DOPO VERONA Politica ancora inaffidabile, per il voto serve una lobby

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Verona: Piazza Bra

Huston abbiamo un problema e il problema è bello grosso:
– “Le conquiste sociali non si toccano, non si discute sulla revisione dell’aborto del divorzio, della libertà di scelta per donne e uomini“.
– “Divorzio, aborto […] non sono in discussione”.
– “Lo ripeto: legge 194, diritti civili e di scelta non sono in discussione né nei programmi del governo”.
Chi lo ha detto? La Bonino? No, Matteo Salvini il 27 e il  29 marzo, ripetendolo anche il 30 marzo poco prima di arrivare al Congresso Mondiale delle Famiglie, così come riportato rispettivamente dall’Ansa e dal Corriere.

“Io penso che nessuno in Italia voglia abolire la legge 194. Io non voglio abolire la 194. Nessuno In Italia vuole abolire la legge 194, siamo seri.[…] La legge 194 è una legge fatta benissimo e non si tocca” dal minuto 7,30”). Chi lo ha detto? Lo ha detto la Boldrini? No, lo ha detto l’on. Giorgia Meloni il 27 marzo scorso alla trasmissione Accordi e disaccordi sul canale Nove.

“L’oggetto del convegno [il Congresso Mondiale delle Famiglie] non è mai stato di mettere in discussione la legge 194, così come le altre conquiste sociali di questo paese”. Chi mai potrebbe parlare di aborto come conquista sociale del Paese? Zingaretti? No, il sindaco di Verona, di centrodestra, Federico Sboarina. Il quale ammette anche di aver concesso sale comunali per eventi antagonisti al Congresso di Verona: “In questi stessi giorni a Verona anche il circolo Pink ha utilizzato sale comunali per esprimere la propria idea”. Per tacere del convegno “Il ruolo del gender e della famiglia nella mobilitazione e nelle politiche della destra. Solidarietà femminista e prospettive rivoluzionarie” svoltosi il 29 marzo scorso presso la sala civica Elisabetta Lodi.

La famiglia va distinta dalle “unioni civili rispettabilissime con tutti i diritti che possono avere”. Al nostro personaggio misterioso l’intervistatore porge questa domanda: “E non sono una minaccia alla famiglia?”. E Mr X risponde: “Per niente, per niente”. Chi questo Mr X? L’on. Monica Cirinnà? No, il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti.

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Firma la petizione: più vita e famiglia nel nostro Comune

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Ecco come spendono i nostri soldi i Comuni dell’Emilia-Romagna: aborto, lotta alla libertà di coscienza.
Basta!

Nei Comuni dell’Emilia-Romagna ci sono tante forme di aiuto alla maternità e alla famiglia (1).
Tuttavia, per colpa dei meccanismi ISEE sul reddito, gli aiuti alla maternità e alla famiglia sono utilizzati solo dagli extra-comunitari.

Le elezioni amministrative saranno il 26 maggio (ballottaggi il 9 giugno).
Saranno tanti i Comuni che cambieranno guida: https://www.tuttitalia.it/elezioni-italiane/elezioni-comunali-emilia-romagna-2019/

Se risiedi in Emilia-Romagna FIRMA LA PETIZIONE
per chiedere ai Segretari di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia
che nei programmi elettorali vengano inseriti provvedimenti
a favore della maternità e della famiglia emiliano-romagnola.

PETIZIONE ELETTORALE: più vita e famiglia nel nostro Comune

Gentili segretari del centro-destra dell’Emilia-Romagna,
ho preso visione dell'ostilità del PD verso la maternità e verso la famiglia descritti nell'articolo: http://www.fattisentire.org/elezioni-comunali-proposte-per-la-vita-e-la-famiglia/
Per colpa dei meccanismi ISEE sul reddito, gli aiuti alla maternità e alla famiglia sono utilizzati solo dagli extra-comunitari.
Vi chiedo che nei programmi elettorali vengano inseriti provvedimenti a favore della maternità e della famiglia degli emiliano-romagnoli.
Vi ringrazio anticipatamente per quanto potrete fare, seguirò con attenzione l’operato di ciascuno.

**la tua firma**

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Firma la petizione: più vita e famiglia nel nostro Comune

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Ecco come spendono i nostri soldi i Comuni dell’Emilia-Romagna: ateismo, aborto, eutanasia, lotta alla libertà di coscienza e inviti ai peggiori esponenti pro morte nazionale.

Nei Comuni dell’Emilia-Romagna ci sono tante forme di aiuto alla maternità e alla famiglia (1).
Tuttavia, per colpa dei meccanismi ISEE sul reddito, gli aiuti alla maternità e alla famiglia sono utilizzati solo dagli extra-comunitari.

Le elezioni amministrative saranno il 26 maggio (ballottaggi il 9 giugno).
Saranno tanti i Comuni che cambieranno guida: https://www.tuttitalia.it/elezioni-italiane/elezioni-comunali-emilia-romagna-2019/

Se risiedi in Emilia-Romagna FIRMA LA PETIZIONE
per chiedere ai Segretari di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia
che nei programmi elettorali vengano inseriti provvedimenti
a favore della maternità e della famiglia emiliano-romagnola.

PETIZIONE ELETTORALE: più vita e famiglia nel nostro Comune

Gentili segretari del centro-destra dell’Emilia-Romagna,
ho preso visione dell'ostilità del PD verso la maternità e verso la famiglia descritti nell'articolo: http://www.fattisentire.org/elezioni-comunali-proposte-per-la-vita-e-la-famiglia/
Per colpa dei meccanismi ISEE sul reddito, gli aiuti alla maternità e alla famiglia sono utilizzati solo dagli extra-comunitari.
Vi chiedo che nei programmi elettorali vengano inseriti provvedimenti a favore della maternità e della famiglia degli emiliano-romagnoli.
Vi ringrazio anticipatamente per quanto potrete fare, seguirò con attenzione l’operato di ciascuno.

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Elezioni comunali: proposte per la vita e la famiglia

2 CommentiFamiglia: politiche familiari,Libertà di educazione,Partecipazione del cittadino,Politiche per la donna

Elezioni Amministrative 26 maggio 2019
Proposte per contrastare l’inverno demografico e la distruzione della famiglia

Come cattolici non sappiamo più per chi votare, ma dovremmo aver capito che dobbiamo scegliere in base ai fatti, non alle parole, conferenze o comizi.

In vista delle prossime amministrative si è predisposto un elenco di iniziative PRO-VITA E FAMIGLIA fattibili da ogni Comune.
Da qui si può scaricare in formato pdf: http://www.fattisentire.org/db/Elezioni_Amministrative_2019.pdf
Lo abbiamo sottoposto ad amministratori con esperienza, che ne hanno giudicato i punti come TUTTI FATTIBILI DAL PUNTO DI VISTA AMMINISTRATIVO.

I programmi e i candidati devono essere presentati verso la fine di marzo.
Pertanto, C’E’ POCO TEMPO: si propone ad associazioni, comitati, ecc. di:

  1. contattare i candidati a Sindaco o di partiti non-ostili alla famiglia del vostro Comune;
  2. proporre loro di inserire nel programma i punti, o almeno qualcuno di essi;
  3. farsi dare il programma definitivo e verificarlo;
  4. privilegiare chi ci ha ascoltato nelle indicazioni di voto ai nostri associati.

Per quanto riguarda le Province dell’Emilia-Romagna diverse da Bologna, è possibile segnalare i candidati e inviare i relativi programmi presentati a info@fattisentire.org, che notoriamente possiede una discreta capacità di comunicazione. (altro…)

Emilia-Romagna in Marcia per la Vita!

Lascia un commentoPartecipazione del cittadino,Vita: politiche di bioetica

Un evento regionale in preparazione della Marcia

Sabato 9 febbraio 2019, a CastelFranco Emilia (Bo/Mo)

Emilia-Romagna in Marcia per la Vita!

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Dalle 16 alle 19

faremo il punto sulla situazione in Regione assieme a

  1. VIRGINIA CODA NUNZIANTE (portavoce nazionale della Marcia)
  2. esponenti pro-life della nostra Regione
  3. i tre segretari regionali dei partiti che più hanno FATTO in difesa della vita e della famiglia.

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Il volantino qui:
– Bologna formato PDF: http://www.fattisentire.org/db/volantino-chiaro_4.pdf
– Bologna formato JPG: http://www.fattisentire.org/db/ER_inMarciaPerLaVita_3.jpg
– Modena formato PDF: http://www.fattisentire.org/db/20180209_MO_Locandina_6a.pdf
– Modena formato JPG: http://www.fattisentire.org/db/20180209_MO_Locandina_6a.jpg

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Castelfranco Emilia è raggiungibile
– in automobile: a 10′ dall’uscita Modena SUD (parcheggiare fuori dal centro)
– in treno da Bologna: in 17′
– in treno da Modena: in 8′

Il Cinema Nuovo è raggiungibile in 7′ a piedi dalla stazione e dal viale della circonvallazione.

 

PS. Saranno date indicazioni sul treno per andare a Roma alla Marcia di maggio.

Emilia-Romagna: 513 firme contro l’aborto, radiato l’Assessore genderista alla Sanità

2 CommentiPartecipazione del cittadino,Vita: politiche di bioetica

Ai Consiglieri Regionali del centro-destra
e, p.c., ai senatori e deputati
in Emilia-Romagna

Gentili esponenti dei partiti,
si allegano i 513 firmatari della nostra Regione che hanno sottoscritto il seguente appello a voi rivolto:
«Gentili esponenti del centro destra dell’Emilia-Romagna,
ho preso visione della relazione sull’aborto in Emilia-Romagna fatta dall’Assessore Venturi.
In essa vengono nascosti i dati sulle “pillole del giorno dopo”, sul crollo delle donne in età fertile, sulla diffusione delle malattie veneree conseguenti le politiche educative fatte dalle ASL.
Pertanto, la mia famiglia ed io, aderiamo alla petizione promossa da fattisentire.org e vi chiediamo di fare tutto il possibile per fermare la deriva etica promossa dall’attuale Giunta della Regione.
Vi ringrazio anticipatamente per quanto potrete fare, seguirò con attenzione l’operato di ciascuno
».

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Esce il libro di fattisentire.org!

1 CommentoFamiglia: politiche familiari,Partecipazione del cittadino,Politiche per la donna,Vita: altri temi

In guerra per i principi non negoziabili!
Il racconto attraverso la stampa di 2 anni di battaglie.
Le tecniche e le tattiche per difendere i valori non negoziabili.

Acquistabile su: https://www.youcanprint.it/scienze-politiche-generale/in-guerra-per-i-principi-non-negoziabili-9788827844298.html

 

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Quella moratoria sui princìpi non negoziabili

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L’astensione della Lega sulla proposta di istituzione di una nuova Commissione parlamentare sui diritti umani che si occupi anche di utero in affitto e cristiani perseguitati la dice lunga sul patto che rende possibile la sopravvivenza di questo governo.

di Tommaso Scandroglio

 

Prima delle elezioni i cattolici, almeno quelli che sanno riconoscere che ad esempio l’aborto è tematica moralmente più rilevante dell’immigrazione e che credere in Cristo è la libertà più importante di tutte, vivevano nell’angoscia pre-voto.
Chi votare tenendo fisso come criterio ispiratore la tutela dei principi non negoziabili?

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Il fallimento del PdF e gli errori di prospettiva

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L’abbandono del Popolo della Famiglia da parte di Gianfranco Amato, che aveva fondato il partito insieme a Mario Adinolfi, – oltre a confermare una facile previsione – ripropone una domanda sulla rappresentanza del popolo dei Family Day.
A cui si continua a dare una risposta sbagliata
.

di Riccardo Cascioli, per la Nuova Bussola Quotidiana

 

L’esperienza del Popolo della Famiglia è stata un fallimento; dopo il 4 marzo lo scenario politico è completamente cambiato e c’è bisogno di nuove forme di presenza politica; il primo passo è lavorare per ricostituire l’unità dei soggetti che hanno dato vita ai Family Day. Questa è in sintesi l’analisi che Gianfranco Amato, fondatore insieme a Mario Adinolfi del Popolo della Famiglia, ha condiviso ieri sul quotidiano La Verità per annunciare le sue dimissioni da quel partito.

Non è un fulmine a ciel sereno: dal 4 marzo molti e lunghi sono stati i silenzi di Amato e svariati i segnali di un disagio nei confronti del PdF e del surreale trionfalismo di Adinolfi a fronte di un misero 0,7% uscito dalle urne. Non commentiamo la decisione di Amato né le ovvie e immediate polemiche che si sono scatenate sui social, né gli insulti al suo indirizzo dall’ormai ex compagno d’avventura Adinolfi.

C’è però qualcosa che stona nell’analisi di Amato: non si può rivendicare come giusta la scelta di due anni fa e attribuire agli scenari usciti dal 4 marzo il necessario cambiamento di strategia quando già allora c’era chi aveva previsto come sarebbe andata a finire, e soprattutto la dilapidazione del tesoro accumulato con i Family Day.
Allora parlammo di errore di metodo e di contenuto, e di nodi che sarebbero prima o poi venuti al pettine: fummo criticati anche da chi è diventato in questo tempo un acceso denigratore del PdF.

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Osservazioni su “Un nuovo bipolarismo senza i cattolici”

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Tra i numerosi saggi sulle elezioni dello scorso 4 marzo 2018, spicca per profondità quello apparso su uno storico bimestrale cattolico (1), del quale si raccomanda la “lettura meditata”.
La condivisibile tesi di fondo è che l’incidenza del mondo cattolico italiano «in termini di capacità di intervenire sulla campagna elettorale, è stata prossima allo zero» (pag. 28).
Tuttavia, la lettura complessiva del saggio produce l’impressione che l’ignoto estensore non abbia esperienza d’azione sul territorio provinciale e comunale, né conosca la realtà dei rappresentanti locali dei partiti.
Di conseguenza, la parte finale, relativa al cosa possiamo fare adesso e qui? risulta lacunosa e generica.

Se si vuole “incidere e intervenire”, la prima cosa da capire è che non si deve più votare in base a ciò che dicono i leader dei partiti in televisione. Tali persone NON sono influenzabili perché vengono generalmente candidate in collegi nei quali la loro elezione è “sicura” e, pertanto, non hanno bisogno del rapporto con gli elettori di un territorio.

Normalmente, gli uomini dei partiti devono fare un “percorso di carriera e probazione” prima di venire candidati al Parlamento: si parte dal consiglio di circoscrizione, poi quello comunale, spesso quello regionale e, infine, se abili e fedeli, Camera o Senato.
È anche da ricordare che durante tale percorso i rappresentanti vengono condizionati dalle logiche di partito e di corrente ma, una volta giunti in Parlamento, la loro possibilità azione è sottoposta a una quantità tale di variabili da divenire praticamente nulla.

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