Polonia, elezioni: vince “Dio, Patria e famiglia” (e il sovranismo non c’entra)

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Il partito al Governo raccoglie il 44% dei voti e 239 deputati su 460.
Popolari/democristiani ai minimi storici.

Li chiamano fascisti, omofobi, populisti, euroscettici, sovranisti, identitari.
Invece, Kacyinski ha di fatto conquistato gli elettori attraverso una

  • agenda politica ispirata ai valori tradizionali;
  • beneficio diretto ai cittadini: 120 € al mese per ogni figlio, indipendentemente dal reddito;
  • intangibilità del concetto di famiglia e poca tolleranza verso le lobbies Lgbt, considerate una deriva morale che ammorba l’Occidente;
  • sussidi all’agricoltura, fattore trainante dell’economia, che ha portato il PIL al +4,5% e disoccupazione/povertà ai minimi storici.

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Emilia-Romagna – cattolici ed elezioni regionali: ricordarsi di Ferrara

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Il sindaco Fabbri con l’attivista comunista Mandela e l’Assessore all’istruzione Kusiak tra attivisti del PD all’inaugurazione.

Nessun cattolico vuole che il Partito Democratico resti al governo dell’Emilia-Romagna: troppe iniziative contro l’etica.
Tuttavia, come succede a Ferrara, dove è andato al governo il centro-destra talvolta non vi sono stati sostanziali cambiamenti rispetto al PD.

Quando si prende un’amministrazione la prima cosa da fare è smantellare il sistema di potere del PD, togliere contributi e prebende agli agit-prop avversari.
Invece, ecco alcune “perle” dei primi mesi del governo di Ferrara da parte del Sindaco leghista Fabbri (1):

  1. presenza del Sindaco al Gay pride ferrarese nonostante i cartelloni che lo insultavano: “più anal, meno Alan” (2);
  2. mantenimento del finanziamento di 6.380 € all’Arcigay (3);
  3. dedica della scuola di Francolino a Nelson Mandela, presente l’attivista comunista Ndileka Mandela (4) e celebrazione delle lotte socialiste del carnefice cubano Fidel Castro;
  4. attacco ai cattolici del Comitato Carlo Magno e successivo “contentino” con l’acquisto di 385 crocifissi per le scuole comunali… che degli insegnanti hanno rifiutato senza che venisse preso alcun provvedimento (5)
  5. promozione del Festival di Internazionale, rivista di area socialista, comprensivo di attacchi ai Presidenti Bolsonaro, Orban e Putin, apologia dell’immigrazionismo, del femminismo radicale, delle famiglie gay (6).

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Priorità del nuovo Ministro per lE famigliE: leggi anti-omofobia e indottrinamento scolastico

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La lobby LGBT festeggia la nomina di Elena Bonetti al ministero dellE famigliE (1).

Il nuovo ministro per le Pari Opportunità e Famiglia è Elena Bonetti: già scout Agesci (2), renziana, firmò l’appello (assieme a don Gallo) per chiedere allo Stato di riconoscere la “famiglia” gay e alla Chiesa di rivedere le proprie posizioni (3). Una cristiana-democratica o “adulta”.

Fa arrabbiare che il quotidiano dei Vescovi (4) abbia dato spazio alle sue idee e strategie politiche, senza una virgola per confutarle, anche quando il termine “famiglia” è usato solo al plurale.

Esaminiamole, traendone spunti per la battaglia in difesa della famiglia naturale.

  1. “Diritti”: «Avevo apprezzato il governo Renzi per il coraggio e la chiarezza con cui aveva delineato […] il riconoscimento di diritti».

Il termine “diritti” è usato nella stessa accezione dei programmi politici delle lobbies LGBT: se ieri era il diritto all’adozione da parte di coppie omosessuali, oggi è il diritto a impedire il dissenso “omotransfobico” e, domani, diritto a ogni prurito immaginabile.
Contromisura: tornare a informare e formare i comitati a favore della vita e della famiglia sulle caratteristiche delle leggi vere e di quelle false, nonché al dovere di combattere per abrogare tutte le leggi inique (5).

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Così Ungheria e Brasile fanno bene alla famiglia

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Pope Benedict XVI (R) poses with Hungary’s Prime Minister Viktor Orban (3rd R) and his family during a private audience at the Vatican December 6, 2010. REUTERS/Alberto Pizzoli/Pool (VATICAN – Tags: RELIGION POLITICS)

Destra e sinistra non sono affatto scomparse: da quando c’è Orban chi fa più figli paga meno imposte. I tassi demografici sono in crescita. E Bolsonaro vuole fare altrettanto

 

FINE DELL’INVERNO DEMOGRAFICO

Per ricostruire sulle rovine del comunismo, in Ungheria, saranno necessari altri decenni, ma intanto si è invertita la tendenza al declino demografico, annuncia il ministro della Famiglia Katalin Novak al Forum di Budapest per I Comunicatori Cristiani.
Dal 1981, la popolazione magiara aveva iniziato a calare al ritmo di 30mila persone l’anno: tanta era la differenza fra i nati e i morti.
Dal 2010 al 2018, al contrario, il tasso di fertilità, cioè il numero medio di figli per donna, è cresciuto del 21%. È una dinamica positiva, che va di pari passo con l’aumento dei matrimoni, saliti del 42%.

La ricetta del governo di Viktor Orban sta funzionando: investendo il 5% del Pil in politiche di sostegno alla famiglia e alla vita, sono specularmente calati i divorzi, i casi di mortalità infantile e gli aborti, anche se su quest’ultimo aspetto «rimane ancora molto lavoro da fare», ammette la Novak perché «i soldi non sono la bacchetta magica» per risolvere la crisi, benché aiutino a riconquistare un po’ di fiducia nel futuro.

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Il “caso Sindaco Fabbri” serva di monito ai cattolici del centro-destra

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Fabbri s-parla di nuovo. Il 16/8/19, dopo 2 mesi esatti dall’aver ricevuto l’Arcigay, il Sindaco leghista di Ferrara ha rilasciato un’intervista al Carlino in cui ripete le sue convinzioni. Vediamole:

  • «È stato montato ad arte un caso sul nulla»: la storia insegna che una rivolta popolare cattolica non esplode per nulla. Fabbri sappia che la maggioranza degli italiani è disposta a rinunciare anche alla vita per i propri figli, famiglia, ideali.
  • «Io credo nella libertà personale in campo sentimentale, politico e religioso e sono per la difesa dei diritti»: il Sindaco sembra ignorare che alcune libertà confliggono con altre. Basterebbe la lettura del documento politico consegnatogli da Arcigay per rendersi conto che gli LGBT non difendono diritti, ma impongono un’ideologia totalitaria.
  • «Ciò non toglie che per me la famiglia sia quella tradizionale e che io mi collochi nel solco della visione etico-politica della Lega…»: più di quel che pensa Fabbri interessa quel che fa (mantenere gli aiuti a chi vuole distruggere la famiglia). E che questi fatti sono contrari alla visione etico-politica occidentale.
  • «… senza esagerare da una parte e dell’altra»: il Sindaco crede di poter decidere cosa è esagerato e cosa no, cosa sia bene e cosa sia male. Si convinca invece che un Sindaco deve rispettare la volontà di chi lo ha eletto. Specialmente se la sua elezione è dovuta al voto cattolico conquistato da Salvini, non certo dalla sua ignavia.

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Orchi rossi + LGBT: il cancro Bibbiano si diffonde fino a… Bologna?

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Il consigliere comunale Marco Lisei capogruppo di Forza Italia a Bologna ha ascoltato l’appello di fattisentire.org lo scorso 5 luglio  presentando un’interrogazione intesa a capire se il fenomeno della sottrazione di minori per affidarli a coppie LGBT riguarda anche Bologna.
Il risultato riassunto dal Carlino del 26 luglio è clamoroso.

  1. In una conferenza stampa tenuta assieme all’Onorevole Galeazzo Bignami si è reso noto che «alla data del 16 luglio scorso [gli affidi] erano 78 […] Numero già superiore, e siamo solo a metà anno, a quelli raggiunti alla data del 31 dicembre degli anni scorsi».
  2. Proseguono i due esponenti di Forza Italia: «E non ci rassicura neppure che in due circostanze gli affidi siano a coppie dello stesso sesso, così come le collaborazioni esistenti con il mondo Lgbt da parte dei servizi sociali».
  3. A questi allarmanti indizi sono da aggiungere «contatti con i servizi sociali dei Comuni della Val d’Enza per la gestione di alcuni minori [Il Comune] ha affidato interventi di supervisione ai gruppi di lavoro al centro Hansel e Gretel». (altro…)

Rimini gay pride? Il centro-destra c’è! (e anche il Vescovo)

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Il capogruppo Marco Fiori con il Segretario Lega Romagna On. Jacopo Morrone

Coraggiosa presa di posizione del capogruppo Lega per Salvini: il sindaco di Ferrara prenda esempio!

Un nascente Comitato di cattolici è all’opera per estendere il rifiuto di ogni patrocinio e agevolazione.

La condanna anche del vescovo Mons. Lambiasi, anch’essa da contrapporre al silenzio dell’arcivescovo di Ferarra:
Il Papa ha condannato senza mezzi termini le ideologie del gender, considerate come colonizzazioni ideologiche […]
Papa Francesco ha respinto in modo incondizionato ogni equiparazione tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio su matrimonio e famiglia […]
Oltre alle riserve circa messaggi e linguaggi, non credo che eventi come il summer pride aiutino a ad affrontare in modo costruttivo la rivendicazione di diritti”.

 

Naturalmente, le lobby LGBT rispondono con un caso di presunta aggressione nel quale, come sempre, l’aggressore non viene identificato: e, come al solito, nonostante l’assistenza di un avvocato non viene sporta denuncia.

 

Ma vediamo le dichiarazioni del capogruppo Marco Fiori.

L’attacco della Lega: “Il Rimini Summer Pride inutile, anacronistico e ridicolo”

E’ un attacco diretto al Summer Pride (la manifestazione riminese per imporre l’ideologia lgbt che si terrà in città il prossimo 27 luglio) quello del capogruppo leghista in consiglio comunale a Santarcangelo Marco Fiori che definisce l’evento “Ormai una manifestazione completamente inutile ed anacronistica se non addirittura ridicola“.

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Emilia-Romagna. Legge liberticida omotransnegatività: il PD chiede aiuto… al Sindaco leghista pro-Gay Pride!

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Il consigliere regionale Marchetti (BO) al lavoro accanto a Salvini.

Innanzi tutto, firmiamo per aiutare il povero Sindaco di Ferrara a capire cosa vuole chi lo ha eletto: http://www.fattisentire.org/fabbricambiarotta/

Il PD conta sul Sindaco leghista di Ferrara. Il Segretario regionale del PD sente il Sindaco “vicino”, al punto da chiedergli aiuto per far approvare la legge sull’omotransnegatività: «la Lega cambierà il proprio atteggiamento in aula? […] Si farà carico di spiegare che dal “medioevo il mondo è andato avanti”?» (vedi: https://www.estense.com/?p=793132 ).

La Lega non è Fabbri. Le posizioni del sindaco Fabbri NON sono quelle del centro-destra che l’ha candidato. Una prova è questa eccellente intervista rilasciata dal consigliere regionale leghista D. Marchetti (BO), che conferma «la nostra completa contrarietà a questa legge» (vedi: https://www.ferraraitalia.it/marchetti-lega-regione-via-libera-alla-legge-contro-le-discriminazioni-per-orientamento-sessuale-178419.html ).

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Firma la petizione: Sindaco di Ferrara, inverti la rotta!

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Ferrara pride, 28-6-19. Ecco come gli attivisti hanno accolto il Sindaco leghista Fabbri.

Il Sindaco di Ferrara è andato al gay pride e l’Arcigay ha dichiarato che continuerà a ricevere finanziamenti, affitti agevolati e a educare nelle scuole.
Il Sindaco Fabbri ha tradito i suoi elettori, le linee guida del centro-destra e del suo stesso partito
Aiutiamo il Sindaco a fare il bene di Ferrara e la volontà del suo elettorato.

Se risiedi in Emilia-Romagna FIRMA LA PETIZIONE
per chiedere ai Segretari di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia
che il Sindaco di Ferrara metta in atto provvedimenti a favore della maternità e della famiglia, togliendo il sostegno a chi vuol distruggere la famiglia.

Sindaco di Ferrara, inverti la rotta!

FS

Gentili Segretari della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d'Italia dell'Emilia-Romagna.
Il Sindaco di Ferrara è andato al gay pride e la locale Arcigay ha dichiarato che continuerà a ricevere finanziamenti, affitti agevolati e a entrare nelle scuole.
La mia famiglia ed io vi chiediamo, invece, che metta in atto provvedimenti a favore della maternità e della famiglia, togliendo il sostegno agli eterofobi e a chi vuol distruggere la famiglia naturale.
Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti,

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Emilia-Romagna: nuovi orrori dal sistema rosso+LGBT

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Gli indagati partecipavano a incontri e conferenze in tutta la Regione, con il Patrocinio di Amministrazioni PD: qui le prove della presenza al gay pride di Mantova. Le opposizioni facciano emergere legami e collusioni! (clicca per ingrandire)

Un giudice minorile costretto alle dimissioni per aver rifiutato di affidare i bambini agli orchi: da leggere tutto, fino in fondo.
E il 9 luglio il PD si appresta ad approvare la legge che istituisce il reato di non essere gay-friendly.

Gli indagati partecipavano a incontri e conferenze in tutta la Regione, con il Patrocinio di Amministrazioni PD: qui a fianco le prove della presenza al gay pride di Mantova.
Le opposizioni facciano emergere legami e collusioni!

Le amministrazioni di centro-destra – e in particolare il sindaco leghista di Ferrara – prendano coscienza di chi si sta finanziando.

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Sembra un uomo pensoso e forse triste, Francesco Morcavallo. Se davvero lo è, il motivo è una sconfitta. Perché, malgrado una battaglia durata quasi quattro anni, non è riuscito a smuovere di un millimetro quello che ritiene un «meccanismo perverso» e insieme «il più osceno business italiano»: il troppo facile affidamento di decine di migliaia di bambini e bambine all’implacabile macchina della giustizia.

Dal settembre 2009 al maggio 2013 giudice presso il Tribunale dei minorenni di Bologna, Morcavallo ne ha visti tanti, di quei drammatici percorsi che iniziano con la sottrazione alle famiglie e finiscono con quello che lui definisce l’«internamento» (spesso per anni) negli istituti e nelle comunità governati dai servizi sociali. Da magistrato, Morcavallo ha combattuto una guerra anche culturale contro quello che vedeva intorno a sé. Ha tentato di correggere comportamenti scorretti, ha cercato di contrastare incredibili conflitti d’interesse. Ha anche denunciato abusi e qualche illecito. È stato a sua volta colpito da esposti, e ne è uscito illeso, ma poi non ce l’ha fatta e ha cambiato strada: a 34 anni ha lasciato la toga e da pochi mesi fa l’avvocato a Roma, nello studio paterno. Si occupa di società e successioni. E anche di diritto della famiglia, la sua passione.

Dottor Morcavallo, quanti sono in un anno gli allontanamenti decisi da un tribunale dei minori «medio», come quello di Bologna? Sono decine, centinaia?
Sono migliaia. Ma la verità è che nessuno sa davvero quanti siano, in nessuna parte d’Italia. Lo studio più recente, forse anche l’unico in materia, è del 2010: il ministero del Lavoro e delle politiche sociali calcolava che al 31 dicembre di quell’anno i bambini e i ragazzi portati via dalle famiglie fossero in totale 39.698. Solo in Emilia erano 3.599. Ma la statistica ministeriale è molto inferiore al vero; io credo che un numero realistico superi i 50 mila casi. E che prevalga l’abbandono.

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