47ª sessione della Commissione ONU sugli Stupefacenti

Famiglia: politiche familiari

Intervento del Sottosegretario all’Interno on. Alfredo Mantovano in rappresentanza del Governo Italiano nell’ambito della 47ª sessione della Commissione ONU sugli Stupefacenti

Vienna 15 marzo 2004



 





La diffusione della droga in Italia, in tutte le sue articolazioni, mantiene i livelli elevati già sottolineati negli anni passati. Nel 2003 sono stati sequestrati Kg. 2.600 di eroina, in gran parte grazie al coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell’Interno, che riunisce i rappresentanti delle tre principali Forze di polizia. Continua a essere allarmante il dato relativo alla cocaina, che da droga di “elite” si è trasformata in droga di massa: la sua assunzione interessa fasce sempre più diversificate di persone. I sequestri di tale sostanza hanno superato i 3.500 Kg.

Elevato è il dato relativo ai sequestri di cannabis e derivati: nel 2003 ne sono stati sequestrati oltre 40.000 Kg.; particolare preoccupazione presenta l’hashish (25.000 i Kg. sequestrati), con un trend che mantiene anche nell’anno in corso la sua pericolosità (circa 3000 Kg. sequestrati nei primi due mesi).

I sequestri di anfetaminici (235.351 dosi-compresse) e di LSD (2.161 dosi) presentano un decremento rispettivamente del 41% e del 17% rispetto all’anno precedente. Questa flessione non vuol dire necessariamente diminuzione del consumo delle droghe di sintesi, specie negli ambienti giovanili: essa può attribuirsi alla crescente parcellizzazione degli operatori del traffico di tali sostanze, che rende più difficile l’attività di contrasto, in considerazione soprattutto del progressivo abbassamento dell’età degli assuntori. I decessi direttamente causati dall’assunzione di stupefacenti sono stati 429: il dato evidenzia un decremento rispetto all’anno precedente (520 decessi) pari al 18%.

Si è dato impulso al coordinamento delle indagini, sul piano nazionale e internazionale, intensificando lo scambio di informazioni con i Servizi antidroga di altri Paesi: ci sono state 542 collaborazioni investigative, per le quali sono state effettuate 71 riunioni di coordinamento in Italia e all’estero.

In quest’ottica di cooperazione, il Governo italiano ha costituito l’Ufficio di esperto antidroga all’Ambasciata d’Italia di Islamabad (PAKISTAN). In tale contesto nel 2003 sono state effettuate 55 operazioni di “consegne controllate” e 33 operazioni di “acquisti con agenti sottocopertura”, che hanno consentito di disarticolare agguerrite organizzazioni internazionali.

Significativa è un’operazione avviata dalle Forze di polizia italiane, conclusa a gennaio, che ha visto impegnati, in stretta cooperazione, Servizi Antidroga di Italia, Australia, Spagna, Olanda, Germania, Colombia, Francia, Togo, USA. L’operazione ha portato, in tempi diversi, al sequestro complessivo di oltre 6 tonnellate di cocaina proveniente dalla Colombia e all’arresto, tra il 17 ed il 18 gennaio scorso, di oltre 135 trafficanti.

Altrettanto significativa, per la novità delle metodologie d’indagine eseguite, è un operazione avviata dalle Forze di polizia italiane in diverse città italiane contro la vendita “on line” di sostanze stupefacenti. Le sostanze stupefacenti venivano pubblicizzate in pagine internet, che funzionavano da veri e propri “supermarket” della droga: erano quindi ordinate e recapitate via posta agli acquirenti. L’operazione ha portato, nel corso di otto mesi d’indagine, all’arresto di dieci persone e al sequestro di 1.040 pacchi provenienti dall’Olanda, contenenti 270 Kg. di funghi allucinogeni, 17 mila pasticche a base di efedrina, 80 peyote, semi di marijuana e di papavero e attrezzatura per la coltivazione e il consumo di queste sostanze.

Il Governo italiano ha istituito alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il Dipartimento Nazionale Politiche antidroga, cui è stato affidato il compito di coordinare le iniziative di contrasto al fenomeno e di recupero dei soggetti tossicodipendenti, con gli interventi delle Amministrazioni e degli Enti operanti nel settore, di predisporre un piano nazionale di contrasto alla droga con proiezione triennale, e di porre in essere ogni altro provvedimento idoneo a ridurre la diffusione del fenomeno.

Gli obiettivi che ci si pone sono quelli di puntare non già al semplice mantenimento del tossicodipendente nel suo stato, bensì al suo effettivo recupero, anche attraverso l’ingresso in comunità; di contrastare in modo più efficace le organizzazioni criminali dedite al traffico delle sostanze; di eliminare ogni ipotesi di legalizzazione del consumo, della coltivazione, della produzione, del possesso, dell’acquisto e della vendita di cannabis; di eliminare ogni ambigua distinzione fra droghe c.d. “leggere” e droghe c.d. “pesanti”; di valorizzare ulteriormente il ruolo delle comunità di recupero, rafforzando il loro intervento anche in ambito penitenziario, per i detenuti che intendano realmente abbandonare la droga.

L’Italia auspica che questi obiettivi, che sono alla base del disegno di legge sulla droga varato dal governo, del quale fra breve inizierà l’esame in Parlamento, ispirino la legislazione degli Stati che intendono combattere efficacemente la diffusione e il traffico degli stupefacenti.

Sulla questione AIDS, oggetto di attenzione in questa sessione, e che costituisce uno dei riflessi del fenomeno della tossicodipendenza, va detto che il consumo di stupefacenti porta con sé uno strascico di morte, perché nasce dal rifiuto della realtà, e quindi dal rifiuto di sé stessi. Chi non rispetta la natura umana e la persona non ha remore a compiere ogni tipo di esperienze: l’itinerario ha come punto di arrivo l’annientamento psichico, e talora la morte fisica.

Spesso è mancata la lungimiranza: per fare un esempio, citato nel rapporto 2003 dell’INCB, va ricordato che non poche star della musica promuovono, in modo implicito o esplicito, l’idea che assumere stupefacenti è un semplice fenomeno di intemperanza e di goliardia, un innocente atteggiamento ludico. Molti di questi falsi profeti hanno sperimentato sulla propria persona un itinerario di malattia e di morte, precedendo i loro fan e trascinandone purtroppo non pochi con sé.

Poiché conosciamo bene ogni tappa di questo itinerario, che non comincia solo con l’eroina e che non finisce solo con l’AIDS, ma anche con tanti anonimi incidenti stradali il sabato sera, abbiamo delle responsabilità. E’ fondamentale una comunicazione che informi in modo chiaro che la droga fa sempre male, e che non esiste un modo di drogarsi “sano” o “igienico”: tali sogni si trasformano sempre, come accade nella diffusione dell’AIDS, in incubi orribili, perché tragicamente reali.

L’Italia, consapevole della centralità di questa sfida, continua a sostenere la lotta alla droga, sia col proprio contributo economico, che con continui interventi sui paesi di transito e di produzione.

Vorrei ricordare anche il lavoro svolto durante la Presidenza italiana del Consiglio Europeo. Sono state approvate quattro risoluzioni: di queste, due intervengono sul piano della domanda valorizzando il ruolo delle famiglie nella prevenzione dell’uso di stupefacenti da parte di adolescenti e promovendo il contrasto all’uso di sostanze psicoattive correlate ad incidenti stradali; le altre intervengono sul versante dell’offerta, prevedendo il distacco in Albania di funzionari di collegamento esperti in materia di droga, e la formazione degli operatori dei servizi incaricati nella lotta al traffico di droga. L’obiettivo è che la droga non abbia più mercato, né offerta, né domanda, e non vi sia più bisogno di piangere e riparare, ove possibile, le devastazioni e la morte che essa invariabilmente regala a chi le si avvicina: non è leggera, è sempre droga.


http://www.mantovano.org/intervento_15_3__04.htm