Statuto Regione Campania: una scheda


Ecco un quadro sintetico dello stato dei lavori delle Commissioni per la riforma degli Statuti regionali. L’aggiornamento ultimato nei primi giorni di maggio pone in evidenza un diffuso rallentamento dell’iter riformatore (salvo alcuni casi, es. Calabria) introdotto, come noto, dalla legge costituzionale n. 1/99, rispetto al periodo iniziale risalente in prevalenza all’anno 2000.


Scheda Campania


Ad oggi risulta presentata una sola proposta (d’iniziativa consiliare) di revisione dello Statuto presso la Commissione speciale 1, competente per l’esame dei progetti di revisione dello Statuto della Regione.


AGGIORNAMENTO (al 15 luglio 2003)
Attualmente è all’esame della Commissione speciale una bozza di proposta di Statuto elaborata da un comitato di consulenti incaricati dalla Commissione stessa.


AGGIORNAMENTO (al 18 settembre 2003)
Di recente la Commissione speciale per la revisione dello Statuto della Regione Campania ha ultimato l’esame della bozza di revisione dello Statuto, che dovrebbe andare all’esame del Consiglio regionale durante la prima decade di ottobre.


La proposta di riforma si compone di 80 articoli suddivisi in 10 Titoli. D’interesse risulta, tra l’altro, il primo Titolo riguardante i “Principi fondamentali”. In esso vengono indicati i principi ispiratori del nuovo Statuto concernenti la democrazia, lo Stato di diritto e la centralità della persona umana, diretti a favorire e garantire “i principi di eguaglianza, solidarietà, libertà, giustizia sociale e pari opportunità tra donne e uomini, salvaguardando la dignità personale e i diritti umani ed esercitando un sostegno operoso alla ricerca della pace nel mondo”. Inoltre, viene fatto esplicito richiamo all’azione svolta dalla Regione in conformità ai principi di autonomia, sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e leale cooperazione.


Tra le finalità e gli obiettivi previsti (art. 8) sono promossi:
– il diritto di ogni persona alla propria integrità fisica e psichica;

– il divieto della clonazione riproduttiva degli esseri umani;
il diritto dei bambini alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere (riguardo al profilo dei minori, l’art. 15 stabilisce l’istituzione degli uffici del Difensore Civico Regionale e del Garante Regionale per l’infanzia e l’adolescenza, al fine di garantire la piena attuazione dei diritti e degli interessi individuali e collettivi dei minori);
il pieno rispetto dei diritti della persona umana e l’effettivo godimento dei diritti sociali degli immigrati, degli stranieri profughi rifugiati e degli apolidi;
– la tutela delle diversità culturali, religiose e linguistiche;

l’effettiva tutela dei diritti sociali dei lavoratori nei casi di maternità, di malattia, di infortuni, di dipendenza o di vecchiaia, oltre che in caso di perdita del posto di lavoro, anche mediante la realizzazione e gestione, senza oneri finanziari aggiuntivi, di servizi regionali complementari a quelli statali;
il diritto all’informazione a all’accesso alle procedure di adozione e alle tecniche di procreazione assistita, senza discriminazioni, in particolare per motivi legati allo stato civile, alla religione, alle opinioni personali;
il riconoscimento ed il sostegno alla famiglia ed alle unioni familiari, orientando a tal fine le politiche sociali, economiche e finanziarie e di organizzazione dei servizi.



Per quanto concerne quest’ultima formula adottata dal legislatore regionale, sembra opportuno porre una certa attenzione. L’uso della locuzione “unioni familiari”, per la sua genericità e ambiguità, lascia perplessi poiché può ricomprendervi le convivenze more uxorio (o unioni di fatto). Da diverso tempo, infatti, la dottrina e la giurisprudenza del settore, il sistema comunitario e le proposte di legge presentate a livello nazionale e regionale, fanno richiamo delle “unioni familiari” per specificare il fenomeno delle convivenze non fondate sul matrimonio. Inoltre, la mancata esplicita indicazione del carattere eterosessuale delle suddette unioni può apparire oggettivamente suscettibile di considerare tali anche quelle omosessuali.
(da Sir n. 34 del 14 maggio 2003 )


Campania: legalità e ambiente
da Sir n. 25 del 25 luglio 2003


È stato costituito, nei giorni scorsi, l’Osservatorio ambiente e legalità della Regione Campania per contrastare i fenomeni di illegalità ambientale e le infiltrazioni malavitose nel settore. Questa struttura ad hoc avrà il compito di monitorare ed analizzare lo smaltimento dei rifiuti, lo scarico delle acque reflue e le attività estrattive, proporre azioni e partecipare al coordinamento degli interventi per contrastare gli abusi e combattere con efficacia la criminalità. L’Osservatorio sarà composto da rappresentanti dell’Autorità giudiziaria, delle Prefetture, delle Forze dell’Ordine, dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, delle associazioni ambientaliste, delle organizzazioni sindacali, degli Enti locali, delle Università e degli Istituti di ricerca specializzati nel comparto.


“L’Osservatorio – dice Giuliana Martirani, docente di geografia dello sviluppo all’Università Federico II di Napoli e componente dell’équipe del Settore per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato della Conferenza episcopale campana – ha una grande utilità perché diventa luogo di monitoraggio scientifico ed un grosso impegno non solo da parte delle Istituzioni politiche, ma anche di quelle accademiche e scientifiche per combattere questi fenomeni malavitosi. In realtà, solo attraverso un impegno comune riesce ad essere possibile una trasparenza”.


“Noi cristiani – continua Martirani – abbiamo il dovere di passare dalla fase profetica, in cui c’è l’impulso etico e del bene comune, alla regalità, ossia al calare ciò nelle Istituzioni, dove, poi, attraverso leggi, verifiche e controlli, il sogno si trasforma in progetto”. Da oltre trent’anni impegnata nell’educazione alla pace, alla legalità, alla mondialità, Martirani si dichiara soddisfatta dell’impegno della Regione su questi temi. “Dall’assessore all’Istruzione – racconta la docente – ho avuto l’incarico di realizzare un archivio ‘pace e diritti umani’, che nasce da una convenzione tra Regione ed Università”.


Anche il Settore per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato della Conferenza episcopale campana si sta muovendo sulle tematiche ambientali. “Abbiamo realizzato – dichiara Martirani – dei dossier su pace, giustizia e ambiente, diffusi agli uffici diocesani, ma non tutte le Chiese locali hanno ancora costituito un delegato del settore”.