“Regali” di Natale: dal PD 1 milione agli LGBT

1 CommentoDiritti dei consumatori

In manovra un milione di euro per i corsi gender nelle università. In un comma del maxi emendamento alla legge di bilancio del governo giallorosso spunta il regalone alle associazioni Lgbt.

La continuità tra i Governi Renzi-Letta-Gentiloni-Zingaretti e quanto fatto in Emilia-Romagna.

 

Il comma 385 del maxi emendamento alla legge di bilancio dispone che “Fondo per il finanziamento ordinario delle università” venga “incrementato di 1 milione di euro annui a decorrere dall’anno 2020”. L’obiettivo, mettono nero su bianco Dem e grillini, è quello di “promuovere l’educazione alle differenze di genere quale metodo privilegiato per la realizzazione dei principi di eguaglianza e di piena cittadinanza nella realtà sociale contemporanea”. I soldi serviranno agli atenei per “inserire nella propria offerta formativa corsi di studi di genere o a potenziare i corsi di studi di genere già esistenti”.

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Statalismo socialista: il lento assassinio delle scuole libere

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Lo Stato vuole distruggere la libertà di scelta educativa e favorire una scuola unica e di regime.

Dopo 120 anni di storia, chiude un centro culturale, un polo educativo a Milano: ne chiudono quasi 400, di scuole cattoliche, ogni anno in altrettanti contesti italiani che erano stati – e non saranno più – animati e migliorati.

Oggi trecento famiglie devono fare i conti con un percorso educativo scelto, condiviso, che si interrompe, devono ricollocare altrove i figli come pacchi, rinunciando forse al pensiero libero e alla scelta ragionata.
Non è servito, a queste famiglie, avere sogni di normalità e di bene per i propri figli, e neppure è servito pagare due volte la scelta del Colonna con le tasse (un allievo della scuola statale costa 10 mila euro annui) e contemporaneamente con le rette.

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La UE serve a imporre la dittatura gender?

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LO VUOLE L’EUROPA: Convenzione di Istanbul, il credo gender imposto

La Convenzione del Consiglio d’Europa (CoE) sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, nota anche come Convenzione di Istanbul, è stata approvata  dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 7 aprile del 2011. La Convenzione è stata poi firmata dall’Unione Europea nel 2017 e da 32 Paesi, tra cui l’Italia nel 2013, sebbene con riserva.

La Convenzione, stando alla lettera della stessa, mirerebbe a prevenire e punire tutti gli atti di violenza contro le donne e ad assistere le vittime di tali atti di violenza.
La Convenzione non riguarda solo le donne, ma anche le persone omosessuali e transessuali.
Infatti, più volte nel testo gli atti di violenza e di discriminazione vengono riferiti al “genere”.
La lettera c. dell’art 3 della Convenzione chiarisce che «con il termine “genere” ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini». Ciò a dire, come predica la teoria del gender, che essere uomini e donne non è prima di tutto un dato biologico, genetico, bensì un costrutto sociale.

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Che cos’è fattisentire.org? Risponde… Paolo VI !

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Nella foto: Pio XII, il primo Papa che intuì l’importanza di un’azione civica svincolata dalla guida dei vescovi.

Diletti figli!

Affiora al nostro spirito una domanda suscitata dalla vostra presenza, una domanda che ha accompagnato la storia della vostra non lunga, ma varia ed intensa esistenza, fin dal principio, e poi via via all’apparizione dei vostri interventi nelle vicende della vita pubblica italiana […]: «voi chi siete?».

La risposta è pronta e chiara: «siamo i Comitati Civici» […] la curiosità incalza: «e i Comitati civici che cosa sono?».
Nasce uno strano dialogo: «Siete un Partito politico?». Risposta: «No, non siamo un Partito politico».
«Una corrente sociale?». Risposta: «Nemmeno».
Allora: «Siete un’associazione cattolica?». La risposta è ancora negativa: «Non siamo un’associazione cattolica, nel senso proprio della parola».
«Che cosa siete allora: un Comitato elettorale? un blocco sociale? una agenzia “doxa”? una compagnia di pubblicità? un’espressione spontanea e momentanea di opinione pubblica? Chi siete?».

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America Latina: persecuzioni di Chiesa e popolo

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(Eugenio Trujillo Villegas) Il 21 novembre scorso potrebbe diventare un giorno storico per la Colombia. Non perché l’opposizione abbia protestato violentemente contro il governo del presidente Duque, ma perché, sulla scia di queste proteste, il governo potrebbe indirizzare la nazione verso una catastrofe annunciata.
Basta osservare l’ambiente latinoamericano per capire che esiste un piano gigantesco, preparato minuziosamente, finanziato dall’estrema sinistra ed eseguito con evidente organizzazione, il cui obiettivo principale è demolire tutti i governi della regione che si oppongono alle rivendicazioni del Foro di San Paolo.

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Firma la petizione: “Elezioni Emilia-Romagna: appello al centro-destra per la vita e la famiglia”

8 CommentiLa cappa ideologica,Partecipazione del cittadino

Da 70 anni i Governi regionali si sono preoccupati di abolire “La religione, la famiglia, la proprietà privata
La difesa di questi valori è prioritaria se vogliamo risollevarci.
Firma per chiedere al centro-destra di porre in atto i provvedimenti elencati qui: http://www.fattisentire.org/elezioni-emilia-romagna-che-cosa-chiedere/

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Il Comune di Forlì dà l’esempio a tutto il paese: “Non adottiamo politiche LGBTQ”

2 CommentiFamiglia: politiche familiari,Gender diktat,Socialismo
Eroi di Forlì, foto di gruppo, da sinistra a destra: Andrea Liverani consigliere regionale (LN Faenza) – Andrea CINTORINO Assessora alle pari opportunità di Forlì (LN) – On. Elena Raffaelli, deputato e assessore alle attività economiche di Riccione (LN) – Daniele Marchetti (Bologna) consigliere regionale e miglior difensore della vita e la famiglia della Lega per Salvini in Regione Emilia-Romagna – Massimiliano Pompignoli consigliere regionale (LN Forlì) – On. Jacopo Morrone (Forlì) deputato e segretario della Lega per Salvini – Romagna.

Bloccati i fondi che foraggiano l’attivismo LGBTQ: «Il nostro modello è la famiglia tradizionale».
Parla Andra Cintorino, la coraggiosa assessora alle Pari opportunità: «Non adottiamo politiche Lgbt»

La giunta di centrodestra che guida la città di Forlì ha bloccato i fondi provenienti dalla Regione per un progetto di formazione psicologica e giuridica, rivolta agli operatori del Comune di Forlì e alle associazioni interessate, che sotto il solito pretesto della «prevenzione e contrasto alle violazioni dei diritti umani» ha come scopo la diffusione dell’ideologia gender, il confondere i giovani sull’orientamento sessuale e la distruzione della famiglia emiliano-romagnola.

Si tratta di fondi che erano già stati destinati a questo scopo dalla precedente amministrazione – ovviamente di centrosinistra  – e naturalmente deliberati dalla Regione a guida PD.

La decisione segue la bella presa di posizione in difesa della vita umana nascente, di cui abbiamo parlato qui: http://www.fattisentire.org/elezioni-emilia-romagna-la-lotta-contro-laborto-del-sindaco-di-forli-sia-desempio/

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Elezioni Emilia-Romagna: che cosa chiedere?

5 CommentiPartecipazione del cittadino,Socialismo
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Questa non è la solita (inutile) raccolta della firma di candidati su una “lista dei sogni”.
E’ un elenco di ciò che ciascuno di noi dovrebbe discutere con i propri futuri rappresentanti: di persona, instaurando un dialogo (non occasionale) sui valori e su cosa concretamente fare per tutelarli.

Dittatura gender. A fronte dei quasi inesistenti casi di effettiva discriminazione verso le persone omosessuali, occorre abolire la Legge regionale L.R. 15/2019 (omotransfobia) e implementare la L.R. 6/2014 (discriminazione), includendovi la crescente cristianofobia ed eterofobia.

Aborto. L.R. 27/1989. L’ interruzione volontaria di gravidanza deve prevedere il pagamento di un ticket.

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Odio e fake news: pretesti per controllare il Web

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Caccia aperta agli odiatori in rete (haters) e a chi diffonde notizie false (fake news). Questa è la tendenza della nuova politica sull’informazione. Non si tratta solo di riprovazione morale, ma di nuove leggi, che dovrebbero combattere e anche prevenire l’odio.

I circa 200 insulti antisemiti che verrebbero rivolti online ogni giorno alla senatrice a vita Liliana Segre, secondo il quotidiano La Repubblica (una statistica prima messa in dubbio dal quotidiano Termometro Politico, poi confermata nuovamente dal quotidiano fondato da Scalfari e poi ancora rimessa in dubbio da Dagospia), sono stati la motivazione principale dell’istituzione dell’apposita Commissione per la lotta ai discorsi dell’odio (hate speech). Liliana Segre oggigiorno gira con una scorta al seguito.

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Elezioni Emilia-Romagna: la lotta contro l’aborto del Sindaco di Forlì sia d’esempio

1 CommentoPartecipazione del cittadino,Vita: politiche di bioetica
Il coraggioso Sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, assieme Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale e capogruppo della Lega in Comune

Depresso dai  primi faccia-a-faccia elettorali, qualcuno era già in dubbio se andare a votare chiedendosi:

  • possibile che la differenza tra centro-destra e sinistra stia solo nel non far la coda all’ospedale?
  • possibile che ci dobbiamo beccare un altro amministratore le cui priorità saranno «le piccole cose, dalle buche all’erba alta» (Alan Fabbri, sindaco di Ferrara)?
  • possibile che non si capisca che la nostra civiltà non deriva dal PIL e che non è la crisi economica che la sta distruggendo?
  • possibile esser così tonti da credere di riuscire a prender voti dall’elettorato con cultura di sinistra?

Una luce dalla Romagna. E invece, ecco che, poche ore fa, una voce si è levata dalla bella Forlì: il Sindaco del centro-destra ha inserito nel programma comunale un’azione che mette «al centro i valori della maternità e della paternità e la piena accoglienza della vita nascente riconoscendo […] il diritto a non abortire» (1).

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