Irlanda: la voce di coloro

Parlamento europeo
MARIA REGINA GENUAE CIVITATIS, ORA PRO NOBIS
Circolare dell’associazione San Michele Arcangelo
di Genova-resp.Raimondo Gatto
anno III n.7/08
 
di Michael Whitcraft
 
 
Non che il continente sia attualmente un paladino di virtù cattoliche. Tuttavia in questa data l’Irlanda sarà chiamata a votare per accettare o meno la nuova versione di una costituzione dell’Unione Europea, denominata Trattato di Lisbona. Questo documento rifiuta di riconoscere le radice cattoliche dell’Europa e porrebbe fine a qualunque vestigia, in ambito governativo, di civiltà cristiana quali ancora restano. 
 
Gli eurocrati desiderano procedere in questo disegno. Nel 2005, la Francia e i Paesi Bassi rifiutarono una costituzione che risultava simile almeno per il 90% al Trattato oggi proposto. Visto che anche i bambini più piccoli capiscono immediatamente quando i genitori tentano di servire loro gli stessi cavoli di Bruxelles, cucinati in modi diversi, gli euro-burocrati non possono sperare d’imporre la stessa costituzione alla popolazione europea per la terza volta.
 
In ogni caso, le regole dell’UE esigono ancora l’unanimità fra gli Stati membri per ratificare il trattato-costituzione. Visto che solo l’Irlanda esige un referendum pubblico prima di firmare la nuova carta, la ratifica della costituzione europea sarà risolta dal voto irlandese del 12 giugno. L’Irlanda sarà la voce di coloro che non hanno voce.
 
Ma cos’è che rende così indigesto il Trattato di Lisbona e perché è necessario che gl’irlandesi lo boccino?

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Il Trattato di Lisbona? È la forma più assoluta di totalitarismo!

Parlamento europeo

In questi giorni, con la ratifica da parte del Parlamento italiano del cosiddetto Trattato di Lisbona, si porrà fine definitivamente all\’esistenza delle Nazione Italia. E mano a mano si porrà fine all\’esistenza di quasi tutte le altre nazioni in Europa. Non bisogna sorprendersi del silenzio che accompagna l\’atto più importante che sia mai stato compiuto dal 1870 con il Regno d\’Italia. È un silenzio che non è dovuto soltanto al volere dei governanti, ben sicuri fin dall\’inizio dell\’operazione “Unione europea“ che bisognava tenerne all\’oscuro il più possibile i cittadini, ma anche alla obiettiva difficoltà per i giornalisti di fornire informazioni e tanto meno spiegazioni di un progetto che esula da qualsiasi concetto di «politica“.
Il Trattato di Lisbona è infatti una «visione del mondo» universale, una teologia dogmatica con le sue applicazioni pratiche, la forma più assoluta di totalitarismo che sia mai stata messa in atto. Come potrebbero i giornalisti istruire con poche parole milioni di persone sulla metafisica di Kant? Eppure c\’è quasi tutto Kant, inclusa la sua proposta per la Pace Perpetua, nel progetto dell\’Unione europea. Ma c\’è anche molto Rousseau, molto Voltaire, molto Marx, con in più quello che Tremonti definisce «mercatismo»: l\’assolutizzazione del mercato.
(da: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=267148) (altro…)

Irlanda: se passa il Trattato, diritto all’aborto assicurato

Parlamento europeo

Battaglia decisiva. L’Irlanda si prepara al referendum

I cattolici irlandesi e i gruppi pro-life si stanno mobilitando per cercare di lanciare l’allerta sulle inevitabili conseguenze che provocherà il Trattato di Lisbona, se verrà approvato il prossimo 12 giugno. Una di queste è che l’Irlanda sarà costretta ad introdurre l’aborto nel paese. Sebbene la maggioranza dei mezzi di comunicazione Irlandesi, accompagnati da quelli europeisti degli altri stati, stiano facendo una massiccia campagna mediatica per ribadire che i timori dei cattolici sono infondati, la verità è che se il Trattato sarà approvato prevarrà sulla Costituzione Irlandese e certo il "diritto all’aborto" sarà uno dei primi ad essere garantiti

 

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Chiesa-Ue: scoppiano le polemiche in Italia

Parlamento europeo

Bruxelles chiede chiarimenti a Roma su esenzione Ici decisa da Berlusconi

Ora basta: l’Italia subito fuori dalla UE

Chiesa-Ue: scoppiano le polemiche in Italia Il centrodestra: spirito anticristiano, c’è lo zampino del governo Prodi.

Il centrosinistra: stop a privilegi.

ROMA – La richiesta della Commissione europea di ulteriori chiarimenti all’Italia sul provvedimento della Finanziaria 2006 (l’ultima del governo Berlusconi) che concede esenzioni dell’Ici agli edifici delle religioni riconosciute dallo Stato anche se non destinti al culto (principalmente quelli della Chiesa cattolica), ha scatenato una nuova serie di polemiche tra il centrodestra, che parla di «spirito anticristiano dell’Ue», e il centrosinistra, che dice «no ai privilegi». (altro…)