Bologna, battaglia contro il gay pride

1 CommentoGender diktat

Sono ore infuocate quelle che precedono il 7 luglio, giorno del pride bolognese: il Partito Democratico e i 5 Stelle sembrano scatenati nel voler distruggere la famiglia naturale. Ma il centro-destra si ricompatta sui valori.

  1. Ricordiamo che ormai la lobby LGBT ha ottenuto tutti i diritti possibili e immaginabili: come si ricava dal documento politico, oggi lo scopo di ogni gay pride è ormai quello di far passare come normale ciò che il Catechismo definisce come contro-natura, di attaccare la famiglia, irridere la religione e così distruggere ciò che resta dell’identità occidentale e cristiana.
  2. Agli inizi di giugno vi era stata battaglia nei Comuni (Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia) su una legge regionale contro l’omotransfobia, trovando ferma opposizione da parte di tutto il centro-destra, in particolare del consigliere Bosco (Lega Nord Bologna), escluso de Biase (Insieme Bologna).
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Grazie a un trucco gli studi di genere si rivelano essere… supercazzole

Lascia un commentoGender diktat,La cappa ideologica

Due studiosi statunitensi, sotto falso nome, hanno redatto uno studio farlocco nel filone dei gender studies (studi di genere), collezionando appositamente una serie di assurdità per fingere di dimostrare che l’organo sessuale maschile sia una costruzione sociale e non un organo anatomico.
Incredibilmente la supercazzola è stata pubblicata su una rivista scientifica, dimostrando come a questo tipo di studi venga concessa una immeritata ed aprioristica credibilità.

Due premesse. Gli studi di genere altro non sono che il parto intellettuale delle ossessioni storiche del femminismo radicale in associazione alle rivendicazioni Lgbt.
Il loro cavallo di battaglia è appunto l’identità (o ideologia) di genere, secondo la quale la maschilità e la femminilità non sarebbero legati al sesso di nascita, ma concetti relativi, dinamici e culturali. In Italia sono sostenuti addirittura dalla rivista Le Scienze, grazie all’approvazione del direttore responsabile Marco Cattaneo.

Seconda premessa: a prendersi gioco di loro sono stati due esponenti del “nuovo ateismo” americano, Peter Boghossian (membro del Center for Inquiry, della fondazione di Richard Dawkins e della Secular Student Alliance) e James A. Lindsay.
Con il sostegno di Michael Shermer, fondatore di The Skeptics Society. Negli USA, al contrario che in Europa, i più attivi oppositori del femminismo e dell’omosessualismo sono, appunto, gran parte degli attivisti atei-evoluzionisti.
Torniamo alla burla.

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