Lobbies-LGBTQ: solo un gioco da tavolo?
Come mai l’Arcigay produce un gioco? «La lobby gay esiste, anzi ce n’è più di una!» è il motto di Lobbies, il gioco da tavolo ideato e appena pubblicizzato dal Cassero-Arcigay di Bologna (1).
I giocatori devono conquistare la città organizzando eventi e sfruttando le proprie risorse, tramite strategie e alleanze di comodo, per aumentare la propria influenza sulla società.
Uno scopo geniale: E’ chiaro che non si tratta solo di un gioco, ma si vogliono sensibilizzare gli attivisti LGBTQ. Il gioco, infatti, favorisce la
- consapevolezza di essere una lobby, ossia una minoranza che deve incidere sulla politica;
- conoscenza degli strumenti di base del lobbying: «denaro, consenso, militanti e propaganda»;
- dovere di «collaborare per obiettivi comuni», nonostante le diversità dei gruppi (2).

Frodi al voto e polizia stanca di crudeltà, Morales si dimette
L’Assessore all’Istruzione della Regione Veneto, 


Provoca nuovo disagio all’interno della maggioranza il patrocinio dato a una conferenza su «Corporeità, orientamenti affettivi, identità di genere negli adolescenti» (1).
Il centro-destra alza giustamente i toni dopo la pubblicazione del
1. Un piano nazionale di formazione degli insegnanti sui temi che riguardano la violenza di genere, che si vuol far credere sia dovuta alle differenze (nella propaganda chiamate “stereotipi”) tra maschio e femmina.
Il partito al Governo raccoglie il 44% dei voti e 239 deputati su 460.