Il dialogo interreligioso inteso come monologo…..

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In Arabia Saudita a digiuno di libertà religiosa

Anche gli stranieri non islamici devono osservare il Ramadan. Chi infrangerà la legge perderà il lavoro e verrà espulso dal paese. Alla faccia del diritto alla libertà religiosa e del dialogo interreligioso…

Riyadh (AsiaNews/Agenzie) – Anche gli stranieri devono osservare le regole prescritte per il sacro mese del Ramadan: non potranno mangiare, bere o fumare in pubblico nelle ore diurne. Il governo saudita ha avvertito gli stranieri e ha confermato che non saranno tollerate violazioni alla legge.
Il mese sacro del Ramadan – nono del calendario islamico – comincerà il prossimo 15 ottobre con la nuova luna e durerà 4 settimane; in questo periodo i musulmani dovranno digiunare e astenersi dal sesso dall’alba al tramonto.
In una nota diffusa dall’agenzia di stampa di stato, il Ministro degli interni afferma che “gli stranieri devono rispettare i sentimenti e le leggi dei musulmani: anche per loro vale la regola che proibisce di mangiare, bere e fumare nei negozi, per le strade e negli uffici”.
“Non essere un musulmano – precisa il ministro – non garantisce l’impunità; chi infrangerà la legge perderà il lavoro e verrà espulso dal paese”.
La nota informa che è compito dei datori di lavoro avvertire i non musulmani; la disposizione verrà trasmessa anche dalla tv e dalla radio di stato in tre diverse lingue: arabo, inglese e francese.
Secondo la tradizione islamica circa 1400 anni fa, durante il Ramadan, Dio rivelò al profeta Maometto il Corano, libro santo dei musulmani.
L’Arabia Saudita è retta da una monarchia assoluta fondata sui principi dell’islam wahabita, una delle correnti più fondamentaliste. La legge islamica, la shari’ah, regge il sistema di governo. Su una popolazione di 21,6 milioni di abitanti gli stranieri sono 8 milioni circa. I musulmani sono il 93,7%; i cristiani sono il 3,7%, nella quasi totalità lavoratori stranieri. I cattolici sono 900 mila. (DS)


Asianews 11 ottobre 2004