Nichi “svendola” la sua favola al cinema

Socialismo

Ieri l’insediamento in regione


Vendola insieme a Costantino ed er Mondezza


A maggio nei cinema un film sulla storia della scalata al potere del governatore con l’orecchino

La vittoria elettorale di Nichi Vendola in Puglia diventa un film. A firmare la pellicola, non un corto ma un vero e proprio documentario di quasi un’ora, è Gianluca Arcopinto, storico produttore italiano, al suo esordio dietro alla macchina da presa. L’opera, che arriverà nelle sale di Milano, Roma, Bologna, Torino e Firenze (oltre a quelle pugliesi, naturalmente) il prossimo 6 maggio, racconta l’avventura del candidato dell’Unione durante la campagna elettorale per la conquista della poltrona più prestigiosa della Regione, dai primi comizi fino alla vittoria sul candidato del centrodestra, Raffaele Fitto.
PROGRESSISTI DI CELLULOIDE
Registi e attori “impegnati” o più apertamente “schierati” non sono una novità per il Belpaese. Anzi, sarebbe assai più facile stilare una lista di chi non fa parte di questa “eletta schiera”, rivendicando il diritto per dirla come Francesco Guccini, «di morire pecora nera». Sinistra e cinema sono un binomio talmente perfetto, che persino i politici non riescono a resistere alla tentazione delle cineprese. Roberto Zaccaria, che pure di telecamere ne deve aver viste parecchie negli anni passati al vertice della Rai, non si oppose certo all’idea di fissare su celluloide la sua corsa a Montecitorio. Ma se quello dell’ex numero uno di viale Mazzini è stato poco più di un filmino da guardare insieme ai compagni della sezione, il ritratto dedicato al governatore pugliese ha ben altre ambizioni. Non per niente, per farsene un’idea, non sarà sufficiente fare un salto in qualche sede di Rifondazione, ma bisognerà sborsare sette euro e rotti ed entrare al cinema. Sui cartelloni dei Multisala o nei tamburini dei giornali, accanto ai capolavori della contemporanea cinematografia nazionale come “Er Monnezza” e “Troppo belli”, ci sarà posto anche per “Nichi. Un comunista” (questo dovrebbe essere il titolo definitivo).
L’ITALIANO MEDIO
Per quale motivo sarà stato proprio Vendola a far scattare la scintilla nella mente di un produttore cinematografico? Arcopinto, rivela che il film «non nasce da un progetto a tavolino», ma per l’entusiasmo che si è creato intorno all’avventura politica del deputato di Terlizzi.
Insomma, chi magari immagina che a caratterizzare Vendola siano le sue peculiarità più note: l’omosessualità dichiarata e l’ultra-comunismo, si deve ricredere. La consacrazione del personaggio ai posteri, sarebbe dovuta proprio all’esatto opposto. «Vendola – sostiene il regista – è il tipico italiano medio. Attaccato ai genitori, cattolico, sostenitore di valori forti». Un cittadino qualsiasi, che per una serie di favorevoli circostanze si ritrova a fare il presidente di una Regione. Una favola che farebbe venire alla mente le sceneggiature di Frank Capra, se dogmatico, Arcopinto non precisasse che «si tratta di un documentario vecchio stampo come se ne facevano una volta alla Rai, con le telecamere che inseguono giorno per giorno un protagonista della vita italiana».
DIFFICILE IL SEQUEL
Per stessa ammissione degli autori, difficilmente la biografia elettorale del deputato con l’orecchino sbancherà i botteghini. E complesso, almeno per ora, immaginare un seguito all’opera prima. Anche perché, smessi i panni dell’attore (più o meno volontario), Vendola dovrà imparare a portare quelli del politico di governo, un ruolo che difficilmente calza a pennello ai contestatori di professione.
Ieri il neo-governatore si è insediato e ha firmato i primi atti come presidente della Puglia. Cambio della guardia, pacche sulle spalle e foto, molte foto… .
PRIMI NERVOSISMI NELL’UNIONE
Fuori dalla bella “casa del potere”, come l’ha definita lo stesso esponente del Prc, il clima è tutt’altro che disteso. Alle critiche di “autoritarismo” lanciate dall’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro rimasta a bocca asciutta in termini di poltrone, si sono unite le dichiarazioni del leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, che di fronte all’ipotesi – per ora solo ventilata – di rimanere senza assessorati in Puglia, mette le mani avanti affermando perentoriamente che una loro esclusione dalla nuova Giunta sarebbe «grave e incomprensibile». Al Sole che ride, secondo il primo giro di consultazioni fra i partiti, sarebbe dovuta spettare la delega consigliare alla Protezione civile. Troppo poco, anche perché la nuova legge regionale in materia, demanda questa competenza alle Provincie… .
IL PAPA A BARI
A rallegrare l’atmosfera, la notizia della futura visita del Santo Padre nel Tavoliere. «L’arrivo del Papa a Bari in occasione del congresso eucaristico sarà motivo di gioia mia personale e di tutto il popolo pugliese – gongola Nichi – . Lo accoglieremo con la solennità e la letizia che questo importantissimo evento merita».
Un entusiasmo, persino troppo caricato per una persona che appartiene pur sempre ad un partito e a un ambiente che non hanno mai nascosto di avere assai poca simpatia per Benedetto XVI e per il suo rigore su certi temi.
Come reagirà Vendola se il Pontefice, proprio nella sua terra dovesse ribadire alcune convinzioni che stanno alla base non solo della sua storia di teologo, ma dell’intera dottrina cattolica?
Viste le porte che gli si stanno spalancando di fronte nel mondo del cinema, potrebbe ricorrere alla tradizionale “maschera dell’attore”. Per certi politici del resto, recitare a soggetto non rappresenta un problema. Peccato, per loro, che spesso gli elettori siano molto meno indulgenti degli spettatori.


di Paolo Bassi



La Padania [Data pubblicazione: 30/04/2005]