nella peggiore, un inganno degli imbonitori di panacee miracolose,; che al momento non ci sono motivi per preferire le cellule staminali embrionali a quelle adulte - come quelle prelevate dal cordone ombelicale, e su cui non pesano ipoteche etiche.
Tutto questo ha occupato pagine di giornali e programmi di approfondimento ma ci ha, forse, nascosto la sostanza.
Quella che sta prepotentemente affermandosi è una nuova antropologia, dove l'uomo è un oggetto di consumo per altri uomini che possono disporre a piacimento, secondo i loro desideri e bisogni, della sua vita. Dal primo istante del concepimento all'ultimo istante di agonia l'uomo, quando non è un intruso da rigettare per non minacciare la propria "salute riproduttiva", diventa una fabbrica di pezzi di ricambio per altri uomini.
E' una nuova morale, il cui unico paradigma è il non tollerare limiti al proprio capriccio e la cui massima trasgressione - inaccettabile - è l'esistenza di una legge esterna vincolante.
E' una nuova religione, dove l'uomo ha voluto sostituire il Creatore e diventare lui il datore della vita - e per questo si preferisce parlare di Procreazione Medicalmente Assistita, piuttosto che di fecondazione artificiale.Così si è arrogato il diritto divino di decidere chi può vivere e chi può morire, e ora accetta questa ecatombe per poter dispensare i suoi doni di "progresso sociale" e di "tolleranza".
Questa religione ha i suoi dogmi irrinunciabili - come l'aborto che è stato recentemente proclamato "diritto fondamentale"; ha le sue scomuniche, come ci ricorda quello che è avvenuto recentemente in Europa, e sembra avere anche i suoi "santi" e i suoi "martiri", a giudicare dalle urla di indignazione che si sono levate in questi giorni.
Non facciamoci illusioni: dentro le celle in cui sono congelati migliaia di esseri umani come noi balena la lama di ossidiana dei sacerdoti aztechi.
Scintillano i fuochi di Bahal.
Vuoi protestare? Scrivi ai tuoi deputati e senatori: http://www.fattisentire.net/sendmail/politici/L40/rapp_regioni.php