Preti e omosessualità, quando ”Repubblica” inventa

AVVENIRE STRUMENTALIZZATO

I quotidiani Il Secolo XIX e Repubblica hanno ieri dedicato ampio spazio a una presunta svolta di Avvenire sul tema preti e omosessualità. Il pretesto per entrambi i quotidiani è stata la puntata numero 48 del «viaggio attorno al prete» del professor Vittorino Andreoli, pubblicata su Avvenire del 7 gennaio che, però, non dava alcuno spazio a possibili interpretazioni ambigue.

Addirittura il quotidiano genovese ha giudicato questa la notizia più importante del giorno accompagnandola a una presunta “confessione” di un prete omosessuale che – essendo anonimo – fa sorgere seri dubbi sulla sua reale esistenza.

La svolta di Avvenire evidentemente non esiste, e la responsabilità delle pagine dedicate all’argomento ricade interamente sui responsabili dei giornali che le hanno pubblicate, come evidenzia il doppio intervento del direttore sull’Avvenire di oggi, un editoriale in prima pagina e la risposta a un lettore nella pagina Forum.

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La giustizia in Italia: terroristi assolti, militari condannati

L’ipocrisia che ha condannato il generale Stano

Non desidero tornare sul procedimento del Tribunale Militare di Roma verso i due alti Ufficiali dell’Esercito, già comandanti del contingente in Iraq, accusati di aver omesso provvedimenti per la difesa militare, ma solamente precisare ulteriormente il mio pensiero. Tanto più che, con una motivazione analoga, è stato chiesto il rinvio a giudizio del colonnello dei Carabinieri che comandava la “Base Maestrale”, con dibattimento che si svolgerà nel prossimo mese di gennaio. È bene dire che si tratta di tre comandanti capaci, stimati dai soldati e ben sperimentati. Ma il punto non è tanto il procedimento, che ormai appartiene alla cronaca, quanto il contesto, tutto italiano, in cui vengono decise e sono quindi condotte le cosiddette “operazioni di pace”. (altro…)

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“Orientamento sessuale”: la Francia punta a nuovi standard legali

Orientamento sessuale, l’agenda nascosta della Francia

La mozione promossa all’ONU dalla Francia su “orientamento sessuale e identità di genere”, e firmata in dicembre da 66 stati membri delle Nazioni Unite è il tentativo di attuare il progetto contenuto in un documento del 2006 molto controverso e noto come i “Princìpi di Yogyakarta”.

 

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La dittatura del ”gender” contro la differenza ontologica tra uomo e donna

Maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa

La “riclassificazione” di uomini e donne in 5 o più “generi” legati all’orientamento sessuale, anzichè alla binaria differenza sessuale tra maschi e femmine, risale ai rapporti Kinsey e rappresenta una delle radici culturali più pervasive della ideologia di genere.
Secondo il pensiero “gender” non esiste il sesso inteso come differenza ontologica tra uomo e donna. Il genere sessuale (derivato dal desiderio, dall’orientamento sessuale) sarebbe da ascrivere alla cultura e perciò esito opzionabile, da ignorare o da abbattere (femminismo di genere secondo Judith Butler, ma anche teorici dell’omosessualismo marcusiano come Mario Mieli).
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Monsignor Erode cancella Gesù Bambino

Fedeli cattivi, il prete impedisce a Gesù di nascere

Ci voleva un prete, un ministro della Chiesa cattolica. Anzi di più: un monsignore parroco, cioè un sommo sacerdote, per fare ciò che neppure a re Erode era riuscito. Cioè: eliminare il Bambino Gesù, ammazzare il protagonista del Natale nella mangiatoia e cancellarlo dal Presepe.
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Kamikaze e martiri ?

Tra i martiri cristiani ed i kamikaze musulmani o di qualunque ideologia non esiste analogia né identità possibile 
 
 Si legge sul Corriere della Sera del martedì 2 dicembre 2008, a pag. 43: “Lo zelo dei martiri cristiani consente di tracciare un significativo confronto con ciò che accade oggi al mondo islamico, in cui pure affiora un’ostentata ricerca del martirio, e la vita oltre la morte è giudicata la sola vera vita” (Su una idea del libro Inchiesta sul cristianesimo – come si costruisce una religione, di C. Augias e R. Cacitti). Il testo viene accompagnato da una fotografia di una donna musulmana, col figlioletto in braccio, che si è fatta esplodere, uccidendo altre persone nel 2004.
 
 Il dato di partenza è sbagliato alla base: si accosta il concetto di kamikaze suicida (musulmano o meno) a quello del martire cristiano, sotto la stessa idea di martirio. Questo è un grave errore, perché sono realtà completamente diverse tra di loro. Vediamo perché.

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Eluana deglutisce da sola, ma nessuno lo vuole dire

«Potrebbe essere alimentata in modo naturale»

Ci sono aspetti della condizione di Eluana Englaro che non solo l’opinione pubblica ma anche i giudici mostrano di non avere valutato (o addirittura saputo) e che modificano taluni dei presupposti su cui si basa il decreto della Corte d’Appello. Di questo è convinto il neurologo Giuliano Dolce, direttore scientifico dell’Istituto Sant’Anna di Crotone, casa di cura ad alta specialità riabilitativa che ospita un reparto con persone in stato vegetativo o di minima coscienza. Il professor Dolce è uno dei medici che hanno visitato Eluana Englaro e, dopo che alcuni di questi sono da tempo intervenuti nella vicenda, ora fa sentire la sua voce…

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L’Arcigay ordina: chiudete la bocca a Povia!

Ma gli intolleranti sono loro

di Michele Brambilla
da Il Giornale, mercoledì 24 dicembre 200

Fino a poco tempo fa, quella nuova e ormai dominante religione che è il “politicamente corretto” contemplava solo due categorie non protette: i cacciatori e i fumatori.
In una società in cui qualsiasi comportamento individuale è considerato un diritto sacro e inviolabile (di drogarsi, di abortire, di utilizzare embrioni come pezzi di ricambio, di riprodursi affittando ovuli, uterie spermatozoi di sconosciuti) solo chi sparava a un fagiano o fumava una sigaretta era considerato indegno d ifar parte del mondo civile; e indegno anche di qualsivoglia difesa su giornali o tv.
Da qualche tempo, una terza categoria di persone è ufficialmente entrata nel novero degli impresentabili: quella dei cosiddetti “omofobi”.

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