Vita e Famiglia dopo le elezioni in Sicilia

Lascia un commentoFamiglia: politiche familiari,Partecipazione del cittadino,Vita: politiche di bioetica

Risposta dell’Avv. Pillon (CDNF)
all’avv. Amato del PDF (partito di Adinolfi)

Dopo una giornata passata a Roma al Senato e al Comitato per combattere la battaglia e tentare di fermare la sciagurata legge sull’eutanasia, mi sono imposto di trovare qualche minuto e rispondere per mio conto alla nota diffusa da Gianfranco Amato in cui si attaccava la persona di Massimo Gandolfini e la linea politica del comitato Difendiamo i nostri figli, rei di aver “superato la decenza”.

Non fa piacere essere attaccati pubblicamente da un amico, ma non voglio contrattaccare.

Sul piano personale dunque non posso che invitare tutti gli amici a evitare ogni discussione, ogni polemica e ogni inutile invettiva, buona solo a dividere e scavar solchi tra chi sta faticosamente tentando di far fronte comune alla deriva antropologica che minaccia di travolgere le nostre famiglie e la nostra società.
I nostri nemici non sono di sangue e di carne e soprattutto non sono tra le famiglie del family day.

Sul piano politico, senza nessuno spirito polemico, mi limito a tre semplici precisazioni che correggono quanto affermato da Gianfranco Amato

1. Il Comitato DNF ha ottenuto da Nello Musumeci un impegno a sostenere i nostri valori, e rivendica questo risultato. Considerando che gli altri candidati (5 stelle da un lato e PD+Alfano dall’altro) erano le uniche altre scelte concessa agli elettori siciliani, crediamo che convincere l’unico candidato sensibile ai nostri temi a impegnarsi pubblicamente per sostenerli sia stato un buon risultato, di cui anche il PdF (neppur candidato in Sicilia) avrebbe potuto darci semplicemente atto. A meno che non si dica che i siciliani dovevano essere abbandonati al loro destino o dovevano votare 5 stelle o PD… (altro…)

DAT (eutanasia): si poteva fermare!

Vita: politiche di bioetica

 DAT (eutanasia): si poteva fermare!

 Non è vero che alla Camera manchino i numeri per fermare la deriva etica che affligge l’Italia.

 Il Dato clamoroso, tenutoci nascosto dai massmedia è che ben 90 deputati del Partito Democratico e 34 dei 5stelle erano assenti alla votazione sulle DAT.

Il problema è un altro: dei 326 voti a favore dell’eutanasia, ben 42 sono arrivati dai partiti sedicenti di centro-destra.
I voti a favore dell’eutanasia del PD, 5stelle e SEL sono stati solo di 284.
Soprattutto 124 deputati di centro-destra erano assenti, in missione o si sono astenuti.
Qui: il dettaglio della votazione: http://www.fattisentire.org/db/camera_eutanasia.xlsx (altro…)

Emilia Romagna: NO alla fecondazione artificiale!

Vita: politiche di bioetica

Emilia-Romagna: i figli non si producono!

Campagna rivolta solo ai residenti in Emilia Romagna

 

La Regione Emilia Romagna ha deciso di acquistare da banche del seme gameti femminili e maschili per promuovere la fecondazione eterologa.

Il Card. Caffarra ha definito tale decisione "gravissima e aberrante" perchè "Non ci si rende conto che si sta sradicando la genealogia della persona dalla genealogia naturale".

Sua Eminenza ha spiegato anche che "si producono le cose, non i bambini e questa è una produzione di bambini. Ma la logica della produzione deturpa la dignità della persona. Il bambino viene così deturpato nella sua dignità. In secondo luogo il corpo della donna non è una miniera, una cava da cui estrarre ciò che mi serve per compiere i miei desideri, perché un ovocita non è il tessuto della cornea di cui mi servo per dare la vista a un cieco. L’ovocita ha in sé la potenza di dare origine ad una nuova persona, non è una cellula qualsiasi".

Si tratta inoltre di denaro di contribuenti che, per gran parte, sono all'oscuro delle terribili intenzioni degli amministratori della nostra Regione.

I Comitati Difendiamo i Nostri Figli (Family Day – Gandolfini) dell'Emilia Romagna chiedono ai Consiglieri Regionali dell'opposizione all'amministrazione del Partito Democratico di vigilare e di far propria la protesta della gente, a favore della difesa della vita umana, dal concepimento alla morte naturale.

Firmando questa petizione la tua e-mail arriverà a tutti i Consiglieri Regionali, Deputati e Senatori eletti in Emilia Romagna e facenti parte dell'opposizione.
Non firmare se abiti in altre Regioni.

 

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La sanguinosa battaglia per la Vita

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La battaglia della Ru486

Nuovo stop alla diffusione in Italia della pillola abortiva. La Commissione Sanità del Senato (voti a favore del Pdl e della Lega) ha votato un testo in cui si prevede che l’immissione in commercio sia preceduta da un parere del ministero della Salute, che assicura un intervento in tempi strettissimi. Il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella: «Nessun boicottaggio. Viene semplicemente ripristinato l’ordine delle competenze e data la priorità alle indicazioni del governo circa la compatibilità del metodo con la legge italiana, in particolare la 194». «Il parere arriverà entro 24 ore. A quel punto l’Aifa dovrà convocare un nuovo Cda e votare una nuova delibera sulla Ru486. La pillola abortiva – lo ribadisco – potrà essere impiegata in Italia solo a questa condizione: che la donna sia in ospedale per tutta la procedura, che un medico sia accanto a lei, che l’aborto non avvenga a casa o su un tram».
Un passo certamente importante, ma ancora una volta si deve constatare amaramente che “gli interrogativi ruotano intorno alla salvaguardia dell’integrità fisica della donna ed al rispetto di quella legge che da oltre trent’anni legittima l’uccisione volontaria di esseri umani innocenti ed indifesi. L’abominevole delitto descritto dal Catechismo diventa tale solamente quando la donna ne subisce le conseguenze fisiche o morali. Il tentativo di occultamento del male operato dalle lobby abortiste ha probabilmente raggiunto l’obbiettivo fissato: della vittima non v’è più alcuna traccia” (cf. Corrispondenza Romana).

Non smettiamo di difendere la vittima dell’aborto: il BAMBINO !

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Ru486, l’ipocrisia avanza

Vita: politiche di bioetica


L\’ipocrisia e le bugie sulla pillola abortiva

Ho scritto più volte della pillola abortiva, la famigerata Ru486 che sta per essere commercializzata in Italia. Già in partenza sbaglio: mi sto adeguando con le poche righe che ho scritto all\’ipocrisia comune di quando si parla di questo argomento. In realtà la pillola abortiva è già utilizzata, e da anni, in Italia, con degli stratagemmi da alcune regioni, in particolare quelle più rosse. La capolista, non a caso, è l\’Emilia Romagna. Migliaia di donne hanno abortito con questo cocktail di pillole, molte volte l\’espulsione del feto è avvenuto in casa, in perfetta solitudine, in alcuni casi ci sono state conseguenze fisiche antipatiche, quasi sempre ci sono conseguenze psicologiche devastanti. (altro…)

Ru486. Firmi qui, e vada pure a casa ad abortire

Vita: politiche di bioetica

\"\"«Non è contro la 194». «Non si preoccupi». «Non fa male». Ecco come negli ospedali si risponde a chi chiede di utilizzare la “kill pill.

Roccella: dopo inchiesta Tempi, necessaria un\’indagine parlamentare

Il Tg1 parla dell\’inchiesta di Tempi. Guarda il video

Gasparri: inchiesta Tempi dimostra uso domestico Ru486

Leggi l\’intervista a Romano Colozzi (Aifa)

di Benedetta Frigerio, Tempi.it 02 Settembre 2009

 

Il 30 luglio scorso l’Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) ha approvato la commercializzazione della pillola Ru486, che induce l’aborto senza bisogno di interventi chirurgici.

Il farmaco è al centro della polemica tra chi ne vuole la distribuzione nel paese e chi denuncia la sua pericolosità (la letteratura scientifica attesta ventinove casi di morte).

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Eluana e Napolitano

Vita: politiche di bioetica

\"NapolitanoLa scelta di don Aldo Trento è effettivamente molto significativa perché rispecchia la frattura che questa tragica vicenda ha determinato tra il sentire diffuso, che appartiene a noi come alla maggior parte della popolazione, e le istituzioni.

Ricordiamo che l’uccisione di Eluana Englaro è stata sancita dal decreto di volontaria giurisdizione (non da sentenza) di una Corte di Appello, sulla base di un pronunciamento creativo della Cassazione che, per l’occasione, ha cambiato radicalmente i propri precedenti orientamenti sul tema.

In base a queste decisioni ci si è visti d’un tratto "autorizzati" a togliere la vita a una disabile, seguendo un protocollo clinico anch’esso inventato di sana pianta dai giudici, fattisi così medici oltre che legislatori: una morte somministrata meticolosamente come cura (che follia!), entro una concezione quasi zoologica delle potestà pubbliche verso la vita e la salute dei cittadini. Tutta una costruzione totalmente estranea, anzi apertamente in contrasto con l’ordinamento vigente e coi canoni di civiltà.

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Card. Bagnasco: quello alla vita è l’unico vero diritto

Vita: politiche di bioetica

dalla Prolusione del Cardinal Angelo Bagnasco
al Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale italiana
Roma, 26 gennaio 2009

[…]
8. […]

Si è avuto notizia in queste settimane che sarebbe imminente il via alla libera circolazione della pillola Ru486. L\’argomento, lo capiamo bene, è dei più intimi: le persone, le donne in particolare, lo sentono come proprio. Per questo, come Vescovi, vorremmo appena sottovoce chiedere a quanti hanno responsabilità in questa scelta: siete sicuri di aver fatto gli approfondimenti necessari? Lasciamo pure da parte per un istante la considerazione su quel «puntino» misteriosamente ma anche scientificamente così gravido di vita che si vuole espellere, e che anche recentissimamente l\’istruzione vaticana Dignitas personae riconosce dal primo momento quale embrione, con la dignità di persona (cfr n. 5). E proviamo a pensare per un altro istante alla persona che si avvicina al cosiddetto farmaco. Ci sono casi documentati di danni enormi, vitali, che l\’assunzione di questa pillola ha causato in alcune situazioni nell\’arco degli ultimi sedici anni. Esiste una letteratura scientifica al riguardo. Se ne è tenuto conto in maniera trasparente e non ideologica? O ancora una volta la motivazione che così si fa altrove, è argomento sufficiente per introdurre la novità anche da noi? Non sarà anche questa una «procedura» solo più agile, una semplificazione per le strutture sanitarie che così risparmiano su varie voci?

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