Modena gay pride: qualcuno non ci sta

Gender diktat
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Forte presa di posizione della capogruppo Lega di Modena: “Ancora una volta le lobby LGBT+, che a gran voce chiedono pseudodiritti […] dimostrano di non avere il benché minimo rispetto per i diritti e la sensibilità altrui“.
Per gli emiliano-romagnoli: chiediamo agli esponenti del centro-destra di prendere posizione e contrastare anche i pride di Bologna (22/6) e Rimini (27/7).
Per chi vuole fare di più, qui alcune facili attività: https://www.osservatoriogender.it/arriva-il-gay-pride-2018-che-fare/

COMUNICATO

Leggo sulla stampa e colgo l’occasione per condividere il comunicato di Giovanni  Malfara’,  rappresentante  del Comitato “San Geminiano Vescovo”, che organizza la processione riparatrice il 1° giugno [approvata dal vescovo Mons. Castellucci, NdR] e aggiungere alcune considerazioni.
Il bacio saffico di fronte al Sacro Cuore è gravemente offensivo non solo per i cattolici.
È una sfida al senso religioso presente in ognuno di noi e potrebbe rientrare a pieno titolo fra i reati contemplati dalla legge Mancino, se come cattolici non fossimo così “tolleranti” da subire questi affronti rinunciando alla nostra identità e alle nostre radici cristiane.
Mi chiedo chi avrebbe il coraggio di una simile provocazione nei confronti di un simbolo mussulmano.


Ancora una volta le lobby LGBT+, che a gran voce chiedono pseudodiritti e pretenderebbero una legge sull’omofobia o sull’omotransnegativita’ (recente progetto in Regione Emilia-Romagna), dimostrano di non avere il benché minimo rispetto per i diritti e la sensibilità altrui.
Mi preme ricordare che ogni persona ha gli stessi diritti, per cui sorprende leggere nella piattaforma politica Modena Pride 2019
alcune richieste che costituirebbero un privilegio ingiustificato: “… l’accesso uniforme e gratuito su tutto il territorio nazionale ai servizi e ai farmaci per le persone trans*.” e l'”Attivazione obbligatoria di procedure di carriera Alias per le persone trans* e non binarie in tutti gli uffici pubblici, con buone prassi estensibili a tutti i luoghi di lavoro, e per gli iscritti all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.”.
Ora le persone LGBT+, dove + comprende altri acronimi tra cui: “I” (intersessuali), “A” (asessuali), “P” (pansessuali) e “K” (kinky), in nome della non discriminazione,  chiedono di essere considerati “più uguali di altri”, citando Orwell.
Questi acronimi parlano dell’ufficializzazione, sdoganamento e promozione in senso positivo di comportamenti sessuali che in occasione del pride verranno ostentati e, come  già in in altre città, potranno assumere anche a Modena caratteristiche  di esibizionismo, di  blasfemia e di atteggiamenti (a maggior ragione in presenza di minori) offensivi alla sensibilità, al pudore e alla pubblica decenza.
Disdicevole perciò che il Sindaco Muzzarelli e la sua Giunta, con le delibere 40 e 88/2019, abbiano concesso il patrocinio del Comune di Modena, oltre all’esenzione dal pagamento della Tosap e la stampa gratuita di materiale pubblicitario presso la
stamperia comunale, all’ARCIGAY Modena Matthew Shepard per l’iniziativa “Modena Pride 2019 – Diritti al centro”.
Va da sè che se il PD-Comune di Modena e il PD-Regione Emilia-Romagna patrocinano il Pride, sono consapevoli del significato degli acronimi di cui sopra e li sostengono politicamente e culturalmente.
Nel “lasciar fare” dei nostri amministratori vengono de facto imposti i contenuti del Pride a tutti quei cittadini che prendono le distanze dall’ideologia del gender, dal totalitarismo del pensiero unico e del “politicamente corretto”.

Luigia Santoro

2 commenti su “Modena gay pride: qualcuno non ci sta

  1. Adesso è tutto chiaro: queste sono le priorità politiche e sociali dei sinceri democratici : avanti così per il “progresso” e le “magnifiche sorti” ! Cervelli semplificati che non progettano nulla e del futuro sanno dire qualcosa solo sul clima…come i Gretini . Ad maiora,cioè alle prossime elezioni!

  2. Bisogna tornare a ragionare con la propria testa, a non farsi imporre questa forma di dittatura, lesiva della dignità e quindi della preziosità dell’essere umano. Torniamo a volerci bene!

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