Fuggire dalla scuola di Stato? (quasi) impossibile!

Lascia un commentoFamiglia: politiche familiari,Libertà di educazione
Alcune famiglie si uniscono per sfuggire al regime: un papà e una mamma si ritrovano a casa di una terza famiglia e istruiscono tutti i figli del gruppo.

Vuoi che tuo figlio NON venga indottrinato a base di gender, sesso libero, spacciatori nei corridoi, accoglienza verso chi ci invade, antifa e odio verso la fede cattolica?
La soluzione c’è e sarebbe anche prevista dalla Costituzione: si chiama
Home Schooling (scuola parentale).
Ma in realtà lo Stato controlla anche questa (presunta) libertà e discrimina la famiglia attraverso mille cavilli burocratici.
Urgente portare i parlamentari del centro-destra della provincia di ciascuno a visitare queste realtà!

Che il governo italiano non abbia troppo a cuore l’istruzione, o comunque non sia in grado di occuparsi con l’attenzione che merita del comparto scuola, lo si era già purtroppo compreso dal trattamento riservato alle scuole paritarie, del tutto dimenticate, con conseguenze potenzialmente devastanti anche per le stesse scuole statali, che rischiano a breve di trovarsi a fronteggiare una marea ingestibile di nuove iscrizioni.

Ora però dell’infelice linea governativa sul tema giunge una nuova conferma; ci riferiamo alle scuole parentali, la cui programmazione da qui ai prossimi mesi – in particolare per quanto riguarda le date degli esami – pare a dir poco discriminatoria.

Il Timone ha deciso di approfondire la questione avvicinando Giuseppina Clementi, mamma e insegnante di quattro alunni della scuola parentale G.K. Chesterton di San Benedetto del Tronto.

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Per il Governo PD esiste solo la scuola di Stato: è regime!

2 CommentiLibertà di educazione

CLAMOROSA PROTESTA

Paritarie in sciopero: «Ignorati dal Governo, stiamo morendo»

Il clamoroso sciopero di due giorni delle scuole paritarie cattoliche.
Il presidente dei superiori degli istituti religiosi denuncia: «Molte scuole stanno morendo, ma il ministro Azzolina non ci ha nemmeno risposto».
Le richieste ai partiti alla vigilia del voto parlamentare sugli emendamenti: «Non c’è più tempo, per riaprire a settembre servono le detrazioni totali per le famiglie».
Lo schiaffo di Avvenire che contesta la protesta: «La critica del Forumfamiglie mi ha lasciato senza parole: proprio loro che rappresentano i genitori che pagano le rette».
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Ministero Istruzione: uno spreco infinito di denaro

1 CommentoLa cappa ideologica,Libertà di educazione

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato il costo reale per alunno.
Il Sole24ore rivela che nelle scuole di Stato è in media superiore del 25% rispetto a quello delle scuole paritarie.
La qualità erogata dallo Stato è generalmente inferiore e permeata di ideologie.

E’ ora di ricevedere tutto?
Una soluzione: abolire il “titolo di Stato” come voleva Einaudi?
Tornare all’obbligo fino agli 11 anni?

Nello Stato: il costo medio per studente parte da
– 5.278 euro per la scuola dell’infanzia,
– 5.704 della primaria
– 6.348 delle medie
– 6.693 delle secondarie di II grado (1).
Nelle scuole libere più care di Bologna:
– circa 2.000€.
– primaria 3.300€
– medie 4.200€
– superiori 5.000€.

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Coronavirus: per il Governo occasione per distruggere le scuole libere

Lascia un commentoLibertà di educazione,Libertà religiosa

Coronavirus, 12mila scuole paritarie rischiano chiusura, 100mila dipendenti licenziamento.
Kaladich (FIDAE): noi discriminati [INTERVISTA]

Sono circa 12mila le scuole paritarie nel nostro Paese e non sfugge oramai a nessuno il destino incerto che le attenderà nei prossimi mesi quando, superata l’emergenza, si dovranno fare i conti con un tessuto produttivo gravemente minato e la disoccupazione alle stelle.

Tuttavia le richieste di sostegno economico a loro favore presentate nei giorni scorsi come emendamenti al decreto Cura Italia potrebbero, ma solo in parte, scongiurare lo scenario apocalittico della chiusura di tanti istituti e preservare così la libertà di scelta educativa delle cittadine e dei cittadini del nostro Paese.

Non si sa in che misura queste istanze saranno accolte, ma gli estensori del documento si aspettano la giusta considerazione almeno dalle opposizioni al Governo.
La stragrande maggioranza delle scuole paritarie primarie e secondarie ha fatto la propria parte fin dal primo giorno di chiusura assicurando la didattica online e restando così accanto ai ragazzi e alle loro famiglie.
Ne abbiamo parlato con Virginia Kaladich, Presidente della FIDAE, la federazione di Scuole Cattoliche primarie e secondarie che riunisce sotto la sua sigla più di 4mila istituti.

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Insegnanti scuole paritarie: in Parlamento si alza una voce in loro difesa

1 CommentoLibertà di educazione,Socialismo

L’On. Bignami ha presentato un atto di vigilanza ispettiva rivolto al Ministro della Pubblica Istruzione: riguarda la gravissima discriminazione a danno degli insegnanti delle scuole paritarie.

Il Parlamentare bolognese di Fratelli d’Italia denuncia la contraddizione tra
– la legge istitutiva del concorso straordinario per essere assunti nelle scuole medie e superiori
– il bando di concorso relativo (QUI).

L’interrogazione fa riferimento ad un incontro con alcune organizzazioni sindacali (QUI), verosimilmente di orientamento socialista, che potrebbe esser la causa della discriminazione verso i professori cristiani.

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Nuovo attacco del Partito Democratico alla scuola cattolica

3 CommentiLibertà di educazione,Stirpe di Giuda

“Paritarie, docenti (ri)esclusi dal concorso straordinario”

Esclusi dal concorso straordinario per 24mila cattedre gli insegnanti delle scuole cattoliche.
Paradossale: è il quotidiano catto-comunista Avvenire che informa dell’ultima discriminazione verso i cattolici.
Un modo per imporre alla scuola cattolica degli insegnanti statali.

I genitori vaglino con più attenzione le indicazioni dei Vescovi che fanno propaganda elettorale. 

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La prima piaga della scuola? Il centralismo statalista

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È sorprendente la mole di reazioni che ha suscitato la pubblicazione dei dati internazionali Ocse-Pisa sulle competenze in lettura, matematica e scienze, da cui la scuola italiana esce con le ossa rotte. Il malato, si sapeva, è terminale. Perché, allora, sorprendersi a tal punto?

L’abbiamo scritto e ripetuto ormai molte volte: la scuola statale italiana è tenuta in vita con accanimento terapeutico solo dalla caparbia volontà di un pugno di volenterosi docenti e dirigenti scolastici, dagli irrinunciabili interessi corporativi ed economico-politici di alcuni sindacati e da uno spesso strato di burocrazia statalista, che ha mummificato il corpo ancora prima del decesso…
Vale la pena forse ripresentare almeno sinteticamente i principali dati emersi dall’indagine.

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Statalismo socialista: il lento assassinio delle scuole libere

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Lo Stato vuole distruggere la libertà di scelta educativa e favorire una scuola unica e di regime.

Dopo 120 anni di storia, chiude un centro culturale, un polo educativo a Milano: ne chiudono quasi 400, di scuole cattoliche, ogni anno in altrettanti contesti italiani che erano stati – e non saranno più – animati e migliorati.

Oggi trecento famiglie devono fare i conti con un percorso educativo scelto, condiviso, che si interrompe, devono ricollocare altrove i figli come pacchi, rinunciando forse al pensiero libero e alla scelta ragionata.
Non è servito, a queste famiglie, avere sogni di normalità e di bene per i propri figli, e neppure è servito pagare due volte la scelta del Colonna con le tasse (un allievo della scuola statale costa 10 mila euro annui) e contemporaneamente con le rette.

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L’Emilia-Romagna “esporta” gender nelle Marche

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da: Unità n. 3

“W l’amore”, il progetto per la diffusione dell’ideologia gender realizzato dalla “regione rossa” approda nell’assemblea legislativa delle Marche.
Il centro-destra reagisce: l’on. Giorgia Latini (Lega) presenta un atto ispettivo (1), quindi il 21 ottobre il consigliere regionale Marconi (centro-destra) un’interrogazione a risposta immediata (2).
Ma la protesta inizia già da prima, grazie alla consigliera regionale Marzia Malaigia (Lega): «questo progetto è una forzatura sull’indicazione di scelte intime e relazionali che, nel caso di adolescenti di 13 e 14 anni, dovrebbero al contrario essere libere da condizionamenti e affidate esclusivamente alla sfera familiare» (3).

L’Emilia-Romagna si conferma “punta di diamante” e laboratorio per la diffusione del gender a livello nazionale.

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“Gender school”: una nuova e potente iniziativa per inoculare l’ideologia omosessualista?

1 CommentoGender diktat,Libertà di educazione

1. Un piano nazionale di formazione degli insegnanti sui temi che riguardano la violenza di genere, che si vuol far credere sia dovuta alle differenze (nella propaganda chiamate “stereotipi”) tra maschio e femmina.
E’ questo uno degli scopi del Progetto “Gender School, docenti in prima linea” (1) che è già fruibile su un ambiente online dedicato, pieno di “lezioni” (sic!) e di materiali costantemente a disposizione degli iscritti.
NO, non si tratta della solita iniziativa delle lobbies LGBT, ma è invece una iniziativa del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri attraverso Indire.

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