Dopo l’Umbria: cultura di morte fuori dall’Emilia-Romagna!

1 CommentoFamiglia: politiche familiari,Partecipazione del cittadino
Ricci, il candidato governatore dell’Umbria segnalato da Gandolfini, assieme a noti esponenti democristiani.

Aspetti nascosti del recente risultato elettorale.
I Comitati per la vita e la famiglia si preparino per le elezioni emiliano-romagnole.

1. I Governi del Partito Democratico sono stati i maggiori nemici della vita e della famiglia nella storia repubblicana (1).

2. Il recente Governo Conte 2 (sostenuto da PD e 5stelle) ha confermato le intenzioni contro la vita e la famiglia poco prima del voto: il Ministro Elena Bonetti ha aperto alle adozioni per le coppie gay (2), all’eutanasia e ad altro.

3. Anche in Emilia-Romagna il Partito Democratico conferma il proprio orientamento, ad esempio sui fatti di Bibbiano («in Val D’Enza […] emerge che non c’è un sistema criminale organizzato») e con l’intenzione del governatore Bonaccini di rendere obbligatoria la frequenza della scuola materna (3)

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Esponenti locali dei partiti: nuove prese di posizione per la vita e la famiglia

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Il centro-destra alza giustamente i toni dopo la pubblicazione del
bugiardo rapporto della Regione Emilia-Romagna sugli aborti.

Ferrara: ottima presa di posizione del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Mauro Malaguti
https://www.estense.com/?p=810897 :
«non si tiene conto degli altri farmaci definiti anticoncezionali, che non possono escludere un effetto abortivo con l’impedimento per l’embrione di annidarsi nell’utero, magari nell’inconsapevolezza di chi li assume»

Per Cesena  parla un consigliere comunale civico del centro-destra, Enrico Castagnoli:
«Ma di cosa dovremmo essere soddisfatti? Forse perché la nostra sanità regionale mette in campo tutti gli strumenti per accedere ad un’interruzione sicura e libera? O invece dovrebbe esistere un sistema capace di arginare questo dramma sociale, salvando due vite quella del bambino e quella della madre?»
https://www.corrierecesenate.it/Cesena/Calano-gli-aborti-ma-non-aumentano-le-nascite.-Il-commento-del-consigliere-Enrico-Castagnoli

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Polonia, elezioni: vince “Dio, Patria e famiglia” (e il sovranismo non c’entra)

1 CommentoDal mondo,Famiglia: politiche familiari,Partecipazione del cittadino

Il partito al Governo raccoglie il 44% dei voti e 239 deputati su 460.
Popolari/democristiani ai minimi storici.

Li chiamano fascisti, omofobi, populisti, euroscettici, sovranisti, identitari.
Invece, Kacyinski ha di fatto conquistato gli elettori attraverso una

  • agenda politica ispirata ai valori tradizionali;
  • beneficio diretto ai cittadini: 120 € al mese per ogni figlio, indipendentemente dal reddito;
  • intangibilità del concetto di famiglia e poca tolleranza verso le lobbies Lgbt, considerate una deriva morale che ammorba l’Occidente;
  • sussidi all’agricoltura, fattore trainante dell’economia, che ha portato il PIL al +4,5% e disoccupazione/povertà ai minimi storici.

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Emilia-Romagna – cattolici ed elezioni regionali: ricordarsi di Ferrara

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Il sindaco Fabbri con l’attivista comunista Mandela e l’Assessore all’istruzione Kusiak tra attivisti del PD all’inaugurazione.

Nessun cattolico vuole che il Partito Democratico resti al governo dell’Emilia-Romagna: troppe iniziative contro l’etica.
Tuttavia, come succede a Ferrara, dove è andato al governo il centro-destra talvolta non vi sono stati sostanziali cambiamenti rispetto al PD.

Quando si prende un’amministrazione la prima cosa da fare è smantellare il sistema di potere del PD, togliere contributi e prebende agli agit-prop avversari.
Invece, ecco alcune “perle” dei primi mesi del governo di Ferrara da parte del Sindaco leghista Fabbri (1):

  1. presenza del Sindaco al Gay pride ferrarese nonostante i cartelloni che lo insultavano: “più anal, meno Alan” (2);
  2. mantenimento del finanziamento di 6.380 € all’Arcigay (3);
  3. dedica della scuola di Francolino a Nelson Mandela, presente l’attivista comunista Ndileka Mandela (4) e celebrazione delle lotte socialiste del carnefice cubano Fidel Castro;
  4. attacco ai cattolici del Comitato Carlo Magno e successivo “contentino” con l’acquisto di 385 crocifissi per le scuole comunali… che degli insegnanti hanno rifiutato senza che venisse preso alcun provvedimento (5)
  5. promozione del Festival di Internazionale, rivista di area socialista, comprensivo di attacchi ai Presidenti Bolsonaro, Orban e Putin, apologia dell’immigrazionismo, del femminismo radicale, delle famiglie gay (6).

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Priorità del nuovo Ministro per lE famigliE: leggi anti-omofobia e indottrinamento scolastico

1 CommentoFamiglia: politiche familiari,Socialismo

La lobby LGBT festeggia la nomina di Elena Bonetti al ministero dellE famigliE (1).

Il nuovo ministro per le Pari Opportunità e Famiglia è Elena Bonetti: già scout Agesci (2), renziana, firmò l’appello (assieme a don Gallo) per chiedere allo Stato di riconoscere la “famiglia” gay e alla Chiesa di rivedere le proprie posizioni (3). Una cristiana-democratica o “adulta”.

Fa arrabbiare che il quotidiano dei Vescovi (4) abbia dato spazio alle sue idee e strategie politiche, senza una virgola per confutarle, anche quando il termine “famiglia” è usato solo al plurale.

Esaminiamole, traendone spunti per la battaglia in difesa della famiglia naturale.

  1. “Diritti”: «Avevo apprezzato il governo Renzi per il coraggio e la chiarezza con cui aveva delineato […] il riconoscimento di diritti».

Il termine “diritti” è usato nella stessa accezione dei programmi politici delle lobbies LGBT: se ieri era il diritto all’adozione da parte di coppie omosessuali, oggi è il diritto a impedire il dissenso “omotransfobico” e, domani, diritto a ogni prurito immaginabile.
Contromisura: tornare a informare e formare i comitati a favore della vita e della famiglia sulle caratteristiche delle leggi vere e di quelle false, nonché al dovere di combattere per abrogare tutte le leggi inique (5).

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Così Ungheria e Brasile fanno bene alla famiglia

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Pope Benedict XVI (R) poses with Hungary’s Prime Minister Viktor Orban (3rd R) and his family during a private audience at the Vatican December 6, 2010. REUTERS/Alberto Pizzoli/Pool (VATICAN – Tags: RELIGION POLITICS)

Destra e sinistra non sono affatto scomparse: da quando c’è Orban chi fa più figli paga meno imposte. I tassi demografici sono in crescita. E Bolsonaro vuole fare altrettanto

 

FINE DELL’INVERNO DEMOGRAFICO

Per ricostruire sulle rovine del comunismo, in Ungheria, saranno necessari altri decenni, ma intanto si è invertita la tendenza al declino demografico, annuncia il ministro della Famiglia Katalin Novak al Forum di Budapest per I Comunicatori Cristiani.
Dal 1981, la popolazione magiara aveva iniziato a calare al ritmo di 30mila persone l’anno: tanta era la differenza fra i nati e i morti.
Dal 2010 al 2018, al contrario, il tasso di fertilità, cioè il numero medio di figli per donna, è cresciuto del 21%. È una dinamica positiva, che va di pari passo con l’aumento dei matrimoni, saliti del 42%.

La ricetta del governo di Viktor Orban sta funzionando: investendo il 5% del Pil in politiche di sostegno alla famiglia e alla vita, sono specularmente calati i divorzi, i casi di mortalità infantile e gli aborti, anche se su quest’ultimo aspetto «rimane ancora molto lavoro da fare», ammette la Novak perché «i soldi non sono la bacchetta magica» per risolvere la crisi, benché aiutino a riconquistare un po’ di fiducia nel futuro.

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Il “caso Sindaco Fabbri” serva di monito ai cattolici del centro-destra

2 CommentiFamiglia: politiche familiari,Gender diktat
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Fabbri s-parla di nuovo. Il 16/8/19, dopo 2 mesi esatti dall’aver ricevuto l’Arcigay, il Sindaco leghista di Ferrara ha rilasciato un’intervista al Carlino in cui ripete le sue convinzioni. Vediamole:

  • «È stato montato ad arte un caso sul nulla»: la storia insegna che una rivolta popolare cattolica non esplode per nulla. Fabbri sappia che la maggioranza degli italiani è disposta a rinunciare anche alla vita per i propri figli, famiglia, ideali.
  • «Io credo nella libertà personale in campo sentimentale, politico e religioso e sono per la difesa dei diritti»: il Sindaco sembra ignorare che alcune libertà confliggono con altre. Basterebbe la lettura del documento politico consegnatogli da Arcigay per rendersi conto che gli LGBT non difendono diritti, ma impongono un’ideologia totalitaria.
  • «Ciò non toglie che per me la famiglia sia quella tradizionale e che io mi collochi nel solco della visione etico-politica della Lega…»: più di quel che pensa Fabbri interessa quel che fa (mantenere gli aiuti a chi vuole distruggere la famiglia). E che questi fatti sono contrari alla visione etico-politica occidentale.
  • «… senza esagerare da una parte e dell’altra»: il Sindaco crede di poter decidere cosa è esagerato e cosa no, cosa sia bene e cosa sia male. Si convinca invece che un Sindaco deve rispettare la volontà di chi lo ha eletto. Specialmente se la sua elezione è dovuta al voto cattolico conquistato da Salvini, non certo dalla sua ignavia.

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Orchi rossi + LGBT: il cancro Bibbiano si diffonde fino a… Bologna?

1 CommentoFamiglia: politiche familiari,Gender diktat,Socialismo

Il consigliere comunale Marco Lisei capogruppo di Forza Italia a Bologna ha ascoltato l’appello di fattisentire.org lo scorso 5 luglio  presentando un’interrogazione intesa a capire se il fenomeno della sottrazione di minori per affidarli a coppie LGBT riguarda anche Bologna.
Il risultato riassunto dal Carlino del 26 luglio è clamoroso.

  1. In una conferenza stampa tenuta assieme all’Onorevole Galeazzo Bignami si è reso noto che «alla data del 16 luglio scorso [gli affidi] erano 78 […] Numero già superiore, e siamo solo a metà anno, a quelli raggiunti alla data del 31 dicembre degli anni scorsi».
  2. Proseguono i due esponenti di Forza Italia: «E non ci rassicura neppure che in due circostanze gli affidi siano a coppie dello stesso sesso, così come le collaborazioni esistenti con il mondo Lgbt da parte dei servizi sociali».
  3. A questi allarmanti indizi sono da aggiungere «contatti con i servizi sociali dei Comuni della Val d’Enza per la gestione di alcuni minori [Il Comune] ha affidato interventi di supervisione ai gruppi di lavoro al centro Hansel e Gretel». (altro…)

Rimini gay pride? Il centro-destra c’è! (e anche il Vescovo)

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Il capogruppo Marco Fiori con il Segretario Lega Romagna On. Jacopo Morrone

Coraggiosa presa di posizione del capogruppo Lega per Salvini: il sindaco di Ferrara prenda esempio!

Un nascente Comitato di cattolici è all’opera per estendere il rifiuto di ogni patrocinio e agevolazione.

La condanna anche del vescovo Mons. Lambiasi, anch’essa da contrapporre al silenzio dell’arcivescovo di Ferarra:
Il Papa ha condannato senza mezzi termini le ideologie del gender, considerate come colonizzazioni ideologiche […]
Papa Francesco ha respinto in modo incondizionato ogni equiparazione tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio su matrimonio e famiglia […]
Oltre alle riserve circa messaggi e linguaggi, non credo che eventi come il summer pride aiutino a ad affrontare in modo costruttivo la rivendicazione di diritti”.

 

Naturalmente, le lobby LGBT rispondono con un caso di presunta aggressione nel quale, come sempre, l’aggressore non viene identificato: e, come al solito, nonostante l’assistenza di un avvocato non viene sporta denuncia.

 

Ma vediamo le dichiarazioni del capogruppo Marco Fiori.

L’attacco della Lega: “Il Rimini Summer Pride inutile, anacronistico e ridicolo”

E’ un attacco diretto al Summer Pride (la manifestazione riminese per imporre l’ideologia lgbt che si terrà in città il prossimo 27 luglio) quello del capogruppo leghista in consiglio comunale a Santarcangelo Marco Fiori che definisce l’evento “Ormai una manifestazione completamente inutile ed anacronistica se non addirittura ridicola“.

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Emilia-Romagna. Legge liberticida omotransnegatività: il PD chiede aiuto… al Sindaco leghista pro-Gay Pride!

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Il consigliere regionale Marchetti (BO) al lavoro accanto a Salvini.

Innanzi tutto, firmiamo per aiutare il povero Sindaco di Ferrara a capire cosa vuole chi lo ha eletto: http://www.fattisentire.org/fabbricambiarotta/

Il PD conta sul Sindaco leghista di Ferrara. Il Segretario regionale del PD sente il Sindaco “vicino”, al punto da chiedergli aiuto per far approvare la legge sull’omotransnegatività: «la Lega cambierà il proprio atteggiamento in aula? […] Si farà carico di spiegare che dal “medioevo il mondo è andato avanti”?» (vedi: https://www.estense.com/?p=793132 ).

La Lega non è Fabbri. Le posizioni del sindaco Fabbri NON sono quelle del centro-destra che l’ha candidato. Una prova è questa eccellente intervista rilasciata dal consigliere regionale leghista D. Marchetti (BO), che conferma «la nostra completa contrarietà a questa legge» (vedi: https://www.ferraraitalia.it/marchetti-lega-regione-via-libera-alla-legge-contro-le-discriminazioni-per-orientamento-sessuale-178419.html ).

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