Casini…nell’Udc

Dal mondo

Giovanardi: se qualcuno vuole allearsi con la sinistra
io resto nel Centrodestra…


«Non condivido la proposta di Casini sulla legge elettorale tedesca». Non ha dubbi Carlo Giovanardi «…il bipolarismo in Italia esiste da sessant’anni, da quando c’era De Gasperi. Poi si è evoluto con la Seconda Repubblica, ma sempre in una logica in cui il cittadino, quando vota, deve avere il diritto di scegliere un programma e chi lo porta avanti».

“Non condivido la proposta di Casini sulla legge elettorale tedesca”. Non ha dubbi Carlo Giovanardi, leader della minoranza dell’Udc, che, intervistato da Affari, non risparmia critiche ai vertici del suo partito. “Non ho cambiato idea rispetto a quello che ho sempre pensato; il bipolarismo in Italia esiste da sessant’anni, da quando c’era De Gasperi. Poi si è evoluto con la Seconda Repubblica, ma sempre in una logica in cui il cittadino, quando vota, deve avere il diritto di scegliere un programma e chi lo porta avanti. Quindi il cittadino deve essere arbitro”.
Qual è la sua proposta di riforma elettorale?
“Ho sempre parlato a favore dello schema Regionale: il cittadino sceglie il programma, la maggioranza e chi governa. Questo sistema salvaguarda il bipolarismo costruito su un’alleanza e l’identità dei partiti. In più, poi, ci sono anche le preferenze. Tornare a un modello nel quale il cittadino vota e poi, successivamente, il partito decide con chi allearsi, come ho detto anche ai gruppi parlamentari, lo considero inaccettabile”.
Perché Casini spinge per il sistema tedesco?
“Bisogna chiederlo a lui. Buttiglione ha teorizzato che l’Udc si possa alleare sia con la destra sia con la sinistra moderata, cioè con i Ds. Non sono assolutamente d’accordo per ragioni politiche. Ho grande rispetto per Fassino, Violante e la Pollastrini, ma c’è una differenza come quella che c’è tra il partito popolare spagnolo e i socialisti di Zapatero”.
Che riscontro ha la sua posizione nell’Udc?
“In aprile abbiamo un congresso e si parlerà anche di questo tema”.
Come stanno andando i congressi provinciali?
“Molto bene, sono molto contento. A Firenze abbiamo preso il 30% e otto delegati, abbiamo chiuso l’Emilia Romagna e complessivamente abbiamo il 40% dei voti circa. Ma otteniamo ottimi risultati in tutta Italia”.
Conferma che se questa sarà la posizione di Casini si candiderà alla segreteria?
“Se la linea è quella di ipotizzare un’alleanza con la sinistra, è chiaro che presenterò una candidatura alternativa. Per me l’Udc è nata all’interno di un sistema bipolare. La casa poi può essere ristrutturata, quella del Centrodestra… ma non si cambia casa”.
Che cosa pensa delle primarie per la leadership proposte da Berlusconi?
“Sono sei anni che parlo di primarie. In tutto il mondo, come si vede negli Stati Uniti, è il sistema più democratico per scegliere il candidato. Altrimenti da dove deve venir fuori il sostituto di Berlusconi?”.
Ma Casini ha bollato le primarie come una ‘boutade’?
“Mi indichi un altro sistema allora. Sono del Centrodestra e sono interessato a capire chi verrà dopo Berlusconi. Il leader deve convincere e conquistare il cuore e il cervello degli elettori di Centrodestra. I quali lo devono investire come quello che ha maggiori possibilità di vincere rispetto al candidato del Centrosinistra”.
Se si votasse a maggio-giugno, Berlusconi sarebbe il leader del Centrodestra?
“Sono coerente, quando abbiamo fatto le tre punte ho votato per Casini. Dopodiché, prendo atto che abbiamo preso il 6,8% e Forza Italia il 24. Mi fa ridere un sistema politico dove ci sono fuoriusciti di Forza Italia che vengono all’ultimo secondo nell’Udc per far polemica con Forza Italia. Mi rende però conto che per vincere serve il 51% dei voti e quindi bisogna avere degli alleati. D’altronde anche Forza Italia con il 24% dei voti non va da nessuna parte. Bisogna andare d’accordo e non litigare. Come Udc, non possiamo stare all’opposizione del governo e anche all’opposizione dell’opposizione con il 7%”.
Che cosa succederebbe se al congresso prendesse un buon risultato ma comunque restasse in minoranza?
“Mi sono sempre posto un limite, come quello di Martinazzoli nel ’94 e di Mastella nel ’98, anno in cui siamo rimasti in 8 nel Centrodestra e in 22 se ne andarono con D’Alema al governo. Se qualcuno va a fare un’alleanza con la sinistra io rimango nel Centrodestra, dove sono sempre rimasto”.
Semmai sarebbero gli altri che se ne vanno…
“Certo”.


Affari italiani Lunedí 05.03.2007