, si consiglia di NON VOTARE MAI PIU’ COSTORO, qualunque cosa dicano o promettano.
E’ lo stesso criterio che abbiamo adottato le scorse elezioni del 2018 e quello che stiamo già adoperando per la valutazione degli eurodeputati in vista delle prossime europee.

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Firma la petizione: più vita e famiglia nel nostro Comune

1 CommentoFamiglia: politiche familiari,Partecipazione del cittadino
Ecco come spendono i nostri soldi i Comuni dell’Emilia-Romagna: ateismo, aborto, eutanasia, lotta alla libertà di coscienza e inviti ai peggiori esponenti pro morte nazionale.

Nei Comuni dell’Emilia-Romagna ci sono tante forme di aiuto alla maternità e alla famiglia (1).
Tuttavia, per colpa dei meccanismi ISEE sul reddito, gli aiuti alla maternità e alla famiglia sono utilizzati solo dagli extra-comunitari.

Le elezioni amministrative saranno il 26 maggio (ballottaggi il 9 giugno).
Saranno tanti i Comuni che cambieranno guida: https://www.tuttitalia.it/elezioni-italiane/elezioni-comunali-emilia-romagna-2019/

Se risiedi in Emilia-Romagna FIRMA LA PETIZIONE
per chiedere ai Segretari di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia
che nei programmi elettorali vengano inseriti provvedimenti
a favore della maternità e della famiglia emiliano-romagnola.

PETIZIONE ELETTORALE: più vita e famiglia nel nostro Comune

Gentili segretari del centro-destra dell’Emilia-Romagna,
ho preso visione dell'ostilità del PD verso la maternità e verso la famiglia descritti nell'articolo: http://www.fattisentire.org/elezioni-comunali-proposte-per-la-vita-e-la-famiglia/
Per colpa dei meccanismi ISEE sul reddito, gli aiuti alla maternità e alla famiglia sono utilizzati solo dagli extra-comunitari.
Vi chiedo che nei programmi elettorali vengano inseriti provvedimenti a favore della maternità e della famiglia degli emiliano-romagnoli.
Vi ringrazio anticipatamente per quanto potrete fare, seguirò con attenzione l’operato di ciascuno.

**la tua firma**

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