Ministero Istruzione: uno spreco infinito di denaro

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Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato il costo reale per alunno.
Il Sole24ore rivela che nelle scuole di Stato è in media superiore del 25% rispetto a quello delle scuole paritarie.
La qualità erogata dallo Stato è generalmente inferiore e permeata di ideologie.

E’ ora di ricevedere tutto?
Una soluzione: abolire il “titolo di Stato” come voleva Einaudi?
Tornare all’obbligo fino agli 11 anni?

Nello Stato: il costo medio per studente parte da
– 5.278 euro per la scuola dell’infanzia,
– 5.704 della primaria
– 6.348 delle medie
– 6.693 delle secondarie di II grado (1).
Nelle scuole libere più care di Bologna:
– circa 2.000€.
– primaria 3.300€
– medie 4.200€
– superiori 5.000€.

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Finita la globalizzazione economica (e speriamo anche teologica)

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di Padre Serafino Lanzetta

Diversi commenti in questi giorni mettono in evidenza la fine della globalizzazione causata dagli effetti del COVID-19, esploso improvvisamente così da trovare impreparati molti.
Ciò che è sotto gli occhi di tutti è il limite che il virus ha posto a una società senza limiti e particolarmente alla globalizzazione economica, cioè a quel modo sempre più libertario di puntare al libero mercato più che a un mercato rispettoso delle giuste ed eque condizioni di mercato; un mercato che mira a far crescere la domanda in modo esponenziale e consumistico, prima che favorire la qualità (morale) dell’offerta.
Si è generato con il tempo un conflitto del mercato con lo Stato, ma ancor prima dello Stato con una visione naturale dell’uomo e della famiglia come centro vitale della società.
Se lo Stato si separa dalla famiglia non riconoscendo più il principio di sussidiarietà e se addirittura la famiglia viene equiparata ad altri modelli di libera convivenza, è ovvio che il mercato si separa dallo Stato e lo metta in qualche modo sotto accusa.
Proprio questa globalizzazione ora è saltata: sia l’economia che lo Stato sono in crisi nel far fronte all’emergenza pandemica.

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Covid-19: Cancellato il film LGBT su Mario Mieli

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“Anni amari” è un film su Mario Mieli, attivista gay, la cui programmazione nelle sale è saltata causa coronavirus.
Del finanziamento con i nostri soldi abbiam già parlato qui: https://www.fattisentire.org/le-lobbies-lgbt-celebrano-la-vittoria-quali-lezioni-per-i-pro-famiglia/
Ora è indispensabile una riflessione sulla incapacità di comunicare di noi cattolici.

Ma chi era Mario Mieli?
Il giornalista Marco Respinti, su IFN,  ci ricorda chi fosse Mieli: «Mieli nasce nel 1952 in un’agiata famiglia borghese e si forma nel crogiuolo degli anni 1960, dove si mescolano marxismo, freudismo, omosessualità e orientalismo spiritualista. Nel romanzo autobiografico Il risveglio dei Faraoni (Colibrì, Paderno Dugnano [Milano] 1994) ricorda i propri anni 1970, quando «[…] di giorno andavo a scuola truccato, partecipavo alle occupazioni, di notte andavo a battere sotto il ponte della “Fossa”, che è un po’ il cuore di Milano e quando piove molto sembra Venezia».

A Londra frequenta l’associazionismo omosessuale organizzato e nel 1971 è tra i fondatori, a Milano, del collettivo F.U.O.R.I., il Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano, che – dopo l’appoggio del Partito Socialista e Comunista – nel 1974 diviene una costola del Partito Radicale.
In seguito rompe con quei compagni, torna al socialismo e fonda il Fuori-autonomo solo per poi avvicinarsi alla Sinistra extraparlamentare.

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Merola, la Commissione per le fake news e… il tribunale della verità?

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Il Sindaco di Bergamo diffonde la notizia per la quale la pandemia è “un pregiudizio” (clicca per ingrandire)

Quando il Sindaco di Bologna – Virginio Merola del Partito Democratico – promette qualcosa, c’è sempre da preoccuparsi.
Infatti, non siamo di fronte solo a un amministratore incapace, ma anche al campione della lotta contro i valori non negoziabili: vita umana, famiglia naturale, libertà di educazione sono costantemente oggetto delle sue politiche.

Così, quando a Merola è stato chiesto «Nella fase due ci sarà spazio anche per la famosa app con cui controllare che i cittadini, positivi o no al virus, rispettino le normative?», ha risposto in modo da far gelare il sangue: «Mi sembra inevitabile utilizzarla […] la democrazia ha dimostrato quale sia la sua forza» (qui).

La “democrazia” che intende Merola è quella dei regimi socialisti, quella in cui lo Stato controlla e decide tutto della vita delle persone, “dalla culla alla bara”.
L’uso delle app nella Cina socialista è stato recentemente descritto dal settimanale Tempi.it così: «Con le app anti-coronavirus, la repressione in Cina diventa preventiva» (qui).

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Emilia-Romagna: i cattolici ignorano le indicazioni di voto dei Vescovi?

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Ha destato sensazione un’intervista post-elettorale rilasciata da Stefano Zamagni (QUI), Presidente del Pontificio Consiglio delle Scienze Sociali, nella quale lamenta: «In Giunta (della Regione) non c’è nessuno di sentire cattolico […] nonostante quell’area si sia impegnata per costruire la Lista Bonaccini».

In realtà, la decisione di Bonaccini certifica che i cattolici non seguono le acrobazie elettorali di alcuni Vescovi (QUI): forse non percepiscono appieno che il Partito Democratico è il peggior nemico dell’uomo e della creazione ma, dovendo scegliere tra il Vescovo e i propri figli, scelgono i figli.

Vediamo i dati: il discusso (1) prof. Zamagni fa due nomi:
– Giorgio Tonelli delle ACLI, che nel collegio di Bologna è arrivato ultimo nella lista PD con 1.234 preferenze;
– Lucia Gazzotti, che a Bologna, per la Lista Bonaccini, ha raccolto la miseria di 364 preferenze (QUI)

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Firma la petizione: “Elezioni Emilia-Romagna: appello al centro-destra per la vita e la famiglia”

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Da 70 anni i Governi regionali si sono preoccupati di abolire “La religione, la famiglia, la proprietà privata
La difesa di questi valori è prioritaria se vogliamo risollevarci.
Firma per chiedere al centro-destra di porre in atto i provvedimenti elencati qui: https://www.fattisentire.org/elezioni-emilia-romagna-che-cosa-chiedere/

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Odio e fake news: pretesti per controllare il Web

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Caccia aperta agli odiatori in rete (haters) e a chi diffonde notizie false (fake news). Questa è la tendenza della nuova politica sull’informazione. Non si tratta solo di riprovazione morale, ma di nuove leggi, che dovrebbero combattere e anche prevenire l’odio.

I circa 200 insulti antisemiti che verrebbero rivolti online ogni giorno alla senatrice a vita Liliana Segre, secondo il quotidiano La Repubblica (una statistica prima messa in dubbio dal quotidiano Termometro Politico, poi confermata nuovamente dal quotidiano fondato da Scalfari e poi ancora rimessa in dubbio da Dagospia), sono stati la motivazione principale dell’istituzione dell’apposita Commissione per la lotta ai discorsi dell’odio (hate speech). Liliana Segre oggigiorno gira con una scorta al seguito.

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Duro confronto a Ferrara: si nasconde lo scopo di Famiglie Arcobaleno!

1 CommentoFamiglia: politiche familiari,Gender diktat,La cappa ideologica

Violenta polemica per una sala negata alle lobbies LGBT. Che però nascondono i loro scopi, complici il centro-sinistra e i mass-media locali.
Fermissimo intervento del Segretario locale di Fratelli d’Italia in difesa della famiglia naturale: PD con le spalle al muro.
Riceviamo e volentieri diffondiamo.

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La vicenda dell’Associazione ‘Famiglie arcobaleno’ a cui il Comune ha negato la sala merita un approfondimento.
Lo statuto di Famiglie Arcobaleno recita: «Lo scopo principale dell’associazione è quello di difendere e promuovere tutti i tipi di genitorialità», precisando «in particolare agire per far sì che la genitorialità gay e lesbica sia presente nella realtà giuridica e sociale del nostro Paese».

Viene subito in mente il “caso Bibbiano”, per cui su richiesta di Fratelli d’Italia si è appena costituita una commissione di indagine anche a Ferrara, ma non è di questo che si tratta.

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Ddl Zan, Segre, leggi contro l’odio: per “educarci” a pensare in un certo modo?

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In questi giorni si torna a parlare di legge sulla cosiddetta omofobia, si parla anche di una Commissione e di altri provvedimenti “per contrastare l’odio”. Anche il ddl Scalfarotto aveva la pretesa in qualche modo di punire una supposta “intolleranza”.
Abbiamo chiesto a Giacomo Rocchi, consigliere presso la Corte di Cassazione, si può legiferare su un sentimento? 

«Ovviamente no: è lo Stato totalitario quello che pretende di entrare nella testa dei suoi cittadini e di “educarli” a pensare in un certo modo, giungendo a condannarli per gli “psicoreati”. Lo Stato democratico si fonda su valori positivi che dovrebbero favorire il legame all’interno della società, ma regola e giudica le condotte materiali poste in essere da ciascuno, stabilendo quali sono inaccettabili per la società e, quindi, devono essere punite (o, se possibile, tenta di prevenirle).
Che io provi un sentimento di odio verso una persona è un fatto del tutto irrilevante finché non pongo in essere azioni concrete.
Si devono contrastare, quindi, le condotte violente o comunque illecite.
Il rischio è far passare come contrasto all’odio o all’intolleranza quello che si chiama banalmente censura – cioè repressione della libertà di manifestazione del pensiero, diritto che costituisce il cardine di ogni Stato democratico – o addirittura repressione della libertà di educazione e di associazione».

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Bolivia: caduto il regime comunista

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Frodi al voto e polizia stanca di crudeltà, Morales si dimette

Dopo la denuncia di truffe e 19 giorni di proteste, il presidente lascia e indice nuove elezioni

Evo Morales rinuncia alla presidenza della Bolivia da cui sarebbe già fuggito. Il tutto dopo una domenica destinata a rimanere nei libri di storia e, con lui, lascia anche il suo vice, il marxista Álvaro García Linera, da anni nei radar della Dea (l’agenzia antidroga statunitense) per narcotraffico, che ieri notte ha denunciato un fantomatico «golpe» contro di loro.
In realtà il colpo di Stato lo avevano tentato in precedenza proprio Morales e compagni a più riprese.
Quattordici anni di vessazioni alla proprietà privata, alla famiglia, alla religione.

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