Referendum L.40: Lincei, ennesimo caso di bugie

Vita: politiche di bioetica


L’Accademia dei Lincei, il 22 aprile, ha approvato un documento sull’uso degli embrioni soprannumerari a scopo di ricerca. Tra gli altri argomenti ritenuti validi per rimuovere il divieto di sperimentazione sugli embrioni, essa si avvale dell’art. 18 b) della Convenzione di Oviedo, ratificata dall’Italia, che cita in questo modo:

«E’ vietata la produzione di embrioni umani esclusivamente a fini di ricerca». Per questo il documento può concludere che «nella Convenzione di Oviedo non è vietata, invece, la produzione di embrioni a fini fecondativi e il loro uso a fini di ricerca di base nel caso il fine fecondativo divenga superfluo e gli embrioni siano destinati alla eliminazione».

Questa conclusione è semplicemente indebita, fa notare il professor Sigfrido Boffi dell’Università di Pavia, perche’ nel testo dell’art. 18 b) della Convenzione di Oviedo manca l’avverbio «esclusivamente» e quindi la conclusione deriva dalla premessa di un testo appositamente falsificato.

O gli accademici non sanno leggere oppure trattasi di frode con dolo paragonabile a quello di uno scienziato che alterasse i dati per adattarli all’ipotesi sua preconcetta.

Si può inoltre aggiungere che l’affermazione che «non è ancora noto in quale misura le cellule staminali derivate dai tessuti adulti e dai cordoni ombelicali potranno sostituire, in tutto o in parte, quelle derivate dalle cellule fetali ed embrionali», è di nuovo falsa, in quanto ormai in molti casi le cellule staminali adulte hanno dato risultati che per ora si possono solo sperare da quelle embrionali.

Da Comitato Scienza&Vita del 10 maggio 2005

http://www.comitatoscienzaevita.it/news.php?id_news=92