La religione in un mondo in conflitto

Maggiore attenzione degli studiosi sul ruolo della fede

ZENIT – Il mondo visto da Roma
Analisi internazionale
2 luglio 2005

WASHINGTON, D.C., sabato, 2 luglio 2005 (ZENIT.org).- Sulla scia degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, continuano ad uscire nuovi libri che prendono in esame i legami tra religione e sicurezza internazionale. Uno di questi lavori è “Religion and Security: The New Nexus in International Relations”, a cura di Robert Seiple e Dennis Hoover (ed. Rowman & Littlefield), che raccoglie alcuni contributi selezionati.

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Desocializzazione. La crisi della post-modernità

Recensione del Saggio di MATTHEW FFORDE, Desocializzazione. La crisi della post-modernità, Cantagalli, Siena 2005, pp. 387.

(tratto da Storia e Identità)

Nel linguaggio degli intellettuali odierni, soprattutto dei più giovani, sta facendosi strada la consapevolezza di vivere in un’epoca definita come postmoderna. Mentre la modernità era portatrice di un modello «forte» connesso ad un progetto di sviluppo sociale che vedeva l’uomo, «emancipato» dalle sue radici religiose, avviato verso un immancabile «progresso» assicurato dalla scienza e dalla politica, la post-modernità si caratterizza per una essenza «fluida», per la mancanza di punti di riferimento precisi al di là di un generico individualismo senza regole, né progetti, né fini che vadano oltre il soddisfacimento dei bisogni o dei desideri immediati dell’individuo stesso — come notava recentemente anche Marcello Pera —, considerati alla stregua di diritti da far valere contro ogni «repressione». L’individuo, peraltro, vive un’esistenza intrinsecamente frammentata e sovente contraddittoria, senza che però questo costituisca un problema per i teorici della post-modernità. Mentre, invece, lo è.

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Impressionante editoriale di «La Civiltà Cattolica»…

Cresce il rischio di una guerra nucleare?

Dal 2 al 27 maggio si è svolta a New York la settima Conferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Essa si è conclusa con un completo fallimento, senza neppure una dichiarazione finale, a motivo dei veti incrociati dei vari Paesi. La verità è che la proliferazione nucleare è in atto, sia perché gli Stati Uniti stanno sperimentando nuove armi nucleari capaci di distruggere i bunker sotterranei, dove alcuni Paesi nascondono le armi di distruzione di massa, sia perché ci sono nuove nazioni che si stanno dotando di armi nucleari. Di qui il rischio di una guerra nucleare. In proposito l’editoriale di «La Civiltà Cattolica» riprende la tesi di fondo di un intervento di R. McNamara, segretario statunitense alla Difesa con Kennedy e Johnson…

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Cosa c’è dietro Zapatero e le sue leggi…

Gratti lo zapaterismo e trovi l’anticattolicesimo della Spagna anni 30

C’è qualcosa di violento e di irrazionale, in quanto sta facendo il premier Zapatero, e cioè nel suo tentativo di abolire, per legge, la realtà, i termini e i concetti stessi di “padre” e di “madre”. Qualcosa che ha radici lontane, rintracciabili almeno a partire dall’epoca della guerra civile spagnola. In quegli anni terribili, in Spagna…

di Francesco Agnoli

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Immigrati, centri da migliorare


PER FAVORE NIENTE DEMAGOGIA

di Giorgio Paolucci

Come sarebbe bello un mondo senza frontiere, in cui ognuno potesse andare a cercare fortuna dove vuole. Come sarebbe bella un’Italia senza clandestini, solo popolata da immigrati regolari che lavorano per sé e le loro famiglie contribuendo nel contempo all’economia nazionale. Peccato che la realtà costringa a fare i conti con situazioni molto meno poetiche, e impedisca di baloccarsi con utopie a buon mercato. L’ultima utopia in materia di immigrazione è la campagna lanciata dal governatore della Puglia, Vendola, al quale si sono affiancate molte amministrazioni regionali di centrosinistra riunite ieri a Bari con uno slogan d’effetto: «Mare aperto, idee per abolire le frontiere e chiudere i Cpt». (altro…)

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Modificare le parole per destrutturare i rapporti

da www.avvenire.it di giovedì 7 luglio

Cosmesi linguistica specialità degli Zapatero
di
Eugenia Roccella

Un colpo di spugna lessicale, e il gioco è fatto: non ci sono più moglie e marito, non c’è più la famiglia tradizionale. La riforma del matrimonio attuata da Zapatero ha spiazzato tutti. Non c’è stato bisogno di passare attraverso una modifica costituzionale o una discussione articolata sulle norme. E’ bastato semplicemente sostituire maschile e femminile con il genere neutro, con una brillante mossa a sorpresa; incredibile che nessuno ci avesse mai pensato prima.

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