Ferrara. Lettera aperta di elettori di centro-destra al Sindaco leghista pro gay pride

riceviamo e pubblichiamo volentieri
Egregio Sindaco Alan Fabbri, a Ferrara è nato un gruppo che è corretto definire etico.
È nato in conseguenza della Sua partecipazione, o come la ha definita Lei, “capatina”, alla “festa di quartiere” dell’orgoglio gay (pride), perché tanti ferraresi, che la hanno sostenuta, si sono sentiti traditi.
Sindaco Fabbri, Lei ha preso parte alla festa degli attivisti LGBT ORGOGLIOSI (pride), ed ha voluto farsi vedere con loro in fotografie (selfie).
Tuttavia, non ha tenuto lo stesso comportamento con i suoi elettori che Le hanno richiesto chiarimenti ed appuntamenti: ha preferito defilarsi, ignorando le loro istanze.
Questo atteggiamento arrogante e assolutistico rischia di danneggiare tutto il centro-destra.
Ecco il punto: la tendenza omosessuale è disordine della sfera sessuale, che come tale nessuno condanna, purché sia ben chiara la positiva naturalità della sessualità nelle sue sostanziali differenze tra maschio e femmina.
Discorso diverso è quello relativo agli attivisti LGTB, asserviti al PD, eterofobi e che hanno come scopo la distruzione della famiglia naturale.


115 Nidi e Asili, 7.500 bambini, 1.700 dipendenti, 73 milioni di euro all’anno: sono queste le dimensioni dell’istituzione cui il Comune di Bologna affida i servizi per l’infanzia (1).
Il mondo pro family è in festa, ma a torto. La Cassazione ha sì condannato la pratica dell’utero in affitto, ma ha sancito la legittimazione della filiazione omosessuale. E’ una benedizione dell’omogenitorialità a patto che non derivi dalla pratica dell’utero in affitto, che in Italia è reato. Un escamotage che, non a caso, gli avvocati della causa gay hanno sottolineato e apprezzato, facendo rientrare dalla finestra la maternità surrogata uscita dalla porta.

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Omotransfobia? Anche la Diocesi di Modena ha diffuso una dura presa di posizione contro la legge regionale contro la famiglia nel numero del 17/3/2019 di “Avvenire Settimanale Nostro Tempo“.