Elezioni: è la fine del cattolicesimo democratico?

Partecipazione del cittadino

Per cattolicesimo democratico si intende qui «un dispositivo ideologico fatto per trascinare verso sinistra uomini di destra e, soprattutto, centristi ingenui» (1): nella storia d’Italia, ad ogni reazione popolare cattolica, è corrisposta la nascita di un partito che l’ha annacquata e poi fatta morire (2).
Il tema è attualissimo perché, come dopo la vittoria elettorale dei cattolici nel 1913 nacque il partito di Don Sturzo, così, dopo la reazione popolare costituita dai due ultimi Family day, è sorto un nuovo partito catto-democratico.

Il fatto più significativo

Per chi ha a cuore i valori non negoziabili, il dato più significativo delle elezioni politiche 2018 è, dunque, la scomparsa dei tre partiti catto-democratici: Noi con l’Italia – UDC (Lupi), Civica popolare (Lorenzin), Popolo della Famiglia (Adinolfi).
I pochi esponenti dei primi due (ad es. Quagliariello, Casini, Lorenzin) sono eletti perché inseriti come “favore” in collegi uninominali e dovranno confluire in altri gruppi parlamentari.
Se è la prima volta in 100 anni che i partiti catto-democratici sono assenti dal Parlamento, occorre ricordare che «il cattolicesimo democratico come cultura è più ampio dei cattolici democratici come corrente politica» (3).
Nonostante questo bellissimo avvenimento, non bisogna cantare vittoria perché è solo la premessa per ricostruire il movimento cattolico.

Il Popolo della Famiglia

Nella storia dei tanti partiti catto-democratici quella del Pdf è originale: è infatti rarissimo che un partito di questo tipo sia stato guidato direttamente da un ex esponente delle sinistre.
Benché questo partito non abbia ottenuto nessuna rappresentanza in Parlamento (0,66%), né sia stato determinante in alcun collegio, è l’unico dei tre che abbia raggiunto il suo scopo. Dopo aver spaccato il Family day, è riuscito a sottrarre oltre 217 mila voti al centro-destra.

Quale rappresentanza per il Family day?

Alla capacità organizzativa e di comunicazione di Adinolfi non è corrisposta altrettanta abilità da parte dell’altro “ramo” del Family day: il Comitato Difendiamo i Nostri Figli di Gandolfini (4).

L’aver indicato come “votabili” i candidati dell’UDC che hanno sostenuto i Governi Letta, Renzi e Gentiloni, ha fatto crollare la credibilità del CDNF agli occhi delle persone che pretendeva di rappresentare. Stesso effetto per l’inspiegabile segnalazione a favore per l’On. D. Bergamini, favorevole all’eutanasia.
Inoltre, non si può certo sostenere che il CDNF abbia contribuito all’elezione dei grandi esponenti del Centro-Destra: Gasparri, Palmieri, Malan (Forza Italia), Giorgetti, Molteni, Centinaio (Lega), sarebbero stati eletti anche senza il CDNF.
Nemmeno il presentare Federico Iadicicco come membro del CDNF (5), da sempre un bravo esponente del partito Fratelli d’Italia, è servita a scongiurare la vittoria di Emma Bonino.
Infine, c’è stato il voler inserire propri candidati nei partiti (di fatto solo nella Lega): tattica già tentata molte volte in passato e sempre fallita. Per giunta, nel momento in cui scriviamo, i due candidati del CDNF (Cerrelli, Pillon) NON risultano eletti.

Irrilevanza elettorale sul territorio (e di conseguenza nazionale), indicazioni di voto a favore di sostenitori dei Governi di centro-sinistra (contradditorie o fatte solo per “amicizia” e senza tener conto del reale comportamento dei parlamentari uscenti!): nulla sfuggirà agli occhi esperti dei partiti. L’ascolto del CDNF nel prossimo Parlamento sarà probabilmente pari a zero: un disastro.

Che fare?

La debacle del Family day, unita al disinteresse di parte dell’episcopato, impone di pensare a nuove forme di organizzazione sul modello della “Opzione Benedetto” (6).

Si tratterà di dar vita a piccole comunità laicali ben radicate nel territorio; fuori dai partiti ma con un rapporto leale e diretto con i parlamentari… e che facciano molta attenzione ai futuri tentativi di infiltrazione dei cattolici democratici.
Sarà importante che queste comunità facciano riferimento ad una realtà nazionale, anche soltanto culturale, con una storia almeno decennale di coerenza.
Un piccolo esempio è costituito proprio dal nostro FattiSentire: dei nove candidati che “hanno fatto” per la vita e la famiglia in Emilia-Romagna, ben quattro entrano in Parlamento.

FattiSentire.org
5 marzo 2018

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  1. Plinio Corrêa de Oliveira, Prefazione a Fabio Vidigal Xavier da Silveira, Frei, il Kerensky cileno, trad. it., Cristianità, Piacenza 1973, p. 11.
  2. Così A. Gramsci all’indomani della fondazione del Partito Popolare: «Il cattolicismo democratico fa ciò che il comunismo non potrebbe: amalgama, ordina, vivifica e si suicida» (I popolari, in L’Ordine Nuovo, anno I, n. 24, 1-11-1919).
  3. Stefano Fontana, in: http://www.fattisentire.org/adinolfi-e-il-cattolicesimo-democratico/
  4. I candidati da votare secondo il CDNF: http://www.fattisentire.org/db/20180213_candidati_cdnf.pdf
  5. Cfr. http://www.iadicicco.it/wp1/federico/
  6. Cfr. http://www.totustuus.it/lopzione-benedetto-spiegata-dal-suo-autore/

2 commenti su “Elezioni: è la fine del cattolicesimo democratico?

  1. La matematica non è un’opinione e alla fine sono i numeri che contano.
    I piccoli partiti non raggiungono valenze legislative (se non in minima parte) e i voti sono stati sottratti a un centrodestra al quale invece potevano essere utili (ricordate? Parigi val ben una Messa!).
    Scusate il ripetermi con degli slogan, ma è l’unione che fa la forza.
    Il partito di don Sturzo è nato con l’appoggio dei cattolici italiani che all’epoca erano tantissimi, adesso quanti sono i veri cattolici convinti a votare per i valori non negoziabili?
    Nemmeno questa Chiesa li sostiene… e non mi pare neanche più strano.
    Che fare?
    Intanto preghiamo, preghiamo tanto Maria santissima ogni giorno con il santo Rosario.

    Continuiamo a testimoniare i nostri valori, a diffonderli al meglio, ad essere tutti piccoli apostoli della Verità, anche a costo di andare contro tutto e tutti, perché solo Quella ci deve stare a cuore, immutabile e per il bene comune, sempre.
    Grazie.
    Terry

    Risposta
    D’accordo su tutto.
    Lavoriamo e combattiamo!
    Una sola precisazione: l’idea di un partito popolare, fatto da Sturzo, risale all’eresiarca Romolo Murri.

  2. Condivido la critica verso i partiti (partitini) catto-democratici. Meno, francamente, quella verso il comitato Difendiamo i Nostri Figli che, è sufficiente osservare il suo sito, PRIMA delle elezioni ha invitato a votare i partiti di centro-destra, ricnoscendo loro l’atteggiamento (e il voto in aula parlamentare) a difesa dei valro della vita e della famiglia. Non appartengo al comitato, sono solo un cattolico che osserva e creca di ascoltare chi si impegna in queste giustissime battaglie. Perchè ci dividiamo fra di noi?

    RISPOSTA.
    Perchè:
    1) Difendiamo i Nostri Figli doveva essere apartitico, mentre in Emilia-Romagna ha messo come resposabile locale un iscritto alla DC di Giovanardi;
    2) avrebbe dovuto indicare come votabile il centro-destra, mentre in Emilia Romaggna ha indicato i candidati di centro-destra che hanno fatto per la vita e la famiglia
    3) doveva non fare preferenze, mentre ha indicat ocme votabili propri amici, o amici degli amici: in alcuni casi con pessimi comportamenti in aula nella scorsa legislatura.
    e ci sarebbe tanto altro da dire…

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