Indottrinamento di Stato: libertà per i cattolici sempre più in pericolo

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In ogni angolo del mondo, sempre più, i cattolici vengono perseguitati per legge ed, in nome della legge, viene imposto il pensiero unico. Per introdurre l’educazione di Stato, imbavagliando le esperienze educative confessionali; per impedire ai volontari pro-life di evitare aborti e pregare per la vita; per convincere che, in taluni casi, un figlio non sia un dono, ma un danno.

Attenzione, perché ora i cattolici vengono perseguitati per legge. Non è necessario eliminarli fisicamente, basta render loro la vita un inferno, facendo saggiare l’esperienza kafkiana di aule di tribunale, in cui rispondere di reati assurdi, stabiliti da norme e codicilli altrettanto inverosimili.

Gli episodi di questo tipo si stanno moltiplicando esponenzialmente, come dimostra la cronaca, anche limitandosi ai soli casi recenti (ma l’elenco potrebbe continuare).

Argentina: il bavaglio alle scuole cattoliche

In Argentina un progetto di legge costringe le scuole cattoliche ad impartire l’educazione sessuale imposta dallo Stato mediante un apposito programma nazionale, uguale per tutti, ed impedisce loro di trasmettere la pedagogia ed i principi educativi fondanti ciascun istituto.

Si tratta di una forma di coercizione e di indottrinamento autoritario, volutamente intercurricolare e tale da ridurre gli spazi di discrezionalità propri dei docenti. Infischiandosene della religione e delle convinzioni educative proprie degli alunni e delle loro famiglie. E guai al primo che osi ribellarsi. Diverrebbe automaticamente un fuorilegge.

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Il guerriero per la libertà religiosa alla Corte Suprema

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Lo scopo del gender e di tutte le ideologie scatenate contro gli italiani, in fondo è sempre lo stesso: distruggere la fede cattolica.
E’ il grande tema della libertà per i cattolici: una notizia dagli USA porta speranza.

Brett M. Kavanaugh è stato scelto da Donald Trump quale nuovo giudice della Corte Suprema. I cattolici americani esultano.
E’ un “guerriero per la libertà religiosa” con un passato impeccabile.
Proviene dall’influente Federalist Society, fucina dei giudici conservatori americani.
Ora la parola spetta al Senato, nei primi giorni di ottobre
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«Ha mantenuto la promessa. Ancora». Il soggetto è il presidente degli Stati Uniti d’America Donald J. Trump, l’argomento è la nomina del giudice Brett M. Kavanaugh per la Corte Suprema federale in sostituzione del dimissionario Anthony M. Kennedy e chi esulta, in una email agli iscritti, è Brian Burch, presidente di CatholicVote, una lobby nata per ricordare ai cattolici di votare sempre senza mai scordarsi di esserlo.

È un’esultanza giustificatissima. I conservatori, i cattolici stentano infatti a credere alle proprie orecchie. Trump, il Trump che tutti conosciamo, bighellone, gozzovigliatore, sciupafemmine, fantastiliardario ignorante come una capra, drogato di tivù e Twitter, collezionista di fallimenti economici, intrallazzone e già inciucista, non sta sbagliando un colpo sui princìpi non negoziabili.

Non lo avrebbe immaginato nessuno. Ci fu un punto di svolta, nella campagna elettorale del 2016, coincidente con la nomination presidenziale, in cui Trump cambiò rotta siglando patti espliciti con quei conservatori che aveva giurato di rottamare. I conservatori plaudirono, ma è ovvio che temessero di venire gabbati.

È invece successo il contrario, e gli effetti sono incalcolabili. Trump si affida costantemente ai conservatori, e fra i conservatori sceglie, in numeri sensibili, degli ottimi cattolici. Sì, perché anche Kavanaugh è cattolico, e non di quelli “adulti”.

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Quella moratoria sui princìpi non negoziabili

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L’astensione della Lega sulla proposta di istituzione di una nuova Commissione parlamentare sui diritti umani che si occupi anche di utero in affitto e cristiani perseguitati la dice lunga sul patto che rende possibile la sopravvivenza di questo governo.

di Tommaso Scandroglio

 

Prima delle elezioni i cattolici, almeno quelli che sanno riconoscere che ad esempio l’aborto è tematica moralmente più rilevante dell’immigrazione e che credere in Cristo è la libertà più importante di tutte, vivevano nell’angoscia pre-voto.
Chi votare tenendo fisso come criterio ispiratore la tutela dei principi non negoziabili?

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Due secoli di persecuzioni anticristiane

Libertà religiosa

STRAGI DI CRISTIANI NEL MONDO

Un'emergenza dimenticata

 

Pochi giorni fa, il sociologo Massimo Introvigne, oggi responsabile dell’Osservatorio sulla libertà religiosa del ministero degli Esteri, ha ricordato dai microfoni di Radio Vaticana che quest’anno sono stati 105.000, uno ogni 5 minuti, i cristiani di ogni confessione uccisi nel mondo per la loro fede. Introvigne ha spiegato anche che «la persecuzione dei cristiani è oggi la prima emergenza mondiale in materia di violenza e discriminazione religiosa».

Vi furono reazioni di incredulità se non di rifiuto nel 2011, quando il sociologo Massimo Introvigne, in un convegno internazionale a Budapest organizzato della Comunità Europea, ricordò che in media, ogni anno, erano oltre 100.000 i cristiani di ogni confessione uccisi nel mondo per la loro fede. Introvigne parlava come rappresentante italiano dell'Osce, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, ma anche come esperto tra i più autorevoli, in quanto fondatore e direttore del Cesnur, il Centro studi sulle nuove religioni, e autore di molti studi scientifici.

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Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo

Libertà religiosa

Sono 5 miliardi 
i perseguitati per la loro fede

Il Pew Forum on Religion & Public Life di Washington ha effettuato un’indagine dettagliata che prende in esame le restrizioni alla libertà religiosa nazione per nazione e ne è scaturito un rapporto di settantadue pagine, dal titolo Global Restrictions on Religion. December 2009. Il dato che emerge sconcertante è che più di cinque dei sei e rotti miliardi di abitanti del pianeta non sono liberi di praticare la loro religione. Ma le restrizioni non si trovano solo in Cina, India, Arabia Saudita o nei paesi di maggioranza musulmana e buddista: anche nella laicissima Francia, in Gran Bretagna, patria del politically correct, nella Grecia ortodossa, o nello stato di Israele, non sono tutte rose e fiori, anzi…

di Rino Cammilleri

 

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A ottant’anni dalla fine della guerra cristera

Libertà religiosa
ZENIT.org – lunedì, 19 ottobre 2009 

Parla il sacerdote Juan González Morfín

di Jaime Septién

QUERÉTARO – A 80 anni dalla fine ufficiale della cosiddetta “guerra cristera” in Messico (1926-1929), padre Juan González Morfín, laureato presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma e docente all’Università Panamericana di Città del Messico, ha scritto un vibrante saggio sulla liceità morale della sollevazione cristera.

Saggio pioniere nel suo genere, “La guerra cristera y su licitud moral” (Porrúa, 2009) diverrà un riferimento obbligatorio per chiunque voglia addentrarsi nello studio di questa epoca difficile per il Messico, in questa guerra motivata dall’intransigenza del Governo del generale Plutarco Elías Calles (1924-1928) e del suo successore, Emilio Portes Gil (1928-1930), riguardo alla libertà religiosa e alla libertà dei fedeli.

In questa intervista, padre González Morfín parla di questo importante anniversario.

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INDIA: assolta per mancanza di prove una delle menti del pogrom anti-cristiano

Libertà religiosa

INDIA: Orissa, assolta per mancanza di prove una delle menti del pogrom anti-cristiano
 
Nirmala Carvalho
Cade l’accusa di incendio doloso a carico di Manoj Pradhan, in uno dei 14 capi di imputazione a suo carico. Esponente del Bjp ed eletto nell’Assemblea legislativa dell’Orissa, egli avrebbe ucciso 7 cristiani. Attivisti denunciano l’inerzia dell’amministrazione nel punire i responsabili dei crimini. 
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Kirghizistan, intolleranza e vessazioni contro la Chiesa

Libertà religiosa

Ancora più restrizioni nella nuova legge sulla libertà religiosa

Bandite le comunità con meno di 200 fedeli, proibito il proselitismo e la diffusione pubblica di materiale religioso. Esperti: la normativa non rispetta i diritti umani. Le critiche dell’Ocse.

Bishkek (AsiaNews/F18) – Nonostante vigorose proteste degli attivisti pro-diritti umani, il presidente Kurmanbek Bakiev ha firmato nei giorni scorsi la nuova restrittiva legge sull’attività dei gruppi religiosi, approvata dal parlamento il 6 novembre nonostante le critiche dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Ocse).
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Gelmini, i cattolici spezzano l’assedio

Libertà religiosa
«Sudditanza al laicismo, ora basta»

di Stefano Zurlo
(C) Il Giornale, lunedì 13 agosto 2007

Articoli su articoli, dissertazioni sullo spinosissimo tema della pedofilia, balbettii autocritici da parte di autorevoli tonache.
Il caso Gelmini sembra mostrare il lato debole della Chiesa italiana e ripropone un quesito ricorrente: c’è in Italia una cultura laicista che sfrutta tutte le occasioni per mettere in difficoltà il già fragile popolo di Dio?

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