Stati vegetativi: per 23 anni creduto in coma

Vita: altri temi

MA LUI SENTIVA E CAPIVA TUTTO

Ventitrè anni in trappola mentre il mondo intorno lo pensava altrove, lui invece era in grado di ascoltare e capire tutto. Ma non di fare arrivare la sua voce a medici, infermieri e familiari. È la storia, terribile, di Rom Houben, rimasto coinvolto in un incidente d’auto nell’83, a soli 23 anni. Per altri 23 lunghi, interminabili anni lo hanno creduto in coma vigile a causa di una diagnosi errata, mentre era perfettamente cosciente. Lo è stato – racconta lui stesso, oggi 46enne – tutto il tempo. "Gridavo ma nessuno mi ascoltava", spiega sulle pagine del Daily Mail ripercorrendo le tappe del suo dramma di uomo in trappola.

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Eutanasia? No, grazie

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La Città dell’amore di Mangalore dove gli anziani sconfiggono l’eutanasia

Sfido chiunque a dire che i nostri anziani sono un peso. La loro esistenza è piena di significato, sono persone vive che ci comunicano una gioia profonda”. Suor Auxilia lavora alla Premnagar, la Città dell’amore, una casa di accoglienza per anziani poveri a Bajjodi, nei pressi di Mangalore, nel Karantaka. Dice ad AsiaNews: “L’eutanasia è il più grande diavolo nel mondo. I nostri anziani sono un grande tesoro, la loro esperienza di vita è una ricchezza per la società e per tutti noi; gli anziani sono una benedizione”.

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Quello che non ci dicono sullo stato vegetativo

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Gli stati vegetativi? Il medico 4 volte su 10 si sbaglia

Si parla sempre (e spesso a sproposito) delle persone in stato vegetativo. Nei giornali e in televisione si scrivono e si sentono delle autentiche castronerie: stato vegetativo viene usato come sinonimo di coma, a stato vegetativo si accosta molto volentieri il termine \’permanente\’ che invece non può esistere per la scienza e non perchè lo dico io, ma perchè non lo sanno neppure i luminari. Poi la terza carica dello Stato (Gianfranco Fini, presidente della Camera) è arrivato a dire che una persona in stato vegetativo ha l\’elettroencefalogramma piatto e allora verrebbe voglia di arrendersi.

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Le ragioni per uccidere la nonna

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La vita è un po’ cara

Newsweek mette la spina (staccata) della nonna in copertina e rilancia l’eutanasia nel dibattito sulla sanità

L’assassinio della nonna è un punto della riforma sanitaria americana che le parti rifiutano di discutere. Repubblicani e democratici stanno usando stili diversi per intorbidire il problema ineludibile del fine vita: i primi urlano, i secondi glissano. Durante l’estate una parte del mondo conservatore ha lanciato anatemi incandescenti su una presunta e implicita deriva della riforma sanitaria di Barack Obama verso l’eutanasia.

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EUTANASIA PRATICA: malati terminali senza cibo. E’ choc in Gran Bretagna

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AVVENIRE 04-09-2009.- Un gruppo di medici britannici, specializzati in cure palliative, ha denunciato qualche giorno fa una serie di autentici attentati contro la vita e contro la deontologia professionale che sarebbe stati perpretati da alcuni ospedali in Gran Bretagna. Secondo i medici, i malati in fin di vita sarebbero stati abbandonati a se stessi fino a morire di fame. Secondo gli esperti i pazienti, in alcuni casi erroneamente dichiarati in gravissime condizioni, sarebbero privati di acqua e cibo e sedati in attesa della fine. (altro…)

Messori sull’Immigrazione

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Oltre alla misericordia serve realismo

"Ricordiamoci della più importante delle virtù, il realismo, E ricordiamoci che se la Chiesa fa bene a invitare alla misericordia e all\’accoglienza verso tutti, gli Sati devono pensare innanzitutto ai loro cittadini e devono cercare di governare questo fenomeno globale dell\’immigrazione…". 
di Andrea Tornielli

Vittorio Messori, giornalista e scrittore, intervistatore dei Papi e autore di best seller, ascolta con attenzione il giudizio preoccupato espresso dal Segretario del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti, l\’arcivescovo Agostino Marchetto, che ieri ha accolto la notizia della definitiva approvazione del pacchetto sicurezza dicendosi "triste e dispiaciuto" perchè la legge a suo avviso "porterà molti dolori e difficoltà per persone che, già per il fatto di essere irregolari, si trovano in una situazione di precarietà".

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Testamento biologico: un’analisi interessante

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Analisi del progetto di legge sul testamento biologico approvato dal senato il 26 marzo 2009

Lo sanno tutti: se la maggioranza avesse voluto impedire “un’altra Eluana” avrebbe scritto una legge molto semplice e molto corta: “È vietato interrompere la nutrizione e l’idratazione erogata con mezzi artificiali ai soggetti in stato vegetativo”. 
Tutti sanno anche un’altra cosa: l’unico punto che interessa a maggioranza e opposizione è la regolamentazione della morte procurata dei soggetti incoscienti: se è possibile, quando è possibile, con quali presupposti è possibile, chi potrà disporla, chi dovrà eseguirla, chi ne sarà esentato…
Ecco un’analisi dettagliata e interessante del progetto di legge sul testamento biologico proposta dal Comitato Verità e Vita.

di Giacomo Rocchi


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Amare ed essere amati è ciò che dà valore alla vita

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L\’EUTANASIA E\’ L\’ABBANDONO DELL\’AMORE

Pubblichiamo la lettera che Bob Schindler senior, padre di Terri Schindler Schiavo, saputo della morte di Eluana, ha inviato a ilsussidiario.net, dopo la sua prima lettera di domenica scorsa indirizzata a Beppino Englaro.

Siamo molto addolorati nel sentire di Eluana e pieni di tristezza per lei. Aveva solo 38 anni. Eluana è morta solo quattro giorni dopo che i medici hanno cominciato ad interrompere la sua alimentazione e idratazione, con l’intento di causarne la morte.
Tristemente, la morte di Eluana ci ricorda ancora le parole di Papa Giovanni Paolo II. L’averle tolto cibo e acqua, cioè l’assistenza di base, così da farla morire, è una cosa che riguarda tutti noi e il modo in cui ci prenderemo cura di quelli che hanno bisogno del nostro amore e della nostra compassione per continuare a vivere.
Per la nostra famiglia non passa giorno che noi non pensiamo alla nostra amata Terri e stiamo ancora soffrendo molto per una perdita così grande. Da quando Terri è morta, abbiamo deciso di portare avanti il suo lascito di vita e di amore, così che il suo sacrificio non sia avvenuto invano e, cosa più importante, che altri possano evitare lo stesso terribile destino.
Una cosa che sappiamo è che la questione non muore con Terri o Eluana, perché ci sono decine di migliaia di persone che vivono con lo stesso tipo di infermità. E le loro vite sono estremamente vulnerabili al crescente pregiudizio contro chi soffre di una infermità cognitiva.
Dopo la morte di Terri, la nostra famiglia ha dato vita alla Terri’s Foundation, per poter sostenere le persone con gravi danni cerebrali che sono in pericolo di essere uccise, in base a questa crescente tendenza a considerare la loro vita come “non degna di essere vissuta”.
Noi siamo profondamente addolorati per l’inutile morte di Eluana, ma siamo pieni di speranza che sempre più persone diventino coscienti di come viene trattato chi soffre di infermità come quelle di Terri ed Eluana, e che il nostro mondo cominci a dare valore alle loro vite, piuttosto che eliminarle.
Noi preghiamo perché il padre di Eluana e tutti quelli che hanno preso parte nella sua morte possano un giorno ridare valore alla vita e capire che tutte le persone sono state create con pari dignità e rispetto, non importa quale infermità possano avere.
Ciò che dà qualità e valore alla vita è l’amore. Amare ed essere amati è ciò che dà valore alla vita. L’amore è l’arbitro ultimo della vita. L’eutanasia è l’abbandono dell’amore. Dove c’è amore, c’è speranza.

Robert Schindler Sr e la famiglia di Terri
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