L’eutanasia “umanitaria”…

La cappa ideologica

L’eutanasia umanitaria: «È per donare organi...»

 

In che modo ammantare di dignità un atto intrinsecamente malvagio come l’eutanasia? Facendolo passare come uno strumento per fini umanitari…



In che modo ammantare di dignità un atto intrinsecamente malvagio come l’eutanasia? Facendolo passare come uno strumento per fini umanitari. È il trucco adottato da due ricercatori di Oxford, Dominic Wilkinson e Julian Savulescu, che in un articolo sulla rivista scientifica Bioethics spiegano come l’eutanasia potrebbe essere una soluzione per la penuria di donatori d’organo. I due ricercatori partono da una considerazione che muove a pietà: migliaia di pazienti ogni anno muoiono in attesa di trapianto (18 al giorno negli Usa).
A questo dato ne aggiungono un altro: 5mila pazienti ogni anno nel Regno Unito cessano di vivere a seguito dell’interruzione volontaria dei trattamenti sanitari salvavita. E concludono ricordando che molti di questi malati decidono di donare gli organi una volta che sono morti.
Da qui la proposta: ma se è lecito prelevare gli organi postmortem a chi ha deciso di morire, perché non anticipare questo prelievo quando è ancora in vita? Gli organi espiantati da cadavere spesso sono di qualità peggiore o inutilizzabili. Meglio sarebbe mettere sotto anestesia il paziente che ha già deciso di morire e procedere al prelievo degli organi 'freschi', ancora irrorati dal sangue. Anzi, così facendo i pazienti soffrirebbero meno rispetto alla morte lenta e dolorosa a seguito dell’interruzione dei mezzi di sostentamento vitale. In tal modo si allargherebbe la platea dei donatori, si rispetterebbe l’autodeterminazione del paziente e a fronte della morte di un donatore si salverebbero 9 vite (leggi: 9 organi). Il procedimento, battezzato Organ Donation Euthanasia, sarebbe applicabile anche alle persone in stato vegetativo o affette da gravi patologie. Nell’impossibilità di esprimere un consenso valido, all’espianto ci penserebbero i parenti.
Ma ecco altre soluzioni già in uso o solo ipotizzate. In Belgio si può provocare l’eutanasia attraverso un arresto cardiaco e dopo 10 minuti prelevare gli organi. I ricercatori Spital ed Erin in un articolo del 2002 sull’ American Journal Kidney Diseases appoggiano invece la proposta della donazione obbligatoria una volta che si è passati a miglior vita, consenso o non consenso. Oppure c’è chi consiglia di prelevare dal morente o dalla persona in stato vegetativo organi non essenziali per vivere (come un rene). Un’altra soluzione è quella di alimentare tutti gli organi fuorchè cuore, polmoni e cervello: si provoca la morte del paziente e si può procedere all’espianto di organi 'freschi'. Cosa è peggio?

di Tommaso Scandroglio
AVVENIRE 20 maggio 2010



Postato il Sabato, 22 maggio @ 22:41:24 CEST di Peppone
 
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