Statalismo socialista: il lento assassinio delle scuole libere

Libertà di educazione,Socialismo

Lo Stato vuole distruggere la libertà di scelta educativa e favorire una scuola unica e di regime.

Dopo 120 anni di storia, chiude un centro culturale, un polo educativo a Milano: ne chiudono quasi 400, di scuole cattoliche, ogni anno in altrettanti contesti italiani che erano stati – e non saranno più – animati e migliorati.

Oggi trecento famiglie devono fare i conti con un percorso educativo scelto, condiviso, che si interrompe, devono ricollocare altrove i figli come pacchi, rinunciando forse al pensiero libero e alla scelta ragionata.
Non è servito, a queste famiglie, avere sogni di normalità e di bene per i propri figli, e neppure è servito pagare due volte la scelta del Colonna con le tasse (un allievo della scuola statale costa 10 mila euro annui) e contemporaneamente con le rette.

Famiglie semplici, con una vita frugale, mamme indaffarate per il lavoro, ma che fanno i biscotti a santa Lucia per gli amici e che pensavano di aiutare la loro scuola con le tortine….
Fra qualche anno in Italia avremo la scuola pubblica statale per tutti, costosissima e inefficiente, e la scuola pubblica paritaria dalle rette over 7.000 euro annui, quella dei ricchi per i ricchi, che non soffre e non chiude.
Avremo cosi realizzato l’ambizione socialista dell’Istruzione pubblica: una scuola unica e di regime per tutti e una scuola privata dei ricchi per i ricchi. Ecco servita l’ingiustizia: il ricco sceglie e il povero si accontenta.

E’ anche costosa, questa ingiustizia: 7 miliardi di euro all’anno per distruggere il pluralismo e impedire la libertà di scelta educativa prevista dalla Costituzione Italiana prima, e dalla Dichiarazione dei Diritti umani poi.
A fronte del costo di 10 mila euro annui per un allievo alla scuola statale mancano docenti formati e motivati, anche di sostegno, servizi mensa efficienti, imprese di pulizia serie, interventi di messa a norma e… la carta igienica, che magari c’è, ma sparisce misteriosamente.
Per le pubbliche paritarie, che accolgono quasi un decimo della popolazione scolastica, il contribuente spende 500 euro annui per alunno, “senza oneri per lo Stato”, anzi, con un notevole vantaggio per l’erario e un danno enorme per il cittadino.

Lo Stato italiano preferisce spendere di più e male pur di ledere il pluralismo educativo. Le 300 famiglie del Vittoria Colonna – se trasferite in blocco alla scuola statale – costeranno all’imposizione fiscale euro 300 X 10.000 = 3.000.000. di euro annui più la somma che sino a ieri ha risparmiato di euro 2.000.000.
Gestione oculata e attenta dei danari pubblici? La chiusura del Vittoria Colonna costa di tasse, se queste famiglie si riverseranno legittimamente nella scuola statale, 5milioni di euro nel 2020. Aumenteranno le tasse…fino all’80%?

L’auspicio è che il rumore che fa la chiusura della scuola Vittoria Colonna, arrivi sino ai palazzi del ministero, dei ministri, del premier per chiedere loro di avviare rapidamente la soluzione: il costo standard di sostenibilità per allievo, orientato a far sì che la “libera scelta delle scuole da parte dei Genitori” non sia più un terreno di scontro ideologico tra partiti, ma sia la procedura trasparente ed efficace per allineare l’Italia ai Paesi civili più avanzati, dove tutte le famiglie, e quindi anche quelle povere, godano degli stessi diritti di accesso all’Istruzione Pubblica, che non può essere unicamente “statale”, pena il venir meno della libertà di scelta, in una pluralità di offerta formativa, espressa dalla Costituzione.
Tale strumento metterebbe al centro del sistema lo studente, favorirebbe la libertà di scelta educativa da parte delle famiglie, creerebbe una positiva competitività tra le scuole migliorando la qualità didattica, e produrrebbe un notevole risparmio sulla spesa scolastica da parte dello Stato.

Nell’immediato occorre riprendere i lavori del Gruppo di lavoro per la definizione dei costi standard per studente (Decreto ministeriale n.0000917 del 22/11/17). Il gruppo di lavoro, in carica per un triennio (2018-2019-2020), dopo il primo insediamento non ha ancora potuto operare. Il tema scuola, autonomia, parità e libertà di scelta educativa sono temi trasversali che necessitano di ricerca, studio, approfondimento, confronto scientifico e continuativo. Sic et simpliciter.

Anna Monia Alfieri, per https://lanuovabq.it/it/chiude-il-colonna-le-paritarie-muoiono-nel-silenzio-di-stato

Abstract:
Dopo 120 anni un altro storico istituto chiude i battenti per l’impossibilità di andare avanti.
Ormai siamo al collasso: ogni anno chiudono 400 scuole paritarie.
Si sta realizzando l’ambizione statalista:
– una scuola statale per tutti, costosissima per le finanze pubbliche e inefficiente, che così strangola la scuola libera, priva di aiuti ma efficiente;
– una scuola unica e di regime per tutti e una scuola privata per i figli della nomenklatura progressista.
Ecco la logica: statalizzare l’educazione, renderla obbligatoria per schiavizzare la nazione.
Ecco perché bisogna subito attivare il “costo standard”.

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