Elezioni Emilia-Romagna: “Fermare la guerra del Pd alla maternità”

Partecipazione del cittadino,Vita: politiche di bioetica

Ai candidati nelle elezioni in Emilia-Romagna interessa il crollo della civiltà occidentale?
E’ questa l’impressione che si ha da una campagna elettorale noiosa, le cui priorità sembrano limitarsi al “coprire le buche e tagliare l’erba” (cit. Alan Fabbri, Sindaco di Ferrara).
Fino al culmine della banalità: “gli ospedali servono per curare i malati”: sic!

Sembra quasi che non vi sia differenza tra il centro-destra e il Partito Democratico: non si capisce perchè è meglio votare l’uno invece dell’altro.
Poi ci si meraviglia delle astensioni e che la maggioranza delle persone sia indecisa.
Fortunatamente ci sono alcune eccezioni, che riaccendono la polemica e quindi l’interesse.

Si è già parlato della nuova Amministrazione di Forlì, che intende garantire il diritto a NON abortire e togli i finanziamenti al gender per evitare la corruzione dei minori (vedi QUI e QUI).
Buoni anche i propositi dei candidati di Fratelli d’Italia di Piacenza (QUI), Ferrara (vedi QUI e QUI), Ravenna (QUI) e Reggio Emilia (QUI).
Eccellente la dichiarazione d’intenti di un candidato leghista per Ravenna, Gianfilippo Nicola Rolando, che riportiamo con le note:

Elezioni regionali, Rolando (Lega): “Fermare la guerra del Pd alla maternità”

La popolazione della provincia di Ravenna continua a diminuire: al 1° gennaio 2019 siamo ca. 391.000, con un calo di ben 4.000 persone rispetto al 2013 ([1]). Per il solo anno 2018 il saldo demografico è di 1.890 persone in meno ([2]).

E’ il cosiddetto “inverno demografico”, che porta con sé intuibili impatti non solo pensionistici, ma anche economici e, soprattutto, di qualità della vita.
Il fenomeno ha molteplici cause, la prima delle quali sembra essere la politica fatta dal PD.

Ad esempio, la Giunta Bonaccini vanta un’inesistente diminuzione delle Interruzioni Volontarie di Gravidanza (IVG): per Ravenna la Regione dichiara un calo progressivo che va dalle 159 IVG del 2016, alle 147 del 2017 e, infine, alle 154 del 2018 ([3]).

Il fatto è che la Regione omette di collegare le IVG al crollo del numero di donne in età fertile, che in Emilia-Romagna sono passate dalle 976.000 del 2013 alle 918.000 de 2018 ([4]): è chiaro che se crolla il numero di potenziali madri, calerà anche il numero delle IVG ([5]).

Vi è poi un altro aspetto che la Giunta Bonaccini evita di collegare: la distribuzione gratuita delle “pillole del giorno dopo” ([6]) che, sebbene possa avere effetti abortivi ([7]), non viene considerata nelle statistiche delle Azienda Sanitarie Locali. Si sta parlando di un aumento del +39,6% (rispetto al 2017) delle giovani che utilizzano pillole del giorno dopo.

Se ai punti precedenti si aggiunge l’iniquo criterio delle fasce ISEE nell’assegnazione di contributi, si può intuire il disegno ideologico soggiacente alle politiche del PD.
Infatti, l’applicazione delle fasce ISEE rende praticamente impossibile fruire di contributi per un italiano che lavora ([8]): il welfare della Regione è, di fatto, principalmente destinato agli immigrati più prolifici.

Insomma, più che di politiche per la maternità, il governo PD farebbe meglio a parlare di politiche di morte.
Dal 27 gennaio, sarà compito nostro invertire questo trend esiziale.

fonte: https://www.ravennatoday.it/politica/elezioni-regionali-rolando-lega-fermare-la-guerra-del-pd-alla-maternita.html

NOTE

[1] Cfr. http://statistica.regione.emilia-romagna.it/servizi-online/statistica-self-service/popolazione/popolazione-per-eta-e-sesso/pop_eta_ammontare

[2] Cfr. https://ugeo.urbistat.com/AdminStat/it/it/demografia/dati-sintesi/ravenna/39/3

[3] Cfr. http://salute.regione.emilia-romagna.it/siseps/applicazioni/ig/documentazione

[4] Cfr. https://www.assemblea.emr.it/attivita/attivita-dalle-commissioni/commissione-iv/inf-audiz-svolte-comm-iv-x-leg/copy_of_RelazioneIVG2018.pdf/at_download/file/Relazione%20IVG%202018.pdf

[5] Cfr. https://www.dire.it/20-06-2019/345867-istat-calano-le-nascite-quasi-la-meta-delle-donne-in-eta-fertile-non-ha-figli/

[6] Dal 1° gennaio 2018, tutte le donne e gli uomini di età inferiore ai 26 anni residenti ed assistiti possono ricevere gratuitamente il metodo contraccettivo (compresa la contraccezione di emergenza).

[7] Cfr. http://www.difenderelavita.org/emilia-romagna-aumentano-gli-aborti-ma-si-nasconde-la-verita/

[8] Cfr. http://www.fattisentire.org/elezioni-comunali-proposte-per-la-vita-e-la-famiglia/

 

 

 

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