Esce il libro di fattisentire.org!

1 CommentoFamiglia: politiche familiari,Partecipazione del cittadino,Politiche per la donna,Vita: altri temi

In guerra per i principi non negoziabili!
Il racconto attraverso la stampa di 2 anni di battaglie.
Le tecniche e le tattiche per difendere i valori non negoziabili.

Acquistabile su: https://www.youcanprint.it/scienze-politiche-generale/in-guerra-per-i-principi-non-negoziabili-9788827844298.html

 

(altro…)

Inizia la battaglia contro il gay pride all’asilo di Bologna

1 CommentoFamiglia: politiche familiari,Gender diktat

Dopo
– quasi due mesi dai fatti,
– molte dichiarazioni alla stampa,
– enorme eco mass-mediatica,
– due interrogazioni al Parlamento (buone nello spirito, ma imperfette quanto alla normativa),
un coraggioso consigliere comunale di Casalecchio di R. (Mauro Muratori – Lega Nord) ha finalmente presentato una puntuale «Interrogazione a risposta scritta» al Sindaco Massimo Bosso.

Per una sintetica descrizione di quanto accaduto si rimanda a: https://www.osservatoriogender.it/bologna-a-scuola-di-gay-pride/
Per un inquadramento nel contesto geografico-storico e normativo:
https://www.osservatoriogender.it/il-gay-pride-allasilo-di-bologna-cosa-bolle-in-pentola/.

E’ facile immaginare che la risposta del Sindaco PD – principale responsabile di fronte alla legge – negherà i fatti e si giustificherà facendo appello alla prevenzione della violenza di genere, all’accettazione delle diversità, alla necessità di costruire cittadini per una “società plurale e aperta”.
Al di là di queste solite motivazioni, si ritiene che il testo dell’interrogazione presentata dal consigliere Muratori sia esemplare quanto ad accuratezza e riferimenti alla normativa del c.d. «Sistema 0-6».
Lo si può scaricare all’indirizzo:  www.fattisentire.org/db/20180803_Interrogazione_Balenido_Muratori_LN.pdf

Certamente l’”Interrogazione” è solo un primo passo, ma è un passo fatto bene che può permettere di portare il tema all’attenzione del Consiglio Regionale e quindi in Parlamento, ai Ministri degli Affari regionali e Autonomie, dell’Istruzione e della Famiglia.
Si ripropone perciò il testo dell’Interrogazione per esteso, certi che possa essere di grande utilità a tutti coloro che si occupano di difendere i bambini dal gender.

_____

 

Casalecchio di Reno, 03 agosto 2018

Interrogazione a risposta scritta
Al Sindaco del Comune di Casalecchio di Reno (BO) e Sindaco dell’Unione Valli del Reno Lavino Samoggia

 

Premesso che:

  • Il 6 luglio scorso – nel centro estivo per bambini dagli zero ai sei anni di Casalecchio di Reno gestito dalla Cooperativa convenzionata “Dolce” – delle educatrici hanno svolto alcune attività così riportate dalle stesse su un “diario”: «Ci siamo dipinti la faccia coi colori dell’arcobaleno per festeggiare insieme il Gay Pride, viva l’amore!» (1).
  • Nella stessa occasione le educatrici hanno letto ai bambini due testi dal titolo “Buongiorno postino” e “Piccolo Uovo”, testi comunemente classificati dagli specialisti come portatori della ideologia gender (2).
  • Alcuni genitori si sono rivolti al collega Tonelli documentando l’accaduto con fotografie e denunciando di «non essere stati avvertiti e di non aver gradito» (3).
  • Il 18 luglio il Sindaco di Casalecchio di Reno, assieme al Presidente della Cooperativa Dolce, hanno tenuto una conferenza stampa che sembra non sia stata annunciata sul sito del Comune né in quello della Cooperativa (4).
  • In un’intervista-video rilasciata al periodico Bolognatoday successivamente a tale conferenza stampa il Presidente della cooperativa ha affermato «è usuale per noi, ogni giorno, trasmettere attraverso un diario alle famiglie ciò che si fa all’interno del nido […] noi non dobbiamo cambiare linea» (5).
  • Nell’ambito della medesima intervista lei ha affermato «il problema è stato di comunicare alle famiglie quella che era l’attività» (6).
  • La Legge Regionale n° 19 del 25/11/16 definisce i nidi d’infanzia come servizi «che concorrono con le famiglie alla crescita e formazione dei bambini» (art. 2); stabilisce che i soggetti gestori assicurino «la massima trasparenza nella gestione dei servizi e prevedono la partecipazione necessaria dei genitori utenti alle scelte educative […] assicurano inoltre la partecipazione delle famiglie» (art. 8); prevede che ai fini dell’autorizzazione al funzionamento dei nidi i soggetti gestori debbano «attuare, nel rapporto con gli utenti, le condizioni di trasparenza e partecipazione delle famiglie di cui all’articolo 8» (art. 16); dispone che «la valutazione della qualità, ai fini dell’accreditamento, richiede che i servizi pubblici e privati […] attuino […] le condizioni di trasparenza e partecipazione delle famiglie di cui all’articolo 8» (art. 18); determina come prima competenza del personale la capacità di «relazione con le famiglie» (art. 29) e anche quando il lavoro sia collegiale o di gruppo intima una «stretta collaborazione con le famiglie» (art. 30); attribuisce ai compiti della delicatissima figura del coordinatore pedagogico il supporto agli educatori nella «collaborazione con le famiglie» (art. 32) [nota 7].
  • Il Decreto Legislativo n° 65 del 13/4/17 stabilisce che l’istituendo “Sistema integrato di educazione e di istruzione” «sostiene la primaria funzione educativa delle famiglie» (art. 1, Principi e finalità); che i nidi «concorrono con le famiglie» all’educazione e che i «servizi educativi per l’infanzia sono gestiti dagli Enti locali in forma diretta o indiretta» e che gli stessi «autorizzano, accreditano, vigilano sugli stessi», «realizzano attività di monitoraggio» sempre in considerazione della «primaria responsabilità educativa» della famiglia (art. 2) [nota 8].
  • Il “Regolamento dei servizi per l’infanzia” deliberato dal Consiglio Comunale il 14/4/11 assicura tra le Finalità che «L’Amministrazione Comunale garantisce la massima informazione sulle regole di accesso, sulle caratteristiche, le finalità dei servizi e sulle attività che vi si svolgono; promuove la partecipazione delle famiglie alle scelte educative; assicura la massima trasparenza nella gestione dei servizi adottando la “Carta dei Servizi”» (9).
  • La “Carta del servizio Nido d’infanzia” approvata dalla Giunta il 27/1/09 e presente sul sito dell’Amministrazione alla data dei fatti, indica come finalità l’«integrare l’esperienza educativa della famiglia, garantendo […] confronto per i genitori con gli operatori comunali […]. Il servizio […] opera in rapporto costante con la famiglia» (art. 3), prevedendo tra gli indicatori di qualità del percorso pedagogico la «condivisione dei percorso con le famiglie che vengono informate della programmazione educativa» (art. 5) [10].

 

Per sapere,

  • Se sia a conoscenza dei fatti rappresentati nel “diario” e se abbia visto le fotografie;
  • Se sia a conoscenza che i due testi menzionati nel “diario” sono stati ritirati dai nidi e scuole da altre amministrazioni e sono oggetto di continui contrasti e contestazioni; [11]
  • Se ritenga il “non gradimento” di quanto accaduto da parte dei genitori una prevaricazione di diritti altrui ovvero l’espressione di un diritto naturale primario dei genitori stessi;
  • Se corrisponde al vero che la conferenza stampa non è stata annunciata alla cittadinanza né ai genitori e, in caso affermativo, quali ne siano le ragioni;
  • Se quanto dichiarato dopo la conferenza stampa dal Presidente della Cooperativa Dolce – ossia l’aver informato le famiglie dopo i fatti – sia una prassi valida sia per i pasti dei bambini e altre attività di routine, sia per le attività pedagogiche che toccano temi eticamente sensibili;
  • Se la risposta da lei data alla giornalista debba intendersi come “va bene diffondere l’ideologia gender ma non si deve dirlo alla famiglia”;
  • Se il “festeggiare insieme il gay pride” e lettura di testi intesi alla diffusione dell’ideologia gender siano stato preventivamente concordati dagli educatori con il coordinatore pedagogico e con il coordinamento pedagogico dell’Unione;
  • Se è del parere che la Legge Regionale 19/2016 sia stata rispettata ovvero che quanto sopra citato siano aspetti secondari e trascurabili della stessa;
  • Se ritiene che il disposto dal D.lgs 65/2017 circa la gestione da parte degli Enti locali implichi che la funzione educativa della famiglia debba essere subordinata oppure concordata con il parere dell’Amministrazione comunale, regionale o nazionale;
  • Se esista documentazione della preventiva informazione ai genitori sul “festeggiare insieme il gay pride” come previsto sia dal Regolamento Comunale del 14/4/11, sia dalla Carta dei Servizi sopra citati in tema di “partecipazione” e “massima trasparenza”;

Cons. Mauro Muratori
tel. 800 011 837 / 051 598 111 int. 9139 – fax 051 598 200 – leganord@comune.casalecchio.bo.it

 

Note e Fonti

(1) Cfr. www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/gay-pride-bambini-festa-1.4034535

(2) Cfr. la fotografia presente in www.radiocittadelcapo.it/archives/gay-pride-ecco-perchee-giusto-festeggiarlo-anche-allasilo-194390/. E’ significativo che oltre ai siti cattolici, persino un sito social-comunista come radiocittàdelcapo senta il bisogno di smentire che quei testi veicolino l’ideologia gender.

(3) Cfr. www.bolognatoday.it/cronaca/gay-pride-asilo.html

(4) I siti www.comune.casalecchio.bo.it  e www.societadolce.it  sono stati controllati il 24/7/2018

(5) Trascrizione del video-intervista di bolognatoday, citato.

(6) Idem. La frase intera, comprensiva di un errore di grammatica, è questa: «c’è stata, secondo me, una sottovalutazione di mettere nei diari dei bambini […] una paginetta con su scritto gay preid che […] ha dato […] un’immagine […] sbagliata. Questo è un errore di comunicazione rispetto alle famiglie. Quindi il problema è stato di comunicare alle famiglie quella che era l’attività, che in realtà è stata variegata e non riguardava solo quella educazione alle diversità di genere».

(7) Cfr. http://salute.regione.emiliaromagna.it/documentazione/leggi/regionali/leggi/legge-regionale-n-19-2016/

(8) Cfr. http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/06/22/17G00087/sg

(9) Cfr. https://www.comune.casalecchio.bo.it/upload/casalecchiodireno_ecm6/gestionedocumentale/Regolamento%20nidi_aprile%202011_784_8043.pdf

(10) Cfr. https://www.comune.casalecchio.bo.it/contenuto/contenuti–ecm/servizi-per-linfanzia-03.ashx

(11) Cfr., ad es., http://www.ticinonews.ch/curiosita/243568/venezia-la-protesta-dei-libri-proibiti  (Venezia)

Emilia-Romagna: il gender del PD messo all’angolo?

1 CommentoFamiglia: politiche familiari,Gender diktat

Un progetto denunciato da ogni schieramento. La prima denuncia all’Assemblea Legislativa Regionale della pericolosità di “W l’amore” è del 2015, da parte di sei consiglieri del Partito Democratico (1): a conferma che si tratta di qualcosa di aberrante. E’ bastato loro leggere lo scarso materiale del sito ufficiale www.wlamore.it per constatare che dietro ai soliti camuffamenti di lotta al bullismo, violenze di genere, stereotipi e prevenzioni siamo di fronte a un enorme tentativo di corruzione delle giovani generazioni.
I sei consiglieri – anche grazie all’appoggio alla Giunta del Movimento 5 Stelle – ottengono poco o nulla.
Nei mesi successivi, la protesta dei genitori si estende al punto che tutti partiti del centro-destra se ne fanno portavoce: Fratelli d’Italia (2), Lega (3) e Forza Italia (4).

La dittatura centralista della Regione a guida PD concede qualche piccolo ritocco, ma l’impianto del progetto resta immutato, così come il trucco di fondo: spacciare come sicuri e scientifici i progetti di “educazione all’affettività” portati nelle scuole dalle Aziende Sanitarie Locali e dai relativi Consultori e Spazi Giovani. Così come immutata resta la collaborazione con la Rete di associazioni bolognesi che si occupano di educazione al gender (www.attraversolospecchio.it).
Ancora oggi, dai pochi materiali messi online, si può verificare l’ossessiva attenzione verso l’omosessualità (che qua e là sembra quasi condannare gli eterosessuali), culminante nel famigerato volumetto “Sesso? Sicuro!” (5): una sorta di apologia del sesso di ogni tipo (con indicazioni per abortire e per la pillola “del giorno dopo”) da far arrossire una pornostar.
Pertanto, tutti gli allarmi (6) lanciati dagli specialisti del settore conservano attualità e, anzi, sono avvalorati dall’aumento esponenziale delle malattie a trasmissione sessuale che si sta verificando in Regione (7): più la Regione ha educato all’affettività, più i ragazzi sono a rischio MST.

(altro…)

Quella moratoria sui princìpi non negoziabili

Lascia un commentoFamiglia: politiche familiari,Libertà religiosa,Partecipazione del cittadino,Vita: politiche di bioetica

L’astensione della Lega sulla proposta di istituzione di una nuova Commissione parlamentare sui diritti umani che si occupi anche di utero in affitto e cristiani perseguitati la dice lunga sul patto che rende possibile la sopravvivenza di questo governo.

di Tommaso Scandroglio

 

Prima delle elezioni i cattolici, almeno quelli che sanno riconoscere che ad esempio l’aborto è tematica moralmente più rilevante dell’immigrazione e che credere in Cristo è la libertà più importante di tutte, vivevano nell’angoscia pre-voto.
Chi votare tenendo fisso come criterio ispiratore la tutela dei principi non negoziabili?

(altro…)

Il fallimento del PdF e gli errori di prospettiva

2 CommentiFamiglia: politiche familiari,Partecipazione del cittadino

L’abbandono del Popolo della Famiglia da parte di Gianfranco Amato, che aveva fondato il partito insieme a Mario Adinolfi, – oltre a confermare una facile previsione – ripropone una domanda sulla rappresentanza del popolo dei Family Day.
A cui si continua a dare una risposta sbagliata
.

di Riccardo Cascioli, per la Nuova Bussola Quotidiana

 

L’esperienza del Popolo della Famiglia è stata un fallimento; dopo il 4 marzo lo scenario politico è completamente cambiato e c’è bisogno di nuove forme di presenza politica; il primo passo è lavorare per ricostituire l’unità dei soggetti che hanno dato vita ai Family Day. Questa è in sintesi l’analisi che Gianfranco Amato, fondatore insieme a Mario Adinolfi del Popolo della Famiglia, ha condiviso ieri sul quotidiano La Verità per annunciare le sue dimissioni da quel partito.

Non è un fulmine a ciel sereno: dal 4 marzo molti e lunghi sono stati i silenzi di Amato e svariati i segnali di un disagio nei confronti del PdF e del surreale trionfalismo di Adinolfi a fronte di un misero 0,7% uscito dalle urne. Non commentiamo la decisione di Amato né le ovvie e immediate polemiche che si sono scatenate sui social, né gli insulti al suo indirizzo dall’ormai ex compagno d’avventura Adinolfi.

C’è però qualcosa che stona nell’analisi di Amato: non si può rivendicare come giusta la scelta di due anni fa e attribuire agli scenari usciti dal 4 marzo il necessario cambiamento di strategia quando già allora c’era chi aveva previsto come sarebbe andata a finire, e soprattutto la dilapidazione del tesoro accumulato con i Family Day.
Allora parlammo di errore di metodo e di contenuto, e di nodi che sarebbero prima o poi venuti al pettine: fummo criticati anche da chi è diventato in questo tempo un acceso denigratore del PdF.

(altro…)

Governo Conte: i nuovi orizzonti del Parlamento italiano

4 CommentiFamiglia: politiche familiari

Il governo Conte ha ottenuto la fiducia, con un largo margine, alla Camera e al Senato, ma soprattutto nasce con un ampio sostegno popolare.
I sondaggi attribuiscono infatti alle due forze politiche che lo esprimono, Cinque Stelle e Lega, circa il 60% dei suffragi.
Nessun governo come questo è stato però avversato dalla quasi totalità dei mass-media italiani.

Antonio Socci ha ben descritto questo “pregiudizio universale” su Libero (3 giugno), mentre Marco Travaglio, su Il Fatto quotidiano (6 giugno), ha pubblicato una lunga antologia dei pesanti giudizi riservati al governo nascente da pressoché tutti i giornali, di sinistra e di destra.

Conte è stato accusato di essere un «amico del popolo come Marat» (Corriere della Sera, 18 maggio) e di preparare «un futuro venezuelano» per l’Italia (Il Foglio 16 maggio). «C’è un caso Italia in Occidente», ha scritto il direttore de La Stampa (27 maggio), mentre per il direttore di Repubblica, «l’impasto di inesperienza, improvvisazione e arroganza non tarderà ad emergere. Allacciate le cinture» (2 giugno).

Questa faziosità ideologica si è tradotta in una violenta intolleranza nei confronti del nuovo ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, colpevole di essersi espresso a favore della famiglia naturale, tutelata dall’articolo 29 della Costituzione, di avere rilevato l’esistenza di una crisi demografica in Italia e di avere partecipato alla Marcia per la Vita del 19 maggio.

(altro…)

Violenza di genere: tutto vero?

Lascia un commentoFamiglia: politiche familiari,La cappa ideologica

IL BANDO DEL GOVERNO CHE VUOLE “MAL-TRATTARE” I MASCHI CON LA SCUSA DI CONTRASTARE LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

La violenza di genere è un dispositivo che è utilizzato come arma per annichilire qualsiasi forma di dissenso a favore delle politiche di genere.

 

È online il bando del 20 luglio 2017 del Dipartimento delle Pari Opportunità volto al finanziamento dei progetti orientati alla prevenzione e al contrasto alla violenza di genere.

È interessante notare che il bando finanzierà progetti per 10 milioni di euro e permetterà di supportare attività di sensibilizzazioni rispetto a sei aree d’intervento: donne migranti e rifugiate, inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza, supporto alle donne detenute che hanno subito violenza, programmi di trattamento di uomini maltrattanti, supporto e protezione delle donne sottoposte anche a violenza “economica” e progetti di sensibilizzazione, prevenzione e educazione.

Esaminando attentamente il bando se, da una parte, emerge distintamente l’ideologia che in esso è sottesa e di cui in più occasioni abbiamo fatto stato (confronta per una più estesa trattazione delle strategie politiche dei comitati pari opportunità e delle loro ricadute sociali: G. Cerrelli, M. Invernizzi, La famiglia in Italia dal divorzio al gender, Sugarco, 2017, pp. 235 e ss.),  dall’altra suscita una fondata preoccupazione e un vivo sconcerto la specificazione del contenuto, che è dato nel bando, di due aree di intervento e precisamente
– quella prevista dall’art. 2 lett. C: “Programmi di trattamento degli uomini maltrattanti” e finanziata con un milione di euro e
– quella prevista dall’art. 2, lett. F: “Progetti di animazione, comunicazione e sensibilizzazione territoriale rivolti alla prevenzione della violenza di genere mediante la realizzazione di campagne di comunicazione, educazione, attività culturali, artistiche e sportive, per promuovere i cambiamenti nei comportamenti socio-culturali, al fine di eliminare pregiudizi, costumi, tradizioni e qualsiasi altra pratica basata su modelli stereotipati dei ruoli delle donne e degli uomini”, finanziata con duemilioninovecento euro. (altro…)

Petizione: Sanità Emilia-Romagna – aborto e gender

5 CommentiFamiglia: politiche familiari,La cappa ideologica

Dopo “Il gender nelle scuole” viene diffuso un nuovo monitoraggio, questa volta dedicato a cosa fa la Sanità a guida Partito Democratico per i giovani emiliano-romagnoli.

 

Qui trovate l’analisi svolta sull’Ausl di Bologna: http://www.fattisentire.org/sanita-a-bologna-aborto-e-gender/ 

 

L’analisi verte sul “Catalogo Obiettivo Salute 2017/2018”, lo “Spazio Giovani”, i progetti di prevenzione del bullismo, l’educazione sessuale, la droga.  In sintesi si rileva che:

  • tutti i progetti non prevedono il consenso informato delle famiglie, nemmeno quando i destinatari sono minorenni
  • gli “spazi giovani” sembrano avere come scopo: interruzioni volontarie di gravidanza, prescrizioni contraccettive e della “pillola abortiva del giorno dopo”
  • in alcuni casi si danno istruzioni su come scavalcare i genitori per ottenere la “pillola abortiva” nei giorni di chiusura dei vari “Spazio Giovani”
  • ai “formatori” vengono forniti film e video di orientamento gender; “Documenti” per ogni genere di esperienza sessuale, dal sesso con adulti, alla “prima volta”, ecc.
  • il bullismo è presentato in modo talmente generico da costituire un facile grimaldello per introdurre il gender
  • la collaborazione con le associazioni LGBT è frequentissimo: nessuno spazio a quelle familiari
  • l’educazione all’affettività diffonde un’idea della sessualità individualistica, orientata al solo piacere e il cui unico ostacolo sembrano essere infezioni e gravidanze
  • la prevenzione della droga non riguarda la cannabis, mentre le droghe mortali sembrano equiparate ad alcol e sigarette
  • per le scuole, nel modulo di richiesta servizi dell’Ausl, la firma del Dirigente scolastico sembra facoltativa

 

SE RISIEDI IN EMILIA-ROMAGNA SOTTOSCRIVI QUESTA PETIZIONE:
LA TUA RICHIESTA ARRIVERA’ AI 13 CONSIGLIERI DELL’OPPOSIZIONE
per invitarli a vigilare sulle Ausl e a modificarne le modalità operative

Dall'Ausl arrivano aborto e gender

Alle opposizioni al PD

Gentile consigliere regionale,
ho preso visione del monitoraggio su "Sanità: aborto e gender" alla pagina http://www.fattisentire.org/petizione-sanita/
A fronte di pressoché inesistenti forme di sostegno alla vita nascente e alla famiglia naturale, la Regione svolge una crescente azione di promozione di
- aborto e contraccettivi anche abortivi,
- sessualità ridotta a piacere e libertarismo sessuale,
- droga
- forme di unione alternative alla famiglia, scavalcando regolarmente il primato di quest'ultima.

Le chiedo di farsi portavoce della protesta mia e della mia famiglia, monitorando e tentando di fermare questa deriva etica.
Ringrazio per quanto vorrà fare e spero di averne notizia, magari sulla stampa locale.
Cordialmente

**la tua firma**

Firma!
520 signatures

Convidi con i tuoi amici

   

PIU’ SAREMO E PIU’ PROBABILITA’ AVREMO DI VENIRE ASCOLTATI !

 

Monitoraggio delle attività dell’Ausl di Bologna

Lascia un commentoFamiglia: politiche familiari,Vita: politiche di bioetica

Sanità a Bologna: aborto e gender

Monitoraggio delle attività dell’Ausl di Bologna per i giovani

Premessa. Questo monitoraggio è la logica continuazione di quello sulle scuole di Bologna presentato alla stampa il 15/9/2017 ([i]). Infatti, nello svolgere l’analisi delle scuole ci si è accorti che molto spesso le attività intese a diffondere il gender ([ii]) erano predisposte dall’Azienda Sanitaria di Bologna e dal suo personale cioè, di fatto, dalla Regione Emilia Romagna a guida Partito Democratico. Pertanto, si è chiesta documentazione ufficiale all’Assessorato alla Sanità, la si è analizzata relativamente ai valori di vita, famiglia ed educazione e si sono monitorati i siti della Regione e dell’Ausl provinciale.

Scopo di questo lavoro. È sembrato opportuno offrire un sintetico strumento per individuare le attività che più meritano attenzione nelle aziende, nelle scuole e nella città. Dall’insieme delle tessere che vanno a comporre il mosaico delle attività delle Ausl, si è cercato di capire quale visione del mondo e dell’uomo ispiri la Giunta Regionale.

Caratteristiche generali. Il denominatore comune di quanto l’Ausl svolge sembra essere quello di considerare la persona alla stregua di un essere incapace di controllare i propri  istinti e senza volontà: aborto e pillola del giorno dopo diffusi capillarmente; ruolo della famiglia ignorato o ridotto all’«ascolto» (si accorda direttamente con le scuole); affettività intesa solo come sesso; sessualità ridotta al piacere e propinata come mera “tecnica”; ideologia gender insinuata frequentemente; droga equiparata ad alcol e fumo. (altro…)

Vita e Famiglia dopo le elezioni in Sicilia

Lascia un commentoFamiglia: politiche familiari,Partecipazione del cittadino,Vita: politiche di bioetica

Risposta dell’Avv. Pillon (CDNF)
all’avv. Amato del PDF (partito di Adinolfi)

Dopo una giornata passata a Roma al Senato e al Comitato per combattere la battaglia e tentare di fermare la sciagurata legge sull’eutanasia, mi sono imposto di trovare qualche minuto e rispondere per mio conto alla nota diffusa da Gianfranco Amato in cui si attaccava la persona di Massimo Gandolfini e la linea politica del comitato Difendiamo i nostri figli, rei di aver “superato la decenza”.

Non fa piacere essere attaccati pubblicamente da un amico, ma non voglio contrattaccare.

Sul piano personale dunque non posso che invitare tutti gli amici a evitare ogni discussione, ogni polemica e ogni inutile invettiva, buona solo a dividere e scavar solchi tra chi sta faticosamente tentando di far fronte comune alla deriva antropologica che minaccia di travolgere le nostre famiglie e la nostra società.
I nostri nemici non sono di sangue e di carne e soprattutto non sono tra le famiglie del family day.

Sul piano politico, senza nessuno spirito polemico, mi limito a tre semplici precisazioni che correggono quanto affermato da Gianfranco Amato

1. Il Comitato DNF ha ottenuto da Nello Musumeci un impegno a sostenere i nostri valori, e rivendica questo risultato. Considerando che gli altri candidati (5 stelle da un lato e PD+Alfano dall’altro) erano le uniche altre scelte concessa agli elettori siciliani, crediamo che convincere l’unico candidato sensibile ai nostri temi a impegnarsi pubblicamente per sostenerli sia stato un buon risultato, di cui anche il PdF (neppur candidato in Sicilia) avrebbe potuto darci semplicemente atto. A meno che non si dica che i siciliani dovevano essere abbandonati al loro destino o dovevano votare 5 stelle o PD… (altro…)