Merola, la Commissione per le fake news e… il tribunale della verità?

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Il Sindaco di Bergamo diffonde la notizia per la quale la pandemia è “un pregiudizio” (clicca per ingrandire)

Quando il Sindaco di Bologna – Virginio Merola del Partito Democratico – promette qualcosa, c’è sempre da preoccuparsi.
Infatti, non siamo di fronte solo a un amministratore incapace, ma anche al campione della lotta contro i valori non negoziabili: vita umana, famiglia naturale, libertà di educazione sono costantemente oggetto delle sue politiche.

Così, quando a Merola è stato chiesto «Nella fase due ci sarà spazio anche per la famosa app con cui controllare che i cittadini, positivi o no al virus, rispettino le normative?», ha risposto in modo da far gelare il sangue: «Mi sembra inevitabile utilizzarla […] la democrazia ha dimostrato quale sia la sua forza» (qui).

La “democrazia” che intende Merola è quella dei regimi socialisti, quella in cui lo Stato controlla e decide tutto della vita delle persone, “dalla culla alla bara”.
L’uso delle app nella Cina socialista è stato recentemente descritto dal settimanale Tempi.it così: «Con le app anti-coronavirus, la repressione in Cina diventa preventiva» (qui).

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l’On. Boldrini (PD): estendere l’aborto durante l’emergenza COVID-19!

11 CommentiPolitiche per la donna,Socialismo,Vita: altri temi
Nel primo numero del 2010, Famiglia Cristiana proclamò italiana dell’anno Laura Boldrini, esponente del Partito Democratico e oggi di Liberi e Uguali.

Boldrini, Saviano e le Ong vogliono aborti per bimbi più grandi, a domicilio, con procedura da remoto

L’appello di cento Ong ai governi europei: “L’aborto sia considerato un servizio essenziale“, ma raccoglie solo 3.700 firme:
https://secure.avaaz.org/it/community_petitions/presidente_del_consiglio_dei_ministri_ministero_de_aborto_farmacologico_durante_emergenza_covid19_/details/


Laura Boldrini, Roberto Saviano e un centinaio di Ong scrivono al ministro della salute
per chiedere ai governi di tutelare il diritto delle donne ad abortire anche durante l’emergenza coronavirus.


Indispensabile scrivere al proprio deputato per manifestare indignazione e invitarlo a vigilare.

Coronavirus: per il Governo occasione per distruggere le scuole libere

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Coronavirus, 12mila scuole paritarie rischiano chiusura, 100mila dipendenti licenziamento.
Kaladich (FIDAE): noi discriminati [INTERVISTA]

Sono circa 12mila le scuole paritarie nel nostro Paese e non sfugge oramai a nessuno il destino incerto che le attenderà nei prossimi mesi quando, superata l’emergenza, si dovranno fare i conti con un tessuto produttivo gravemente minato e la disoccupazione alle stelle.

Tuttavia le richieste di sostegno economico a loro favore presentate nei giorni scorsi come emendamenti al decreto Cura Italia potrebbero, ma solo in parte, scongiurare lo scenario apocalittico della chiusura di tanti istituti e preservare così la libertà di scelta educativa delle cittadine e dei cittadini del nostro Paese.

Non si sa in che misura queste istanze saranno accolte, ma gli estensori del documento si aspettano la giusta considerazione almeno dalle opposizioni al Governo.
La stragrande maggioranza delle scuole paritarie primarie e secondarie ha fatto la propria parte fin dal primo giorno di chiusura assicurando la didattica online e restando così accanto ai ragazzi e alle loro famiglie.
Ne abbiamo parlato con Virginia Kaladich, Presidente della FIDAE, la federazione di Scuole Cattoliche primarie e secondarie che riunisce sotto la sua sigla più di 4mila istituti.

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“Pandemia cinese”: quattro possibili scenari per il nostro impegno.

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Il virus SARS-CoV2 – ma chiamiamolo pure “virus cinese” – ha suscitato una pandemia che sta colpendo quasi tutto il mondo. Per affrontarla, innanzitutto bisogna che il popolo si mobiliti con preghiere e penitenze per chiedere a Dio misericordia e che, per rimediare alle conseguenze in campo sanitario, ricorra a tutti i rimedi sanitari.

Tuttavia, per rimediare alle conseguenze in campo politico-sociale, bisogna pure che la nazione ricorra a rimedi politico-sociali, perché dopo l’emergenza potrebbero sorgere crisi più pericolose di quella sanitaria. È necessario quindi che gl’Italiani si trovino preparati ai cambiamenti che la pandemia potrà produrre a tutti i livelli della vita sociale. Per scegliere quelli prudenti ed efficaci, però, bisogna prima delineare alcuni scenari che potrebbero realizzarsi a breve in Italia e altrove. Ne proponiamo quattro.

Quattro possibili scenari sulle conseguenze della pandemia

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Donazioni alle Regioni per la salute? Serviranno a procurare più aborti

2 CommentiDiritti dei consumatori,Socialismo,Vita: altri temi

Già lavoriamo più di 5 mesi su 12 per lo Stato: ora, per fronteggiare il coronavirus, arriva l’assurda richiesta di dare soldi alle Regioni e agli Enti Pubblici.

E’ noto che gli assessorati alla salute delle Regioni promuovono l’aborto e la RU486, il sesso libero tramite gli Spazi Giovani, portano il gender nelle scuole (http://www.fattisentire.org/sanita-a-bologna-aborto-e-gender/ ).
Stupisce come nessuna Regione abbia ridotto o limitato la pratica dell’aborto o la formazione libertaria dei giovani al fine di liberare risorse per assegnarle ai malati di Covid-19.

E’, invece, meno noto che nelle Regioni a guida PD le attività intese a diffondere l’ideologia gender sono state incrementate.
E’ il caso della Toscana, che lo scorso 23 marzo 2020 ha stanziato 80.000 € a favore dei transessuali (qui il video-denuncia: https://youtu.be/TgOgvdtB4Jo ). E anche il Cismai (Bibbiano) approfitta del momento di crisi per cercare di far passare un decreto per incrementare le possibilità di sottrarre i figli alla famiglia.

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Le lobbies LGBT celebrano la vittoria: quali lezioni per i pro-famiglia?

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L’irrisione del cristianesimo in un evento a Bologna nel 2015. La Magistratura ha archiviato nel 2017 (clicca sull’immagine per la notizia).

La sera del 29/3 è terminata la possibilità di vedere gratuitamente in streaming il film-documentario “Torri, checche e tortellini”: una celebrazione – con chiari intenti propagandistici – dei 43 anni del movimento omosessualista in Italia.
Il film è realizzato con denaro pubblico da Cinemare grazie al Ministero dei Beni Culturali e alla regionale Emilia Romagna Film Commission.
Scopo della visione gratuita è pubblicizzare l’imminente uscita di un nuovo film LGBT (realizzato sempre da Cinemare con Rai Cinema): la biografia di Mario Mieli, noto attivista della liberazione omosessuale in chiave marxista (morto suicida nel 1983) che – secondo Wikipedia – teorizza per primo la legalizzazione della pedofilia e la necrofilia.

 

C’è qualcosa da imparare da “Torri, checche e tortellini”. Qualcosa che narrano gli stessi attivisti LGBT e che può essere utile ai pro-famiglia. Vediamolo.

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Crisi migranti: il Governo del PD non aiuterà la Grecia

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L’Europa per una volta dimentica le politiche immigrazioniste suicide perseguite finora e sostiene la Grecia per arginare la nuova “invasione” dalla Turchia. Ma l’Italia non ci sta e il governo Conte rifiuta di mandare agenti di polizia e navi in supporto ai greci che affrontano il ricatto turco.

Il confronto in atto tra Turchia e Grecia sui migranti, che Erdogan ha mandato in circa 150 mila al confine terrestre occidentale, si estende anche al fronte marittimo con i due paesi impegnati a sostenere con la propaganda le proprie posizioni. Ankara mostra video di migranti illegali su gommoni respinti a forza dalle motovedette greche mentre Atene diffonde video di navi turche che scortano gommoni di migranti fin dentro le acque territoriali di Atene e di blindati della polizia turca che aiutano i clandestini a rimuovere le barriere sul confine terrestre di Edirne.

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Cattolici e rilevanza politica: le quattro strategie fallimentari

Lascia un commentoFamiglia: coppie di fatto,Vita: politiche di bioetica

La Evangelium vitae (1995) di Giovanni Paolo II aveva spiegato il legame tra le questioni bioetiche dentro la questione sociale: il nesso tra bioetica e Dottrina sociale della Chiesa. Se osserviamo la realtà attuale bisogna però riconoscere che il messaggio non è stato recepito e che quell’incontro non è avvenuto.

Dalla Nota dei vescovi italiani del 2007 sulle coppie di fatto, nonostante la schiera di leggi innaturali approvate soprattutto in questi ultimi cinque anni – Cirinnà, divorzio express, fine vita, suicidio assistito, diritto al figlio concepito in provetta – , ben più dirompenti e ingiuste di quella sulle coppie di fatto, l’episcopato italiano non ha più prodotto nessun documento in materia.
Mentre le leggi andavano sempre più in fondo alla questione e l’offensiva si radicalizzava, la Chiesa si ritirava sempre più alla superfice della questione.
Bisogna poi ricordare che tutte le leggi sopra ricordate sono state approvate con il voto dei cattolici presenti in Parlamento.
La Dottrina sociale della Chiesa dichiarava così la propria sconfitta, causata più dal fronte interno che da quello esterno, dato che le cose buone non muoiono che per suicidio.

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Enclaves jihadiste in Europa

Lascia un commentoI diversi islam

L’Europa sta pagando cara la propria vocazione ad un malinteso multiculturalismo, troppo pronto a metter tra parentesi la propria identità culturale, storica e spirituale, per timore d’offendere chi, da noi, è ospite.
Una “sindrome da Calimero”, di cui sta facendo le spese, ad esempio, il Belgio, dove si teme una nuova ondata di jihadisti in arrivo.
Lo stesso nella regione autonoma di Catalogna, trasformatasi ormai in una vera e propria base operativa del terrorismo islamico nel Continente.
Cosa sta succedendo?

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Si fa presto a parlare di multiculturalismo, ma, per farlo, occorre tenere conto anche delle conseguenze: se ne sta accorgendo a proprie spese il Belgio, alle prese ancora con l’incubo del terrorismo islamico, una minaccia ritenuta «latente per molto tempo ancora» dal rapporto, pubblicato lo scorso 30 novembre dalla VSSE-Sûreté de l’État, rapporto in cui si parla espressamente del rischio incombente di una nuova ondata di jihadisti, o scarcerati per termine pena oppure “arruolati” ex novo – per così dire – direttamente nelle carceri del Paese, dove alto è il tasso di radicalizzazione. Solo nel settembre scorso, ad esempio, erano ben 130 i detenuti per reati connessi al terrorismo.

Non solo. Secondo un altro documento confidenziale dei servizi segreti, diffuso dai media lo scorso maggio, la radicalizzazione avverrebbe in modo crescente anche nelle moschee, in cui la jihad armata verrebbe predicata con sempre maggiore insistenza da imam appositamente formati allo scopo. In un manuale, trovato in una di esse, ad esempio, si legge: «Il principio più importante è combattere i miscredenti e gli aggressori. La jihad armata diventa un dovere individuale per ogni musulmano». Testi come questo vengono abbondantemente diffusi, sia in formato cartaceo sia online, «grazie ai mezzi finanziari e tecnologici illimitati dell’apparato di proselitismo dell’Arabia Saudita e di altri Stati del Golfo», recita il documento.

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Insegnanti scuole paritarie: in Parlamento si alza una voce in loro difesa

1 CommentoLibertà di educazione,Socialismo

L’On. Bignami ha presentato un atto di vigilanza ispettiva rivolto al Ministro della Pubblica Istruzione: riguarda la gravissima discriminazione a danno degli insegnanti delle scuole paritarie.

Il Parlamentare bolognese di Fratelli d’Italia denuncia la contraddizione tra
– la legge istitutiva del concorso straordinario per essere assunti nelle scuole medie e superiori
– il bando di concorso relativo (QUI).

L’interrogazione fa riferimento ad un incontro con alcune organizzazioni sindacali (QUI), verosimilmente di orientamento socialista, che potrebbe esser la causa della discriminazione verso i professori cristiani.

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