Negazionismo turco:il massacro degli armeni non fu genocidio

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I Turchi agli armeni: “Nessun genocidio”
Il 2006 sarà l’anno della grande campagna contro il genocidio armeno. Lo ha deciso il governo turco…

Il 2006 sarà l’anno della grande campagna contro il genocidio armeno. Lo ha deciso il governo turco dando il via a una commissione speciale con un titolo che non lascia dubbi: «Great Project 2006 – la menzogna armena attraverso i documenti armeni». E come sottotitolo: «Operazione Talaat Pasha», per definire una serie di eventi e incontri che si terranno a metà marzo a Berlino, dedicati al potente ministro dell’Interno dell’epoca, l’uomo che organizzò il genocidio, un milione e mezzo di armeni uccisi tra il 1915 e il 1918 in Turchia e la deportazione di tutti gli altri. Talaat fu condannato a morte dopo essere stato processato nel 1919 a Istanbul, ma la Turchia ha sempre negato il genocidio.
Ora il governo intende passare all’attacco con questa commissione che sarà guidata dall’ex presidente della Repubblica di Cipro del Nord (la Cipro sotto occupazione turca), Rauf Denktash, e che promette di sgombrare del tutto il campo dalla tesi del genocidio «sulla base di documenti russi e armeni». Sullo sfondo di questa iniziativa c’è la questione dell’ingresso nell’Unione Europea: Bruxelles ha posto il riconoscimento del genocidio fra le condizioni per ammettere la Turchia nella Ue. Ankara risponde così. La diaspora armena europea sta combattendo per veder riconosciuto almeno il diritto alla memoria.
La commissione è composta da cinquanta persone fra politici, rettori, professori di università, alti gradi militari in pensione, ex ambasciatori, e anche una ex miss bellezza. Già lo scorso anno il primo ministro Recep Erdogan aveva proposto all’Armenia uno studio congiunto aprendo agli storici le porte dei loro archivi. Il ministro degli Esteri di Erevan Vartan Oskanian rifiutò l’offerta e ora il governo turco sembra deciso a rendere pubblici i documenti che sostiene di avere e di provare una volta per tutte che non vi è mai stato un genocidio armeno. Se ne saprà qualcosa di più a metà marzo.
Denktash si presenterà ufficialmente davanti ai riflettori europei nella sua nuova veste il 18 e 19 marzo prossimi a Berlino in occasione dell’85° anniversario della morte di Talaat Pasha e che la Turchia quest’anno intende celebrare con tutti gli onori. Due giorni di incontri e riunioni nella capitale tedesca perché ben prima di essere condannato a morte, infatti, l’ormai ex potente ministro dell’Interno era fuggito, aveva trovato riparo a Berlino dove fu assassinato nel 1921 dall’armeno Soghomon Tehlirian per vendicare la famiglia morta durante la deportazione.
«Non stiamo cercando di creare delle ostilità con l’Armenia – ha spiegato Denktash nel presentare la nuova commissione -. Stiamo tentando di trasformare l’ostilità che essi hanno creato in un’amicizia». «Esistono due lati di una stessa medaglia – spiega ancora più chiaramente Suha Bacanakgil dall’Ambasciata Turca in Italia – gli armeni dicono che c’è stato un genocidio, noi sosteniamo che c’è stata una tragedia con forti perdite da ambo le parti: la commissione è il tentativo di arrivare a una verità storica, una base da cui iniziare a parlare».
«Lo scandalo continua», commen­ta il Collectif Van, l’associazione francese fra le più attive nella battaglia contro il negazionismo turco. «Cinque milioni di turchi – alcuni portati con aerei organizzati per l’occasione – dovranno assistere a queste celebrazioni senza che la Germania apparentemente abbia protestato. La nuova cancelliera ha il diritto, con il suo silenzio, di proteggere quest’omaggio a un criminale di guerra e, quindi, alla politica negazionista che la Turchia porta avanti?»
«Siamo sdegnati dinanzi a una simile assurdità – replica Roberto Attarian portavoce del Consiglio per la Comunità armena di Roma. «E’ come se i neo-nazisti avessero deciso di celebrare Hitler – spiega Harout Sassounian editore del California Courier -. I turchi più fanatici sono i peggiori nemici della Turchia».


di Flavia Amabile
La Stampa 01.02.06.