Avanza la legge contro l’omofobia: ecco chi promuove la dittatura gender

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Zingaretti (segretario del Partito Democratico), Maiorino (M5 stelle) e Cirinnà (Italia Viva, di Matteo Renzi) tra i più aggressivi sostenitori della legge che impedisce di esprimere il pensiero favorevole alla sessualità e famiglia naturale.
Lunedì scorso si è svolto un incontro presso la sala Refettorio della Camera dei Deputati  per discutere di tale proposta.
Ed ecco che la proposta di legge dell’on. Zan sulla cosiddetta omofobia è all’esame in Commissione giustizia.

Nell’area dei partiti socialisti, sono molti i commenti positivi su questo disegno di legge.
Tra questi ricordiamo quello di Monica Cirinnà (Itavia Viva), madrina della legge sulle Unioni civili che così si rivolge a Nicola Zingaretti (PD):

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Aborto, la guerra del socialismo all’obiezione di coscienza

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Con l’appoggio e i fondi dai partiti di cultura socialista, in Regione Lombardia i Radicali presentano una proposta di legge per rendere l’aborto ancora più accessibile  e mettere all’angolo gli obiettori.
Ecco quindi falsità totali sugli accessi alle ivg e corsi maoisti per indurre l’obiettore a disertare dalle linee nemiche per poi arruolarsi tra le file dei sostenitori del feticidio.

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I Radicali si stanno muovendo in Lombardia per strangolare l’istituto dell’obiezione di coscienza, vera spina nel fianco del movimento abortista. Infatti presso la Regione Lombardia è al vaglio una Proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Disciplina dell’applicazione della Legge 22 maggio 1978, n. 194, nel territorio della Regione Lombardia” per iniziativa dei leader radicali Sara Martelli e Barbara Bonvicini (come prime firmatarie). Una vera e propria dichiarazione di guerra contro quei medici che non vogliono sporcarsi le mani con sangue innocente.

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Emilia-Romagna. Per un voto da cattolici: fatti, non parole!

2 CommentiFamiglia: politiche familiari,Partecipazione del cittadino,Socialismo,Vita: politiche di bioetica
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L’emergenza più drammatica per l’Emilia-Romagna è la difesa della vita umana – dal concepimento alla morte naturale – e la difesa della famiglia naturale.

Non è lecito ai cattolici dare il proprio voto a quei partiti o candidati che, pur non professando princìpi contrari alla dottrina cattolica o anzi assumendo il nome cristiano, tuttavia nei fatti si associano a politiche anti-vita o anti-famiglia: le sinistre e i 5Stelle (cfr. AAS, 1959, p. 271-272.).

Non guardare ai programmi perché vengono regolarmente disattesi. Stesso discorso per le promesse pre-elettorali. Guardare, invece, a quanto FATTO dai candidati in passato.

Non tener conto dei proclami televisivi dei leader nazionali perché parlano per accontentare tutti (ricordarsi del Sindaco di Ferrara che fa il contrario di quanto Salvini dichiara). Occorre, invece, valutare i candidati locali, perché saranno costoro a governare la Regione.

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Statalismo socialista: il lento assassinio delle scuole libere

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Lo Stato vuole distruggere la libertà di scelta educativa e favorire una scuola unica e di regime.

Dopo 120 anni di storia, chiude un centro culturale, un polo educativo a Milano: ne chiudono quasi 400, di scuole cattoliche, ogni anno in altrettanti contesti italiani che erano stati – e non saranno più – animati e migliorati.

Oggi trecento famiglie devono fare i conti con un percorso educativo scelto, condiviso, che si interrompe, devono ricollocare altrove i figli come pacchi, rinunciando forse al pensiero libero e alla scelta ragionata.
Non è servito, a queste famiglie, avere sogni di normalità e di bene per i propri figli, e neppure è servito pagare due volte la scelta del Colonna con le tasse (un allievo della scuola statale costa 10 mila euro annui) e contemporaneamente con le rette.

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La UE serve a imporre la dittatura gender?

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LO VUOLE L’EUROPA: Convenzione di Istanbul, il credo gender imposto

La Convenzione del Consiglio d’Europa (CoE) sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, nota anche come Convenzione di Istanbul, è stata approvata  dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 7 aprile del 2011. La Convenzione è stata poi firmata dall’Unione Europea nel 2017 e da 32 Paesi, tra cui l’Italia nel 2013, sebbene con riserva.

La Convenzione, stando alla lettera della stessa, mirerebbe a prevenire e punire tutti gli atti di violenza contro le donne e ad assistere le vittime di tali atti di violenza.
La Convenzione non riguarda solo le donne, ma anche le persone omosessuali e transessuali.
Infatti, più volte nel testo gli atti di violenza e di discriminazione vengono riferiti al “genere”.
La lettera c. dell’art 3 della Convenzione chiarisce che «con il termine “genere” ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini». Ciò a dire, come predica la teoria del gender, che essere uomini e donne non è prima di tutto un dato biologico, genetico, bensì un costrutto sociale.

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America Latina: persecuzioni di Chiesa e popolo

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(Eugenio Trujillo Villegas) Il 21 novembre scorso potrebbe diventare un giorno storico per la Colombia. Non perché l’opposizione abbia protestato violentemente contro il governo del presidente Duque, ma perché, sulla scia di queste proteste, il governo potrebbe indirizzare la nazione verso una catastrofe annunciata.
Basta osservare l’ambiente latinoamericano per capire che esiste un piano gigantesco, preparato minuziosamente, finanziato dall’estrema sinistra ed eseguito con evidente organizzazione, il cui obiettivo principale è demolire tutti i governi della regione che si oppongono alle rivendicazioni del Foro di San Paolo.

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Il Comune di Forlì dà l’esempio a tutto il paese: “Non adottiamo politiche LGBTQ”

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Eroi di Forlì, foto di gruppo, da sinistra a destra: Andrea Liverani consigliere regionale (LN Faenza) – Andrea CINTORINO Assessora alle pari opportunità di Forlì (LN) – On. Elena Raffaelli, deputato e assessore alle attività economiche di Riccione (LN) – Daniele Marchetti (Bologna) consigliere regionale e miglior difensore della vita e la famiglia della Lega per Salvini in Regione Emilia-Romagna – Massimiliano Pompignoli consigliere regionale (LN Forlì) – On. Jacopo Morrone (Forlì) deputato e segretario della Lega per Salvini – Romagna.

Bloccati i fondi che foraggiano l’attivismo LGBTQ: «Il nostro modello è la famiglia tradizionale».
Parla Andra Cintorino, la coraggiosa assessora alle Pari opportunità: «Non adottiamo politiche Lgbt»

La giunta di centrodestra che guida la città di Forlì ha bloccato i fondi provenienti dalla Regione per un progetto di formazione psicologica e giuridica, rivolta agli operatori del Comune di Forlì e alle associazioni interessate, che sotto il solito pretesto della «prevenzione e contrasto alle violazioni dei diritti umani» ha come scopo la diffusione dell’ideologia gender, il confondere i giovani sull’orientamento sessuale e la distruzione della famiglia emiliano-romagnola.

Si tratta di fondi che erano già stati destinati a questo scopo dalla precedente amministrazione – ovviamente di centrosinistra  – e naturalmente deliberati dalla Regione a guida PD.

La decisione segue la bella presa di posizione in difesa della vita umana nascente, di cui abbiamo parlato qui: http://www.fattisentire.org/elezioni-emilia-romagna-la-lotta-contro-laborto-del-sindaco-di-forli-sia-desempio/

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Elezioni Emilia-Romagna: che cosa chiedere?

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Questa non è la solita (inutile) raccolta della firma di candidati su una “lista dei sogni”.
E’ un elenco di ciò che ciascuno di noi dovrebbe discutere con i propri futuri rappresentanti: di persona, instaurando un dialogo (non occasionale) sui valori e su cosa concretamente fare per tutelarli.

Dittatura gender. A fronte dei quasi inesistenti casi di effettiva discriminazione verso le persone omosessuali, occorre abolire la Legge regionale L.R. 15/2019 (omotransfobia) e implementare la L.R. 6/2014 (discriminazione), includendovi la crescente cristianofobia ed eterofobia.

Aborto. L.R. 27/1989. L’ interruzione volontaria di gravidanza deve prevedere il pagamento di un ticket.

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Odio e fake news: pretesti per controllare il Web

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Caccia aperta agli odiatori in rete (haters) e a chi diffonde notizie false (fake news). Questa è la tendenza della nuova politica sull’informazione. Non si tratta solo di riprovazione morale, ma di nuove leggi, che dovrebbero combattere e anche prevenire l’odio.

I circa 200 insulti antisemiti che verrebbero rivolti online ogni giorno alla senatrice a vita Liliana Segre, secondo il quotidiano La Repubblica (una statistica prima messa in dubbio dal quotidiano Termometro Politico, poi confermata nuovamente dal quotidiano fondato da Scalfari e poi ancora rimessa in dubbio da Dagospia), sono stati la motivazione principale dell’istituzione dell’apposita Commissione per la lotta ai discorsi dell’odio (hate speech). Liliana Segre oggigiorno gira con una scorta al seguito.

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Ddl Zan, Segre, leggi contro l’odio: per “educarci” a pensare in un certo modo?

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In questi giorni si torna a parlare di legge sulla cosiddetta omofobia, si parla anche di una Commissione e di altri provvedimenti “per contrastare l’odio”. Anche il ddl Scalfarotto aveva la pretesa in qualche modo di punire una supposta “intolleranza”.
Abbiamo chiesto a Giacomo Rocchi, consigliere presso la Corte di Cassazione, si può legiferare su un sentimento? 

«Ovviamente no: è lo Stato totalitario quello che pretende di entrare nella testa dei suoi cittadini e di “educarli” a pensare in un certo modo, giungendo a condannarli per gli “psicoreati”. Lo Stato democratico si fonda su valori positivi che dovrebbero favorire il legame all’interno della società, ma regola e giudica le condotte materiali poste in essere da ciascuno, stabilendo quali sono inaccettabili per la società e, quindi, devono essere punite (o, se possibile, tenta di prevenirle).
Che io provi un sentimento di odio verso una persona è un fatto del tutto irrilevante finché non pongo in essere azioni concrete.
Si devono contrastare, quindi, le condotte violente o comunque illecite.
Il rischio è far passare come contrasto all’odio o all’intolleranza quello che si chiama banalmente censura – cioè repressione della libertà di manifestazione del pensiero, diritto che costituisce il cardine di ogni Stato democratico – o addirittura repressione della libertà di educazione e di associazione».

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