Veltroni e l’appoggio dei cattolici doc

Socialismo

MIRACOLO A ROMA


Il «miracoloso» Veltroni riesce a mettere insieme nella sua lista cattolici doc, comunisti doc, rose-con-pugno e spaccattutto dei centri sociali…


Il sindaco uscente di Roma, Walter Veltroni, sarà sostenuto da 12 liste: Ulivo per Veltroni sindaco, Prc, Verdi, Lista Civica Roma per Veltroni, Pdci, Idv, Rosa nel Pugno, Roma Arcobaleno, Moderati per Veltroni, Psdi, Consumatori Uniti e Codacons.
È proprio di questi giorni l’annuncio di Veltroni che, a guidare i Moderati per Veltroni, sarà l’ex giornalista del tg1 Alberto Michelini. Ex Dc, poi vicino a Berlusconi e candidato di Forza Italia alla Camera alle ultime elezioni politiche, nonché soprannumerario dell’Opus Dei…
Anche Olimpia Tarzia, segretaria generale del Movimento per la vita e presidente della Confederazione italiana Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana, nonché una delle più fervide sostenitrici delle leggi varate dalla giunta Storace sugli incentivi alle coppie solo se sposate e il riconoscimento giuridico dell’embrione, appoggerà la lista civica che Veltroni metterà in campo per le prossime elezioni. Questa è la vera «ciliegina sulla torta» veltroniana… ma «la candelina» è Nunzio D’Erme, leader dei centri sociali dell’ultrasinistra…


1) Il “salto della quaglia” del cattolico doc


2) Olimpia Tarzia: «Appoggerò il sindaco Veltroni»


3) Nunzio D’Erme: un «nobile» sostenitore della LISTA VELTRONI

1)  Il “salto della quaglia” del cattolico doc

Alberto Michelini, soprannumerario dell’Opus Dei, candidato nelle liste di Forza Italia alle ultime elezioni politiche del 9-10 aprile, fa il “salto della quaglia” e si presenta per le prossime elezioni Amministrative nella lista di Veltroni…


Il giornalista Alberto Michelini, ex Forza Italia, sarà il capolista della lista “I moderati per Veltroni”, presentata ieri mattina nell’ufficio elettorale di Via della Greca a Roma. Al secondo posto nella testa di lista Corrado Barazzutti, celebre campione di tennis negli anni ’70. Secondo il sindaco di Roma Veltroni sulla scelta dell’ex giornalista del Tg1 ha pesato «lo spostamento a destra della Cdl avvenuto progressivamente alle ultime elezioni amministrative e ulteriormente confermato verso l’estrema destra a quelle per il Campidoglio». Secondo Gianni Alemanno di Forza Italia invece la scelta deriva «dalla delusione di ritrovarsi tra i non eletti nel le liste di Fi alle ultime elezioni Politiche. Questo lo ha portato al paradosso di cambiare fronte politico nel giro di un mese, passando dal partito di Berlusconi allo schieramento unito solo dall’odio contro Berlusconi». «Ma la cosa piu’ paradossale – ha proseguito Alemanno – è la pretesa di fare il moderato in uno schieramento politico che comprende la lista di Nunzio D’Erme, leader dei centri sociali dell’ultrasinistra che praticano e propugnano apertamente la violenza come forma di lotta politica».
*Salto della quaglia: modo di dire che indica lo scavalcare le posizioni di un partito concorrente mettendolo fuori gioco


LIBERO 30 aprile 2006


2)  Olimpia Tarzia: «Appoggerò il sindaco Veltroni»


Olimpia Tarzia, esponente di punta del mondo cattolico moderato, ha avuto in questi giorni uno scambio di lettere con il sindaco Veltroni e ha dato la sua disponibilità a sostenere l’esperienza di governo e la campagna elettorale del primo cittadino della Capitale. Olimpia Tarzia, che nella scorsa consiliatura regionale era consigliera Udc, è fondatrice e direttrice della Scuola di Formazione Politica, segretaria generale del Movimento per la vita italiano e vicepresidente della Confederazione Italiana Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana. Nella sua attività istituzionale alla Regione Lazio ha presieduto la Commissione per le Politiche Familiari e Pari Opportunità. Ha inoltre presieduto l’Osservatorio Permanente Regionale sulle Famiglie. «Credo che in un tempo come è il nostro una delle sfide più importanti sia riuscire a fare in modo che nelle nostre società a prevalere non siano l’anonimato e l’estraneità; che le nostre non siano società dell’egoismo e dell’esclusione, così come non devono essere società della chiusura e dell’isolamento, dell’intolleranza e dell’odio verso altre culture, altri modi di pensare, altri modi di vivere», scrive Veltroni in una lettera a Tarzia. Un incontro che lo stesso Veltroni definisce «sui valori» quali la famiglia e l’idea di una welfare community. «Credo si debba lavorare per una comunità aperta e solidale e ritengo siano maturi i tempi per operare una sintesi efficace e produttiva tra istituzioni e società civile», scrive la Tarzia in una lettera al primo cittadino. «Penso ad una Roma, comunità di comunità – scrive ancora – centro della cristianità e luogo di accoglienza da tutto il mondo di popoli, culture e religioni, chiamata, oggi più che mai, attraverso la sfida quotidiana di una metropoli ricca di storia ma aperta al futuro, ad essere modello di sviluppo integrato di economia e servizi e ad essere sempre più città solidale, capace di superare l’anonimato e la solitudine grazie ad una rete di collaborazione sempre più fitta tra amministrazione, associazionismo e volontariato». Perplessità sull’appoggio a Veltroni da parte di Olimpia Trazia sono espresse da Francesco Giro, di Forza Italia: «Rispetto le scelte dell’amica Olimpia Tarzia ma non comprendo le motivazioni che oggi la inducono a promuovere la candidatura di Walter Veltroni, un sindaco certamente autorevole, tuttavia sostenuto anche dai voti di una sinistra illiberale e radicale, assai lontana dai valori non negoziabili per i quali la Tarzia si è sempre battuta in questi anni come quelli della famiglia fondata sul matrimonio, della difesa della vita dal suo concepimento al suo termine naturale e della libertà educativa. Il Movimento della Vita di cui Olimpia Tarzia è da molti anni stimato segretario generale – aggiunge Giro – non credo debba essere esposto a simili fughe in avanti».


Il Tempo lunedì 24 aprile 2006


 


3)  Nunzio D’Erme: un «nobile» sostenitore della LISTA VELTRONI

Nunzio D’Erme, leader dei centri sociali dell’ultrasinistra che praticano e propugnano apertamente la violenza come forma di lotta politica è consigliere comunale dell’attuale giunta Veltroni ed è candidato della Lista Romarcobaleno


Il consigliere comunale Nunzio D’Erme, eletto con 12887 come indipendente disubbidiente tra le fila di Rifondazione comunista è il bel gonzo già denunciato per il “regalino profumato” (150 litri di letame) che ha donato a Silvio Berlusconi. E’ stato poi arrestato, solo per pochi giorni, per la partecipazione alla manifestazione del 4 Ottobre contro Berlusconi e il Consiglio d’Europa. Nei Centri Sociali Autogestiti è ritenuto “un compagno e un fratello”, e lui li ricambia chiamandoli “il mio fedelissimo esercito”. Nunzio ha 42 anni. Diplomato geometra, istruttore di nuoto precario da 20 anni in una piscina comunale. Negli anni ‘70 e ‘80 ha partecipa alle lotte, conosce il carcere minorile per un assalto ad una sede dell’allora Msi. Negli anni ‘90, dopo aver partecipato alle lotte per la casa nelle periferie romane, ha occupato insieme ad altri disobbedienti il Centro Sociale “Cortocircuito” (tra borgata Lamaro a Cinecittà). Negli anni ’90 il suo incontro con le suggestioni del Chiapas , la fondazione dell’Associazione “Ya Basta” e la creazione della rete con tutti i Centri sociali d’Italia.
Nunzio era a Milano nel settembre del ’94, tra chi s’opponeva violentemente contro lo sgombero del Leoncavallo. Poi il tempo delle Tute Bianche e dei treni per Amsterdam, per andare a contestare l’Europa di Maastricht. Da sette anni è consigliere al Comune di Roma, come indipendente nelle liste del Prc. Nunzio è diventato il punto di riferimento di qualsiasi lotta o conflitto o protesta nella città. D’Erme ha affinato le sue capacità col tempo: ha allargato la rete delle insorgenze, oggi sono sotto la sua egida “La casa all’elettrosmog”, i Centri Sociali migranti, i lavoratori Lsu delle cooperative sociali, i ferrotranvieri rivoluzionari. Nunzio siede in prima fila nel movimento No Global: era con le Tute Bianche a chiudere il Cpt di Via Corelli a Milano, a Bologna contro l’Ocse, a Roma contro Heider, a Genova per Mobilitebio e poi, naturalmente, con i disobbedienti contro il G8. Nel 2002 era in Palestina a fianco di Arafat, proprio nella sua residenza accerchiata dall’esercito israeliano. Una vita nel nome della disobbedienza e della guerra globale e permanente, così accumula rapidamente una sequela di denunce per aver occupato piste di aeroporti, attaccato sedi di banche e caserme di polizia. Oggi è lui che coordina l’occupazione selvaggia di centinaia di appartamenti romani. Malgrado le denunce, D’Erme lavora alacremente alla stesura di delibere comunali che assegnano fondi ai centri sociali.


(cf. L’Opinione, Edizione 92 del 29-04-2006)


 


Per ravvivare la memoria:  A Roma sexy shop in farmacia, grazie a Veltroni