Emilia-Romagna in Marcia per la Vita!

Lascia un commentoPartecipazione del cittadino,Vita: politiche di bioetica

Un evento regionale in preparazione della Marcia

Sabato 9 febbraio 2019, a CastelFranco Emilia (Bo/Mo)

Emilia-Romagna in Marcia per la Vita!

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Dalle 16 alle 19

faremo il punto sulla situazione in Regione assieme a

  1. VIRGINIA CODA NUNZIANTE (portavoce nazionale della Marcia)
  2. esponenti pro-life della nostra Regione
  3. i tre segretari regionali dei partiti che più hanno FATTO in difesa della vita e della famiglia.

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Il volantino qui:
– Bologna formato PDF: http://www.fattisentire.org/db/volantino-chiaro_4.pdf
– Bologna formato JPG: http://www.fattisentire.org/db/ER_inMarciaPerLaVita_3.jpg
– Modena formato PDF: http://www.fattisentire.org/db/20180209_MO_Locandina_6a.pdf
– Modena formato JPG: http://www.fattisentire.org/db/20180209_MO_Locandina_6a.jpg

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Castelfranco Emilia è raggiungibile
– in automobile: a 10′ dall’uscita Modena SUD (parcheggiare fuori dal centro)
– in treno da Bologna: in 17′
– in treno da Modena: in 8′

Il Cinema Nuovo è raggiungibile in 7′ a piedi dalla stazione e dal viale della circonvallazione.

 

PS. Saranno date indicazioni sul treno per andare a Roma alla Marcia di maggio.

In margine alla cattura del brigatista Battisti: chi è Bolsonaro?

Lascia un commentoDal mondo,Terrorismo

L’enigma Bolsonaro spiegato

Come mai prima del nuovo presidente del Brasile i terroristi erano impuniti? Quali le sue idee? Finalmente un determinato avversario del gender. Siamo di fronte all’Orban brasiliano?

Bolsonaro: “Questo è il giorno in cui i brasiliani hanno cominciato a liberarsi dal socialismo, a liberarsi dall’inversione dei valori, dal gigantismo statale e dal politicamente corretto”

di Julio Loredo

 

L’ampia vittoria elettorale del presidente Jair Messias Bolsonaro, con le immani conseguenze politiche e culturali che essa prospetta, in Brasile e in America Latina, continua a spiazzare non pochi italiani. Essendo vissuto in Brasile per ben diciassette anni, visitandolo ancor oggi spesso, mantenendo stretti contatti con molti brasiliani, credo di poter dire di conoscere bene il Paese e la sua gente.

Mi sorprende dunque riscontrare, anche in persone a me molto vicine, idee confuse sulla situazione brasiliana e sul significato di questa vittoria. Prevalgono i dubbi e le diffidenze, anziché l’ottimismo. Di fronte a una svolta storica, queste persone restano a guardare, indecise. Comprensibile per alcuni versi, ritengo che questa posizione sia unilaterale e, di conseguenza, fuorviante.

Mi viene quasi da pensare che vi sia una macchina da propaganda che alimenta tali diffidenze, poiché si manifestano identiche ovunque. E hanno sempre lo stesso risultato: neutralizzare le persone perbene.

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Una diversa modalità di contrasto del gender

Lascia un commentoGender diktat

«Uscire dal Guscio» è un Festival del quale si è già parlato su queste pagine (1): si rivolge all’infanzia e all’adolescenza (sì, proprio ai bambini dai 5 ai 10 anni) e si svolge in vari Comuni a Nord di Bologna.

A differenza di altre iniziative della lobby LGBT, non si svolge esclusivamente nelle scuole, né solo in spazi pubblici (come ad es. un gay pride), ma prevede entrambe le modalità. Ad esempio – attraverso i soliti pretesti della “educazione alle differenze”, “prevenire discriminazioni”, ecc. – vengono lasciati avvisi nelle scuole con cui si invita a far visitare ai bambini mostre apparentemente innocue di “libri per l’infanzia”, in orario pomeridiano e in locali offerti dalle pubbliche amministrazioni.

L’edizione 2018 del Festival è stata contrastata – in modo molto più forte della precedente – grazie alla determinazione di vari esponenti di partito e di liste civiche (2).
Tuttavia, i numerosi comunicati stampa, interrogazioni e richieste di accesso agli atti amministrativi si sono infrante contro le totalitarie amministrazioni comunali e regionali a guida Partito Democratico. Le varie risposte suonano più o meno tutte allo stesso modo: «Tali contenuti sono totalmente condivisibili, per cui la città Metropolitana ha ritenuto di concedere il patrocinio all’iniziativa».

Come difendere i diritti della famiglia e impedire che i bambini vengano confusi circa la propria sessualità, se – come nel caso dell’Unione Reno-Galliera – ci sono 17 consiglieri di cui ben 9 del PD?

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Per la Regione Emilia-Romagna i diritti della famiglia non esistono

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A seguito di un articolo (1) relativo a una Mozione della Regione Lombardia a favore del “consenso informato preventivo” (2), Andrea Galli, consigliere regionale di Forza Italia in Emilia-Romagna, si è reso disponibile a proporre un’analoga interrogazione all’Assemblea Legislativa della Regione rossa.
Tale interrogazione è stata presentata il 15/11/2018: segue di soli 9 giorni la Mozione lombarda e precede di ben 6 giorni la notizia dell’accoglimento della richiesta lombarda da parte del Ministero per l’Istruzione (3). Le date sono importanti per attribuire il giusto merito sia alla Lombardia che a Galli.

L’interrogazione del consigliere Galli (4) è perfetta quanto a normativa scolastica: si raccomanda fortemente a tutti i comitati pro-family di farne una lettura meditata e comunitaria in modo evitare riferimenti normativi errati e fuorvianti (5).
In particolare in essa si evidenzia che

  1. «tali attività “educative” vengono svolte dall’Azienda Sanitaria Locale, così che le famiglie troverebbero difficoltoso comprendere, in prima istanza, ciò che viene somministrato ai propri figli»;
  2. il pericolo della violenza verso i bambini non si limita al gender, ma si è ormai estesa anche ai «progetti educativi riguardanti la sfera affettivo-sessuale e tematiche inerenti».

Quest’ultimo aspetto è confermato da quanto sta accadendo in altre nazioni occidentali: una recente notizia della stampa, documenta il raccapricciante esito dell’educazione all’affettività fatta dallo Stato all’insaputa della famiglia: «abortire è come andare dal dentista […] è più doloroso il filo interdentale» (6).

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Emilia-Romagna in Marcia per la Vita!

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Un evento regionale in preparazione della Marcia

Sabato 9 febbraio 2019, a CastelFranco Emilia (Bo/Mo)

Emilia-Romagna in Marcia per la Vita!

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Dalle 16 alle 19

faremo il punto sulla situazione in Regione assieme a

  1. VIRGINIA CODA NUNZIANTE (portavoce nazionale della Marcia)
  2. esponenti pro-life della nostra Regione
  3. i tre segretari regionali dei partiti che più hanno FATTO in difesa della vita e della famiglia.

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Il volantino qui:
– Bologna formato PDF: http://www.fattisentire.org/db/volantino-chiaro_4.pdf
– Bologna formato JPG: http://www.fattisentire.org/db/ER_inMarciaPerLaVita_3.jpg
– Modena formato PDF: http://www.fattisentire.org/db/20180209_MO_Locandina_6a.pdf
– Modena formato JPG: http://www.fattisentire.org/db/20180209_MO_Locandina_6a.jpg

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Castelfranco Emilia è raggiungibile
– in automobile: a 10′ dall’uscita Modena SUD (parcheggiare fuori dal centro)
– in treno da Bologna: in 17′
– in treno da Modena: in 8′

Il Cinema Nuovo è raggiungibile in 7′ a piedi dalla stazione e dal viale della circonvallazione.

 

PS. Saranno date indicazioni sul treno per andare a Roma alla Marcia di maggio.

Marcia per la vita 2019: L’Emilia-Romagna si prepara!

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La testimonianza di un pro-life veneto come preparazione all’evento:
EMILIA-ROMAGNA IN MARCIA PER LA VITA!
Sabato 9 febbraio 2019, a CastelFranco Emilia (Bo/Mo)

Dalle 16 alle 19 faremo il punto sulla situazione in Regione assieme a
– VIRGINIA CODA NUNZIANTE NUNZIATE  portavoce nazionale della Marcia.
– tanti esponenti pro-life
– i tre segretari regionali dei partiti che più hanno FATTO in difesa della vita e della famiglia.
Le indicazioni defintive saranno messe su http://www.fattisentire.org/: lasciate la vostra e-mail.

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Marcia si o Marcia no?

Come militante pro-vita la Marcia a Roma è per me un appuntamento fisso in agenda, ma quest’anno si presentava in modo speciale: sia per esprimere un forte NO alla cultura della morte nel 40° della legge 194, sia per l’idea di “mobilitare” come MpV locale i nostri concittadini e organizzare un bus solo veneziano.

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Lombardia: il disastro dei pro family

1 CommentoFamiglia: politiche familiari

La Lombardia approva marijuana, pillola abortiva e “culto del dio preservativo“: i comitati pro family colti di sorpresa durante un tour di conferenze.
La Regione lavorava a quelle delibere da sei mesi, ma i pro family sembrano non avere informatori dentro la Regione, non conoscono i consiglieri regionali, forse non sanno nemmeno che la “deriva etica” è provocata più dalle Regioni che dal Parlamento.
Dopo aver creduto ai partiti in base a dichiarazioni pre-elettorali, aver dato fiducia a uno solo di essi, avergli firmato un assegno in bianco su vita e famiglia… ora i pro family lombardi sono solo “delusi e irritati“.
Anche la “pars cogitans” dei comitati manifesta soltanto “sconcerto” e, dopo aver dimenticato la natura del partito moderno, dice che “forse (sic!) la Regione ha la tentazione dell’accontentarsi di una buona amministrazione“.
Come reazione arriva solo un comunicato stampa, che ormai non legge più nessuno perchè la priorità è… fare inutili conferenze.
Si doveva invece dire: “
nessuno di questa sarà mai più votabile!“… ma come durante la Prima Repubblica forse c’è una poltroncina in ballo.

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Emilia-Romagna: NO alle adozioni LGBT… le opposizioni vincono!

Lascia un commentoFamiglia: politiche familiari
Nell’ordine, i consiglieri regionali Pompignoli, Galli e Tagliaferri

Per gli emiliano-romagnoli il 17/12/2018 sarà una data da ricordare: l’Assemblea Legislativa ha respinto la “risoluzione M5s” intesa a facilitare l’iscrizione all’anagrafe dei figli di coppie omogenitoriali.

La consigliera Piccinini voleva «portare il tema dell’iscrizione all’anagrafe di figli di coppie arcobaleno […] Il primo Comune a registrare all’anagrafe i figli di coppie omogenitoriali è stato quello di Torino con la sindaco Appendino [Movimento 5 Stelle] che ha riconosciuto la doppia genitorialità – e poi Roma, Bologna, Gabicce».
Con tale risoluzione si chiedeva alla Regione di sostenere sul piano tecnico i Comuni che avessero voluto intraprendere questa strada, per creare così disparità tra bambini e favorire la distruzione della famiglia.
In questo vortice di follia, la consigliera 5 Stelle ritiene che ubbidire al politicamente corretto e essere succubi dei 4 gatti della lobby LGBT sia «un atto di grande coraggio reso possibile anche dalla legge 40 sulla procreazione assistita e dalla legge Cirinnà».

Nonostante questi propositi, in Aula il provvedimento è stato respinto con il NO di Pd, Fdi, Fi e Lega Nord e il solo sì di Sinistra Italiana.

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La bontà LGBT: acido solforico ai preti

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La violenza LGBT: un fenomeno di cui nessuno parla.
L’occupazione della Basilica di San Petronio a Bologna non è un caso isolato, nè un gesto di cani sciolti o estremisti: è la logica conseguenza di una mentalità che vuole imporre una visione contro natura dell’uomo e della vita.
Se nella rossa Bologna si pensa che una laurea in medicina comporti l’obbligo di uccidere i bambini non ancora nati,
nel resto del mondo si diffonde l’idea che chi si oppone all’ideologia gender deve essere sciolto nell’acido.

Attivista LGBT, femminista e pro aborto
attacca sacerdote con acido solforico

La femminista pro aborto e attivista Lgbt, Elis Leonidovna Gonn, ha attaccato con acido solforico un sacerdote cattolico mentre stava confessando.

Il fatto è accaduto in Nicaragua e il prete coinvolto è Mario Guevara, vicario della Cattedrale metropolitana di Managua, capitale dello stato centramericano e ha riportato gravi ustioni sul viso e sul corpo.

La 24enne ha gettato acido solforico sul viso e sul corpo del religioso, ferendolo gravemente. La polizia nazionale del Nicaragua ha riferito che la donna arrestata ha un passaporto russo ed ha assicurato indagini adeguate per chiarire pienamente i fatti.

Al momento dell’attacco la femminista indossava una camicia nera con l’immagine di un bambino non ancora nato che mostrava il dito medio, una t-shirt che solitamente utilizzano i gruppi pro-aborto.

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Unione Europea: Ungheria e Polonia resistono alla dittatura gender


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L’ennesimo testo del Consiglio europeo volto a diffondere l’ideologia gender con i soliti motivi pretestuosi: promuovere l’uguaglianza di genere e a contrastare la violenza e il bullismo online.
Ma il governo Orban e quello di Varsavia non ci cascano più: gli LGBT sono persone come le altre, legiferare su di loro sarebbe come tutelare i grassi o i bassi.

Ungheria e Polonia spaccano l’Ue: “No ai privilegi per gli LGBTIQ”

Il web deve essere uno spazio sicuro e non discriminatorio. Ma le discriminazioni a danno di chi sostiene la vita umana e la famiglia naturale sono quotidiane e, guardando anche solo Facebook, in aumento.

Con quale pretesto si contrasta l’identità occidentale?

Sempre lo stesso: i presunti “diritti” per la lobby LGBT, che in realtà sono privilegi con i quali si vuole reprimere chi pensa in modo conforme alla natura.

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