America Latina: persecuzioni di Chiesa e popolo

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(Eugenio Trujillo Villegas) Il 21 novembre scorso potrebbe diventare un giorno storico per la Colombia. Non perché l’opposizione abbia protestato violentemente contro il governo del presidente Duque, ma perché, sulla scia di queste proteste, il governo potrebbe indirizzare la nazione verso una catastrofe annunciata.
Basta osservare l’ambiente latinoamericano per capire che esiste un piano gigantesco, preparato minuziosamente, finanziato dall’estrema sinistra ed eseguito con evidente organizzazione, il cui obiettivo principale è demolire tutti i governi della regione che si oppongono alle rivendicazioni del Foro di San Paolo.

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Il Comune di Forlì dà l’esempio a tutto il paese: “Non adottiamo politiche LGBTQ”

1 CommentoFamiglia: politiche familiari,Gender diktat,Socialismo
Eroi di Forlì, foto di gruppo, da sinistra a destra: Andrea Liverani consigliere regionale (LN Faenza) – Andrea CINTORINO Assessora alle pari opportunità di Forlì (LN) – On. Elena Raffaelli, deputato e assessore alle attività economiche di Riccione (LN) – Daniele Marchetti (Bologna) consigliere regionale e miglior difensore della vita e la famiglia della Lega per Salvini in Regione Emilia-Romagna – Massimiliano Pompignoli consigliere regionale (LN Forlì) – On. Jacopo Morrone (Forlì) deputato e segretario della Lega per Salvini – Romagna.

Bloccati i fondi che foraggiano l’attivismo LGBTQ: «Il nostro modello è la famiglia tradizionale».
Parla Andra Cintorino, la coraggiosa assessora alle Pari opportunità: «Non adottiamo politiche Lgbt»

La giunta di centrodestra che guida la città di Forlì ha bloccato i fondi provenienti dalla Regione per un progetto di formazione psicologica e giuridica, rivolta agli operatori del Comune di Forlì e alle associazioni interessate, che sotto il solito pretesto della «prevenzione e contrasto alle violazioni dei diritti umani» ha come scopo la diffusione dell’ideologia gender, il confondere i giovani sull’orientamento sessuale e la distruzione della famiglia emiliano-romagnola.

Si tratta di fondi che erano già stati destinati a questo scopo dalla precedente amministrazione – ovviamente di centrosinistra  – e naturalmente deliberati dalla Regione a guida PD.

La decisione segue la bella presa di posizione in difesa della vita umana nascente, di cui abbiamo parlato qui: http://www.fattisentire.org/elezioni-emilia-romagna-la-lotta-contro-laborto-del-sindaco-di-forli-sia-desempio/

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Elezioni Emilia-Romagna: che cosa chiedere?

2 CommentiPartecipazione del cittadino,Socialismo
Risultati delle ultime elezioni europee

Questa non è la solita (inutile) raccolta della firma di candidati su una “lista dei sogni”.
E’ un elenco di ciò che ciascuno di noi dovrebbe discutere con i propri futuri rappresentanti: di persona, instaurando un dialogo (non occasionale) sui valori e su cosa concretamente fare per tutelarli.

Dittatura gender. A fronte dei quasi inesistenti casi di effettiva discriminazione verso le persone omosessuali, occorre abolire la Legge regionale L.R. 15/2019 (omotransfobia) e implementare la L.R. 6/2014 (discriminazione), includendovi la crescente cristianofobia ed eterofobia.

Aborto. L.R. 27/1989. L’ interruzione volontaria di gravidanza deve prevedere il pagamento di un ticket.

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Odio e fake news: pretesti per controllare il Web

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Caccia aperta agli odiatori in rete (haters) e a chi diffonde notizie false (fake news). Questa è la tendenza della nuova politica sull’informazione. Non si tratta solo di riprovazione morale, ma di nuove leggi, che dovrebbero combattere e anche prevenire l’odio.

I circa 200 insulti antisemiti che verrebbero rivolti online ogni giorno alla senatrice a vita Liliana Segre, secondo il quotidiano La Repubblica (una statistica prima messa in dubbio dal quotidiano Termometro Politico, poi confermata nuovamente dal quotidiano fondato da Scalfari e poi ancora rimessa in dubbio da Dagospia), sono stati la motivazione principale dell’istituzione dell’apposita Commissione per la lotta ai discorsi dell’odio (hate speech). Liliana Segre oggigiorno gira con una scorta al seguito.

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Ddl Zan, Segre, leggi contro l’odio: per “educarci” a pensare in un certo modo?

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In questi giorni si torna a parlare di legge sulla cosiddetta omofobia, si parla anche di una Commissione e di altri provvedimenti “per contrastare l’odio”. Anche il ddl Scalfarotto aveva la pretesa in qualche modo di punire una supposta “intolleranza”.
Abbiamo chiesto a Giacomo Rocchi, consigliere presso la Corte di Cassazione, si può legiferare su un sentimento? 

«Ovviamente no: è lo Stato totalitario quello che pretende di entrare nella testa dei suoi cittadini e di “educarli” a pensare in un certo modo, giungendo a condannarli per gli “psicoreati”. Lo Stato democratico si fonda su valori positivi che dovrebbero favorire il legame all’interno della società, ma regola e giudica le condotte materiali poste in essere da ciascuno, stabilendo quali sono inaccettabili per la società e, quindi, devono essere punite (o, se possibile, tenta di prevenirle).
Che io provi un sentimento di odio verso una persona è un fatto del tutto irrilevante finché non pongo in essere azioni concrete.
Si devono contrastare, quindi, le condotte violente o comunque illecite.
Il rischio è far passare come contrasto all’odio o all’intolleranza quello che si chiama banalmente censura – cioè repressione della libertà di manifestazione del pensiero, diritto che costituisce il cardine di ogni Stato democratico – o addirittura repressione della libertà di educazione e di associazione».

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Bolivia: caduto il regime comunista

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Frodi al voto e polizia stanca di crudeltà, Morales si dimette

Dopo la denuncia di truffe e 19 giorni di proteste, il presidente lascia e indice nuove elezioni

Evo Morales rinuncia alla presidenza della Bolivia da cui sarebbe già fuggito. Il tutto dopo una domenica destinata a rimanere nei libri di storia e, con lui, lascia anche il suo vice, il marxista Álvaro García Linera, da anni nei radar della Dea (l’agenzia antidroga statunitense) per narcotraffico, che ieri notte ha denunciato un fantomatico «golpe» contro di loro.
In realtà il colpo di Stato lo avevano tentato in precedenza proprio Morales e compagni a più riprese.
Quattordici anni di vessazioni alla proprietà privata, alla famiglia, alla religione.

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Veneto, 4 novembre: le forze armate insegnano a scuola

2 CommentiSocialismo

L’Assessore all’Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan (FdI), ha lanciato un’intelligente iniziativa a favore dell’educazione delle giovani generazioni: per una volta saranno dei militari a insegnare:
«Con il Comando Forze Operative Nord abbiamo condiviso la comune intenzione di coinvolgere sempre più le scuole promuovendo la presenza di rappresentanti dell’Esercito in occasioni e incontri formativi, come testimoni di una funzione pubblica indispensabile per la sicurezza e la protezione dei cittadini».

E’ nota la vicinanza della patriota Donazzan ai nostri valorosi militari, cui sovente dedica post e dichiarazioni d’affetto sui social.
E’ ciò di cui la scuola (veneta e italiana) ha più bisogno: la testimonianza dei nostri “angeli in divisa”.

Infatti, le Forze Armate fanno eco all’evangelico “non c’è amore più grande del dare la vita per i propri fratelli”, mentre la scuola di Stato, purtroppo, insegna il relativismo,  l’edonismo, il lassismo.
Ecco la ragione profonda dell’iniziativa: la sola presenza di uomini in divisa, invece, evoca l’amor di Patria, lo spirito di sacrificio, il senso del dovere.

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Il politicamente corretto? Figlio del marxismo!

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Clicca per ingrandire e leggere la quarta di copertina.

Il primo ad accorgersi che il politicamente corretto deriva dal marxismo, anche se post-sovietico, fu Augusto Del Noce.
Ma, come per ogni profeta, pochi gli diedero retta.

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Continuiamo, e concludiamo, il discorso sul Politicamente Corretto (clicca qui), l’ultima (per ora) ideologia totalitaria con cui dobbiamo fare i conti. E sempre traendo spunto dal bel libro di Eugenio Capozzi, Politicamente Corretto. Storia di un’ideologia (Marsilio), al momento l’unico excursus storico di taglio accademico sul problema dell’ora presente.

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Ferrara. Il Comune prosegue nei patrocini omosessualisti?

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Provoca nuovo disagio all’interno della maggioranza il patrocinio dato a una conferenza su «Corporeità, orientamenti affettivi, identità di genere negli adolescenti» (1).

Ad alimentare i dubbi non è solo l’espressione «identità di genere» al posto della più precisa “identità sessuale”, ma una serie di indizi che devono far riflettere:

  1. la laicista Enciclopedia Treccani (2), spiega che la scelta del termine “genere” è «il risultato di una scelta culturale dell’individuo, distinta dalla propria corporeità»: insomma, è proprio l’ideologia gender di cui le sinistre negano l’esistenza;
  2. se i sessi sono due, i “generi” – secondo fonti autorevoli (3) – sono almeno 23: trans, transgender, intersex, androgini, crossdresser, i drag king, pansessuali, ecc.;
  3. l’evento ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna (oltre a quello del Comune), nota per essere la punta di diamante della diffusione dell’ideologia gender in Italia;
  4. la relatrice, Elena Buday, è autrice di un volume (vedi foto in alto) sul sostegno psicologico alle coppie omosessuali che “desiderano” un figlio (omogenitorialità); (altro…)

Bologna: il festival gender e il sistema di potere della regione rossa

1 CommentoDiritti dei consumatori,Gender diktat,Socialismo
Immagine del V.a.k.k.a. party, uno degli eventi centrali del Gender Bender 2019. V.a.k.k.a. sta per “Very Antiestetike Kagne Kon Attitude” ed è la festa delle inversioni e delle invertite, l’apocalisse del gender e l’anarchia.

In una recente intervista a La Verità, Umberto La Morgia (consigliere comunale Lega a Casalecchio – Bologna) ha spiegato con quali pretesti viene diffusa l’ideologia gender nell’ambito del  festival “Gender Bender” (1) nei numerosissimi spettacoli previsti:
«Maschio e femmina non sono più sessi, e nemmeno generi, ma solo goffi stereotipi discriminatori da annacquare e magari ridicolizzare. Spettacolo rivolto ad un target di età a partire dai 12 anni… Questi estremismi non vanno di certo a favore dell’immagine e dell’inclusione delle persone libere e di buon senso, di qualunque orientamento affettivo».

Nello stesso articolo, l’On. Bignami (Fratelli d’Italia) segnala che la Regione Emilia-Romagna ha versato 100.000 € all’Arcigay per il festival Gender Bender.

Non contento, La Morgia ha voluto scavare ancora più a fondo: ha fatto una richiesta di accesso agli atti amministrativi relativamente al Teatro Laura Betti di Casalecchio, uno dei circa 20 immobili pubblici messi a disposizione del Festival.

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