Il Festival del Cinema di Venezia: a favore dell’aborto e dell’eutanasia

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VENEZIA, martedì, 14 settembre 2004 (ZENIT.org).- Il Festival del Cinema di Venezia ha consegnato sabato i due premi più importanti ad un film che difende l’aborto e ad un altro che promuove l’eutanasia.

Il Leone d’Oro è stato infatti assegnato a “Vera Drake”, del regista britannico Mike Leigh, che narra la storia di una donna che nella Londra degli anni Cinquanta pratica aborti clandestini a donne poverissime e disperate. Il Premio Speciale è andato a “Mar adentro”, diretto dallo spagnolo Alejandro Amenábar, in cui viene raccontata la storia del tetraplegico Ramón Sampedro, al quale è stata applicata l’eutanasia.

Gli interpreti premiati sono i protagonisti dei due lungometraggi, rispettivamente Imelda Staunton e Javier Bardem.

La nota internazionale di “Radio Vaticana” ha constatato domenica che entrambi i film affrontano “problematiche e temi forti”; tuttavia, esistono delle differenze importanti nella loro realizzazione.

“Vera Drake”, ha spiegato l’inviato da Venezia, è un film che mostra la storia di una donna che agisce spinta “da un misto di ignoranza e ingenuità”.

“Per questo, pur nelle inevitabili riflessioni etiche che innesca, il regista è capace di non offendere il credente e portarlo, anzi, ad una maggiore presa di coscienza”, ha affermato l’emittente radiofonica pontificia.

La pellicola di Amenábar, al contrario, è “per alcuni aspetti inaccettabile”, perché offre “una visione della sofferenza e della fede che risulta antitetica e offensiva per chi pensa in modo diverso e in modo diverso vive il mistero, insondabile, del dolore, della morte e dell’eternità”.

Durante la cerimonia della premiazione, Mike Leigh ha affermato che le donne dovrebbero avere “la libertà di decidere se vogliono o meno avere un figlio in qualsiasi angolo del pianeta”.

Secondo l’ “Asociación de Víctimas del Aborto”, però, il film di Leigh rischia di dare un’impressione completamente sbagliata dell’aborto.

Per la Presidentessa dell’Associazione, Carmina García-Valdés, infatti, presentando Vera Drake come “una persona buona, madre gentile e vicina solidale, si può trasmettere la falsa informazione per cui l’aborto è qualcosa di positivo per la donna”.

Questo non è vero, ha continuato la Presidentessa, perché oggi si sa che “ha gravi conseguenze fisiche e psicologiche, che possono includere perforazioni uterine, perdita del figlio successivo, alterazioni del desiderio sessuale, sterilità e alterazioni psichiatriche”.

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