Cina: tutto il mondo diventerà come Hong Kong?

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da: Analisi Difesa, periodico di intelligence per la guerra asimmetrica.

Il pugno duro di Pechino a Hong Kong è un monito per l’Occidente

Hong Kong, intesa come isola di libertà, di democrazia, di libero mercato, in mezzo all’Oceano Comunista cinese, non c’è più. I diritti, le autonomie, ovvero, in una parola troppo spesso usata a sproposito, le libertà che solo gli illusi potevano pensare fossero garantite   dall’accordo Sino-Britannico del 1997 non ci sono più.

Il mito “one country, two systems” si è dimostrato essere solo una caduca foglia di fico per coprire temporaneamente quelle “vergogne” che tutti sapevano prima o poi sarebbero emerse nella loro cruda realtà.

Ventitre anni fa era servito per tranquillizzare la popolazione di Hong Kong in merito al proprio destino, ma nessuno, né a Londra né a Pechino poteva ragionevolmente pensare che il sistema resistesse. Stupisce anzi che sia stato mantenuto in piedi così a lungo.  Ma ovviamente i cinesi hanno saputo attendere saggiamente il momento più opportuno per sferrare il colpo (fa parte della loro cultura) in modo da essere sicuri che le loro azioni non sarebbero state validamente contrastate.

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EUROPARL: lobbies pro-morte e LGBT scoprono il loro principale avversario

1 CommentoGender diktat,Parlamento europeo,Socialismo,Vita: politiche di bioetica

Con una vita di preghiera, studio e azione un’associazione cattolica (presente in un centinaio di paesi del mondo) svolge un’efficace opera di contrasto alla dittatura relativista: Italia compresa.
All’opposto, la potente lobby di parlamentari europei pro-morte https://www.epfweb.org/ ha collegamenti e membri comuni alla lobby LGBT http://lgbti-ep.eu/
Assieme, orientano il voto nei vari Stati dell’Unione, come si può evincere da qui: http://www.fattisentire.org/elezioni-europee-conferme-da-parte-avversa/

 


 

“Modern Day Crusaders in Europe. Tradition, Family and Property: analysis of a transnational, ultra-conservative, Catholic-inspired influence network — Crociati dei tempi moderni in Europa. Tradizione Famiglia Proprietà: analisi di una rete d’influenza transnazionale, ultraconservatrice e ispirata al Cattolicesimo”.

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Bologna. Nonostante il Covid-19 si spende per il gay pride!

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Bologna. Emergenza Covid-19?
NO: il Sindaco PD sostiene il gay pride e altre porcherie

Vivere a Bologna è qualcosa di incredibile.  Il bollettino coronavirus del 17/6 registra un lieve aumento dei casi e 2 decessi nella città di San Petronio.
Contemporaneamente Arcigay-Cassero da’ notizia che il Gay pride a Bologna si svolgerà nonostante la pandemia.
Non basta. Poche ore prima, lo stesso ente, ha annunciato che gli 11 giorni del festival Gender bender (vedi qui) avranno luogo come ormai da 17 anni.

E’ pertanto evidente che Arcigay ha già ottenuto tutti i permessi dal Comune, nonostante il divieto a manifestazioni ben più importanti e utili alla città.

Si tratta solo di permessi per occupare lo spazio pubblico?
No: quest’anno Gender bender disporrà di un intero parco comunale, il “Cavaticcio”, con tanto di fontana e ruscelletti rinfrescanti.

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Cristianofobia? è in Italia e in Europa!

3 CommentiCristianofobia in Italia,Socialismo

Inutile dirlo: in tutte le classifiche i più colpiti sono i cattolici.
Il miglior sito in argomento: http://www.osservatoriocristianofobia.it/ 

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Arcilesbica fuori dall’Arci per… manifesta transfobia!!!

1 CommentoGender diktat,Socialismo

La fantastica Caterina Gioielli offre al centro-destra
utili elementi per contrastare il Disegni di Legge per il “contrasto all’omofobia” proposto dal PD.

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Nella solenne petizione che ne chiede l’epurazione dal circuito arcobaleno – primi firmatari Daniela Tomasino (Arcigay Palermo), Christian Leonardo Cristalli (Gruppo Trans Arcigay Reggio Emilia), Alberto Nicolini, (Arcigay Reggio Emilia), Mattia Galdiolo (Arcigay Tralaltro, Padova, vicepresidente nazionale Arcigay) e a seguire firme di gruppi come Non Una di Meno Latina o Porella Cuccarini Pagina Facebook – si attacca l’uso da parte dell’associazione dei canali di comunicazione per esprimere «posizioni transfobiche e trans-escludenti»:

«La pagina facebook di Arcilesbica Nazionale ha difatti più volte ribadito con post, commenti e grafiche l’idea che le persone trans*, in particolare le donne trans*, non sarebbero da considerarsi per la loro identità di genere, ma per il sesso biologico, con affermazioni come “lesbica è una donna che desidera una donna (e non un uomo che si sente donna)” (25 maggio 2020). Tali affermazioni sono lesive della dignità delle persone trans*, la cui autodeterminazione viene in questo modo negata».

 

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Giornata contro l’omofobia: Conte e Mattarella svelano l’intolleranza di Stato

1 CommentoGender diktat,La cappa ideologica,Socialismo

Gli interventi di Conte e Mattarella in occasione della “Giornata mondiale contro l’omofobia”:
un assist per l’approvazione della proposta di legge Zan,
che renderebbe perseguibile qualsiasi considerazione sull’omosessualità contraria a ciò che stabilisce lo Stato-etico.
Una legge contro l’omofobia sarebbe distruttiva della convivenza sociale. E porrebbe grandi interrogativi sulla libertà sessuale.

Si ricorda che secondo i dati del Ministero dell’Interno (cfr. Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori – OSCAD – Polizia di Stato) il numero di queste discriminazioni si conta sulle dita di una mano: in 7 anni per tutte le regioni d’Italia solo 140 casi di discriminazione costituenti reato per orientamento sessuale: in altre parole 1 caso all’anno per Regione.
(Vedi qui: http://www.interno.gov.it/it/sala-stampa/dati-e-statistiche/dati-sulle-segnalazioni-pervenute-contro-atti-discriminatori)

Stessi dati a livello regionale: l’osservatorio istituito da tale legge conferma che in Emilia-Romagna le discriminazioni sono l’ultimo dei problemi: 14 casi negli ultimi 5 anni.
È la Regione rossa stessa ad ammetterlo, in una risposta ufficiale al Consigliere Regionale Tagliaferri (FdI): http://www.fattisentire.org/db/Tagliaferri_Riscontro_pratica_2019_73.pdf

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Finita la globalizzazione economica (e speriamo anche teologica)

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di Padre Serafino Lanzetta

Diversi commenti in questi giorni mettono in evidenza la fine della globalizzazione causata dagli effetti del COVID-19, esploso improvvisamente così da trovare impreparati molti.
Ciò che è sotto gli occhi di tutti è il limite che il virus ha posto a una società senza limiti e particolarmente alla globalizzazione economica, cioè a quel modo sempre più libertario di puntare al libero mercato più che a un mercato rispettoso delle giuste ed eque condizioni di mercato; un mercato che mira a far crescere la domanda in modo esponenziale e consumistico, prima che favorire la qualità (morale) dell’offerta.
Si è generato con il tempo un conflitto del mercato con lo Stato, ma ancor prima dello Stato con una visione naturale dell’uomo e della famiglia come centro vitale della società.
Se lo Stato si separa dalla famiglia non riconoscendo più il principio di sussidiarietà e se addirittura la famiglia viene equiparata ad altri modelli di libera convivenza, è ovvio che il mercato si separa dallo Stato e lo metta in qualche modo sotto accusa.
Proprio questa globalizzazione ora è saltata: sia l’economia che lo Stato sono in crisi nel far fronte all’emergenza pandemica.

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l’On. Boldrini (PD): estendere l’aborto durante l’emergenza COVID-19!

11 CommentiPolitiche per la donna,Socialismo,Vita: altri temi
Nel primo numero del 2010, Famiglia Cristiana proclamò italiana dell’anno Laura Boldrini, esponente del Partito Democratico e oggi di Liberi e Uguali.

Boldrini, Saviano e le Ong vogliono aborti per bimbi più grandi, a domicilio, con procedura da remoto

L’appello di cento Ong ai governi europei: “L’aborto sia considerato un servizio essenziale“, ma raccoglie solo 3.700 firme:
https://secure.avaaz.org/it/community_petitions/presidente_del_consiglio_dei_ministri_ministero_de_aborto_farmacologico_durante_emergenza_covid19_/details/


Laura Boldrini, Roberto Saviano e un centinaio di Ong scrivono al ministro della salute
per chiedere ai governi di tutelare il diritto delle donne ad abortire anche durante l’emergenza coronavirus.


Indispensabile scrivere al proprio deputato per manifestare indignazione e invitarlo a vigilare.

“Pandemia cinese”: quattro possibili scenari per il nostro impegno.

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Il virus SARS-CoV2 – ma chiamiamolo pure “virus cinese” – ha suscitato una pandemia che sta colpendo quasi tutto il mondo. Per affrontarla, innanzitutto bisogna che il popolo si mobiliti con preghiere e penitenze per chiedere a Dio misericordia e che, per rimediare alle conseguenze in campo sanitario, ricorra a tutti i rimedi sanitari.

Tuttavia, per rimediare alle conseguenze in campo politico-sociale, bisogna pure che la nazione ricorra a rimedi politico-sociali, perché dopo l’emergenza potrebbero sorgere crisi più pericolose di quella sanitaria. È necessario quindi che gl’Italiani si trovino preparati ai cambiamenti che la pandemia potrà produrre a tutti i livelli della vita sociale. Per scegliere quelli prudenti ed efficaci, però, bisogna prima delineare alcuni scenari che potrebbero realizzarsi a breve in Italia e altrove. Ne proponiamo quattro.

Quattro possibili scenari sulle conseguenze della pandemia

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Donazioni alle Regioni per la salute? Serviranno a procurare più aborti

2 CommentiDiritti dei consumatori,Socialismo,Vita: altri temi

Già lavoriamo più di 5 mesi su 12 per lo Stato: ora, per fronteggiare il coronavirus, arriva l’assurda richiesta di dare soldi alle Regioni e agli Enti Pubblici.

E’ noto che gli assessorati alla salute delle Regioni promuovono l’aborto e la RU486, il sesso libero tramite gli Spazi Giovani, portano il gender nelle scuole (http://www.fattisentire.org/sanita-a-bologna-aborto-e-gender/ ).
Stupisce come nessuna Regione abbia ridotto o limitato la pratica dell’aborto o la formazione libertaria dei giovani al fine di liberare risorse per assegnarle ai malati di Covid-19.

E’, invece, meno noto che nelle Regioni a guida PD le attività intese a diffondere l’ideologia gender sono state incrementate.
E’ il caso della Toscana, che lo scorso 23 marzo 2020 ha stanziato 80.000 € a favore dei transessuali (qui il video-denuncia: https://youtu.be/TgOgvdtB4Jo ). E anche il Cismai (Bibbiano) approfitta del momento di crisi per cercare di far passare un decreto per incrementare le possibilità di sottrarre i figli alla famiglia.

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