La crudeltà del comunismo mascherata dal riformismo

Socialismo

“Abbasso il partito comunista del Vietnam!”

Padre Thaddeus Nguyen Van Ly, sacerdote cattolico,
condannato a 8 anni di prigione


Il 25 gennaio scorso il Santo Padre aveva ricevuto il primo ministro della Repubblica Socialista del Vietnam Nguyen Tan Dung. In seguito a questo storico incontro una delegazione della Santa Sede, guidata da mons. Pietro Parolin, sottosegretario per i rapporti con gli Stati, si è recata ad Hanoi il 6 marzo. Intanto il 19 febbraio il P. Thaddeus Nguyen Van Ly è stato nuovamente arrestato. Il sacerdote aveva già trascorso circa 15 anni nelle carceri comuniste. Era stato liberato nel 2005 beneficiando di una amnistia generale.


Leggi il resoconto del processo…

 Assieme a lui, condannati anche 4 membri del Partito progressista. Il governo di Hanoi soffoca e arresta dissidenti e difensori per i diritti umani.

di Nguyen Van Tranh
Huê (AsiaNews) – Il sacerdote cattolico dissidente, Nguyen Van Ly, è stato condannato oggi a 8 anni di prigione per propaganda contro il regime comunista. P. Van Ly, che aveva già passato 14 anni dietro le sbarre, era agli arresti domiciliari dallo scorso febbraio. Insieme a lui sono stati condannati altre 4 persone, 2 uomini e due donne, a pene che vanno da 1 anno e mezzo fino a 6 anni.
Il p. Van Ly, 60 anni, era accusato di essere all’origine di un movimento per la democrazia, chiamato “blocco 8406”, sorto nell’aprile 2006, con 2 mila aderenti, e di sostenere gruppi illegali quali il Partito progressista del Vietnam.
Gli altri accusati hanno tutti ammesso di essere membri di questo partito. Essi sono: Nguyen Phong, 32 anni e Nguyen Binh Thanh, 51anni, entrambi di Huê; le signore Le Thi Le Hang, 44 anni, di Huê, e Hoang Thi Anh Dao, 21 anni della regione di Gialai (montagnard).
Il processo è durato una sola giornata. P. Van Ly, in manette, ha rifiutato di alzarsi davanti alla corte, gridando “Abbasso il partito comunista del Vietnam!”. Per questo, un poliziotto gli ha coperto la bocca con una mano e poi lo ha trascinato fuori dall’aula, in una stanza in collegamento audio col luogo del processo.
Con una larghezza per nulla usuale, le autorità hanno permesso a giornalisti di seguire alcune fasi del processo via video. Quando p. Van Ly ha gridato, l’audio del collegamento è stato interrotto.
Da tempo il governo di Hanoi cerca di offrire al mondo un’immagine di maggiore apertura, dopo la sua entrata nell’Organizzazione mondiale del commercio. Ma le aperture sono limitate, mentre rimane il veto a partiti e organizzazioni che sfidino il monopolio del Partito comunista.
Negli ultimi mesi la polizia ha arrestato vari dissidenti democratici. Fra questi vi sono Nguyen Van Dai e Le Thi Cong Nhan, due avvocati per i diritti umani, arrestati il 6 marzo perché distribuivano informazioni “pericolose per lo stato”.


Asia News 30/03/2007 08:56