La bontà LGBT: acido solforico ai preti

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La violenza LGBT: un fenomeno di cui nessuno parla.
L’occupazione della Basilica di San Petronio a Bologna non è un caso isolato, nè un gesto di cani sciolti o estremisti: è la logica conseguenza di una mentalità che vuole imporre una visione contro natura dell’uomo e della vita.
Se nella rossa Bologna si pensa che una laurea in medicina comporti l’obbligo di uccidere i bambini non ancora nati,
nel resto del mondo si diffonde l’idea che chi si oppone all’ideologia gender deve essere sciolto nell’acido.

Attivista LGBT, femminista e pro aborto
attacca sacerdote con acido solforico

La femminista pro aborto e attivista Lgbt, Elis Leonidovna Gonn, ha attaccato con acido solforico un sacerdote cattolico mentre stava confessando.

Il fatto è accaduto in Nicaragua e il prete coinvolto è Mario Guevara, vicario della Cattedrale metropolitana di Managua, capitale dello stato centramericano e ha riportato gravi ustioni sul viso e sul corpo.

La 24enne ha gettato acido solforico sul viso e sul corpo del religioso, ferendolo gravemente. La polizia nazionale del Nicaragua ha riferito che la donna arrestata ha un passaporto russo ed ha assicurato indagini adeguate per chiarire pienamente i fatti.

Al momento dell’attacco la femminista indossava una camicia nera con l’immagine di un bambino non ancora nato che mostrava il dito medio, una t-shirt che solitamente utilizzano i gruppi pro-aborto.

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Unione Europea: Ungheria e Polonia resistono alla dittatura gender


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L’ennesimo testo del Consiglio europeo volto a diffondere l’ideologia gender con i soliti motivi pretestuosi: promuovere l’uguaglianza di genere e a contrastare la violenza e il bullismo online.
Ma il governo Orban e quello di Varsavia non ci cascano più: gli LGBT sono persone come le altre, legiferare su di loro sarebbe come tutelare i grassi o i bassi.

Ungheria e Polonia spaccano l’Ue: “No ai privilegi per gli LGBTIQ”

Il web deve essere uno spazio sicuro e non discriminatorio. Ma le discriminazioni a danno di chi sostiene la vita umana e la famiglia naturale sono quotidiane e, guardando anche solo Facebook, in aumento.

Con quale pretesto si contrasta l’identità occidentale?

Sempre lo stesso: i presunti “diritti” per la lobby LGBT, che in realtà sono privilegi con i quali si vuole reprimere chi pensa in modo conforme alla natura.

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Boicottato il film sulle foibe

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Dove avviene la proiezione accade che la figlia di un infoibato che piange a dirotto e la sua amica di sinistra, sospettosa prima di vedere il film, che resta a bocca aperta e vuole che sia proiettato nelle scuole.
A Bologna serve addirittura l’intervento di un deputato (G. Bignami) per permetterne la visione: giovedì 13 dicembre, ore 20.30 al Cinema Fossolo in via Abramo Lincoln 3.

Svela gli orrori compiuti dai partigiani social-comunisti nel nord-est d’Italia

Code davanti ai cinema, ma anche proteste con fiumi di messaggi per le città dove non c’è verso di trovare una sala.
Per fortuna nessun picchetto di chi vede l’uomo nero dappertutto all’ingresso dei cinema, ma un boicottaggio strisciante, una ritrosia culturale, che non rende onore a Red land – Rosso Istria, il film sulla martire istriana Norma Cossetto.

Non è possibile che a Milano per andarlo a vedere bisogna avventurarsi verso la Bicocca. Nessuna sala al centro si è fatta avanti. A Torino, il cinema centralissimo che aveva quasi detto sì ha fatto una repentina marcia indietro.

L’egemonia culturale della sinistra dettata dal politicamente corretto, anche se il film non inneggia certo al fascismo, colpisce ancora.
Nel triangolo «rosso» di Genova, Milano, Bologna i cinema sono off limits oppure la programmazione riesce a dissuadere gli spettatori più incalliti.
Da Perugia sono arrivati 150 messaggi di posta elettronica per chiedere a gran voce una sala, ma senza successo.
Roma, la capitale dove esiste un intero quartiere degli esuli istriani, fiumani e dalmati, Rosso Istria ha visto la luce prima in due cinema e adesso in quattro, ma talvolta non c’era neanche la locandina.

Il «boicottaggio» di basso profilo dipende anche da problemi di distribuzione, fondi, dal monopolio dei soliti filmoni americani, ma pure da un prurito ideologico e politico o finti timori di ritorsioni.
In Italia ci sono circa 4500 schermi, ma il film sulla tragedia delle foibe, dopo 70 anni, ha trovato spazio nella prima settimana appena in 30 sale e nella seconda in altre 40.
Da Roma in giù è tabula rasa a parte rare eccezioni.
A Napoli e dalle isole gli esuli protestano e stigmatizzano che in Sardegna non ci sia neanche un cinema con Rosso Istria nonostante i profughi istriani abbiano popolato Fertilia nel dopoguerra.

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Scuola e “consenso informato”: uno spiraglio contro il gender?

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È’ stata emanata una Nota: non un decreto né una circolare ministeriale, ma una semplice nota. Al momento in cui scriviamo è ancora assente dal sito ufficiale del Miur (Ministero Istruzione) e viene diffusa solo da una rivista specializzata del Settore, priva di data e numero di protocollo.
Ma, almeno questa volta, sembra che si vada in direzione delle libertà concrete della famiglia.

Tutto nasce da una Mozione – presentata il 4/10/2018 dal consigliere regionale Claudia CARZERI (FI, nella foto) e approvata l’8/11 dall’Assemblea Legislativa della Lombardia – di cui si è parlato su queste pagine.
Mentre numerose altre interrogazioni sullo stesso tema giacciono al Miur senza risposta, la Carzeri è riuscita a coinvolgere sulla sua Mozione tutto il centro-destra che governa la sua Regione, ottenendo così la disponibilità del Miur a intervenire.

Cosa cambia? La Nota ribadisce principalmente norme e circolari che generalmente sono disattese dagli Uffici Scolastici regionali e dai dirigenti scolastici:

  1. «Il PTOF [Piano Triennale dell’Offerta Formativa] deve, necessariamente, essere predisposto antecedentemente alle iscrizioni, per consentire alle famiglie di conoscere l’offerta formativa delle scuole » (si rimanda alla circ. min. n. 17832 del 16/10/18);
  2. «tutte le attività didattiche inserite nel PTOF, anche ove aggiunte in corso d’anno, devono essere tempestivamente portate a conoscenza delle famiglie»; 
  3. «La partecipazione a tutte le attività che non rientrano nel curricolo obbligatorio, ivi inclusi gli ampliamenti dell’offerta formativa di cui all’articolo 9 del D.P.R. n. 275 del 1999 [accordi stipulati a livello nazionale o locale, ad es. con le Aziende Sanitarie], è, per sua natura, facoltativa e prevede la richiesta del consenso dei genitori» (si riprende la nota n. 4321 del 6/7/ 2015); 
  4. «In caso di non accettazione gli studenti possono astenersi dalla frequenza»;
  5. «Al fine del consenso, è necessario che l’informazione alle famiglie sia esaustiva e tempestiva» (qui si riprende la nota n. 1972 del 15/9/15).

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Emilia-Romagna: 513 firme contro l’aborto, radiato l’Assessore genderista alla Sanità

2 CommentiPartecipazione del cittadino,Vita: politiche di bioetica

Ai Consiglieri Regionali del centro-destra
e, p.c., ai senatori e deputati
in Emilia-Romagna

Gentili esponenti dei partiti,
si allegano i 513 firmatari della nostra Regione che hanno sottoscritto il seguente appello a voi rivolto:
«Gentili esponenti del centro destra dell’Emilia-Romagna,
ho preso visione della relazione sull’aborto in Emilia-Romagna fatta dall’Assessore Venturi.
In essa vengono nascosti i dati sulle “pillole del giorno dopo”, sul crollo delle donne in età fertile, sulla diffusione delle malattie veneree conseguenti le politiche educative fatte dalle ASL.
Pertanto, la mia famiglia ed io, aderiamo alla petizione promossa da fattisentire.org e vi chiediamo di fare tutto il possibile per fermare la deriva etica promossa dall’attuale Giunta della Regione.
Vi ringrazio anticipatamente per quanto potrete fare, seguirò con attenzione l’operato di ciascuno
».

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Emilia-Romagna, appello: “Per piacere non fate compromessi!”

1 CommentoFamiglia: politiche familiari,Gender diktat

Su dittatura gender, patrocinio ai gay pride, adozioni omosessuali…

PER PIACERE NON FATE MEDIAZIONI

Appello ai consiglieri regionali dei partiti dell’opposizione

e, p.c., ai parlamentari del centro-destra in Emilia-Romagna

Gentili consiglieri,
la principale caratteristica della precedente legislatura nazionale è stata l’attacco alla vita e famiglia.
Siete già al corrente di quanto male abbia già fatto anche la Giunta Regionale in tema di vita e famiglia: oggi si assiste a un incremento delle attività avverse ai valori non-negoziabili… probabilmente gli ultimi colpi di coda di un Governo di matrice culturale socialista.

Attiriamo la vostra attenzione su tre iniziative in itinere:
1) Legge omotransnegatività (dittatura gender) – Oggetto 7159 [1]
2) Risoluzione per iscrizione all’anagrafe di bambini per coppie LGBT – Oggetto 6536 [2]
3) Atto di indirizzo per Patrocinio automatico ad ogni gay pride (già approvato in Commissione) – Oggetto 6750 [3]

Vi chiediamo di NON FARE MEDIAZIONI:
abbiamo visto nell’ultima legislatura come i compromessi di Alfano & soci non abbiano fermato la deriva etica nel paese;
molto meglio un’opposizione intransigente e presentarsi UNITI con una storia senza macchia alle prossime regionali.

Grazie per quanto vorrete fare,
FattiSentire.org
Bologna, 21/11/2018

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Quel professore sospeso dall’Università dei gesuiti

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Storica sentenza USA: c’è ancora la libertà di dire la verità.

Un professore sospeso da un’Università dei gesuiti è stato reintegrato dalla Corte Suprema del Wisconsin.
Aveva criticato una collega e difeso uno studente. Sullo sfondo una discussione sul matrimonio gay.
Uno scenario che si avvicina a grandi passi anche per l’Italia?

John McAdams era stato sospeso dalla Marquette University. Il professore in questione, però, è stato riammesso all’insegnamento dalla Corte Suprema del Wisconsin.

Questa è un’altra storia riguardante un docente che sembrerebbe aver subito un provvedimento per omofobia. In realtà pare che alla base di tutto ci fosse una critica mossa a un’altra docente della stessa università: “Marquette è sempre meno una vera università. Di sicuro non un’università cattolica, se il matrimonio gay non può essere discusso“, aveva scritto McAdams.

Un episodio differente, anche se riguardante tematiche circostanti, aveva interessato un insegnante britannico accusato di aver sbagliato genere nell’appellarsi alla sua classe e/o a uno studente trasgender.

In questo caso il professore, stando anche a quanto riportato dal blogger Sabino Paciolla, aveva scritto un post sul suo di blog.

Una riflessione inerente a un episodio avvenuto all’interno dell’Università fondata dai gesuiti. Quindi in un ambiente cattolico.

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Ungheria: una politica che sorride alla famiglia

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Con il “Contratto di Governo” i 5Stelle proseguono verso la dittatura gender con la promozione del tavolo LGBT (http://www.unar.it/riunione-del-tavolo-lgbt-presieduta-dal-sottosegretario-spadafora/) e l’UNAR (sì, sempre quella delle orge gay, di Spanò e della Boschi) usa i soldi pubblici per il lavaggio del cervello dei medici (vedere: https://www.osservatoriogender.it/corsi-arcobaleno-con-i-soldi-pubblici/), in Ungheria è in atto il cambiamento più importante.

In base ai numeri forniti dal ministro per la Famiglia, Katalin Novàk, madre di tre figli, l’Ungheria sta già vedendo i primi frutti delle politiche pro family: gli aborti ufficiali sono diminuiti del 30%, dai 40.449 del 2010 ai 28.500 del 2017, e contemporaneamente i divorzi sono scesi da 23.873 a 18.600; nello stesso periodo i matrimoni sono aumentati passando da 35.520 a 50.600, con un incremento di oltre il 42%.

Orban: le vere priorità ed emergenze della politica

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Esce il film su Foibe e partigiani: il “Giorno del ricordo” da non dimenticare.

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Per genitori, studenti e insegnanti, da: Insegnanti di religione cattolica.

“Giorno del ricordo” 10 febbraio 2019

Istituito da: Repubblica Italiana con la Legge n. 92 del 30 marzo 2004,
allo scopo di:
Commemorare le vittime dei massacri delle foibe
fatti dai partigiani titini e non
.

 
Il prossimo “giorno del ricordo” cadrà di domenica: non permettiamo che venga dimenticato.
Una proposta di attività didattica è la proiezione del film di prossima uscita:
https://www.youtube.com/watch?v=c9dlnrj3m3k&t=
Può essere svolta anche due giorni prima o il lunedì successivo ma occorre attivarsi subito in vista del prossimo collegio docenti.
 
Siamo nel settembre del 1943, nei giorni in cui nei territori italiani martoriati dalla guerra scoppia il caos: il maresciallo Badoglio, capo del governo italiano, chiede ed ottiene l’armistizio da parte degli anglo–americani e unitamente al Re fugge da Roma, lasciando l’Italia allo sbando.
L’esercito non sa più chi è il nemico e chi l’alleato. Il dramma si trasforma in tragedia per i soldati abbandonati a se stessi nei teatri di guerra ma anche e soprattutto per le popolazioni civili Istriane, Fiumane, Giuliane e Dalmate, che si trovano ad affrontare un nuovo nemico: i partigiani di Tito che avanzano in quelle terre, spinti da una furia anti-italiana.
In questo drammatico contesto storico, avrà risalto la figura di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana, laureanda all’Università di Padova, barbaramente violentata e uccisa dai partigiani titini, per la sola colpa di essere Italiana e cattolica.

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Scuola: il consenso preventivo diventa vincolante?

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Prevenzione del bullismo: spesso un “cavallo di Troia” dell’arcigay per entrare nelle scuole.

Il “Consenso informato preventivo” consiste nel dovere, da parte della scuola, di chiedere l’autorizzazione della famiglia per far partecipare i ragazzi a eventuali attività che toccano temi eticamente sensibili: in particolare l’ideologia gender e il libertarismo sessuale.
Si tratta del riconoscimento del primato educativo della famiglia rispetto ad ogni altra “agenzia”: i figli non appartengono allo Stato.
Il tema concerne anche la libertà di coscienza, regolarmente violata dai social-comunisti che governano enti locali.

L’assemblea legislativa della Lombardia ha approvato un’importantissima mozione sull’argomento, che si può leggere qui: http://www.consiglio.regione.lombardia.it/wps/portal/crl/home/leggi-e-banche-dati/Atti-di-indirizzo-e-controllo/Dettaglio-atto-di-indirizzo-e-controllo?tipoatto=MOZ&numeroatto=68&idlegislatura=32

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