Povera Italia, anche l’ovvio diventa un caso

I diversi islam

Stop al burqa, non si gira mascherati


In queste ore di grande attesa per il verdetto sul lodo Alfano, si è parlato, ma non troppo, della proposta parlamentare della Lega di rendere, senza equivoci, fuorilegge il burqa e quegli strani indumenti (islamici) che rendono irriconoscibile il volto di una persona. A scanso di equivoci, il burqa non ha nulla a che vedere con il velo o con i copricapi della suore: con il velo e con quei copricapi si è riconoscibili, col burqa no. (altro…)

SANREMO: FRATE AGGREDITO AL GRIDO DI ‘ALLAH E’ GRANDE’

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SANREMO: FRATE AGGREDITO AL GRIDO DI \’ALLAH E\’ GRANDE\’ IL RELIGIOSO RISCHIA DI PERDERE L\’USO DI UN OCCHIO Genova, 27 set. (Adnkronos) – Al grido di \’Allah e\’ grande\’, un extracomunitario, probabilmente nordafricano, ha massacrato un frate cappuccino a colpi di bottiglia, infierendo sull\’uomo con calci e pugni anche quando era ormai a terra. Ora il frate di Sanremo, padre Riccardo, 76 anni, rischia di perdere l\’uso di un occhio. A riportare la notizia e\’ il \’\’Secolo XIX\’\’. La brutale aggressione e\’ stata compiuta ieri mattina, intorno alle 7, in un vicolo che da via Corradi porta in vicolo dei Cappuccini, dove si trova la chiesa di padre Riccardo. L\’anziano frate era da solo. All\’improvviso, ricostruisce il quotidiano, mentre stava percorrendo il vicolo, si e\’ trovato davanti un uomo, con una bottiglia in mano. Questi, dopo essersi fatto frettolosamente il segno della croce, quasi a voler schernire il frate, ha pronunciato la frase \’\’Allah e\’ grande\’\’, l\’omaggio piu\’ comune dei musulmani a Dio, e ha sferrato una bottigliata sulla testa di padre Riccardo. Una botta terribile, che ha provocato un profondo taglio sulla fronte e sopra l\’occhio del religioso che, stordito, e\’ crollato a terra in un lago di sangue. Il suo aggressore, pero\’, non si e\’ fermato. Dopo aver inferto almeno altre due bottigliate alla testa dell\’anziano, l\’extracomunitario ha cominciato a colpirlo con calci e pugni. Poi si e\’ girato ed e\’ scappato. Le grida del frate hanno richiamato l\’attenzione di alcuni passanti, che sono intervenuti in suo soccorso. A loro, padre Riccardo e\’ riuscito a dire solo che l\’aggressore era un musulmano, sicuramente facendo riferimento alla frase \’\’Allah e\’ grande\’\’ – detta comunque in italiano – che ha preceduto il pestaggio. Quanto al segno della croce, e\’ probabile, basandosi sull\’impressione avuta dal frate, che sia stato fatto in segno di disprezzo. (segue) (altro…)

Pordenone come Gaza

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Hina e le altre ragazze
uccise in nome della sharia

Avevano appena iniziato a vivere, i familiari le hanno uccise. Hina Saleem venne sgozzata e sepolta nell’orto di casa, presso Brescia. Con la testa rivolta verso la Mecca e il corpo avvolto in un sudario. Hina aveva rifiutato un matrimonio forzato voluto dal padre. L’altroieri, a Pordenone, Sanaa Dafani è stata accoltellata a morte dal padre in un bosco, mentre era in compagnia del fidanzato, un italiano. Una relazione bandita dai suoi genitori di origini marocchine. Non si sa nemmeno quanti siano esattamente i delitti d’onore in Europa. In gergo islamico si chiama “Jarimat al Sharaf”. Spesso queste esecuzioni religiose vengono derubricate sotto la voce “violenza domestica”.

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Pakistan: altro massacro islamico di cristiani

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Islamabad (Agenzia Fides) – I cristiani in Pakistan si mobilitano contro la controversa legge sulla blasfemia: la Commissione “Giustizia e Pace”, in seno alla Conferenza Episcopale del Pakistan, ha infatti indetto una petizione popolare, raccogliendo firme da presentare al governo per chiedere l’abolizione della legge. Si tratta, nel dettaglio, degli articoli 295, commi b), c) e 298 commi a), b), c) del Codice Penale pakistano, che determinano i provvedimenti sulla blasfemia utilizzati spesso per colpire le minoranze religiose come cristiani e ahmadi.

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PAKISTAN: nuova strage di cristiani

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Erano originari della provincia pachistana del Punjab, la stessa dell’attacco all’enclave cristiana di Gojra del primo agosto con 11 morti (tutti arsi vivi) e la disperazione di una comunità assediata. Come loro colpevoli di aderire a una fede, quella cristiana, minoritaria in un Pakistan islamico per costituzione e discriminatorio per legge. I cinque uomini falciati dai colpi di armi automatiche insieme ad altri sette rimasti feriti il 28 agosto nella città di Quetta, capoluogo della provincia del Belucistan, sono le ultime vittime di una violenza settaria che molti identificano come la nuova strategia del terrore di matrice taleban. (altro…)

Applicazione della “sharia” – cosa accade in Gran Bretagna?

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CR n.1107 del 5/9/2009

In Gran Bretagna i tribunali islamici che prendono decisioni secondo la sharia sono circa 85. Siti principalmente nelle moschee, regolano controversie finanziarie e familiari secondo i principi religiosi.

Assumono decisioni che possono essere pienamente eseguibili se ratificate dalle corti di giustizia nazionali. I commentatori che si occupano dell’influenza della sharia in Gran Bretagna contano generalmente solo i cinque tribunali di Londra, Manchester, Bradford, Birmingham e Nuneaton, gestiti dal Tribunale di arbitraggio musulmano, un organismo le cui decisioni sono eseguite dall’intermediario dei tribunali in virtù della Legge sull’arbitraggio del 1996.
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Pakistan, cristiani bruciati vivi

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VITTIME DELLA LEGGE ISLAMICA

Bernardino Ferrero, L\’Occidentale, 3 Agosto

Si fa presto a dire che in Pakistan i Cristiani sono perseguitati dai “fondamentalisti” islamici. Il massacro di ieri – 7 persone bruciate vive dalla folla, donne e bambini compresi – dimostra che non è così.

Dagli anni Settanta, cioè da quando nel Paese fu introdotta la Sharia, la comunità cristiana è nel mirino della Legge islamica. Con i governi di Ali Bhutto e Zia ul-Haq passano le indecenti leggi sulla “blasfemia” che negli ultimi anni hanno permesso di arrestare e minacciare con la pena capitale chi appartiene ad altre minoranze religiose (in Pakistan vivono oltre 2 milioni e mezzo di cristiani).

Questa legislazione è stata rinforzata da Nawaz Sharif nel ’91, lo stesso Sharif dipinto come un eroe del Pakistan democratico dopo che la Corte Suprema pakistana gli aveva dato ragione nella disputa con il generale Musharraf. Per protestare contro le leggi sulla blasfemia, in quel periodo, il vescovo di Faisalabad decise di suicidarsi.

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Il relativismo e lbertinismo olandese hanno generato l’Eurabia

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Nella casbah di Rotterdam

di Giulio Meotti
il Foglio 14-5-2009

A Feyenoord si vedono ovunque donne velate che sfrecciano come lampi per le strade del quartiere. Evitano ogni contatto, soprattutto con gli uomini, perfino il contatto visivo. Feyenoord ha le dimensioni di una città e vi convivono settanta nazionalità. È una zona che vive di sussidi e di edilizia popolare, è qui che si capisce di più come l\’Olanda – con tutte le sue norme antidiscriminazione e con tutta la sua indignazione morale – è una società completamente segregata. Rotterdam è nuova, venne bombardata due volte nella seconda guerra mondiale dalla Luftwaffe. Come Amsterdam è sotto il livello del mare, ma a differenza della capitale non ha fascino libertino. A Rotterdam sono i venditori arabi di cibo halal a dominare l\’estetica urbana, non i neon delle prostitute. Ovunque si vedono casbah-caffè, agenzie di viaggio che offrono voli per Rabat e Casablanca, poster di solidarietà con Hamas e lezioni di olandese a buon prezzo. (altro…)

Fuga di massa dal Medio Oriente

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PER I CRISTIANI E’ RISCHIO ESTINZIONE

L’altro ieri l’appello di Ratzinger: «Non lasciate questa terra».

Ma un secolo fa erano un quinto della popolazione, oggi sono ridotti a un misero 5%

Fausto Biloslavo, Il Giornale, 14 maggio 2009

Dall’Irak metà della popolazione cristiana è fuggita di fronte alla violenze. In Libano non dominano più il Paese e in molti si sono trasferiti per sempre all’estero, a cominciare dalla Francia. Nella stessa secolare e vicina Turchia, che vuole entrare in Europa, sono sempre più dei paria. Pure a Gerusalemme, dove nel 1948 i cristiani erano un quinto degli abitanti, ora sono ridotti a uno striminzito 2 per cento. Il Papa in visita nella Terra Santa lo ha detto a chiare lettere parlando di «tragica realtà». Ai piedi del monte degli Ulivi ha denunciato «la partenza di così numerosi membri della comunità cristiana negli anni recenti».

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Musulmani in piazza: La regia c’è

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Musulmani in piazza
Don Righi:«La regia c’è»
Il noto esperto di questioni islamiche commenta il corteo di sabato scorso contro l’intervento di Israele nella Striscia di Gaza, concluso dai partecipanti con un atto di culto
 
DI STEFANO ANDRINI
A don Davide Righi, incaricato diocesano per i rapporti con l’Islam, abbiamo rivolto alcune domande su quanto accaduto sabato 3 gennaio in Piazza Maggiore dove, al termine di un corteo di protesta per l’intervento militare nella Striscia di Gaza, alcune centinaia di musulmani hanno pregato davanti alla basilica di San Petronio, bruciando anche una bandiera israeliana.
 
Don Righi, qual è il suo giudizio sulla vicenda?

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