No nozze gay? No vittoria

LA STORIA DELLA DISCRIMINAZIONE DI CARRIE PREJEAN

di Diana Zancheddu

Fosse stata politicamente corretta e consapevole di vivere nell’era obamiana forse oggi sarebbe Miss America. Invece deve accontentarsi di essere soltanto Miss California. In effetti sono problemi anche questi, in più Carrie Prejean, stangona bionda di anni ventuno e almeno trentaquattro denti da mostrare, non è diventata la più bella degli Stati Uniti perché discriminata, azzarda qualcuno: il suo problema è che non crede nel matrimonio omosessuale. Pare che lo scettro della più bella d’America le sia stato sfilato da una domanda in finalissima. “Nel Vermont hanno legalizzato il matrimonio gay (è il quarto, negli Stati Uniti, ndr). Secondo lei tutti gli stati dovrebbero seguirne l’esempio?”, le domanda il giudice Perez Hilton, un ragazzetto appena più vecchio di lei. E domanda più politicamente corretta non poteva essere posta. “E’ bello che uno possa scegliere – risponde lei – Ma nel mio paese e nella mia famiglia il matrimonio è tra un uomo e una donna”. E si gioca così la vittoria, la corona in testa, i fiori in braccio e le lacrime piagnone di tutte le prime miss della terra.

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Insulti e odio verso il Papa dai coloni israeliani

Insulti al Papa sulla radio dei coloni

47 minuti di Tovia Singer e Tamara Yonah, un programma radiofonico di Arutz Sheva, l\’agenzia di informazione dei coloni israeliani, per insultare il Papa: «L\’ex giovane nazista viene qui da crociato per chiederci di svendere parte della Terra Santa alla sua Chiesa. Speriamo che il suo aereo non parta»…
I coloni non sono quattro avventurieri un po\’naive che con la loro roulotte si piazzano in un posto e creano un insediamento. Sono gente il più delle volte nata e cresciuta negli Stati Uniti, con a disposizione mezzi di comunicazione non marginali attraverso i quali predica l\’intolleranza verso tutti gli altri. E certe tesi fanno breccia, tanto che le loro idee circolano in Israele…

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Da che pulpito viene la predica a Benedetto XVI!

Un po’ di storia…

Il Belgio è un pulpito poco adatto
per far prediche al Papa sull’Africa

L’aspetto buffo della vicenda sta nel fatto che la reprimenda sulla questione africana sollevata da Benedetto XVI venga proprio dal Belgio, la nazione che ha sperimentato la più bieca e brutale forma di colonialismo…

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