Spudorati si, ma finanziati no

Il comune senso del pudore! Ognuno è libero di produrre e vedere i film che vuole ma di certo se viene meno ogni minimo senso di decenza e buon gusto lo faccia con i soldi propri e non con quelli dei cittadini.

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Spudorati si, ma finanziati no
Anno di pubblicazione: 2000 – © di Ludovica Rioni & Blady Mary


Quale scandalo ci sarebbe per aver tolto dieci milioni di finanziamento al festival gay? E’ inutile nascondersi dietro alle frasi fatte tipo: “Insomma, sugli omosessuali è lecito dire qualunque cosa, il dare ai gay dei pedofili, degli sporcaccioni, dei maiali, degli animali che si rotolano nel fango è considerato opinione”. Queste parole colpiscono e mostrano quanta strada ci sia ancora da percorrere nella direzione della libertà. Un articolo scandalo sulla chiusura dei finanziamenti al noto festival dei gay… ( e chi lo conosce?), probabilmente dalla solita cultura difensivista di tutto, del nulla! Schierata per partito preso, senza voglia di confrontarsi di analizzare i perché.


Ed io vi racconto perché penso che atti simili cioè eliminare il contributo di dieci milioni per il festival del cinema gay e lesbico organizzato dall’Arcigay e dall’Arcilesbica di Milano e Bologna, non sia, a mio avviso, un atto così grave ed indegno…


Come è facile affermare, da chi forse per andare contro tutto… si identifica e si “gonfia”… oltrepassando il lume della ragione!! 


Nella delibera della Giunta – hanno spiegato, illustrando l’emendamento, andavano finanziate opere cinematografiche di qualità, nonché opere di importanza culturale del programma presentato”. Visti questi presupposti è inaccettabile che un’istituzione come la Regione Lombardia finanzi e automaticamente patrocini una rassegna pornografica di film omosessuali (nulla di indegno, dunque, forse scopriamo il vero significato delle parole). 


“Ognuno è libero di produrre e vedere i film che vuole ma di certo se viene meno ogni minimo senso di decenza e buon gusto se lo faccia con i soldi propri e non quelli dei cittadini” e aggiungo, è un atto contro l’integrità della famiglia. Può essere utile accennare alla trascuratezza – se non proprio al disprezzo – di cui è circondata la famiglia, questa “risorsa più preziosa e più importante di cui la Nazione italiana… dispone”. 


Preoccupante è l’attacco diretto all’istituto familiare, che si sta sviluppando sia a livello culturale che nell’ambito politico. Ci stupiamo dunque? Se si tolgono 10 milioni del solito assistenzialismo laconico? Soldi, magari necessari, per fare asili o scuole per i nostri figli? Lo spreco di soldi per finanziare simili “produzioni culturali” e far circolare una moda, una tendenza, che sta insediando e intaccando come un morbo la nostra tradizione. Un’ambigua concezione individualistica e sfruttante della vita: una mentalità e un costume oggettivamente derivati dal più desolante egoismo. 


Addio famiglia!! Si direbbe in questo caso. Incentiviamo allora le unioni di fatto, anche omosessuali, ma quale futuro prepariamo? Senza negare possibili componenti di intelligenza, di sensibilità, di emozione, di eroismo, ecc. che in queste e simili situazioni “diverse” si possono registrare e perfino accentuare. Si può essere omosessuali e inventori e artisti e poeti e musicisti e perfino santi a un tempo. Ciò che il “senso comune” non accetta – o non dovrebbe accettare – è l’ostentazione magari chiassosa e addirittura la pretesa di costituirsi in “famiglie” da parte di persone dall’orientamento omosessuale. 


Il “vanto” dell’omofilia pubblicizzata può essere letto come il tentativo sofferto – e rabbioso, talvolta – di esibire una “normalità” almeno dubbia. Le coppie omosessuali non appaiono né identiche né abbastanza analoghe con le famiglie vere, perché possano anch’esse venire denominate famiglie, appunto. Ancora una volta si mette in crisi il “comune senso del pudore”, attraverso messaggi di falso buonismo. Un plauso quindi a chi riporta anche in politica, indifferentemente dalla bandiera, uno sprazzo di razionalità.