Fatti Sentire!: Vita: politiche di bioetica

Cerca in questo argomento:   

La battaglia della Ru486

Nuovo stop alla diffusione in Italia della pillola abortiva. La Commissione Sanità del Senato (voti a favore del Pdl e della Lega) ha votato un testo in cui si prevede che l’immissione in commercio sia preceduta da un parere del ministero della Salute, che assicura un intervento in tempi strettissimi. Il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella: «Nessun boicottaggio. Viene semplicemente ripristinato l’ordine delle competenze e data la priorità alle indicazioni del governo circa la compatibilità del metodo con la legge italiana, in particolare la 194». «Il parere arriverà entro 24 ore. A quel punto l’Aifa dovrà convocare un nuovo Cda e votare una nuova delibera sulla Ru486. La pillola abortiva – lo ribadisco – potrà essere impiegata in Italia solo a questa condizione: che la donna sia in ospedale per tutta la procedura, che un medico sia accanto a lei, che l’aborto non avvenga a casa o su un tram».
Un passo certamente importante, ma ancora una volta si deve constatare amaramente che “gli interrogativi ruotano intorno alla salvaguardia dell’integrità fisica della donna ed al rispetto di quella legge che da oltre trent’anni legittima l’uccisione volontaria di esseri umani innocenti ed indifesi. L’abominevole delitto descritto dal Catechismo diventa tale solamente quando la donna ne subisce le conseguenze fisiche o morali. Il tentativo di occultamento del male operato dalle lobby abortiste ha probabilmente raggiunto l’obbiettivo fissato: della vittima non v’è più alcuna traccia” (cf. Corrispondenza Romana).

Non smettiamo di difendere la vittima dell’aborto: il BAMBINO !


L'ipocrisia e le bugie sulla pillola abortiva


Ho scritto più volte della pillola abortiva, la famigerata Ru486 che sta per essere commercializzata in Italia. Già in partenza sbaglio: mi sto adeguando con le poche righe che ho scritto all'ipocrisia comune di quando si parla di questo argomento. In realtà la pillola abortiva è già utilizzata, e da anni, in Italia, con degli stratagemmi da alcune regioni, in particolare quelle più rosse. La capolista, non a caso, è l'Emilia Romagna. Migliaia di donne hanno abortito con questo cocktail di pillole, molte volte l'espulsione del feto è avvenuto in casa, in perfetta solitudine, in alcuni casi ci sono state conseguenze fisiche antipatiche, quasi sempre ci sono conseguenze psicologiche devastanti.

«Non è contro la 194». «Non si preoccupi». «Non fa male». Ecco come negli ospedali si risponde a chi chiede di utilizzare la “kill pill.

Roccella: dopo inchiesta Tempi, necessaria un'indagine parlamentare

Il Tg1 parla dell'inchiesta di Tempi. Guarda il video

Gasparri: inchiesta Tempi dimostra uso domestico Ru486

Leggi l'intervista a Romano Colozzi (Aifa)

di Benedetta Frigerio, Tempi.it

 

Il 30 luglio scorso l’Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) ha approvato la commercializzazione della pillola Ru486, che induce l’aborto senza bisogno di interventi chirurgici.

Il farmaco è al centro della polemica tra chi ne vuole la distribuzione nel paese e chi denuncia la sua pericolosità (la letteratura scientifica attesta ventinove casi di morte).

Napolitano parla ad un evento del suo partito. La scelta di don Aldo Trento è effettivamente molto significativa perché rispecchia la frattura che questa tragica vicenda ha determinato tra il sentire diffuso, che appartiene a noi come alla maggior parte della popolazione, e le istituzioni.

Ricordiamo che l’uccisione di Eluana Englaro è stata sancita dal decreto di volontaria giurisdizione (non da sentenza) di una Corte di Appello, sulla base di un pronunciamento creativo della Cassazione che, per l’occasione, ha cambiato radicalmente i propri precedenti orientamenti sul tema.

In base a queste decisioni ci si è visti d’un tratto "autorizzati" a togliere la vita a una disabile, seguendo un protocollo clinico anch’esso inventato di sana pianta dai giudici, fattisi così medici oltre che legislatori: una morte somministrata meticolosamente come cura (che follia!), entro una concezione quasi zoologica delle potestà pubbliche verso la vita e la salute dei cittadini. Tutta una costruzione totalmente estranea, anzi apertamente in contrasto con l’ordinamento vigente e coi canoni di civiltà.


dalla Prolusione del Cardinal Angelo Bagnasco
al Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale italiana
Roma, 26 gennaio 2009


[...]
8. [...]

Si è avuto notizia in queste settimane che sarebbe imminente il via alla libera circolazione della pillola Ru486. L'argomento, lo capiamo bene, è dei più intimi: le persone, le donne in particolare, lo sentono come proprio. Per questo, come Vescovi, vorremmo appena sottovoce chiedere a quanti hanno responsabilità in questa scelta: siete sicuri di aver fatto gli approfondimenti necessari? Lasciamo pure da parte per un istante la considerazione su quel «puntino» misteriosamente ma anche scientificamente così gravido di vita che si vuole espellere, e che anche recentissimamente l'istruzione vaticana Dignitas personae riconosce dal primo momento quale embrione, con la dignità di persona (cfr n. 5). E proviamo a pensare per un altro istante alla persona che si avvicina al cosiddetto farmaco. Ci sono casi documentati di danni enormi, vitali, che l'assunzione di questa pillola ha causato in alcune situazioni nell'arco degli ultimi sedici anni. Esiste una letteratura scientifica al riguardo. Se ne è tenuto conto in maniera trasparente e non ideologica? O ancora una volta la motivazione che così si fa altrove, è argomento sufficiente per introdurre la novità anche da noi? Non sarà anche questa una «procedura» solo più agile, una semplificazione per le strutture sanitarie che così risparmiano su varie voci?

Relazione del Dottor. Renzo Puccetti 
segretario dell'associazione Scienza&Vita di Pisa e Livorno
sull'aborto chimico con Ru486
e relativi eventi avversi

Intervista a mons. Elio Sgreccia

Eutanasia, aborto, provetta selvaggia. «Ciò che si fonda sul principio di autonomia è autoreferenziale, perciò, in nuce, anche antisociale». Il presidente emerito della Pontificia Accademia pro Vita e la bioetica “laicista”...

 

Solo se va a favore della vita la libertà acquista il suo vero senso

di Mons. Alessandro Maggiolini
Vescovo emerito di Como

«I pazienti in stato vegetativo? Sono vivi. E vanno curati»

Parla il geriatra Giovanni Guizzetti: «I giudici hanno trasformato Eluana in una malata terminale»...

 

Censure

Era un grande genetista ma contro l’aborto. Così Lejeune fu messo ai margini dal mondo scientifico…

di Francesco Agnoli

 

BORN IN THE UK

Ora nel Regno Unito le regole sulla fecondazione assistita sono semplici: non ci sono più regole...

GRAVE VIOLAZIONE DELLA LEGGE

L’EUGENETICA RIENTRA DALLA FINESTRA

E’ un dovere per tutti, anche per i ministri e le ministre, rispettare la legge. È doveroso rispettarne la lettera e, ancor più, lo spirito…

di Francesco D’Agostino


Prematuri: Per la medicina ora contano come gli adulti.

Un prematuro di 24 settimane ha le stesse possibilità di morire o rimanere disabile di quelle che ha un adulto colpito da un ictus, ma nessuno si azzarderebbe a negare le cure al secondo…

di Carlo Bellieni

Dalla parte dei piccolissimi

A ventitré settimane un prematuro su quattro, se curato, vive. E non è più molto diffusa nemmeno la disabilità

di Carlo Bellieni

Intervista a Bruno della Piccola
presidente dell'associazione Scienza&Vita

 «GENITORI MULTIPLI?
È LA FOLLIA DI UNA SCIENZA PERVERSA»

Questo esperimento  deve essere oggetto di una profonda riflessione, per domandarci che di tipo di uomo vogliamo consegnare alle prossime generazioni…

Svelare l'ambiguità delle parole

La parola "feto" dovrebbe essere bandita dall'uso comune. Nell'epoca delle ecografie a quattro dimensioni e degli studi comportamentali, sappiamo benissimo che non esiste differenza sostanziale tra il bambino prima della nascita e dopo il parto...

di Carlo Bellieni

aldo80 Segnala "Sylvie Menard, sessant’anni, nata a Parigi, sposata con un figlio, è direttore del Dipartimento di Oncologia sperimentale dell’Istituto dei Tumori di Milano, dove lavora dal 1969. Ex allieva di Umberto Veronesi, attualmente fa parte del Comitato per la umanizzazione della medicina voluto dal ministro Livia Turco. Già sostenitrice dell’eutanasia, la dottoressa Menard ha dichiarato in un recente convegno a Milano che da quando si è scoperta malata la sua prospettiva su questi temi è cambiata."
Gian83 Segnala "

Se il medico vuole uccidere il paziente

La maggioranza dei camici bianchi è favorevole all'eutanasia, ma solo l'1,4% dei malati chiede di praticarla. Gli incurabili desiderano essere assistiti, non uccisi. Ma nessuno sembra dar loro ascolto.

di Stefano Lorenzetto

"

Intervista

«È ideologico perseverare sugli embrioni»

Kenner, docente a Vienna: «Chi insiste su questa strada lo fa per interessi diversi da quelli scientifici»...

di Riccardo Cascioli

ADDIO SACRIFICABILITÀ DELL’EMBRIONE,
VERO CHOC DEL PENSIERO UNICO LIBERTARIO

La cosa sorprenderà il pubblico che da anni – e quanto, in Italia, ai tempi del referendum sulla procreazione assistita – si è sentito ripetere che l’unica speranza per curare Alzheimer e Parkinson passava attraverso le staminali embrionali, ovvero per la distruzione di embrioni…

di Marina Corradi

LA SFIDA ETICA

Londra apre la strada
all’
uomo-bestia

La notizia bomba, che fa il giro del mondo: l'Hfea (Human Fertilisation and Embryology Authority), l'Authority inglese che si occupa di fecondazione in vitro e ricerca sugli embrioni umani, ha dato il suo via libera alla creazione di embrioni interspecie uomo/animale a due gruppi di ricerca che ne avevano chiesto l'autorizzazione. Il neurobiologo Angelo Vescovi fa notare che non si tratta proprio di un «via libera», ma nel migliore dei casi si tratta di un mezzo passo in avanti…
Intanto mons. Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha dichiarato senza mezze misure: «Atto mostruoso contro la dignità umana». «Il governo britannico ha ceduto di fronte alle richieste di un gruppo di scienziati certamente senza morale. Ora è necessario che la comunità scientifica tutta si mobiliti quanto prima. Il mondo della scienza ma anche i singoli Stati cambino direzione e non si lascino sopraffare da studi le cui conseguenze non sono state calcolate», così si espresso mons. Sgreccia in una intervista al Corsera che pubblichiamo integralmente.

1) Mostri creati e poi uccisi di mons. Elio Sgreccia
2) Macché chimera, questa sembra una vera bufala
3) L’incubo delle «chimere»
4) Cinque definizioni, un solo obiettivo

Contro la legge 40 rispunta il partito dell’ootide

A luglio le nuove linee guida, biocongelatori all’ attacco…

emlno_pao_73 Segnala "


UNIONE EUROPEA: la Polonia nel mirino delle lobby abortiste

 

"

LE NON BUONE ISPIRAZIONI
DEL CARDINAL MARTINI

All’Angelus di domenica 4 febbraio, nella Giornata della Vita indetta dalla Chiesa italiana, Benedetto XVI ha detto: La vita, che è opera di Dio, non va negata ad alcuno, neppure al più piccolo e indifeso nascituro, tanto meno quando presenta gravi disabilità. Allo stesso tempo, facendo eco ai pastori della Chiesa in Italia, invito a non cadere nell’inganno di pensare di poter disporre della vita fino a ‘legittimarne l’interruzione con l’eutanasia, magari mascherandola con un velo di umana pietà”.
Nella prima frase, dedicata all’aborto, il Papa ha alluso al documento varato pochi giorni prima dalle Nazioni Unite sulla tutela dei disabili: documento che la Santa Sede ha rifiutato di sottoscrivere proprio per l’incoraggiamento all’aborto in esso contenuto. Nella frase relativa all’eutanasia, invece, Benedetto XVI ha implicitamente sconfessato le posizioni sostenute dal cardinale Carlo Maria Martini in un articolo su “Il Sole 24 Ore” di due domeniche prima.
L’intervento del cardinal Martini, difatto, si è rivelato «un importante aiuto ispiratore» per l'Ordine dei medici di Cremona nel prendere la decisione di archiviare in tutta fretta il procedimento disciplinare sul conto del dottor Riccio dopo la morte di Piergiorgio Welby. Il dottor Andrea Bianchi, presidente dell'Ordine dei medici di Cremona, riferendosi agli interventi dell'arcivescovo emerito di Milano e del senatore Cossiga, che aveva denunciato Riccio per omicidio di consenziente, ha affermato: «Un importante aiuto per la nostra decisione è arrivato inaspettatamente dal cardinal Martini, che con lucidità ha saputo distinguere tra eutanasia e interruzione del trattamento. Fuori luogo quelle di un noto senatore della Repubblica che invece ha parlato addirittura di omicidio». Questo conferma le gravi conseguenze dell’intervento del cardinal Martini.
Presentiamo un DOSSIER che aiuta a capire meglio come, in realtà, il «caso Welby» non sia stato un’interruzione di accanimento terapeutico, ma bensì un caso di eutanasia…

1) Accanimento ideologico   di Emanuele Boffi
2) Eluso il cuore del problema   di Enrico Negrotti
3) Morte di una bandiera   Intervista al Dott. Giuseppe Casale, il medico che si rifiutò di staccare la spina a Welby

UN TESTAMENTO MORTALE

Si chiama "living will", e serve al cittadino per decidere quali cure vorrà ricevere in caso di malattia. Sembra innocuo, ma è il "cavallo di Troia" della compagnia della buona morte. Un modo per legalizzare l'eutanasia, senza chiamarla con il suo vero nome.

di Mario Palmaro

 

In nessun momento siamo massa informe

Uno studio dell'Università di Cambridge contraddice il “dogma”scientifico secondo cui per diversi giorni dopo il concepimento l'embrione sia semplicemente una massa informe di cellule…

di Marina Corradi

 

desmosedici Segnala "

 «Caro Martini, solo Dio può darci la morte»

Parlare di eutanasia, del caso Welby e del dibattito suscitato dall’ultima uscita del cardinale Martini, con lui significa fare sul serio. Alessandro Maggiolini, 76 anni, vescovo uscente di Como - domenica prossima è previsto l’ingresso del suo successore, Diego Coletti - è una delle maggiori personalità dell’episcopato del nostro Paese, unico italiano nella commissione internazionale che ha redatto il nuovo Catechismo della Chiesa cattolica sotto la guida dell’allora cardinale Jospeh Ratzinger.

"

Il card. Martini e i suoi “fans-multicolori”
STOPPATI

Nell'attuale clima di confusione sarebbe bene che i cardinali, anche in pensione, fossero assai più prudenti quando parlano con i giornalisti. E un gesuita come Martini sa bene che ci sono momenti in cui la Chiesa si serve meglio tacendo…

1) Media a caccia dell’antipapa      di Massimo Introvigne
2) Dialogo con Martini      di mons. Elio Sgreccia

 

EUTANASIA,
STRAPPO DEL
CARDINALE
GESUITA


Martini critica il Vaticano
: per Welby non si è trattato di "dolce morte", ma è stato un caso di cessazione dell’accanimento terapeutico. C'é l'esigenza  di elaborare norme che consentano di respingere le cure. Una legge in materia, riconosce Martini, è una "impresa difficile, ma non impossibile" e andrebbe portata avanti. L’arcivescovo emerito di Milano elogia la normativa francese che nega "le cure protratte con irragionevole ostinazione". L'intervento del cardinale ha riscosso il plauso di autorevoli esponenti diessini. Primo tra tutti il presidente della Commissione del Senato, Ignazio Marino: sono «parole di grande saggezza" in cui "si ritrova pienamente», mentre Cesare Salvi ha parlato di possibile cooperazione tra cultura laica e liberale quando si confrontano senza pregiudizi, mentre il ministro Pierluigi Bersani ha invitato l'Italia a fermarsi per leggere le parole del cardinale. Riesplode la polemica.
"Non intendo rispondere nell’immediato. Preferisco farlo con calma, più distesamente, con un intervento scritto". Con queste parole il vescovo mons. Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, il più autorevole esperto vaticano in materia di bioetica, annuncia di voler intervenire sulla riflessione del cardinale Martini pubblicata ieri dal Sole24 Ore.

1) Martini: per Welby non c'è stata eutanasia    di Andrea Tornielli
2) Buttiglione frena: "Il malato non abbia l’ultima parola"   di Fabrizio De Feo

 

Staminali dal liquido amniotico
con alcune perplessità

La notizia è stata commentata trionfalmente da esperti e scienziati: sembra sia possibile ottenere cellule staminali embrionali senza distruggere gli embrioni, semplicemente prelevandole dal liquido amniotico. La prudenza, però, è d'obbligo, soprattutto considerando che, come conferma lo stesso Dott. De Coppi autore della scoperta, l’unico metodo tuttora possibile per ricavare cellule staminali dal liquido amniotico, è l’amniocentesi il cui tasso di abortività oscilla tra lo 0,6% e l’1%. Fin tanto, quindi, che la tecnica non verrà  perfezionata tanto da permettere di prelevare il liquido amniotico al termine della gravidanza, i rischi sono troppo elevati e le perplessità che per ora sorgono riguardo a questa scoperta non sono affatto trascurabili…

Per approfondire leggi il DOSSIER