Fatti Sentire!: La cappa ideologica

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Le grandi manovre per “repubblicanizzare” l’Italia

(di Cristina Siccardi

Il 1° giugno di 70 anni fa, vigilia del referendum istituzionale, Pio XII si rivolse al Sacro Collegio e, attraverso la radio, agli elettori italiani e francesi (anche in Francia, infatti, si votava, per le elezioni politiche), con queste allarmanti parole, che presagivano il nostro presente: «Domani stesso i cittadini di due grandi nazioni accorreranno in folle compatte alle urne elettorali.

Di che cosa in fondo si tratta? Si tratta di sapere se l’una e l’altra di queste due nazioni, di queste due sorelle latine, di ultramillenaria civiltà cristiana, continueranno ad appoggiarsi sulla salda rocca del cristianesimo, sul riconoscimento di un Dio personale, sulla credenza nella dignità spirituale e nell’eterno destino dell’uomo, o se invece vorranno rimettere le sorti del loro avvenire all’impassibile onnipotenza di uno Stato materialista, senza ideale ultraterreno, senza religione e senza Dio. Di questi due casi si avvererà l’uno o l’altro, secondo che dalle urne usciranno vittoriosi i nomi dei campioni ovvero dei distruttori della civiltà cristiana. La risposta è nelle mani degli elettori; essi ne portano l’augusta, ma pur quanto grave responsabilità!».

I distruttori della civiltà cristiana, attraverso il referendum istituzionale, vinsero, ma non il 2 giugno nelle urne, bensì diversi giorni dopo, con gli inganni. La notte fra il 12 e 13 giugno, nel corso della riunione del Consiglio dei ministri, il presidente Alcide De Gasperi assunse le funzioni di Capo provvisorio dello Stato repubblicano.

Per Umberto II fu un vero e proprio colpo di Stato e lasciò volontariamente il Paese il 13 giugno, indirizzando agli italiani un proclama, senza attendere la definizione dei risultati e la pronuncia sui ricorsi, che saranno respinti dalla Corte di Cassazione il 18 giugno.

La monarchia in Italia era una minaccia per i rivoluzionari, così come lo era stata per i giacobini: occorreva tagliare la testa al Re. Se il cattolico Luigi XVI era stato ghigliottinato il 21 gennaio 1793, in Italia con il cattolico Re Umberto si decapitò la Monarchia per volontà dei Comunisti, dei Socialisti, di molti democristiani, fra cui lo stesso Alcide De Gasperi in comune accordo con le aspirazioni repubblicane degli Stati Uniti.

Interessante quanto riporta un documento redatto a Roma il 21 marzo 1946 dall’Ambasciatore argentino in Italia, Carlos Brebbia, e indirizzato al Ministro degli esteri dell’Argentina Juan J. Cooke: «Una repubblica turbolenta con maggioranza socialista e comunista, realizzandosi in Roma, costituirebbe una minaccia costante per la cristianità rappresentata dalla autorità spirituale del Papa. L’appoggio del Vaticano a favore della monarchia è ostensibile ed evidente affinché i cattolici sappiano a favore di chi dovranno votare. I vescovi hanno ordinato l’apertura dei conventi di clausura affinché le monache partecipino alle elezioni e durante l’ultimo Concistoro tutti i cardinali presenti a Roma accolsero l’invito del luogotenente  (il Principe Umberto, che diverrà Re dal 9 maggio al 2 giugno 1946) per presenziare a un ricevimento dato in onore dei nuovi porporati nei salotti del Palazzo del Quirinale, al quale assistette il Corpo Diplomatico e l’alta società romana (…). Alcuni si chiedono se le elezioni si terranno veramente il 2 giugno. Si può rispondere affermativamente a meno che ciò non venga impedito da cause esclusivamente interne (…) È da osservare che anche quando la differenza tra monarchici e repubblicani fosse di poca importanza, il fatto che alcune centinaia di migliaia di italiani non abbiano potuto partecipare alla votazione, potrebbe indurre la parte perdente a reclamare l’invalidità dei risultati».

Parlare di Monarchia è ancora un tabù. Il Comunismo in Italia, come altrove, ha lavorato sulla diffamazione, sull’odio e sull’oblio, metodi efficacissimi per depennare le scomodità e le coscienze, così da poter creare rivoluzionari modelli e arrivare a mettere addirittura sul trono dell’opinione pubblica odierna un Marco Pannella, un’incoronazione che ha trovato la sua legittimazione persino nella Santa Sede.

Affermava Palmiro Togliatti nel 1944 a proposito del futuro della monarchia in Italia: «Accantoniamo questo problema, dichiariamo solennemente tutti uniti che questo problema lo risolveremo quando tutta l’Italia sarà stata liberata e il popolo potrà essere consultato, allora vi sarà un plebiscito, vi sarà un’Assemblea Costituente, decideremo allora del modo di liberarsi dall’istituto monarchico, se il popolo vuole liberarsi, di proclamare un regime repubblicano come era nelle nostre aspirazioni».

Le loro intenzioni si sono concretizzate e la mentalità italiana si è trasformata, secolarizzandosi a grandi falcate. Se anche gli italiani in maggioranza erano monarchici, che importava? Se anche le votazioni non si potevano svolgere in Alto Adige (sotto amministrazione alleata), in Venezia Giulia (sotto amministrazione alleata e jugoslava), che importava? Se mancavano all’appello gli abitanti delle province di Zara, Istria, Trieste, Gorizia, Bolzano, che importava? Se mancavano alle urne migliaia e migliaia di militari ancora prigionieri all’estero e gli internati civili, che importava? Era il Regime a decidere, secondo le sue aspirazioni, non il popolo.

Agli elettori furono consegnate sia la scheda del referendum per la scelta fra Monarchia e Repubblica, sia quella per l’elezione dei 556 deputati dell’Assemblea Costituente, cui sarebbe stato affidato il compito di redigere la nuova Carta costituzionale. I votanti furono 24.946.878, pari all’89,08% degli aventi diritto al voto. Questi i risultati ufficiali del referendum: Repubblica 12.718.641 voti, pari al 54,27%; Monarchia 10.718.502 voti, pari al 45,73%; le schede nulle furono 1.509.735 (Fonte: Ministero dell’Interno – Archivio storico delle elezioni). La Monarchia è un nervo scoperto perché fa paura poiché l’Italia era cattolica e monarchica, per essenza.

Tuttavia La Grande Storia di Rai3 oggi non può più negare, come è accaduto nella trasmissione andata in onda il 27 maggio u.s.: 2 giugno 1946 – 70 anni dalla Repubblica (http://www.lagrandestoria.rai.it/dl/portali/site/page/Page-7f9d45d4-8c78-461e-9787-601bf8c90a52.html). Così, mentre si snocciolano documenti che sottendono incongruenze, manomissioni, sottrazioni di voti, nonché grandi manovre orchestrate da Togliatti, da Alcide De Gasperi, dall’allora Ministro degli Interni Giuseppe Romita, allo stesso tempo Paolo Mieli getta acqua sul fuoco e si affretta a dire che non è il caso di guardare ai complotti… ma i toni antisabaudi oggi si sono chetati, perché la vera Storia può essere imbavagliata, ma non uccisa: ormai ci sono troppe documentazioni e testimonianze che attestano ciò che avvenne 70 anni fa.

I seggi si chiusero alle 14.00 del 3 giugno. Lo spoglio non iniziò con le schede della scelta istituzionale, bensì con quelle dei deputati all’Assemblea Costituente e 35% dei suffragi andò alla Democrazia Cristiana. Le operazioni referendarie furono gestite da tre ministri di sinistra del primo gabinetto De Gasperi: il ministro per la Costituente, il socialista Pietro Nenni, per l’Interno Romita e per la Grazia e Giustizia Togliatti. Presero a dipanarsi ore elettrizzanti. Dopo un accentuato ritardo nell’afflusso dei verbali da parte del Ministero della Giustizia, nelle prime ore del 4 giugno la percentuale repubblicana si collocava fra il 30 e il 40 %.

Dirà Romita: «… le cifre erano lì, col loro linguaggio inequivocabile! (…) Non era possibile eppure era vero, verissimo, paurosamente vero: la monarchia si presentava in netto vantaggio. Mi accasciai nella poltrona (…) Il telefono squillò più volte (…) La monarchia sta vincendo, mormorai… Che cosa avrei detto a Nenni, a Togliatti, a tutti gli altri che non volevano l’avventura del referendum?» (M. Caprara, L’ombra di Togliatti sulla nascita della repubblica. Le pressioni del Guardasigilli sulla Corte di Cassazione, in Nuova Storia Contemporanea, 6 (novembre-dicembre 2002), p. 135).

Il Sud era per la maggioranza monarchico, il Nord repubblicano. C’era stata fretta nell’indire il referendum per due ragioni: mancavano moltissimi all’appello, come si è detto, inoltre non si voleva dare l’opportunità a Umberto II, molto amato dal popolo, di dargli tempo per una campagna elettorale a proprio favore. Il Re, infatti, ebbe soltanto 40 giorni appena, ma non si risparmiò e riempì le piazze. Umberto II, che aveva un’immagine pubblica diversa e affabile rispetto a quella del padre, era incapace di finzioni a causa della sua profonda rettitudine morale, della sua signorilità ovunque e comunque, ma anche della sua profonda fede cattolica.

Sarebbe bastato un suo ordine per scatenare una nuova guerra civile, tutta l’Arma dei Carabinieri sarebbe stata al suo fianco, così come le truppe del generale polacco Władysław Anders. Ma rifiutò a priori di versare altro sangue sulla patria. La coscienza innanzi a tutto. Pio XII dimostrò la sua benevolenza: al Re, espropriato dallo Stato italiano di tutti i suoi beni, donò una somma di denaro per i primi duri tempi dell’esilio in Portogallo.

Papa Pacelli, quel 1° giugno, aveva ancora dichiarato: «Da una parte (…) è lo spirito di dominazione, l’assolutismo di Stato che pretende di tenere nelle sue mani tutte le “leve di comando” della macchina politica, sociale, economica, di cui gli uomini, queste creature viventi, fatte ad immagine di Dio e partecipi per adozione della vita stessa di Dio, non sarebbero che ruote inanimate. Da parte sua, invece, la Chiesa si erge serena e calma, ma risoluta e pronta a respingere ogni attacco. Essa, madre buona, tenera e caritatevole, non cerca, no! la lotta; ma appunto, perché madre, è più ferma, indomita, irremovibile, con le sole forze morali del suo amore, che non tutte le forze materiali, quando si tratta di difendere la dignità, l’integrità, la vita, la libertà, l’onore, la salute eterna dei suoi figli. (…) Noi proviamo, anche più sensibilmente che d’ordinario, un immenso dolore nel mirare la società umana più che mai allontanatasi da Cristo, e al tempo stesso una indicibile compassione allo spettacolo delle calamità senza precedenti, con cui essa è afflitta a cagione della sua apostasia. Perciò Ci sentiamo mossi ad elevare di nuovo la Nostra voce per ricordare ai Nostri figli e alle Nostre figlie del mondo cattolico l’ammonimento che il Salvatore divino non ha cessato di inculcare attraverso i secoli nelle sue rivelazioni ad anime privilegiate che si è degnato di scegliere per sue messaggiere: Disarmate la giustizia punitrice del Signore con una crociata di espiazione nel mondo intero; opponete alla schiera di coloro, che bestemmiano il nome di Dio e trasgrediscono la sua legge, una lega mondiale di tutti quelli che Gli rendono l’onore dovuto e offrono alla sua Maestà offesa il tributo di omaggio, di sacrificio e di riparazione, che tanti altri Gli negano».

Nello Statuto Albertino, in vigore fino al 1948, stava scritto all’Art. 1: «La Religione Cattolica, Apostolica e Romana è la sola Religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi». Mentre con l’Art. 1 della Costituzione venne stabilito che: «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». L’«impassibile onnipotenza di uno Stato materialista», come aveva paventato il Sommo Pontefice, «senza ideale ultraterreno, senza religione e senza Dio», era stata ufficialmente sancita.

(Cristina Siccardi)

Il Segreto d’Italia: il film sulle stragi partigiane rifiutato dalle sale italiane

l “Segreto d’Italia” tratta un argomento molto forte, controverso, sul quale hanno taciuto la gran parte dei media e degli addetti ai lavori italiani. Il film di Antonello Belluco parla dell’eccidio di Codevigo compiuto dalle brigate partigiane. Una verità scomoda, taciuta per settant’anni sulla quale i nostri governanti hanno costruito le fondamenta del loro potere. Nessuna sala, tranne una di Padova, ha voluto proiettare il film, nessuna distribuzione ha voluto investire e credere nel prodotto, nessun critico, giornalista o addetto ai lavori ha espresso un giudizio. Tutti zitti, “tengo famiglia”. Tuttavia noi vogliamo dare luce a questa scomoda vicenda sperando che il regista riesca, in qualche modo, come la Guzzanti, a trovare un metodo alternativo di distribuzione, noi speriamo di poterlo vedere e di poter coinvolgere qualche cinema “amico” della nostra testata, facendo in modo che lo proietti. In bocca al lupo al regista, ha tutto il nostro sostegno perché non esistono “verità diverse” ma l’unica verità, quella che i morti assassinati sono tali, da qualunque parte vengano uccisi.

Di seguito il comunicato stampa di Antonello Belluco:

IL SEGRETO DI ITALIA.

Sul film “Il Segreto di Italia” di cui sono regista, come su tutto, ciascuno è libero di dire la sua. Deve essere chiaro però che, un giudizio che possa vantare credito in merito ad un lavoro cinematografico deve provenire esclusivamente dai due soggetti che sono titolati a rilasciarlo.

Il primo sono i critici cinematografici. Questi hanno per lo più taciuto, ovviamente tengono famiglia: il film non è politicamente corretto o meglio… potremmo dire non è allineato con settanta anni di vulgata storica fatta solo di buoni e cattivi su cui si sono arroccati i poteri forti nel nostro Paese.

Il secondo soggetto è il pubblico il quale, per la terza settimana, sta riempiendo l’unico cinema nel quale IL SEGRETO DI ITALIA è attualmente programmato: The Space Cinema di Limena di Padova.

Questi sono i fatti. Se due esponenti padovani dell’Associazione Nazionale Partigiani, scrivono che è un film “brutto e dilettantesco” il giudizio, io dico, non ha valore artistico ma solo politico; e se i giornalisti conformisti riprendendo questi giudizi e pontificano che le distribuzioni non lo vogliono per tale motivo, ingannano l’opinione pubblica come hanno sempre fatto per settanta anni e ancora fanno, per difendere un sistema.

La verità è che per andare nelle sale cinematografiche a dicembre ci vuole un portafoglio colmo di soldi da anticipare alle distribuzioni, soldi che Il Segreto di Italia non ha.

Questa è l’Italia, un Paese dove dalla fine dell’ultima guerra si è nascosto un eccidio efferato di uomini e donne e se qualcuno ne parla, facendo un film, quell’opera è già una “schifezza”.

E se più di 3000 persone che lo hanno già visto lo hanno giudicato eccellente? Allora sono tutti di Forza Nuova e di Casa Pound.

In questo paese registi del “sistema”, spendono, certo non di tasca propria, milioni e decine di milioni di euro per fare un film. Il Segreto di Italia ha avuto venticinquemila euro dalla Regione Veneto, il resto, per arrivare complessivamente a meno di duecentocinquantamila euro, è arrivato dalla generosità di contributi privati.

Se i critici tacciono il pubblico apprezza.

Esponenti dell’ANPI, per lo più oramai costituita da “partigiani” nati a guerra finita, ma che sopravvivono grazie a una montagna di soldi succhiata dalle nostre tasse, denigrino pure il mio film. Io ho parlato di argomenti dei quali ci voleva coraggio a parlare, l’ho fatto con il cuore e senza budget in tasca, mentre a sparare sentenze a spese dello Stato sono capaci tutti.

Il film ci è stato richiesto in varie città per gennaio. E’ una lenta macchia d’olio che arriverà ovunque. Abbiate pazienza e aiutateci nelle vostre zone proponendolo agli esercenti.

Ad aprile/maggio uscirà il Dvd, il libro sul percorso del film e il cd della colonna sonora.

Stiamo lavorando perché questo progetto di verità continui: “ROSSO ISTRIA” è la sceneggiatura che andremo a realizzare il prossimo anno, salvo impedimenti, per parlare delle foibe.

Lavoriamo perché sia riconosciuta la verità e su questa progettare il senso di identità, unità e pace che caratterizza un popolo come il nostro.

Buon Natale a tutti voi!

Antonello Belluco

Il libro dello scandalo
che "occulta" le foibe

Lo storico sloveno Pirjevec fa riesplodere le polemiche sull’eccidio di migliaia di italiani da parte di Tito, con il libro Foibe. Una storia italiana, in cui l’autore nega che la tragedia delle foibe sia da attribuirsi alla volontà di effettuare una pulizia etnica premeditata, frutto di un’azione politica che voleva eliminare quanti si opponevano all’annessione alla Jugoslavia dopo la fine della seconda guerra mondiale. In Friuli Venezia Giulia il centrodestra chiede una commissione d’inchiesta: "Quel saggio è negazionista". L’autore ripesca le tesi giustificazioniste dei comunisti e riduce il numero delle vittime…

Casini e lo sfregio ai vertici della Chiesa

L’Udc-Casini si allea prima con la Bresso in Piemonte e poi anche con Burlando in Liguria. Provocando così una certa irritazione negli ambienti ecclesiastici e non solo. E non a torto. La Regione Liguria, ad esempio, ha approvato da poco una legge con le «Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere» in cui si equiparano le famiglie fondate sul matrimonio a quelle omosessuali nell’accesso, ad esempio, ai servizi abitativi. Secondo autorevoli indiscrezioni, Ruini avrebbe parlato con il segretario del partito, Lorenzo Cesa, nel tentativo di far rientrare l’appoggio a Burlando, ma invano… Sarà bene tenerne conto al momento del voto, proprio per evitare ulteriori «casini»…

"Dio esiste":
il vescovo sfida la scienziata

Faccia a faccia tra Margherita Hack, atea di ferro e presidente onorario dell’Uaar, l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, e monsignor Giuseppe Zenti, vescovo di Verona, che attacca: "Il vero ateo è l'egoista". L'astrofisica ribatte: "I cristiani dovrebbero essere più cristiani". Ma alla fine né vincitori né vinti…

 

Un chiaro NO
alla legge sul testamento biologico
 
Il Parlamento italiano sta per discutere e votare una proposta di legge sul cosiddetto “fine vita”. Il Comitato Verità e Vita intende esprimere – in forma pubblica e argomentata - un giudizio decisamente negativo sul testo di legge già approvato dal Senato della Repubblica. A questo scopo, Verità e Vita promuove un Manifesto Appello, aperto all'adesione di tutti coloro che non approvano i contenuti e gli effetti di questa legge, e che quindi auspicano non diventi mai legge dello Stato. Nonostante alcune apparenze e alcuni espedienti linguistici, l'approvazione della cosiddetta “legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento” costituirebbeun ulteriore passo nella direzione della cultura di morte, e aprirebbe la strada all'eutanasia legalizzata.
L'Italia non ha proprio bisogno di questa legge.
 

"Visita del Papa negativa",
secondo il Rabbino Laras

«La visita del Papa alla sinagoga di Roma è un fatto negativo». È una posizione dura quella espressa dal presidente dell'Assemblea rabbinica italiana Giuseppe Laras, che domenica non parteciperà alla storica cerimonia nel Tempio maggiore di Lungotevere De' Cenci. Secondo il presidente dei rabbini italiani, che ha rilasciato un'intervista al Juedische Allgemeine Zeitung, giornale della comunità ebraica tedesca, nulla di positivo può derivare dalla visita di Benedetto XVI, «né per il dialogo ebraico-cattolico, né per il mondo ebraico in genere. L'unica che potrà trarne vantaggio sarà la Chiesa, in particolare nelle sue correnti più retrive. Qualora si verificasse un nuovo motivo di attrito con il mondo ebraico, potrà servirsi di questo evento per ribadire ed esibire la sua sincera amicizia nei nostri confronti». Aggiungendo: «Durante l'attuale pontificato, il 'rapporto fraterno' è diventato sempre più debole». E l'ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Mordechai Lewy, ha rincarato la dose: «L’antigiudaismo cattolico esiste ancora».
Per la cronaca
: il presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici, che accoglierà il Papa insieme al rabbino capo della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, ha dichiarato recentemente di avere da anni la tessera del partito radicale… È proprio una bella compagnia.
AUGURI, SANTO PADRE!

Portogallo
che cosa ne hai fatto
del Messaggio di Fatima?

Il Parlamento portoghese ha approvato questa mattina un disegno di legge del governo socialista che legalizza il matrimonio tra omosessuali, ma ha respinto la proposta di permettere l’adozione per coppie dello stesso sesso. Il provvedimento ha potuto contare sull’appoggio di tutta la sinistra. Respinta una proposta di referendum popolare avanzata da più di 90mila cittadini. Il primo ministro socialista José Socrates ha commentato la decisione come "un momento storico" per il Portogallo che da anni "combatte contro la discriminazione e l'ingiustizia sociale nella società". Ad aprile potrebbe essere già celebrato il primo “matrimonio” gay. Al momento sono cinque i paesi europei dove è possibile il matrimonio fra persone dello stesso sesso: Belgio, Olanda, Spagna, Svezia e Norvegia.
Certo che questa è una preparazione «adeguata» per la prossima visita del Papa a maggio.


FOTO del parlamento di Lisbona invertito, cioè al contrario della realtà…

 

Dall’auto esce uno spot contro l’aborto
di Renato Farina

Improvvisamente la pubblicità dice la verità, ma una verità così potente che va contenuta nei limiti dell'accettabile. Ma non ci riesce, esplode lo stesso, e io la trovo bellissima. C'entra con la festa dei bambini quale è da sempre l'Epifania, che vuol dire «manifestazione» della verità di un bambino dinanzi al mondo.
La Ford ha lanciato la campagna degli ecoincentivi per il 2010 per chi acquisti una sua vettura il cui punto forte è uno spot dove i protagonisti sono tre animali. Sono un orso, un elefante e un delfino. Ovvio il nesso: proteggi la natura usando auto pulite e l'ambiente diventa più accogliente non solo per l'animale uomo, ma per qualunque specie creata. Fin qui niente di particolarmente nuovo. La réclame va però più in là. Sono cuccioli. Ma cuccioli non ancora nati. Essi nuotano beati nelle acque materne.

Il vangelo secondo Hollywood.
Avatar: un film di Natale che predica il panteismo

Sta per arrivare nelle sale italiane il tanto acclamato film del regista americano James Cameron “Avatar” che, nonostante la crisi, ha già raggiunto quota un miliardo in circa tre settimane di proiezione: è infatti uscito nei cinema di gran parte del mondo lo scorso 18 dicembre (in Italia sarà sugli schermi il 15 gennaio), ma ha già incassato 1,02 miliardi di dollari. Avatar nasconde però, sotto una trama che può sembrare avvincente, una pericolosa apologia del panteismo, quella fede che equipara Dio con la Natura e che ormai da una generazione è la religione ufficiale propagandata da Hollywood…

Il simbolo anti-crisi
è un “sommo sacerdote” della crisi


Il settimanale statunitense “TIME” ha incoronato «Uomo dell’anno» Ben Shlomo Bernanke, il governatore della Federal Reserve americana (FED). Bernanke era il banchiere centrale nel momento in cui la crisi è esplosa, dunque le responsabilità di questo «grand’uomo» non sono certo piccole. Ma, con la scelta di Bernanke, il settimanale “TIME” indica in lui l’uomo che ha fatto di più contro la crisi americana e globale… Del resto pochi mesi fa anche il Presidente Obama nel riconfermare Bernanke nel suo incarico lo aveva salutato come colui che ha risolto la crisi, evitando una nuova Grande Depressione. Negli ultimi mesi invece sono uscite molte notizie che dimostrano come la vicinanza di Bernanke con gli ambienti bancari responsabili della crisi ha superato spesso i limiti della decenza. Fu lui ad accettare la falsificazione delle norme bancarie, lui a non opporsi alla frettolosa restituzione degli aiuti statali da parte delle grandi banche per sottrarsi ai limiti sui bonus, lui a minimizzare la necessità di una riforma in profondità del sistema e ancora lui ad opporsi strenuamente alla richiesta di diffondere l’elenco delle banche che sono state soccorse negli ultimi mesi, con le annesse motivazioni.
Ci si chiede se siamo giunti a livello di manicomio, oppure se si stanno giocando le mosse decisive di un piano globalista che vuole instaurare un impero mondiale?
La crisi economica attuale non è solo una crisi peggiore di quella del 1929-1933. Infatti, l’iperinflazione, quando la si lascia scatenare, azzera il debito pubblico ed il risparmio privato, ma soprattutto sradica ogni precedente struttura istituzionale. Forse è questo lo scopo segreto dei vari governatori della Federal Riserve - tra cui Bernanke -, che nel corso degli ultimi 20 anni hanno posto le premesse dell’iperinflazione. Il loro vero intento, nel porre le premesse dell’iperinflazione, era far in modo che si imponesse la costituzione di una banca centrale mondiale e di conseguenza pervenire ad un Governo Mondiale. Con più di sei miliardi di abitanti nel mondo, l’instaurazione di un impero mondiale significa che potremo ben presto dire addio ad ogni residua parvenza di democrazia e libertà…

Leggi di seguito l’interessante articolo di Maurizio d'Orlando scritto per AsiaNews.

Psicofarmaci per bambini. Una moda pericolosa

Undici milioni di prescrizioni di antidepressivi e 2,5 milioni di antipsicotici ai giovani ogni anno. Le prescrizioni di psicofarmaci sono in continuo aumento in Occidente e tale aumento sembra non avere sempre una giustificazione clinica. Il cambiamento di paradigma culturale ha molto a che vedere con gli interessi dell'industria farmaceutica…

 

Gli attacchi a Pio XII nascono nella Chiesa

 Le polemiche giunte in questi giorni da una parte del mondo ebraico, dopo che Benedetto XVI ha “osato” firmare il decreto sulle virtù eroiche di Pio XII, non si deve dimenticare che vengono da lontano.
Gli attacchi a Papa Pacelli, infatti, iniziarono all’interno del modo cattolico un decennio prima che in quello ebraico. Erano frutto di quel cattoprogressismo che non perdonò mai al Pontefice l’opposizione al progetto di apertura a sinistra concepito da Alcide De Gasperi…

di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro

Quella sovranità della moneta in mani private

Forse non lo sapevate. La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro…

A Roma una suora in cattedra.
Deve sparire.

Vogliono mandare al confino le suore, estrometterle dalla vita pubblica, chiuderle in monastero. Sta accadendo a Roma in questi giorni, scuola elementare Jean Piaget, via Suvereto. Un gruppo di zelanti genitrici, guidate da una «cassintegrata dell'Alitalia» ha chiesto la testa di una maestra colpevole di essere suora. Costei, un tipo minuto, è una suora padovana di 61 anni della Congregazione di Maria Consolatrice. Non ha fatto propaganda di Gesù, quando mai. Insegna italiano, ha il curriculum giusto, i titoli di studio, sta in graduatoria. Ma per il fatto di essere suora, secondo la mamma «cassintegrata dell'Alitalia», non può essere una dipendente dello Stato laico. Deve sparire.
«È per l’abito che indosso – afferma la suora - non per come faccio l’insegnante». È consapevole di «non dover oltrepassare il limite. Misuro ogni parola quando faccio lezione, sono anche troppo scrupolosa - spiega - ma nessuno di noi può negare che scriviamo anno 2009 perché è nato un certo Signore chiamato Gesù Cristo».
La dirigente scolastica Maria Matilde Filippini, che pure si professa atea, taglia corto: «Non chiederò l’allontanamento dell’insegnante» e conferma anche la decisione di non accogliere la richiesta di alcuni genitori di spostare i figli dalla II C. E la direttrice atea rincara la dose:«Questo è razzismo laico, viviamo dei tempi cupi». «Se proprio vogliono, siano loro a cambiargli scuola».
Per il momento la questione si ferma qui. Grazie a Dio. Ma già si intravvede cosa potrà accadere in seguito anche in altre parti d’Italia. Pessimi segnali.

Sempre più ragazzine inglesi
abortiscono anche più volte in un anno

L’anno scorso cinquemila ragazze inglesi al di sotto dei 20 anni hanno abortito, e per tutte quante era almeno la seconda volta…

 

In Europa poche moschee?
Falso, ecco tutti i numeri

Un recente studio, presentato ieri a Bruxelles ai sindaci delle maggiori città europee, dimostra che esiste un luogo di culto ogni 1840 musulmani. Come nei paesi islamici. E tra chiese e cristiani il rapporto è lo stesso.
Forse vale la pena di ricordare quanto, pochi giorni fa, ha affermato il Cardinale Vinko Puljić, Arcivescovo di Sarajevo e Presidente della Conferenza Episcopale Bosniaca: “I petrodollari aiutano a costruire molte moschee e centri islamici e provocano un cambiamento di mentalità: contro il cristianesimo e specialmente contro i cattolici”. “A fine ottobre, il Ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, ha detto a Sarajevo che lo scopo della politica turca è la nuova ascesa dell’impero ottomano nei Balcani, come nel XVI secolo: nessuna voce in Europa e in America si è levata in segno di protesta. A Fiume e a Colonia si dà il permesso per costruire le moschee e questo è giusto, ma perché nessuno guarda a come vivono i cattolici a Sarajevo o in Turchia? Occorre affermare la reciprocità, non contro qualcuno, ma positiva, per il bene di tutti”.

Quando i salottieri europei, anche cattolici, la finiranno di chiudere gli occhi davanti alla realtà?

Un Governo sempre più scomodo
anche per la mafia…

La mafia, accreditata da alcuni pm politicizzati e da diversi giornali, sta cercando di vendicarsi della linea dura che il Governo sta tenendo nei confronti della criminalità organizzata. Il numero di arresti, anche eccellenti, e di sequestri non ha precedenti.
I numeri, che i mafiosi conoscono meglio di noi, parlano chiaro: una media di sette arrestati al giorno, per un totale di 3630 mafiosi arrestati dal maggio 2008 all'ottobre 2009. Tra questi 916 aderenti a Cosa nostra, di cui 15 latitanti che facevano parte della lista dei 30 ricercati più pericolosi. Il Governo più ostile che un’organizzazione malavitosa possa mai desiderare di trovarsi davanti.
Un Governo e un premier da togliere di mezzo. Da servire su un piatto d’argento ad una magistratura ingorda. Sempre disposta ad inghiottire bocconi, anche velenosi. Da ruminare con calma per arrivare sempre e comunque al Cavaliere.
Il contrattacco della cupola è partito con l'utilizzo di “pentiti”. I quali, dopo anni di silenzi, si sono improvvisamente ricordati di aver sentito dire vent'anni fa che forse Cosa nostra vedeva di buon occhio Schifani e Berlusconi.
Gente che ha ammazzato magistrati, sciolto nell’acido bambini, lastricato le strade di innocenti crivellati dal piombo, quando si mettono a collaborare con la giustizia non lo fanno quasi mai in modo serio, coerente, trasparente. A distanza di anni, ricordano improvvisamente ciò che avevano dimenticato, o negato di sapere, per mesi, giorni o anni interi. Il “pentito” ritrova improvvisamente senno e memoria ma con sospetto ritardo.
Che la mafia sia mafiosa è ovvio. Che alcune procure trasformino automaticamente lontani ricordi telecomandati di criminali incalliti in atti di accusa e iniziative giudiziarie lo è molto meno…

Leggi di seguito l’interessante intervista: "Quei magistrati volevano il nome di Berlusconi"

La visita di Hillary Clinton in Israele innesca la Terza Intifada

Con una contorsione a 180° il segretario di Stato Usa ha fatto cadere la condizione richiesta dai palestinesi e da Barack Obama sul congelamento delle colonie nei territori occupati. Le speranze suscitate da Obama sulla pace finiscono nel nulla. Intanto cresce una maggiore unità fra Hamas e Fatah, che rischia di trasformare tutto in movimento islamista. Israele vuole radunare il mondo per una guerra contro l’Iran. Il rischio è che una guerra sia sempre più vicina.

Israele restringe i visti per sacerdoti e religiosi in Terra Santa

Negato il visto a due sacerdoti africani; il visto per sacerdoti europei ridotto a un anno. Le autorità ecclesiastiche preoccupate e (per ora) timorose di alzare la voce per paura delle conseguenze. La causa delle restrizioni: il fondamentalismo del partito Shas, ritornato a controllare il ministero degli Interni nel nuovo governo Netanyahu. Nuove difficoltà si aprono ogni giorno per la Chiesa in Terra Santa, e non solo dal punto di vista fiscale…

Il Premio Nobel ateo
che se la prende con Dio

Lo scrittore portoghese José Saramago, premio Nobel per la letteratura, ateo e comunista viscerale, nel suo ultimo libro "Caino" se la prende con il «Dio della Bibbia», affermando che è "vendicativo, rancoroso, cattivo e indegno di fiducia". Ma il Premio Nobel nel suo nuovo libro non si limita a questo, giunge perfino a bestemmiare Dio, definendolo "figlio di p....".
I vescovi portoghesi, tramite il portavoce della conferenza episcopale nazionale, hanno accusato lo scrittore di offendere milioni di cattolici in tutto il mondo e al tempo stesso hanno denunciato "un’operazione pubblicitaria" per promuovere il libro che propone una rilettura "irriverente se non oltraggiosa" dell’episodio biblico dell’uccisione di Abele, primogenito di Adamo ed Eva, da parte del fratello Caino. In una conferenza stampa a Lisbona, Josè Saramago ha replicato ai vertici della Chiesa, accusandoli di suscitare "nuovi odi" e di alimentare "rancori, incomprensioni e resistenze". Nel 1992, dopo lo scandalo suscitato in Portogallo dall’uscita del suo libro Il vangelo secondo Gesù Cristo, José Saramago lasciò il suo paese per stabilirsi a Lanzarote nell’arcipelago spagnolo delle isole Canarie, dove tuttora risiede. In quel romanzo, Saramago raccontava che Gesù perse la sua verginità con Maria Maddalena, venendo utilizzato da Dio per dominare il mondo...  

È evidente che ai nostri giorni si possono offendere tranquillamente - ed anche impunemente - Dio, la Chiesa, il Papa, i cristiani, persino li si possono massacrare e crocifiggere, come si possono assassinare legalmente milioni di bambini con le pratiche abortive di vario genere, ma guai a chi osi dire che l'aborto è un abominevole delitto o che l'omosessualità è una malattia e che gli atti di sodomia sono gravissimi peccati contro natura...
Siamo nel tempo dell'Anticristo? Ma su non esageriamo... è semplicemente il tempo dei Premi Nobel per la Distruzione della Società. Presentiamo come candidato per il 2010 una mascotte di questa non piccola categoria: José Saramago.
 
 

Roma, 13 ott. (Adnkronos) - Con 285 voti a favore, 222 contrari e 13 astenuti la Camera ha accolto la pregiudiziale di costituzionalita' presentata dall'Udc alla proposta di legge di Paola Concia del Pd, Antonio di Pietro e Federico Palomba di Italia dei Valori, che proponeva l'introduzione nel nostro ordinamento dell'omofobia come circostanza aggravante dei reati. A questo punto percio' il provvedimento decade.

Abbiamo esaminato con accuratezza il risultato della votazione presente nel sito della camera dei Deputati (http://web.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenografici/sed231/SINTERO.pdf ) ed ecco i nomi di chi ha votato a contro il rigetto dell'omosessualismo in Italia:

La nuova proposta dei finiani:
«Ora di religione islamica»

"Sulle tematiche dei diritti degli omosessuali ho lavorato molto più e molto meglio con Gianfranco Fini. Senz'altro il presidente della Camera è più coraggioso del segretario del nostro partito". Lo ha detto, in un'intervista al Corriere della Sera, Paola Concia del Pd, relatrice della proposta di legge che voleva introdurre il reato di omofobia bocciata alla Camera. Non si fatica a crederlo, dato che i “finiani” presenti in Aula hanno votato con il Pd…
Oggi giunge la notizia di un’altra iniziativa dei “finiani”: l`introduzione dell`ora di religione islamica facoltativa nelle scuole pubbliche.
Un’iniziativa che – grazie a Dio - riceve l’immediata stoppata dalla Lega.
Chiederemmo al Sig. Gianfranco Fini ed ai suoi amici di leggersi durante il fine settimana l’articolo pubblicato oggi su Il Giornale: La colpevole indifferenza dei cristiani. Probabilmente sarà inutile, ma la speranza è l’ultima a morire…

Intervento del gennaio 2009 di fronte alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, che lo aveva sentito come esperto, del professor Mauro Ronco, professore ordinario di diritto penale a Padova, ex componente del Consiglio Superiore della Magistratura e presidente dell'Ordine degli Avvocati di Torino.

 

Illustre Presidente,

esaminato il testo dei progetti di legge C. 1658 Concia e C. 1882 Di Pietro, nonché della proposta di Testo Unificato del Relatore (Introduzione nel Codice Penale dell’aggravante inerente all’orientamento sessuale della persona offesa dal reato ed all’identità di genere), osservo:

1. L’introduzione nell’ordinamento di nuove fattispecie che sanzionino penalmente le discriminazioni o l’istigazione a discriminazioni per motivi inerenti all’orientamento sessuale va contro il principio, condiviso dalla quasi totalità della dottrina, del «diritto penale minimo» e del diritto penale come «extrema ratio». Un razionale dispiegamento della sanzione penale, onerosa per la società, per il sistema giudiziario e per i cittadini, nonché scarsamente efficace sul piano pratico a cagione della notevole complessità del procedimento postulato per la comminazione e l’esecuzione della pena, importa che il legislatore si attenga a un costante self-restrainement, che lo trattenga dal minacciare la sanzione quando essa non sia assolutamente indispensabile per la tutela di beni giuridici di importanza essenziale per la pacifica convivenza sociale.

Contro ogni reale discriminazione:
perché ci opponiamo alla “proposta di legge Concia-Di Pietro”

È all’esame della Camera la proposta di legge dell’on. Concia, cui è stata unificata analoga dell’on. Di Pietro, che punta a introdurre nel codice penale l’aggravante di “avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato». Con questa norma delitti come percosse, violenze private, lesioni – ma anche condotte non riconducibili ad aggressioni fisiche, come minacce e ingiurie –, potrebbero essere puniti fino a un terzo di pena in più. L’iniziativa viene presentata, anche attraverso manifestazioni pubbliche e pressioni mediatiche, come un passo in avanti sulla strada della civiltà e come uno strumento di lotta contro la discriminazione.

Lo scopo di questa nostra dichiarazione di intenti, aperta all’adesione di chiunque la condivida, è di esporre le ragioni per le quali riteniamo invece che l’approvazione della legge sia pericolosa, in sé e per gli effetti che può determinare; e quindi per manifestare la nostra opposizione a essa, dentro e fuori il Parlamento.

Altro che uguaglianza, gli omosessuali saranno "più uguali"


Oggi alla Camera si discute se introdurre il reato di omofobia. La proposta, già bollita nella scorsa legislatura, torna in auge per volere del gruppo parlamentare del Pd e con il tacito consenso di non pochi della maggioranza di governo. Venerdì scorso, senza smentita dai ministeri competenti, il presidente dell’Arcigay festeggiava gli accordi con Carfagna e Gelmini per introdurre l’aggravante per la discriminazione di orientamento sessuale e le informazioni scolastiche sul gender. Il sesso maschile e femminile, secondo questa ideologia irreale, non dipende dalla natura ma dalla scelta che ciascuno può (deve) fare liberamente e senza discriminazioni. Così forse, dovremo insegnare ai nostri figli, nelle scuole, che essi possono scegliere liberamente il loro orientamento sessuale, cioè il loro sesso? Con l’introduzione nell’ordinamento della modifica del codice penale, l’inserimento della circostanza aggravante inerente all’orientamento e alla discriminazione sessuale, si potrebbero verificare alcune incredibili situazioni...

SINDONE. La copia degli scienziati del Cicap è un falso. Ecco le prove

In riferimento all’articolo del 5/10/2009 de La Repubblica, “Sindone – è un falso medievale. Ecco la prova” c’è da stupirsi per le affermazioni prive di rigore scientifico ivi riportate. Ogni tanto qualche persona in cerca di notorietà ottiene spazio nei media dichiarando di avere riprodotto la Sindone o una parte di essa, ma quando si approfondisce il discorso “casca il palco”…

 

Le conseguenze del cosiddetto “reato di omofobia”

Martedì 6 ottobre inizierà in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati la discussione sul testo base della legge che vuole stabilire il reato di omofobia. La proposta, presentata dal Partito Democratico, a prima firma Paola Concia, prevede l’inserimento nel Codice Penale di «reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere». La discussione alla Camera è prevista per il prossimo 12 ottobre. Se il reato contro l’omofobia, che l’allora premier D’Alema tentò invano di imporre nel novembre 1999, fosse varato dal governo di centro-destra, sarebbe uno scandalo e un’occasione di profonda riflessione per l’elettorato cattolico, continuamente tradito dai propri rappresentanti in nome dell’aberrante principio del “politicamente corretto”.

di Roberto de Mattei

Sorpresa: la pena di morte piace a Bruxelles

Un autentico minestrone di codicilli, nel quale norme in antitesi tra loro convivono in un gaudioso “acciaccapesta” giuridico….

Lo scandalo dei farmaci contraffatti per i Paesi poveri

La denuncia dell'arcivescovo Zimowski al congresso internazionale dei farmacisti cattolici. "La contraffazione e la falsificazione dei farmaci - ha detto nel suo intervento - colpisce innanzitutto i soggetti in età pediatrica. Falsi antibiotici e falsi vaccini producono gravi ripercussioni negative sulla loro salute”…