Moschea di Genova, il Vescovo frena

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Chieste ulteriori garanzie per cedere i terreni dove edificare la moschea

La moschea può attendere. Almeno per ora non si costruirà sul terreno dei frati. Lo scambio di aree proposto dal Sorriso Francescano per evitare che la comunità musulmana costruisse il proprio tempio nel pieno centro abitato del quartiere genovese di Cornigliano è stato congelato. La decisione è arrivata al termine di un vertice in Curia, al quale hanno partecipato l’arcivescovo di Genova, monsignor Angelo Bagnasco, padre Giampiero Gambaro e padre Andrea Caruso per i frati e i quattro parroci di Cornigliano che avevano per primi sollevato le perplessità sulla realizzazione della moschea.
La frenata della chiesa è legata alla presenza dell’Ucoii, l’Unione delle comunità musulmane troppo «chiacchierata» per le sue posizioni integraliste. La Curia non intende prendere posizioni irrevocabili, ma preferisce aspettare prima di dare seguito allo scambio di terreni, che vedrebbe la moschea sorgere su un’area di proprietà dei frati. Prima di dare il via libera, la chiesa genovese aspetta di avere garanzie da parte dello Stato italiano sul ruolo dell’Ucoii, sul rispetto delle regole democratiche e sul controllo dell’attività interna alla moschea. Al momento dunque la comunità islamica potrebbe iniziare i lavori per realizzare la moschea nel terreno di sua proprietà per il quale il Comune ha già rilasciato tutte le autorizzazioni. Ma rischia lo scontro con i residenti.


Il Giornale n. 258 del 01-11-06 pagina 10