Il Segreto d’Italia: il film sulle stragi partigiane rifiutato dalle sale italiane

l “Segreto d’Italia” tratta un argomento molto forte, controverso, sul quale hanno taciuto la gran parte dei media e degli addetti ai lavori italiani. Il film di Antonello Belluco parla dell’eccidio di Codevigo compiuto dalle brigate partigiane. Una verità scomoda, taciuta per settant’anni sulla quale i nostri governanti hanno costruito le fondamenta del loro potere. Nessuna sala, tranne una di Padova, ha voluto proiettare il film, nessuna distribuzione ha voluto investire e credere nel prodotto, nessun critico, giornalista o addetto ai lavori ha espresso un giudizio. Tutti zitti, “tengo famiglia”. Tuttavia noi vogliamo dare luce a questa scomoda vicenda sperando che il regista riesca, in qualche modo, come la Guzzanti, a trovare un metodo alternativo di distribuzione, noi speriamo di poterlo vedere e di poter coinvolgere qualche cinema “amico” della nostra testata, facendo in modo che lo proietti. In bocca al lupo al regista, ha tutto il nostro sostegno perché non esistono “verità diverse” ma l’unica verità, quella che i morti assassinati sono tali, da qualunque parte vengano uccisi.

Di seguito il comunicato stampa di Antonello Belluco:

IL SEGRETO DI ITALIA.

Sul film “Il Segreto di Italia” di cui sono regista, come su tutto, ciascuno è libero di dire la sua. Deve essere chiaro però che, un giudizio che possa vantare credito in merito ad un lavoro cinematografico deve provenire esclusivamente dai due soggetti che sono titolati a rilasciarlo.

Il primo sono i critici cinematografici. Questi hanno per lo più taciuto, ovviamente tengono famiglia: il film non è politicamente corretto o meglio… potremmo dire non è allineato con settanta anni di vulgata storica fatta solo di buoni e cattivi su cui si sono arroccati i poteri forti nel nostro Paese.

Il secondo soggetto è il pubblico il quale, per la terza settimana, sta riempiendo l’unico cinema nel quale IL SEGRETO DI ITALIA è attualmente programmato: The Space Cinema di Limena di Padova.

Questi sono i fatti. Se due esponenti padovani dell’Associazione Nazionale Partigiani, scrivono che è un film “brutto e dilettantesco” il giudizio, io dico, non ha valore artistico ma solo politico; e se i giornalisti conformisti riprendendo questi giudizi e pontificano che le distribuzioni non lo vogliono per tale motivo, ingannano l’opinione pubblica come hanno sempre fatto per settanta anni e ancora fanno, per difendere un sistema.

La verità è che per andare nelle sale cinematografiche a dicembre ci vuole un portafoglio colmo di soldi da anticipare alle distribuzioni, soldi che Il Segreto di Italia non ha.

Questa è l’Italia, un Paese dove dalla fine dell’ultima guerra si è nascosto un eccidio efferato di uomini e donne e se qualcuno ne parla, facendo un film, quell’opera è già una “schifezza”.

E se più di 3000 persone che lo hanno già visto lo hanno giudicato eccellente? Allora sono tutti di Forza Nuova e di Casa Pound.

In questo paese registi del “sistema”, spendono, certo non di tasca propria, milioni e decine di milioni di euro per fare un film. Il Segreto di Italia ha avuto venticinquemila euro dalla Regione Veneto, il resto, per arrivare complessivamente a meno di duecentocinquantamila euro, è arrivato dalla generosità di contributi privati.

Se i critici tacciono il pubblico apprezza.

Esponenti dell’ANPI, per lo più oramai costituita da “partigiani” nati a guerra finita, ma che sopravvivono grazie a una montagna di soldi succhiata dalle nostre tasse, denigrino pure il mio film. Io ho parlato di argomenti dei quali ci voleva coraggio a parlare, l’ho fatto con il cuore e senza budget in tasca, mentre a sparare sentenze a spese dello Stato sono capaci tutti.

Il film ci è stato richiesto in varie città per gennaio. E’ una lenta macchia d’olio che arriverà ovunque. Abbiate pazienza e aiutateci nelle vostre zone proponendolo agli esercenti.

Ad aprile/maggio uscirà il Dvd, il libro sul percorso del film e il cd della colonna sonora.

Stiamo lavorando perché questo progetto di verità continui: “ROSSO ISTRIA” è la sceneggiatura che andremo a realizzare il prossimo anno, salvo impedimenti, per parlare delle foibe.

Lavoriamo perché sia riconosciuta la verità e su questa progettare il senso di identità, unità e pace che caratterizza un popolo come il nostro.

Buon Natale a tutti voi!

Antonello Belluco

Rino Cammilleri, Il crocifisso del samurai, Rizzoli 2009, pagine: 275,
euro 18,50, ISBN-13: 9788817030373

Sconto su http://www.theseuslibri.it/

Cari amici, è in libreria la mia ultima fatica: Il crocifisso del samurai (Rizzoli). Si tratta di un romanzo storico attorno a un episodio poco noto della storia: la grande rivolta dei samurai cristiani nel 1637. Circa quarantamila cristiani giapponesi, donne e bambini compresi, si ribellarono alla persecuzione e si arroccarono nella penisola di Shimabara, nel castello in disuso di Hara. Qui tennero testa per cinque mesi al più grande esercito di samurai che la storia del Giappone avesse mai visto. Vennero massacrati fino all’ultimo e fu la loro rivolta a provocare la chiusura ermetica del Giappone al mondo esterno per due secoli. Quando i missionari europei poterono tornare, nella seconda metà dell’Ottocento, trovarono che i discendenti di quegli antichi cristiani avevano conservato la fede nella clandestinità, tramandandosela di generazione in generazione. Solo alla fine del XIX secolo cessarono le persecuzioni dei cristiani nel Sol Levante. I pochi rimasti erano quasi tutti concentrati a Nagasaki. E furono centrati, com’è noto, da una delle due bombe atomiche.
Rino Cammilleri

Per gentile concessione di Rino, pubblichiamo il I capitolo del libro.

Relazione del Dottor. Renzo Puccetti 
segretario dell'associazione Scienza&Vita di Pisa e Livorno
sull'aborto chimico con Ru486
e relativi eventi avversi

Dalla prefazione di Claudio Risè:

"Dopo quasi quarant'anni dall'introduzione della legge Fortuna-Baslini, fino a che punto il divorzio ha trasformato la società italiana? Che ne è rimasto del matrimonio tradizionale, e quali sono le prospettive future della famiglia? E' anche per rispondere a queste domande che questo libro descrive la realtà delle separazioni coniugali e dell'affidamento dei figli, in Italia, nel primo decennio del XXI secolo.

RECENSIONI: “Il rovescio delle medaglie. La Cina e le Olimpiadi” di Padre Bernardo Cervellera

   

 

Bernardo Cervellera, missionario del PIME e giornalista, attualmente è responsabile dell’agenzia giornalistica “Asia News”. È stato direttore (1997-2002) di “Fides”, l’agenzia di informazione internazionale del Vaticano, divenuta sotto la sua guida un’autorevole organo giornalistico molto apprezzato dai media mondiali. Dal ’95 al ’97 ha insegnato all’università di Pechino (Beida) come docente di Storia della Civiltà occidentale. Collaboratore del quotidiano “Avvenire”, interviene come esperto di politica internazionale nei TG nazionali e in numerose trasmissioni televisive, fra cui “Porta a Porta” e “Otto e mezzo”.
Argomento: Socialismo

MILANO

Kevin Harris ha 53 anni, è un discografico che lavora nel capoluogo lombardo dagli anni ’80, sposato da sette anni con Suzanne. Nulla di strano, se non avesse rivelato il suo passato di transessuale. Ha cercato di raccontarlo alla trasmissione "Il Bivio", andata in onda giovedì sera su Italia 1 e dedicata al caso di due gemelli transessuali.

Kevin partecipava perché lo avevano invitato, ma "durante la registrazione, quando ho esordito dicendo che ero cristiano, si è alzato un coro di proteste. L’on. Vladimir Luxuria è partito in quarta, mi ha interrotto e ha preteso di avere la parola. E intanto, a me, sono venuti a togliere il microfono, fisicamente".

Codice: ZI05102311
Data pubblicazione: 2005-10-23


ROMA, domenica, 23 ottobre 2005 (ZENIT.org).- Di seguito pubblichiamo per la rubrica di Bioetica l’intervento della dottoressa Claudia Navarini, docente della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

Da Zenit.org
Codice: ZI05041721
Data pubblicazione: 2005-04-17



Di seguito pubblichiamo per la rubrica di Bioetica l’intervento della dottoressa Claudia Navarini, docente della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

La 17enne di Milano, incinta di quasi cinque mesi, ha abortito il 13 aprile alla clinica “Mangiagalli”, contro il parere della madre. L’intervento è iniziato in tarda mattinata e ha richiesto diverse ore. Sì, perché in epoca così avanzata della gravidanza l’aborto “terapeutico” avviene attraverso un parto indotto, come per una nascita. E di fatto alcuni bambini della stessa età gestazionale nascono e forse sopravvivono.

Riportiamo un importante intervento su "Chiesa ed ecologia", pronunciato da monsignor Giampaolo Crepaldi, segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, a Narbonne il 10 ottobre 2004.
Vescovi: finora le uniche certezze sono venute dalle cellule adulte. E invece c'è chi spinge verso altre direzioni...

LIBRO DEL GIORNO - (03 dicembre, www.europacristiana.it - Articolo tratto dalle News ) - Un' Europa affetta dal morbo del relativismo, un Occidente che non si ama, prigioniero ''in quella gabbia di insincerita' e ipocrisia che e' il linguaggio politicamente corretto'', insomma un grande continente senza radici. Cosi' un filosofo laico e un teologo si trovano vicini nel fotografare la condizione morale e storica dell'Europa all'indomani della firma del suo Trattato costituzionale dove, dopo lunghe discussioni, non e' stato inserito il riferimento specifico alle comuni radici giudaico-cristiane chiesto da Giovanni Paolo II.

Argomento: Parlamento europeo

INTERVISTA

Il laicismo nuova ideologia, l'Europa non emargini Dio

Testo integrale dell'intervista al Card. Ratzinger fatta da Repubblica...

Esiste, a livello internazionale, una «congiura contro la vita»? Secondo Papa Giovanni Paolo II, la risposta è affermativa. Infatti, nell’enciclica Evangelium Vitae, sul valore e l’inviolabilità della vita umana, si legge: «[...] siamo in realtà di fronte a una oggettiva “congiura contro la vita” che vede implicate anche Istituzioni internazionali, impegnate a incoraggiare e programmare vere e proprie campagne per diffondere la contraccezione, la sterilizzazione e l’aborto»