CRITERI PER UN VOTO PRO-VITA E PRO-FAMIGLIA

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Amministrative ed europee 2019

  • La sacralità della vita umana – dal concepimento alla morte naturale – e la difesa della famiglia naturale sono le priorità assolute per i Comuni e per l’Europa.
  • Visto che nessun partito ha fatto qualcosa di significativo rispetto alle priorità, è necessario esprimere un voto di forte protesta alle elezioni.
  • La protesta si esprime innanzi tutto con il non votare per i partiti che hanno in qualche misura sostenuto politiche anti-vita o anti-famiglia: le sinistre e i 5Stelle.

  • Né sono da votare i partiti da sempre a servizio delle sinistre e corresponsabili dell’attuale deriva etica: democratici-cristiani o popolari. Alle europee si presentano: “Popolo della Famiglia – Alternativa popolare” e “Popolari per l’Italia” che, quindi, non vanno votati.

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Elezioni europee 26/5/2019: è stato bravo il mio deputato?

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La sacralità della vita umana – dal concepimento alla morte naturale – e la difesa della famiglia naturale sono la priorità assoluta per i Comuni e per l’Europa.

Tuttavia, quasi nessuno controlla il comportamento su questi temi di coloro che avevano chiesto il voto dei cattolici.
Come per ogni tornata elettorale, FattiSentire.org propone un metodo di verifica facilmente replicabile per ogni circoscrizione, con i link dai quali ricavare i dati.
Facciamo dunque attenzione ai soliti “Family day” che, invece, ci diranno di votare per i loro amici o gli amici dei loro amici.

FattiSentire.org si occupa della circoscrizione in cui opera, comprendente le regioni: Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia.
E’ opportuno che ogni comitato pro-vita o pro-famiglia provveda a far conoscere quelli della propria Regione, inviandoli almeno ai propri vescovi, clero e simpatizzanti.

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Si avvicinano le elezioni europee: due manifesti per il 26 maggio

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Mentre già si lavora alla verifica del comportamento di ogni singolo eurodeputato uscente….

Due manifesti per ricostruire l’Europa (su basi cristiane)

La Fafce ha lanciato un manifesto rivolto ai candidati alle europee di maggio, chiamati a promuovere un patto per la natalità e difendere il matrimonio, la famiglia e la vita fin dal concepimento. Un altro manifesto, con focus sul piano culturale, è stato scritto dal filosofo Rémy Brague che esorta l’Europa a non tradire se stessa e ripartire dalle tre grandi eredità (filosofia greca, diritto romano, religioni bibliche) che l’hanno forgiata, tra cui il Cristianesimo ha un ruolo centrale.

 

Due manifesti per richiamare l’Europa a difendere senza compromessi la vita umana, dal concepimento alla morte naturale, e valorizzare il matrimonio e la famiglia. Princìpi che giusto pochi decenni fa sarebbero apparsi scontati ma che oggi è necessario ripetere in un’Europa che ha smarrito la sua identità – sostituendola con una cultura del nulla – e nel bel mezzo della sua crisi morale vive un preoccupante declino demografico.

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Unione Europea: Ungheria e Polonia resistono alla dittatura gender


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L’ennesimo testo del Consiglio europeo volto a diffondere l’ideologia gender con i soliti motivi pretestuosi: promuovere l’uguaglianza di genere e a contrastare la violenza e il bullismo online.
Ma il governo Orban e quello di Varsavia non ci cascano più: gli LGBT sono persone come le altre, legiferare su di loro sarebbe come tutelare i grassi o i bassi.

Ungheria e Polonia spaccano l’Ue: “No ai privilegi per gli LGBTIQ”

Il web deve essere uno spazio sicuro e non discriminatorio. Ma le discriminazioni a danno di chi sostiene la vita umana e la famiglia naturale sono quotidiane e, guardando anche solo Facebook, in aumento.

Con quale pretesto si contrasta l’identità occidentale?

Sempre lo stesso: i presunti “diritti” per la lobby LGBT, che in realtà sono privilegi con i quali si vuole reprimere chi pensa in modo conforme alla natura.

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L’influenza di Soros nell’Unione Europea

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MANIFESTI ANTI SOROSSOROS FATTO A MAGLIE – OLTRE IL COMPLOTTISMO: SVELATA LA LISTA DEI 226 PARLAMENTARI EUROPEI CONSIDERATI ‘AFFIDABILI’ DAL MILIARDARIO. GLI ITALIANI SONO 14, DI CUI 13 DEL PD, E NESSUN GRILLINO O DI FORZA ITALIA – IL GOVERNO UNGHERESE, GRAN NEMICO DI SOROS, USERÀ QUESTI ‘LEAK’ NELLA SUA FURIBONDA BATTAGLIA CONTRO I PROGETTI DELLA OPEN SOCIETY DI RIEMPIRE DI PROFUGHI E DI IMMIGRATI TUTTI I PAESI EUROPEI


Affidabili perché? Amichetti di chi? I parlamentari italiani affidabili per George Soros e la sua Open Society, ma soprattutto per i suoi progetti di diffusione di immigrati e profughi in tutta Europa, sono 14, dei quali 13 del Partito Democratico, che a Bruxelles e Strasburgo sta nel gruppo che ora si chiama “alleanza progressista democratici e socialisti”, e 1 della lista Tsipras, che è Barbara Spinelli.

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UE e l’odio relativista

Parlamento europeo

Cristianofobia
o odio del mondo? 

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Ultimamente si usa il termine “cristianofobia” per indicare le vessazioni più o meno vellutate a cui i cristiani sono sottoposti anche nel nostro continente, ma il termine forse non solo non è molto appropriato, ma non corrisponde pienamente al vero. Oggi in Europa, infatti, prevale la “dittatura del relativismo” e la dittatura porta sempre con sé il disprezzo e l’odio per coloro che si vogliono dominare… in questo caso sono i cristiani ad essere i più odiati, perché per “propria natura” sono “il popolo antirelativista”. Allora non siamo tanto in presenza di una “cristianofobia”, ma principalmente di una vera e propria persecuzione causata dall’odio per Colui che si è proclamato la Via, Verità e la Vita.
Registriamo intanto
un ennesimo caso persecutorio ai vertici della Commissione UE e informiamo che oggi, giovedì 17 dicembre, a Strasburgo si voterà una risoluzione sulla sussidiarietà che vuole obbligare tutti i Paesi membri, cioè anche l’Italia, a rimuovere i simboli religiosi da tutti i luoghi pubblici.
Continua a leggere per saperne di più…

 

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Ue e il potere occulto

Parlamento europeo

Un “cattolico adulto”
Presidente della Ue

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Herman Van Rompuy chi è costui? Cattolico, moderato, atlantista, dicono che ami proclamare in pubblico la propria ispirazione alla dottrina sociale della Chiesa. Ce n’è quanto basta per suscitare i facili entusiasmi dei cattolici di casa nostra.
Tuttavia, secondo le indiscrezioni apparse sulla stampa belga, in particolare sul quotidiano De Tijd (poi riprese anche dal Times di Londra), la decisione di nominarlo presidente permanete della nuova Unione europea è stata presa la sera del 12 novembre in una cena a porte chiuse nel Castello di Hertoginnedal, alle porte di Bruxelles. A organizzare la cena, cui ha partecipato lo stesso Van Rompuy, il famoso Bilderberg Club: il più potente, riservato e discusso organo decisionale privato del mondo che dal 1954 riunisce i vertici politici, finanziari, industriali, militari e mediatici dei paesi occidentali. Era presente, ovvio, Henry Kissinger. Van Rompuy è stato presentato e garantito dal visconte Etienne Davignon, uno dei fondatori del Bilderberg, potente e discretissima figura del potere a Bruxelles, che è stato vice-commissario europeo negli anni ’80.
Van Rompuy, nonostante il suo apparente basso profilo, come da molti è stato detto, è da tempo un frequentatore sia del Bilderberg Club che della Commissione Trilaterale, altro potente organismo sovranazionale fondato e presieduto da David Rockefeller.
Ce n\’é quanto basta per essere preoccupati. Ma, ciò che ulteriormente preoccupa è che di queste cose ben pochi ne parlino. Conclusione: dai “nemici” mi difendo io e dai “cattolici adulti” mi salvi Dio

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Trattato UE: 2 ottobre Irlanda di nuovo al voto

Parlamento europeo

L’Irlanda salverà l’Europa
dai mandarini di Bruxelles (ancora una volta)

Fra pochi giorni, l’Irlanda terrà il destino dell’Europa nelle proprie mani, almeno per un momento. Il prossimo 2 ottobre, infatti, gli irlandesi saranno di nuovo chiamati a votare sul Trattato di Lisbona, 15 mesi dopo la sonora vittoria del NO allo stesso Trattato, che non è stato mutato di una virgola. Il Wall Street Journal ha intervistato Declan Ganley, uno dei fautori della campagna del No dello scorso referendum, tornato nuovamente in azione per difendere un’Europa incentrata, non sulle elite dei burocrati, ma su ‘Noi cittadini’…
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L’Europa è preparata a gestire una crisi finanziaria?

Parlamento europeo

La crisi dell’Ue?
Avverrà così, dal fallimento dell\’Austria al crollo dell\’Est

Non stupisce visto che le banche di Vienna hanno prestato all’insolvente Est europeo il 70% del Pil austriaco e ora rischiano di non vederselo rimborsato. Se va in default l’Austria, arrivederci all’Est e alla stessa tenuta dell’area euro: non servirà più sottoporre a referendum in Irlanda il Trattato di Lisbona, l’Europa sarebbe morta e sepolta. E anche Unicredit, a dispetto dell’ottimismo dispensato a piene mani dal proprio amministratore delegato, potrebbe subire perdite consistenti…

di Mauro Bottarelli

 

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L’Ue vuole imporre agli stati le “sue ideologie”

Parlamento europeo

UE. I "nuovi diritti", cavallo di Troia per distruggere la tradizione

Da tempo la miglior dottrina giuridica denuncia l’esistenza di un alto rischio che la costruzione della casa comune europea avvenga non nel rispetto delle specificità nazionali o, meglio, “dell’identità nazionale degli Stati membri”, ma alla stregua di un centralismo, di stampo ottocentesco, che impone da Bruxelles le proprie ideologie nei confronti delle varie realtà locali…

di Mario Mauro

 

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