Difesa della famiglia: c’è una nobile aquila in Piemonte!

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L’Assessore Avv. Chiara Caucino mentre ispeziona personalmente un centro affidi piemontese.

Chiara Caucino: ecco il nome del coraggioso Assessore che difende la famiglia in Piemonte.
Leghista nella Giunta di Centro-Destra, dopo l’inchiesta di Bibbiano è presente sul territorio al punto da fare personalmente ispezioni ai centri di affido minori (QUI).

Ha ideato una legge (QUI) che ha mandato su tutte le furie quanti vogliono toglierci i figli per darli allo Stato.
Tale legge regionale risolve contemporaneamente:
– l’estendersi in Piemonte dei fatti di Bibbiano (QUI);
– la pretesa che siano gli Enti Pubblici i migliori garanti dell’infanzia;
– il tentativo dello Stato di rubare i figli alla famiglia, come prevede il disegno di legge del Partito Democratico che intende estendere l’obbligo scolastico dai 3 ai 18 anni (QUI).

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Elezioni Emilia-Romagna. Dal Segretario della Lega di Rimini una strategia per la maternità e la famiglia

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Da sinistra a destra: il segretario della Lega Rimini Bruno Galli, l’assessore forlivese Andrea Contorino, Matteo Salvini, il segretario della Lega di tutta la Romagna On. Jacopo Morrone, il consigliere regionale bolognese Daniele Marchetti.

L’esponente della Lega: “Risultati deludenti delle scelte politiche e culturali della sinistra contro la famiglia tradizionale. Noi siamo per la vita e la famiglia

Capolista per la Lega alle elezioni regionali di domenica prossima 26/1/2020, il segretario della Provincia di Rimini Bruno Galli lancia il guanto di sfida alle politiche contrarie alla vita umana e alla famiglia naturale poste in opera negli ultimi cinque anni dal Partito Democratico.

Con una presa di posizione apparsa sui mass-media locali (1) Galli dà seguito a una serie di atti coerenti presi anche come assessore del Comune di Bellaria. Ad esempio:

  • 2016: una raccolta di firme nella pubblica piazza a favore delle benedizioni pasquali nelle scuole (2);
  • 2017: interrogazione parlamentare contro lo spettacolo gender ‘Fa’afafine’ imposto agli studenti di alcune scuole del riminese (3);
  • 2018: condanna del Gay Pride di Rimini, “carnevalata di cattivo gusto” (4);
  • e, pochi giorni fa, richiesta di interventi urgenti per fermare gli “atti vandalici che colpiscono i nostri simboli religiosi” (5).

La dichiarazione va a completare il mosaico dei comportamenti e dei fatti favorevoli a vita e famiglia dei candidati della Lega in Romagna (6): Daniele Marchetti (Bologna); Massimiliano Pompignoli e A. Cintorino (Forlì-Cesena); Andrea Liverani e Gianfilippo Rolando (Ravenna); Bruno Galli (Rimini).

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Bibbiano, chiusa l’inchiesta: 26 indagati, 108 capi di imputazione

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Nell’immagine: la grinta della senatrice Borgonzoni, candidata a Governatore della Regione Emilia-Romagna, che ha avuto il merito di contribuire a tenere accesa l’attenzione dell’opinione pubblica, rendendo così più libero il lavoro dei magistrati.

NUOVI ORRORI sui bambini rapiti per essere affidati a coppie LGBT: spettacoli hard, peni di gomma ed effusioni gay.
Confermata la condivisione di iniziative per la difesa dei diritti lgbt anche sugli affidi a omosessuali.
Impressionanti consonanze con i progetti di educazione sessuale e gender promossi dalla Sanità della Regione Emilia-Romagna.
Vedere anche: https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/bibbiano-anghinolfi-1.4980272

Spettacoli hard, peni di gomma ed effusioni gay: i nuovi orrori di Bibbiano

Reggio Emilia, 15 gen – Bibbiano era solo “un raffreddore” che aveva perturbato l’Emilia Romagna: lo aveva assicurato Giuliano Limonta, presidente della commissione tecnica regionale sui minori, introdotta dalla giunta Bonaccini dopo i fatti di Bibbiano.

La notizia della chiusura dell’inchiesta Angeli e Demoni sullo scandalo dei presunti affidi illeciti della val d’Enza, notificata a 26 indagati e che ha portato alla contestazione di 108 capi di imputazione, ci ha rivelato che il “raffreddore” in realtà è una piaga purulenta ben lontana dalla guarigione.

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Emilia-Romagna. Elezioni 26/1/2020. Vita umana e famiglia: proposta preferenze

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Ricordiamo:
– i nostri criteri per poter esprimere un voto in difesa della vita e della famiglia. Li trovate qui: http://www.fattisentire.org/emilia-romagna-per-un-voto-da-cattolici-fatti-non-parole/
– le leggi regionali che riteniamo debbano prioritariamente venire abrogate o corrette: http://www.fattisentire.org/elezioni-emilia-romagna-che-cosa-chiedere/
Ecco pertanto i candidati che vi suggeriamo di sostenere divisi per provincia/partito:

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Emilia-Romagna. Per un voto da cattolici: fatti, non parole!

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L’emergenza più drammatica per l’Emilia-Romagna è la difesa della vita umana – dal concepimento alla morte naturale – e la difesa della famiglia naturale.

Non è lecito ai cattolici dare il proprio voto a quei partiti o candidati che, pur non professando princìpi contrari alla dottrina cattolica o anzi assumendo il nome cristiano, tuttavia nei fatti si associano a politiche anti-vita o anti-famiglia: le sinistre e i 5Stelle (cfr. AAS, 1959, p. 271-272.).

Non guardare ai programmi perché vengono regolarmente disattesi. Stesso discorso per le promesse pre-elettorali. Guardare, invece, a quanto FATTO dai candidati in passato.

Non tener conto dei proclami televisivi dei leader nazionali perché parlano per accontentare tutti (ricordarsi del Sindaco di Ferrara che fa il contrario di quanto Salvini dichiara). Occorre, invece, valutare i candidati locali, perché saranno costoro a governare la Regione.

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Il Comune di Forlì dà l’esempio a tutto il paese: “Non adottiamo politiche LGBTQ”

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Eroi di Forlì, foto di gruppo, da sinistra a destra: Andrea Liverani consigliere regionale (LN Faenza) – Andrea CINTORINO Assessora alle pari opportunità di Forlì (LN) – On. Elena Raffaelli, deputato e assessore alle attività economiche di Riccione (LN) – Daniele Marchetti (Bologna) consigliere regionale e miglior difensore della vita e la famiglia della Lega per Salvini in Regione Emilia-Romagna – Massimiliano Pompignoli consigliere regionale (LN Forlì) – On. Jacopo Morrone (Forlì) deputato e segretario della Lega per Salvini – Romagna.

Bloccati i fondi che foraggiano l’attivismo LGBTQ: «Il nostro modello è la famiglia tradizionale».
Parla Andra Cintorino, la coraggiosa assessora alle Pari opportunità: «Non adottiamo politiche Lgbt»

La giunta di centrodestra che guida la città di Forlì ha bloccato i fondi provenienti dalla Regione per un progetto di formazione psicologica e giuridica, rivolta agli operatori del Comune di Forlì e alle associazioni interessate, che sotto il solito pretesto della «prevenzione e contrasto alle violazioni dei diritti umani» ha come scopo la diffusione dell’ideologia gender, il confondere i giovani sull’orientamento sessuale e la distruzione della famiglia emiliano-romagnola.

Si tratta di fondi che erano già stati destinati a questo scopo dalla precedente amministrazione – ovviamente di centrosinistra  – e naturalmente deliberati dalla Regione a guida PD.

La decisione segue la bella presa di posizione in difesa della vita umana nascente, di cui abbiamo parlato qui: http://www.fattisentire.org/elezioni-emilia-romagna-la-lotta-contro-laborto-del-sindaco-di-forli-sia-desempio/

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Duro confronto a Ferrara: si nasconde lo scopo di Famiglie Arcobaleno!

1 CommentoFamiglia: politiche familiari,Gender diktat,La cappa ideologica

Violenta polemica per una sala negata alle lobbies LGBT. Che però nascondono i loro scopi, complici il centro-sinistra e i mass-media locali.
Fermissimo intervento del Segretario locale di Fratelli d’Italia in difesa della famiglia naturale: PD con le spalle al muro.
Riceviamo e volentieri diffondiamo.

—–

La vicenda dell’Associazione ‘Famiglie arcobaleno’ a cui il Comune ha negato la sala merita un approfondimento.
Lo statuto di Famiglie Arcobaleno recita: «Lo scopo principale dell’associazione è quello di difendere e promuovere tutti i tipi di genitorialità», precisando «in particolare agire per far sì che la genitorialità gay e lesbica sia presente nella realtà giuridica e sociale del nostro Paese».

Viene subito in mente il “caso Bibbiano”, per cui su richiesta di Fratelli d’Italia si è appena costituita una commissione di indagine anche a Ferrara, ma non è di questo che si tratta.

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Dopo l’Umbria: cultura di morte fuori dall’Emilia-Romagna!

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Ricci, il candidato governatore dell’Umbria segnalato da Gandolfini, assieme a noti esponenti democristiani.

Aspetti nascosti del recente risultato elettorale.
I Comitati per la vita e la famiglia si preparino per le elezioni emiliano-romagnole.

1. I Governi del Partito Democratico sono stati i maggiori nemici della vita e della famiglia nella storia repubblicana (1).

2. Il recente Governo Conte 2 (sostenuto da PD e 5stelle) ha confermato le intenzioni contro la vita e la famiglia poco prima del voto: il Ministro Elena Bonetti ha aperto alle adozioni per le coppie gay (2), all’eutanasia e ad altro.

3. Anche in Emilia-Romagna il Partito Democratico conferma il proprio orientamento, ad esempio sui fatti di Bibbiano («in Val D’Enza […] emerge che non c’è un sistema criminale organizzato») e con l’intenzione del governatore Bonaccini di rendere obbligatoria la frequenza della scuola materna (3)

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Esponenti locali dei partiti: nuove prese di posizione per la vita e la famiglia

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Il centro-destra alza giustamente i toni dopo la pubblicazione del
bugiardo rapporto della Regione Emilia-Romagna sugli aborti.

Ferrara: ottima presa di posizione del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Mauro Malaguti
https://www.estense.com/?p=810897 :
«non si tiene conto degli altri farmaci definiti anticoncezionali, che non possono escludere un effetto abortivo con l’impedimento per l’embrione di annidarsi nell’utero, magari nell’inconsapevolezza di chi li assume»

Per Cesena  parla un consigliere comunale civico del centro-destra, Enrico Castagnoli:
«Ma di cosa dovremmo essere soddisfatti? Forse perché la nostra sanità regionale mette in campo tutti gli strumenti per accedere ad un’interruzione sicura e libera? O invece dovrebbe esistere un sistema capace di arginare questo dramma sociale, salvando due vite quella del bambino e quella della madre?»
https://www.corrierecesenate.it/Cesena/Calano-gli-aborti-ma-non-aumentano-le-nascite.-Il-commento-del-consigliere-Enrico-Castagnoli

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Polonia, elezioni: vince “Dio, Patria e famiglia” (e il sovranismo non c’entra)

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Il partito al Governo raccoglie il 44% dei voti e 239 deputati su 460.
Popolari/democristiani ai minimi storici.

Li chiamano fascisti, omofobi, populisti, euroscettici, sovranisti, identitari.
Invece, Kacyinski ha di fatto conquistato gli elettori attraverso una

  • agenda politica ispirata ai valori tradizionali;
  • beneficio diretto ai cittadini: 120 € al mese per ogni figlio, indipendentemente dal reddito;
  • intangibilità del concetto di famiglia e poca tolleranza verso le lobbies Lgbt, considerate una deriva morale che ammorba l’Occidente;
  • sussidi all’agricoltura, fattore trainante dell’economia, che ha portato il PIL al +4,5% e disoccupazione/povertà ai minimi storici.

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