Fecondazione artificiale: tutti vogliono insegnare l’etica ai cattolici

Principio di precauzione e scappatoie illustri

di Maurizio Blondet


Scienza, metafisica,diritto, religione… ci hanno propinato lezioni proprio su tutto


In questi giorni di discussione sui bambini in provetta, come cattolici abbiamo ricevuto varie e interessanti lezioni: di scienza, di metafisica, di diritto, di religione. Abbiamo letto veramente di tutto. L’editore del maggior giornale progressista ci ha informato che i comandamenti di Mosé e il Vangelo di Cristo “nulla dispongono” in materia di fecondazione artificiale. L’editorialista del più grande quotidiano moderato ha voluto aggiornarci sull’anima: non viene insufflata nel corpo fin dal primo istante (come secondo lui noi crediamo), ma solo dal momento in cui si forma il sistema nervoso. Insomma: laici patentati, neoborghesi radicali e atei convinti, che però non sono scienziati né studiosi del delicato tema, hanno sentito il dovere di illuminarci sui reali contenuti della nostra religione. E di spiegarci che la scienza ha fatto grandi progressi dai secoli aristotelici in cui (secondo loro) noi cattolici l’avevamo lasciata; insomma si sono sforzati di chiarirci le idee usando – alquanto malagevolmente – il linguaggio che secondo loro noi siamo in grado di intendere, quello delle disputationes metaphysicae tardo-medievali, della Scolastica, della Bibbia. Quando l’anima entra nel corpo? Quando la materia diventa forma? Jahvé non ha dato ad Adamo il dominio sulla Natura?

Grazie. Ma le nostre obiezioni erano, se solo le aveste ascoltate, d’altro tipo. Non ci preoccupa qui il momento in cui l’anima è insufflata nel corpo fetale, ma la percentuale eccessiva di bambini malformati che la fecondazione artificiale tende a produrre. Non invochiamo nella legge le tavole di Mosé, ma la raccomandazione del Parlamento europeo del 1989, che invita a considerare i diritti del bambino, e persino dell’embrione. Non sottovalutiamo il potere di Adamo sugli animali nell’Eden, ma ci chiediamo se esso giustifichi quel business miliardario, che si sviluppa attorno alle donne in menopausa assetate di prole, al punto che terapie fertilizzanti efficaci, ma meno lucrose, sono spesso taciute alle pazienti, per dirottarle ignare verso le tecniche di fecondazione artificiale più costose. Non ci parlate del Vangelo, che non è il vostro campo; rispondeteci sulle fatture fiscali di lorsignori “scienziati”, sulle percentuali di insuccessi, sui rischi genetici. Non vi additiamo la Dannazione Eterna, ma le statistiche sugli esiti di pratiche “scientifiche” spesso rovinose. Su questo, prego, illuminateci.


Strano che non abbiate ascoltato né risposto su questi temi, diciamo così, moderni. E adesso scrivete che con la legge approvata al Senato “hanno vinto i cattolici”, quando ha vinto, semmai, il moderno razionale principio di precauzione: che, se va applicato all’ecologia, non si vede perché possa essere violato quando si tratta di produrre esseri umani. Non viviamo, credeteci, con la testa all’indietro; siamo, come voi, appena usciti dal XX secolo, e abbiamo visto quello che questo secolo, le sue ideologie “scientifiche” e “biologiche” hanno fatto alla carne dell’uomo. E, scusate, ci pare molto moderno, molto razionale, che una legge perfettibile provi a mettere qualche limite all’arbitrio di una scienza guidata dal profitto, come agli illimitati desideri della clientela femminile, egotista-consumista di quegli “scienziati”, che la illudono della propria onnipotenza.


 © Avvenire – 12 dicembre 2003