L’Europarlamento torna alla carica: l'aborto è un diritto

 Europarlamento choc: aborto-diritto

Contraccezione e aborto tra i mezzi per tutelare la salute materno- infantile (o «riproduttiva») nei Paesi in via di sviluppo...



È quanto indica una controversa risoluzione comune approvata ieri dal Parlamento europeo, con 394 voti favorevoli e 182 contrari. Il testo fa riferimento al quinto degli otto Obiettivi del millennio, definiti dalle Nazioni Unite nel 2000 per eradicare, entro il 2015, la povertà, le malattie e il sottosviluppo nel mondo. Il documento, presentato dai gruppi socialisti, verdi, comunisti e liberali dell’Assemblea in vista della conferenza mondiale Onu del 25 settembre prossimo, chiede fra l’altro investimenti per infrastrutture sanitarie, formazione di personale medico in Africa e Asia, « formazione delle donne » in chiave preventiva.
La risoluzione, contestata dal Partito popolare i cui deputati in maggioranza hanno votato contro o si sono astenuti, è stata modificata in aula con l’approvazione di alcuni emendamenti: uno di questi afferma la necessità di una maggiore diffusione della contraccezione mediante preservativi per evitare « malattie e gravidanze indesiderate » ; un altro emendamento fa invece riferimento alla « possibilità di aborto legale e sicuro » per contrastare la mortalità materna nei Paesi poveri.
«È un’altra spinta in direzione abortiva del Parlamento europeo – spiega ad Avvenire il vicepresidente dell’Assemblea Mario Mauro –, ma si tratta di un pronunciamento che non avrà conseguenze pratiche, in quanto privo di basi giuridiche. È un “auspicio” da parte del sedicente schieramento ultraprogressista, che allontana ancor più chi diffida di un’Europa insensibile alla difesa della vita ».
Parere negativo sulla risoluzione è stato espresso da monsignor Giuseppe Merisi, rappresentante della Cei nella Comece, organismo che raggruppa gli episcopati della Ue: « Accanto ad alcuni elementi positivi – afferma Merisi –, il testo ne contiene altri assolutamente negativi, come quello del riferimento all’aborto presentato come diritto. Purtroppo, sui temi della difesa della vita come su quelli della famiglia e altri ancora esiste una sensibilità diffusa, presente come si vede anche nel Parlamento europeo, che privilegia i diritti della libertà individuale contro e oltre i grandi valori della vita e della dignità umana. Occorre maggior impegno – è l’invito di monsignor Merisi – per sensibilizzare le coscienze e le istituzioni su queste tematiche essenziali ». ( R. E. )

Avvenire 5 settembre 2008

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